tecnologie

novità e non dal mondo di domani

Google Maps NavigationMentre viaggiavo un po’, prima e durante la vacanza, ho provato a sostituire il mio navigatore classico con Google Maps Navigation, per provarlo un po’. Ne ho tratto alcune impressioni che volevo condividere.

Non avrai mai più il problema delle mappe! le mappe di Navigation sono le stesse di Google Maps, ovviamente, a cui Google ha aggiunto la visualizzazione aerea che però credo faccia direttamente il telefono al volo (infatti è una modalità di visualizzazione che sul computer non esiste). Cosa significa questo? beh, in primis che hai a portata di mano la mappa di tutto il mondo (ove ci sia Google Maps, certo) ma soprattutto che non si avrà mai più bisogno di comprare o aggiornare nulla. I software classici infatti si basano su mappe precaricate nel dispositivo, o disponibili tramite licenza e schede di memoria; col tempo le mappe invecchiano e bisogna cambiarle. Le fonti delle mappe sono molteplici (potete vederle elencate in basso sulle cartine, zoomando indietro aumentano) e poiché la grande G. le compra presumibilmente con una licenza che le permette di mostrarle a tutto il mondo, Maps Navigation non fa eccezione.

Mi serve sempre una connessione? Beh si, è l’altro lato della medaglia. Avevo letto da qualche parte che il programma interrogava il server solo al calcolo del percorso e che durante la navigazione era possibile anche non avere connessione, ma non trovo più la fonte. Comunque internet servirebbe per il ricalcolo, per le ricerche dei POI o per i dati del traffico, quindi…

Tutti i poi (pdi) del mondo Un altro elemento che mi ha sempre dato noia dei navigatori sono i POI (PDI in italiano: Punti Di Interesse). Ognuno ha i suoi, ed esistono solo per certe categorie. Qualcuno crea una categoria che interessa a certe persone, ma lo fa in un formato che viene letto da alcuni navigatori e da altri no. Insomma un casino. I POI di Maps Navigation sono gli stessi di Google Maps, cioè puoi navigare fino a qualsiasi punto, luogo, via, esercizio commerciale o altro elemento che riesci a trovare su Maps!

Si ma la voce fa schifo! E’ vero, è veramente penosa. Questo perché è un sintetizzatore vocale, e nemmeno poi tanto raffinato (almeno per la lingua italiana). Ora però ti dico due cose: sai perché fa ridere? perché dice anche i nomi delle vie e dei luoghi!. sai perché non ne potremo mai avere un’altra? perché dice anche i nomi delle vie e dei luoghi!. Proprio così: i navigatori classici (o almeno quelli che ho visto io) si limitano a precise indicazioni generiche: “svolta a destra”, “alla rotonda prendi la terza uscita”, “tieni la sinistra sulla strada principale”, “prendi la prossima a destra, poi entra in autostrada e continua dritto per oltre 100 chilometri”. Per fare voci così – lo so perché ai tempi ho guardato dentro a un file delle voci per il C710 – bastano alcune registrazioni generiche e un file testuale per le combinazioni. Google Maps Navigation invece dice cose tipo “svolta a destra in Via Santa Mària”, “Prendi lo svincolo in direzione Milano A7 – Ventimi-glìah”, continua su Piazza della Resistenza Partigiana”. In pratica più della metà dei nomi hanno l’accento sbagliato, ma è perché il sintetizzatore trasforma in voce le indicazioni passo-passo che si possono avere su Maps (ad esempio qui) e tenta di dare informazioni più precise e dettagliate rispetto a un TomTom o a un Garmin.

Altre cosucce carine: Le informazioni sul traffico in tempo reale, la possibilità di dettare la destinazione, la visualizzazione di alcune categorie di POI durante il tragitto (le classiche, bancomat, distributori, eccetera…), la navigazione in visualizzazione satellite. L’elenco è qui.

Chrome to phone, il suo naturale complemento. Chome to Phone è un’estensione di Chrome (ma esiste anche non ufficiale per Firefox) che permette di inviare un link direttamente al proprio cellulare Android, che può aprirlo direttamente o tenerlo in memoria. Se è una mappa il cellulare aprirà direttamente l’applicazione Maps, se è un percorso chiederà se vogliamo navigare. E allora quale è la figata da geek? farsi il percorso preciso su Maps, con la possibilità di trascinare il percorso evariarlo in base alle nostre tappe ed esigenze comodamente con il mouse, e quando è tutto pronto incollare inviare il link al cellulare e iniziare la navigazione. Ogni cosa su Maps ha un link, e ogni link contiene tutte le informazioni per ricostruire esattamente la visualizzazione e/o il percorso scelto.

Quindi lo consigli? non lo so. Non siamo ancora a livelli eccelsi, anche se fa il suo sporco lavoro egregiamente, ma migliora velocemente, e il fatto che tutto sia online permette di avere sempre un prodotto aggiornato, invece di penare come spesso sento fare dietro a mappe e POI. Se avete una buona connessione dati e un cellulare Android, in Italia vale sicuramente la pena. Se andate all’estero e avete come me il problema del traffico in roaming, c’è poco da fare…

Da un sacco di tempo non partecipavo a una campagna di BuzzParadise, principalmente perché dei dopobarba e dei saponi non mi importa poi molto :)
Quando invece ho visto una campagna di prodotti tecnologici mi ci sono buttato a pesce: era roba Creative!

Creative è uno dei marchi che non si tradiscono, ognuno ha i suoi (e qui ci sono alcuni dei miei). Per l’audio sui computer non mi sono mai staccato da Creative, sin dai tempi delle Soundblaster a 8 bit, e ultimamente avevo anche avuto modo di apprezzare i progressi fatti nel settore delle casse audio, con le T20. Comunque mi hanno mandato da provare la Creative D200, una cassa Bluetooth di fascia media senza alcun connettore per Ipod come la sorella maggiore D5. Grazie a questo fatto il design è molto pulito e funzionale

Già dal peso – quasi due chili – si intuisce che la qualità costruttiva è molto buona, non è un plasticone, e le rifiniture sono in linea con le aspettative da un marchio come Creative; sulla parte superiore ci sono tre tasti, connetti al bluetooth, volume su e volume giù, più un led verde/blu. Sul retro c’è l’ingresso analogico AUX-IN e il pulsante di accensione. Basta!
“e come faccio a cambiare canzone, fare PLAY o STOP?” è la prima naturale domanda di chi non ha mai avuto una cassa Bluetooth: non puoi! anzi, non devi! la cassa funziona solo se connessa ad un dispositivo Bluetooth, appunto, e da quello si faranno tutte le operazioni. Io l’ho connessa al mio Nexus One, che praticamente tramite l’interfaccia dell’applicazione AUDIO fa da telecomando, ma si può tranquillamente accoppiare a un normale computer e usare Winamp o chi per lui.

Come si sente? decisamente bene: ci abbiamo fatto colazione un paio di mattine, a volume basso mentre la bambina dormiva, ed è di piacevole compagnia. Poi l’ho provato in giardino pompando un bel po’ il volume: a sei-sette metri di distanza e senza aver raggiunto il volume massimo Spybreak! dei Propellerheads era quasi fastidioso! Per le feste in giardino è decisamente consigliata! :)
Tanto per comprendere la pressione sonora del sistema dei bassi, sul retro dell’apparecchio è presente il classico foro di fuoriuscita dell’aria, e dovreste vedere quanto si muove un foglio di carta messo lì dietro! :)

Ecco, se proprio devo trovare un difetto direi che in alcune circostanze i tanti bassi tendono a impastare un pochino il suono, anche se la cosa dipende molto da dove lo state ascoltando: all’aperto nessun problema, al chiuso alcune rifrazioni sui muri potrebbero dare noia. Per il resto la D200 ha un buon timbro e una resa soddisfacente, è un oggetto che mi piace molto e non sfigura affatto in casa, è abbastanza piccolo da poter essere nascosto, volendo, sotto a un divano o dietro un vaso (o DENTRO un vaso :D ) e la presenza di un solo cavo necessario aumenta di molto le sue possibilità di collocazione. Viene venduto sul sito Creative a 99 euro, mi sembra un buon prezzo per quel che dà!

[a scanso di equivoci: non mi risulta che debba restituire l'oggetto, ma nonostante questo se facesse schifo lo direi senza problemi, come al solito :) ]

Da qualche giorno ho completato la rete casalinga, volevo dirvelo. Abitare in una casa su tre piani ha alcuni vantaggi, ma anche alcuni svantaggi. Abitare in una casa in cui non si può passare nemmeno un cavo in una canalina perché sono tutte piene è uno svantaggio, specie se lo scopri solo dopo aver pensato a come disporre il tutto. Però per fortuna le soluzioni ci sono quasi sempre, quindi:

Al terzo piano c’è lo studio. La linea telefonica arriva dalla porta di ingresso dello studio (uno dei due ingressi di casa). Giocoforza è necessario porre l’hag di Fastweb in questa stanza, quantomeno per vicinanza con il router e i PC. Subito bisogna pensare a dove sistemare la base trasmittente dei telefoni fissi cordless, poiché non c’è abbastanza portata fino al piano terra, figuriamoci al giardino. Per cui la base dei cordless viene portata in camera da letto, al secondo piano, tramite l’esistente cavo telefonico, e da lì può irradiare il segnale sia sopra che sotto. Nello studio oltre all’hag sistemo i due PC, come detto, il router e il NAS. Ho scelto il linksys WRT610N illudendomi che oltre alla velocità, il wifi di tipo n portasse anche un incremento della portata che potesse trapassare due solette di cemento armato e un muro verticale, speranza vana. Al piano terra non c’è segnale, nè sulla frequenza a 2.4 nè su quella a 5 Ghz. Per cui fino a questo momento la “bolla” internet è relegata ai piani alti.

Al piano terra devo collegare la Wii, il DVICO (che deve pescare contenuti anche dai PC e dal NAS) e in futuro qualsiasi dispositivo multimediale che necessiti di aggiornare il firmware o pescare contenuti da internet o dalla rete interna; per non parlare del fatto che non ho di certo comprato una casa col giardino per poi non poterci navigare dall’EEEpc di sera, sull’amaca, con una coca cola ghiacciata a fianco :-P

Poiché non si può tirare un cavo e il wireless è menomato, non mi resta che giocarmi la carta del powerline: per massmizzare la compatibilità scelgo i linksys PLK 300, che garantiscono una buona velocità anche a fronte di contenuti “pesanti” (chessò, dei film a 1080p). Senza bisogno di installare nulla, li attacco alla corrente e si vedono. Habemus internet anche al piano terra!!

L’ultimo tassello è il wireless in giardino: questo lo risolvo con una vecchia Fonera 2.0 che un amico gentilmente sbraga a DD-WRT: non posso usare il WDS perché il linksys non lo supporta (mannaggia!) e mi tocca ripiegare su un bridge, per cui niente rete e login unica ma due distinti SSID, ma almeno la copertura è garantita anche durante i barbecue! :)

[un ringraziamento comunque al Beggi lo volevo fare: anche se la soluzione è piuttosto distante da quanto da lui suggerito, ho tenuto in grande considerazione i tuoi suggerimenti. Ci ho messo un pelo più del previsto, ma ce l'ho fatta :D ]

Sei nella classica stazione nel mezzo del nulla, e l’unico treno per la città passa tra mezz’ora. Però la coincidenza non ti dà abbastanza tempo per fare il biglietto dell’Eurostar nella stazione grande, e la stazioncina non ha biglietterie, se non la macchinetta per i viaggi locali. Tiri fuori l’eeepc, vai sul sito di trenitalia e compri un biglietto ticketless, con conferma della prenotazione via SMS.

(più facile ancora, se sei un temerario, fai tutto dal browser del tuo smartphone :) )

sei in treno e vedi un bel parco. pensi “se fossi da queste parti sarebbe bello portarci la bambina”.

Apri il sito delle ferrovie, simuli lo stesso viaggio che stai facendo, apri il dettaglio e guardi l’ultima fermata fatta a seconda dell’ora attuale. Poi apri Google Maps, trovi la linea ferroviaria, passi alla visualizzazione satellitare, scorri quel tratto et voilà :D

(più facile se hai uno smartphone evoluto. apri maps e guardi la posizione, ma non altrettanto esaltante :) )

Ammetto che con il cambio di telefono ho approfittato per fare un po’ di pulizia delle applicazioni. Vi segnalo qualche novità, alcune delle quali prese proprio oggi dal blog di Matt Cuts:

  • Juice Defender: Juice defender è la classica manna dal cielo. E’ una delle tante applicazioni che promettono di preservare la batteria, e devo dire che ho notato miracoli. Il principio è semplice: è la sincronizzazine continua che ti ciuccia la linfa vitale. Juice defendere disabilita e riabilita gli APN a intervalli prestabiliti (tipo 3 minuti ogni quarto d’ora). In questo modo non si perde il contatto con la rete ma i risultati in termini di autonomia sono notevoli. Comodissimo il widget sullo schermo che mostra il risparmio sotto forma di moltiplicatore (sono arrivato a x2,00). Juice defender ha anche altre opzioni, ad esempio non disabilita l’APN se c’è una soglia minima di traffico (in modo da non interrompere qualche download di dati), oppure li riabilita sempre se lo schermo è acceso o il telefono sotto carica. La versione a pagamento ha anche tre “trigger” per Notte, Posizione e Timeout; io suo solo Notte nel caso dovessi dimenticarmi il cell accesso. Il tutto vale anche per il wifi e gli MMS
  • Juice plotter: è il naturale complemento del defender: mostra un grafico con l’utilizzo della batteria nel tempo, e la sua temperatura. Più che altro è valido il widget per la home che ti dà la durata residua della carica – molto precisa – o il tempo di ricarica per giungere al 100% (che NON SEMPRE conincide con la luce verde del cellulare)
  • Air Control: bellissimo gioco in cui bisogna far atterrare aeroplani tracciando la rotta col dito. Sembra facile, a dirsi, ma appena il traffico sale la cosa si complica
  • Dialer One: una cosa che c’era in Android 1.5 e poi è sparita (almeno dalla ROM Donut che avevo montato sul Magic, ma anche dall’Android 2.1 standard del Nexus) è la capacità di cercare tra nomi e numeri insieme. Cioè, se digito le lettere di MAR, lui deve cercare anche nei numeri con contengono 627. Dialer One lo fa, e tanto mi basta per promuoverlo con un collegamento in home :D
  • Seesmic: ha sostituito Twidroid, lo trovo più carino (e poi sul desktop uso Seesmic fon Windows, ci vuole coerenza :D ) soprattutto perché supporta gli account multipli
  • CS mobile: l’applicazione di Coming Soon, fondamentale per sapere al volo programmazione e orario dei film. E anche quale è il cinema più vicino basandosi sulla posizione GPS :D
  • Foursquare e Gowalla: anche io sono caduto preda dei servizi spinti di geotagging-social-sharing salcazzo come si chiamano. Non ho ancora deciso quale delle due sopravviverà, vedremo in futuro.
  • Google Earth: non necessita di commenti
  • SMS backup: “spara” ogni sms ricevuto su gmail come se fosse una mail (bisogna abilitare IMAP) e lo fa dentro a una etichetta apposita, senza aumentare il conteggio delle mail. Con l’indubbio vantaggio di poter fare ricerche dalla casella di Gmail ANCHE nei vostri sms ;)

Come alcuni di voi sapranno, e come avevo preannunciato, sono ora fiero possessore di un Nexus One, made in Google. Invece di fare la recensione completa, facciamo che se volete sapere qualcosa lo chiedete e vi rispondo, così risparmio caratteri, ok? :)

E già che ci siamo, ti interessa per caso un HTC Magic bianco, marchiato TIM, con i permessi di root abilitati e Android 1.6 (c’è sopra la stabilissima ROM RAV1.6 di Amon_Ra)?

i contatti sono sempre i soliti… :)

Audigy SE

Ti stai domandando perché il microfono attaccato alla tua Sound Blaster Audigy SE (eventualmente anche Soundblaster Audigy SE 7.1) non ne vuol sapere di funzionare?
Stai diventando matto a capire perché questo microfono, che ovunque funziona, è completamente muto quando lo attacchi alla scheda audio Creative? Magari sono solo due giorni che non fai altro che cambiare impostazioni dal pannello di controllo Creative, dal pannello di controllo dei suoni di windows, cancellare e reinstallare driver, e smanettare col dannato registratore di suoni di windows (o goldwave, soundbooth, total recorder o quel che ti pare)?

ECCO LA SOLUZIONE AI TUOI PROBLEMI!

devi infatti sapere che gli ingegneri di Creative, mentre progettavano la dannata Audigy SE hanno deciso di inserire un pizzico di fantasia nelle specifiche. Erano probabilmente stufi della monotonia dei circuiti stampati, dei documenti tecnici sugli standard e sul clock dei processori, e hanno fatto di testa loro. Oppure hanno affidato l’assemblaggio a un’intera azienda di daltonici.
Devi infatti sapere che io e te – che siamo persone normali e logiche – inseriamo il jack da 3,5millimetri del microfono – DI COLORE ROSA – nel connettore di colore rosa, come si fa ormai da svariati anni, tanto che anche i dummies riescono ormai a non sbagliare più gli ingressi. Nella Audigy SE (e anche nella Audigy 7.1) invece no, devi attaccarlo al connettore BLU!!!

Attacca il tuo microfono al connettore blu, e registra la tua voce profonda o suadente, fai il karaoke in pace, registra quel che ti pare. E soprattutto, smetti di essere una persona razionale, che non serve a niente!!

Predicare bene…

Android
Alla fine ho letto talmente tanto le guide che mi sono convinto che dai, non poteva essere così tragica come pensavo.

Quindi prima ho flashato la recovery, poi ho backuppato tutto quel che non era ancora nella cloud, e oggi ho flashato Android 1.6 sul mio Magic, che devo dire funziona alla perfezione ed è più veloce di prima.
(se non ci hai capito nulla, te lo riassumo: ho sbragato il telefonino :) )

L’ho fatto anche perché mi sentivo in debito con le persone che si sono fidate del mio giudizio, e che adesso posso aiutare ad uscire dal giogo dei non aggiornamenti TIM ;)

Lo dico subito così siete contenti: a meno di cataclismi naturali, clausole vessatorie repentine o contratti capestro aggiunti al novantesmo, mi comprerò un Nexus One appena sarà possibile. E non perché non sia contento del mio HTC Magic, ma perché non sono contento del mio HTC Magic TIM.
L’ho comprato, convinto, appena disponibile, perché credevo nel ruolo di HTC, che fornisce il firmware del mio modello (quelli marchiati Vodafone montano il firmware fatto direttamente da Google). E in effetti HTC fa quel che deve fare in quasi tutti i paesi del mondo: aggiorna i suoi firmware. Magari salta una versione, magari lo fa in ritardo, ma lo fa. In Italia invece no: il Dream è fermo ad una versione preistorica di Android, il Magic pare farà la stessa fine, è l’accusato è sempre e solo TIM.

Ora, il fatto saliente è questo: non sarò un Dio dell’hacking, ma so leggere cinque guide, capire quali sono buone e quali no e so seguire le istruzioni passo-passo: a montare una ROM non ufficiale (magari la famosa CyanogenMod) ci metto un paio d’ore, a star tranquillo. Epperò non ne ho voglia, non ne ho più tanta voglia. Non ho più 15 anni e il tempo di passare una nottata a capire perché un driver non si caricava o a settare gli IRQ della scheda audio per far partire un gioco. Non ho voglia di infilarmi in un gorgo che mi porta via tempo, voglio semplicemente un telefonino da pigri: lo usi e ogni tanto compare il messaggio “c’è una nuova versione, la installo?” (che poi è esattamente quel che fa da sempre Google: mica ti chiedono di configurare nulla – vabeh, il minimo necessario – ti dicono di usare i prodotti e basta. Pensate un po’ se rilasciassero Gmail 3 ma il vostro fornitore di connessione a internet vi costringesse a usare sempre la 2!! ). Ho già un lavoro, un’attività in proprio, una famiglia e altri interessi per dovermi anche preoccupare di aggiornare il telefono.

La TIM ha già sbagliato una volta con il Dream, ho voluto provare a dare fiducia e ho sbagliato. Mi secca che l’ho consigliato a tante persone che si fidano dei miei giudizi, anche se spero che per loro il problema non sia così grosso… e a dirla tutta non ce l’ho nemmeno solo con TIM, ce l’ho anche con – tanto per dirne un’altra – Mio Technology, produttrice del navigatore C710 che non gode di nessun aggiornamento ufficiale del software e delle mappe. La cosa buffa è che continuano a sfornare prodotti di alta qualità, e continua a restare una marca da compare, ma la cosa mi manda ugualmente in bestia. Non puoi fregartene così tanto dei tuoi clienti.

Se è vero che il consumismo si basa sul ricambio dei prodotti, e se è vero che gli oggetti di oggi sono fatti per durare meno di quelli del passato (ed è vero, purtroppo), mi sembrerebbe evidente che il tuo obiettivo dovrebbe essere sia vendere sia tenerti buono il cliente, che sennò la prossima volta non compra e non ti fa comprare.

« Older entries