Quando vedi i tuoi figli tutti i giorni non è facile vedere i momenti in cui cresce, quindi devi fare affidamento su particolari attimi che io chiamo “scatti di crescita”. Quelli facili sono la prima volta che ti chiama, quando cammina, la prima pappina, eccetera… ma altri sono meno facili, vanno colti. Quando abbiamo tolto le sbarre al lettino di Caterina lei era felicissima, a volte basta davvero poco per farli contenti.
Un primo scattino è stato la prima volta che è venuta lei a svegliare noi, con il rumore dei piedini nell’altra stanza (l’inconfondibile TU TU TU TU ravvicinato tipico dei piccoli tappi
) e lei che compare accanto al lettone. Ma stamattina ne ho vissuto un altro: io che mi sveglio, mi faccio la doccia e mi preparo nel silenzio, entro in camera al buio a salutare la signora prima di uscire e quando giro la testa vedo la piccola sagoma nella penombra, in piedi nel corridoio. A metà tra l’infarto da film horror per la sorpresa e l’orgoglio di papà per la piccola che diventa grande e autonoma…
E quindi eccoli qui, i “primi” parcheggi di interscambio.
Primocanale ha dimenticato una parola, “a pagamento”, perché almeno quello di Marassi lo è già, un parcheggio di interscambio. E la cosa è confermata dal cartello, che così lo nomina. Noi ci parcheggiamo spesso, quando dobbiamo uscire con due mezzi oppure piove a dirotto. Lasciamo lì la macchina, e spendiamo 3 euro per andare in centro. A volte altri 3 per tornare indietro, ma a volte meno (oppure 0, se appunto abbiamo anche il motorino).
Adesso diventa a pagamento: sulle prime ero favorevole, poi ci ho ripensato. Vediamo: se hai l’abbonamento AMT resta gratis. Discriminante. Se non ce l’hai costa 6 euro. Se si parla di due persone, quel costo copre 4 biglietti. Se vai a lavorare sei in pari, se stai tutto il giorno sui mezzi ci guadagni (ma è improbabile che lasci lì la macchina per andare fino a Pegli in autobus, no?). Se sei da solo ci perdi praticamente sempre.
Risultato? mi infilo con la macchina in centro, che con 6 euro ci faccio 3 ore di sosta in un silos, e intaso un po’ di più il traffico, e l’aria mentre aspetto col motore acceso il mio turno per parcheggiare.
(puntate precedenti: 2006 – 2007 – 2008 – 2009 – 2010)
keyword:
quasi noioso l’elenco delle keyword. Ho rinunciato a deottimizzare i post sulle armi, però noto che al quarto posto c’è “tambu”. Era da tempo che non vedevo il mio “personal brand” (
) tra le keyword… allargando un po’ alle prime 25, tanto per avere qualcosa da scrivere, noto fiat16 al 13° posto, jabba, suicidi svezia. C’è un sacco di gente che cerca informazioni sul tasso di suicidi in Svezia, pensate che in tutto il 2011 ho 139 differenti keyword sui suicidi in Svezia, e 742 visite.
post:
a parte il post sulla leggenda dei suicidi in Svezia, l’altra novità è il post sul tergicristallo chimico, che ha circa 50 visite al mese. Nota di colore, nessun post della top 10 è stato scritto nel 2011 (e nemmeno nel 2010, se è per quello)
sorgenti di traffico:
l’rss, che era al quarto posto l’anno scorso, sparisce completamente dalla top 10 (ed è anche parecchio più in giù del venticinquesimo posto, quasi ininfluente), probabilmente sostituito da altre forme di aggregazione dei contenuti, tipo friendfeed o twitter. Ho un po’ di visite da ask.forumer.it – sempre persone che cercano di costruire pistole – facebook è al nono posto e al decimo ho persone che accedono al www di questo dominio, dimenticando che il blog sta sul sottodominio blog.tambuweb.it
varie:
ho un sensibile calo delle visite, praticamente ne mancano un terzo rispetto al 2010, e un po’ è colpa mia e della bassa frequenza di pubblicazione. No, non penso che i blog siano morti, ma sono d’accordo che chi ce l’aveva solo perché unica forma di espressione “personale” (non legata cioè ad account su community, che fanno fatica ad emergere) possa averlo sostituito con profili personali su social network, alcuni dei quali anche molto forti nel creare e mantenere personal brand.
Se è vero che il 2012 segnerà la morte di IE6 ne saremo solo che lieti; per intanto la somma delle visite da tutti gli IE scende dal 42 al 35%, Firefox scende dal 32 al 27%, Safari sale di un punto e Chrome cavalca passando dal 13 al 25%.
sulla ricerca interna svetta un unico risultato, su tutti i 56 suati nel 2011, ed è 20 tanto il secondo. E sono felice che sia proprio “spadino“, un tema che – sapete – mi è piuttosto caro.
Ale: “… e poi il 6 gennaio viene la Befana, bisogna appendere le calze, e lei le riempie di giochi e dolcetti, ma solo se i bambini sono stati bravi”
Tambu: “tu sei stata brava, Cate?”
Cate: “si si”
Tambu: “si, effettivamente è vero. E ai bambini cattivi invece cosa porta, la Befana?”
Cate: “eehh… mhhh…”
Tambu: “il CA…”
Cate: “il CARBEQUE!“
[più tardi, giocando alla tombola degli animali]
Tambu: “il gabbiano, chi ce l’ha?”
Cate: “IO! IO!”
Ale: “brava Cate, ti manca solo una tessera per vincere!”
Tambu: “ecco… il maialino!”
Cate: “IO! IO! eh eh”
Ale: “bene, hai tutte le tessere, brava. Hai vinto tu, come si dice quando si hanno tutte le tessere? che hai fatto…”
Cate: “TOMBA!!“
Super riassunto: 4 nuove classi Frecciarossa, 4 foto. Gilioli fa notare che nella foto della classe più bassa, e solo in quella, ci sono persone di colore. Trenitalia risponde che sono fantasie.
Vediamo un po’ di numeri: escludendo la foto della classe Business, senza persone e quindi ininfluente, in tre foto ci sono 9 persone, 3 delle quali “di colore”. Potevano essere distribuite a caso, se è vera l’interpretazione di Federico Fabretti – Direttore Centrale Media – FS Italiane che recita “Oggi, per fortuna, anche l’Italia è un Paese multietnico”, o una per foto, mentre sono tutte nella classe inferiore. Quante sono le combinazioni possibili di 9 elementi a gruppi di 3? 84
Poiché a noi interessa solo bianco o nero si può semplificare, e ci sono 10 differenti combinazioni possibili
1a – 3a – 4a classe
BBB-BBB-NNN – quella usata
BBB-BBN-BNN
BBB-BNN-BBN
BBB-NNN-BBB
BBN-BBB-BNN
BBN-BBN-BBN
BBN-BNN-BBB
BNN-BBB-BBN
BNN-BBN-BBB
NNN-BBB-BBB
comunque troppi per attribuire al “puro caso” la scelta della foto, no?
Tambu: “no, non puoi alzarti, perché dobbiamo finire di mangiare”
Caterina: “ma devo sistemare il disegno” (si alza lo stesso)
T: “Caterina, torna a sederti, perché così stai disubbidendo. E disobbedire porta i bambini ad essere puniti, te l’ho spiegato cento volte…”
(torna a sedersi)
C: “I bambini bravi stanno seduti a tavola, fino alla fine!”
T: “Esatto”
(mi mostra il pugno chiuso)
C: “Quelli cattivi invece vengono PUGNITI!”
T: “Beh ecco, non proprio. (forse quando proprio esagerano
)”

Tambu: “Caterina guarda che se continui così chiamo Babbo Natale al telefono e…”
Caterina: “… e lui non mi lancia più i regali”
Ale: “lancia? :O “
Tambu: “ha detto lancia! La bambina è talmente avanti che ha già capito che non ce la farebbe a scendere in ogni casa, e allora lancia i regali dalla slitta, tipo aiuti umanitari”
Buon compleanno, pupazzetto
6 dicembre e pranzare con le finestre aperte, col sole che invade la cucina. Uscire a buttare la spazzatura e pensare “accipiacchia che caldo”. Fermarsi a prendere il sole, capello appena tagliato a 1,2 millimetri, e poi rientrare perché si suda. Non sarà normale, ma mi piace un sacco
Uso Google News da anni, praticamente da quando esiste, per lo stesso motivo per cui uso feed rss, aggregatori e cose simili: mi piace avere un posto che raccoglie “le cose” e dal quale posso partire velocemente per informarmi. Uno dei pregi di Google News è, tra l’altro, che accetta fonti di pressoché qualunque tipo, credo e orientamento politico, così di solito in uno stesso cluster (raggruppamento di notizie) ci trovi tutte le campane.
Però da qualche tempo Il Giornale ha sorpassato qualunque soglia di decenza, e la sola presenza dei titoli mi irrita in modo inverecondo. Non è come altre fonti, che posso benissimo scegliere di non cliccare; leggere titoli inventati o che ribaltano completamente la realtà (e non credo di poter essere smentito su questo) mi fa incazzare, oltre che perdere tempo. Per cui ho cercato un modo per ripulire Google News dall’immondizia prodotta da Il Giornale. Naturalmente il metodo vale per qualunque delle fonti presenti, per cui se preferite eliminare l’Unità, la Repubblica o motoblog questo post vale tanto quanto.
Da buon tecnico ho iniziato subito con il premere il pulsante delle impostazioni in alto a destra:

che mi ha portato ad una scarna pagina di configurazione, nella quale però ci sono esattamente i tre campi che ci servono: più notizie da…, meno notizie da… e soprattutto nessuna notizia da…
Siccome conosco benissimo Google, ho provato subito a mettere site:www.ilgiornale.it, così come si farebbe nell’indice delle ricerche web per avere solo le pagine di quel sito, ma non ha funzionato. Nemmeno site:ilgiornale.it ha sortito effetti, e nemmeno incollare soltanto ilgiornale.it. Mi sono allora ricordato che tempo fa l’operatore site: su Google News era reso come h:www.ilgiornale.it, ma nemmeno così ha funzionato.
La soluzione è molto più semplice: ogni fonte per Google News ha un nome. Basterà iniziare a scriverlo e lui proporrà il completamento automatico. Quindi scrivendo “il G” ci ritroveremo davanti a questa schermata (clicca se vuoi ingrandire):
dalla quale basterà selezionare la fonte desiderata e poi premere “AGGIUNGI”.
Un’operazione di questo tipo per ogni fonte che vogliamo eliminare, e il nostro Google News – solo se siamo loggati con il nostro Google Account ovviamente – è ripulito










