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Ma tu snobbi Facebook

Il mio amico Luca è solo l’ultimo ad avermi mosso questa obiezione, che però reputo completamente infondata. Non è vero che snobbo facebook, altrimenti non sarei iscritto. Non è vero che non converso, solo perché aggiorno lo status via Twitter. Infatti il mio status di twitter finisce anche su friendfeed e su facebook, e se qualcuno mi risponde io interagisco lì dove la risposta viene scritta.

Piuttosto è vero che non sto su Facebook per i quiz, i giochini, per taggare le persone con minchiate. Ci sto perché lo ritengo un mezzo fenomenale per essere in contatto con persone che stanno solo lì. A questo proposito avevo già scritto un post su Appunti Digitali – “ma facebook è internet?” – in cui delineavo il parziale movimento che alcune persone fanno da ovunque verso il social network di zuckenberg, che proprio oggi annuncia di aver raggiunto i 300 milioni di iscritti nel mondo (11 in Italia).

Facebook può essere solo l’ennesimo social network, ne più ne meno importante di altri, può essere il social network preferito, o può risucchiare come un gorgo le persone. Per me vale la prima, non so per voi.

Per finire, però, vorrei fare la considerazione opposta: non sarete voi che snobbate gli altri social network? d’altronde già nel post di AD evidenziavo che Facebook è un “gran copione”, e gli ultimi avvenimenti lo confermano. Prima l’acquisto diretto di FriendFeed, adesso il tag degli utenti usando la @ (questa è roba di Twitter, che si sappia!), domani la chat vocale, e poi sicuramente arriverà anche il video (qualcuno ha detto Skype? :) )

Non ho mai collaborato continuamente e in modo approfondito con Wikipedia, mi sono sempre limitato a piccole modifiche qua e là dove ero sicuro di non scrivere cantonate. Ma oggi, signori, ho voluto anzi ho DOVUTO mettere mano alla tastiera e rendere giustizia a Sam Kass e Karen Bryla.

Chi sono? Diamine, ma sono i VERI inventori di “Rock Paper Scissors Lizard Spock“!! :)

Peccato solo che un editor non abbia ritenuto la mia voce degna di vita propria, e mi abbia costretto a unirla ad una meno poetica “Morra Cinese:)

Questa è ancora più facile da argomentare:

FriendFeed ha delle stanze segrete dove si sparla di questo, quello e quell’altro?

/mode #chansegreto +ipsn

(per chi non frequentava assiduamente IRC: il comando sopra imposta al canale chansegreto le modalità +i (a invito) +p (privato) +s (canale segreto, non viene elencato nella lista) e +n (vieta la ricezione di messaggi diretti dall’esterno)

Let’s move to IRC

BBS? slow!
Usenet? asyncronous.
Usenet with compulsive replies -> IRC

Let’s invent IRC! IRC is great! IRC is real time!

Instant Messenger -> Instant Messenger with multiple people -> IRC
Blog -> Blog with compulsive replies to comments -> IRC
Mail -> Gmail with chat -> Gmail with flash chat allowing multiple people -> IRC
Twitter -> Twitter with compulsive @reply -> IRC
FriendFeed -> IRC (with images)
Facebook chat -> Facebook with FriendFeed -> IRC

Me lo appunto qui sul blog, perché è già la seconda volta che devo correggere questo problema e mi tocca rifare tutto il giro di ricerche.
Se usate con soddisfazione il plugin Enhanced WordPress contact form di Joost de Valk, ma lamentate la mancanza del mittente nelle email che ricevete (che vi costringe a fare copia incolla dell’indirizzo mail quando rispondete, oltre a non mostrare il nome di chi cerca di contattarvi), sappiate che è un problema di headers.

Basta aprire il file wp-contactform.php e alla riga 171 sostituire
$headers = "MIME-Version: 1.0\r\n";

con

$headers = "MIME-Version: 1.0\n";

[fonte]

Gli shared items di google reader (elementi condivisi nell’interfaccia italiana) oggi si sono trasformati in qualcosa di molto simile a Twitter + FriendFeed. Innanzitutto han cambiato nome, ora la funzione si chiama “people you follow” e quel follow richiama nemmeno troppo velatamente il popolare servizio di microblogging.

In seconda istanza è comparsa una barra azzurra in alto che serve a scrivere veloci messaggi di stato, o a postare elementi da convidere, questo più in stile friendfeed dato che non c’è la limitazione dei 160 caratteri e che si possono postare elementi “complessi” tramite un bookmarklet (ma questo già da prima).

youfollow

Infine l’aggiunta del “like” di gradimento, come già FriendFeed prima e Facebook dopo, e un sistema per maneggiare la lista degli amici che si seguono e da cui si è seguiti (following e followers, tanto per mantenere il paragone). Tra gli esempi che riesco a leggere nel mio account non ho ancora capito se il like sia sufficiente a inviare l’elemento condiviso nel mio account da parte del mio amico (come accade appunto in FriendFeed), ma diversamente non ne vedrei l’utilità.

Per completare il tutto c’è anche una schermata di opzioni molto dettagliata, che riassume e permette di controllare diversi aspetti della questione. Ad esempio si può decidere che a commentare gli elementi condivisi sia solo un certo gruppo di contatti definito su Google Contacts (per non parlare della chicca “Starred in Android” ;) ), o aggiungere amici tramite una semplice ricerca per nome.

Insomma, balzi avanti a tutta birra!

Nonostante ieri non abbia postato, non avrei partecipato allo sciopero dei blogger contro il decreto Alfano. Non perché ritenga giusto il decreto Alfano – Dio me ne scampi – quanto perché piuttosto condivido il pensiero di Davidonzo: uno sciopero ha senso se crea disservizio, se fa “rumore”. Nessuno sciopera senza fare un corteo, senza creare disagio agli utenti, senza urlare a gran voce le proprie ragioni. Fermare la blogosfera per un giorno assomiglia più a uno sciopero bianco, cioè quando vai a lavorare senza timbrare.

Cosa cerca la gente nei blog? informazioni, idee, punti di vista. Vuole sapere cosa pensa l’autore in merito a temi di attualità, di temi qualsiasi, vuole sapere cosa gli passa per la testa o se han promosso suo figlio. Per il prossimo sciopero dei blogger (se mai ci sarà), propongo che tutti gli aderenti facciano un redirect verso una pagina, unica su qualche sito, che spiega le ragioni della protesta. Qualcuno accede al mio blog? e invece si ritrova la pagina di spiegazioni! Qualcuno trova un vecchio post su un motore di ricerca su come traslocare una linea Fastweb? e invece si becca la pagina sul decreto Alfano. Si rompe le scatole e cerca un altro blog? se anche lui aderisce, via di nuovo sulla pagina di spiegazioni.

Questo avrebbe si un senso importante sugli utenti.

Al mese? abbastanza! D’altronde ve l’ho già detto che penso che internet sia la più grande invenzione della storia, no? :)

Ve lo dico perché me l’hanno chiesto, quindi suscita curiosità, e perché di riflesso sono curioso di sapere la stessa cosa da voi.

Allora: circa 30 euro al mese per la linea telefonica di Fastweb, che comprende infinite telefonate ai fissi e internet illimitato giorno e notte. Questa è la condizione minima necessaria.
18 euro al mese, secondo questo calcolo, per le 100 ore di EEEpc in bundle con il portatile, che è sempre con me nello zaino.
10 euro al mese per la Maxxi Dream 10 dentro all’HTC magic, che è con me ancora più del portatile.

58 euro al mese per avere internet permanentemente appresso, per collegarmi in qualsiasi situazione e in base ad ogni necessità. Velocemente, per quisquilie, dal telefono. Per leggere la posta, dal telefono. Per scrivere un documento consultando un sito, dall’EEEpc. Se ho più tempo, dall’EEEpc. Con comodo e very fast, da casa. E se si guasta una linea ne ho altre due di backup :)

E voi?

Abbiamo perso

A me questa cosa di spedire un hard disk per farselo mettere online sembra una sconfitta piuttosto pesante; voglio dire, hey!, se dobbiamo riaffidarci alle poste e ai corrieri per avere i nostri dati online, significa che le esigenze di banda non sono al passo con le infrastrutture. Per chi sognava che un giorno il cosiddetto digital divide sparisse è dura da mandare giù…

S’è fatto un gran parlare di Wolfram Alpha, il nuovo motore di ricerca ideato dal creatore del software Mathematica. Io l’ho provato e ne riconosco le potenzialità, ma il fatto è che non è un motore di ricerca: loro stessi lo definiscono un “computational knowledge engine”. Il concetto stesso di search così come siamo abituati a viverlo nei motori di ricerca tradizionali semplicemente non c’è. Quindi non c’è ranking, non c’è indice, non c’è “come essere primi su Worlfram Alpha“.

Sgomberato il campo dall’equivoco fondamentale, dirò che un pochino l’ho provato e ne riconosco i pregi e i margini di miglioramento. Fondamentalmente Wolfram Alpha vuole essere un sistema semantico di interpretazione delle domande e un fornitore di risposte ad esse. Ecco, se torniamo un momento all’origine della parola “ricerca”, nell’accezione di “scoprire”, “raccolta di informazioni”, allora si che Wolfram Alpha fa al caso nostro e soddisfa in pieno la definizione. Inserendo query (per ora in inglese) anche complicate, ma che sottintendono una domanda, allora Wolfram fornirà la sua interpretazione e una serie di dati utili a soddisfare la richiesta. Se è una domanda di chimica, è facile che mostri un disegno di molecole, se è una formula matematica fornirà risultati e grafici, se si inserisce una data fornirà tutte le informazioni possibili su quel giorono, se una query è a sfondo socioeconomico, Wolfram tenterà di restituire dati (ad esempio “5 larger countries by area“). Ogni risultato poi è esportabile come testo, PDF o direttamente importabile dentro al software Mathematica (che immagino avrà un boom di acquisti :) ) per essere ulteriormente manipolato.

Non c’è molto altro da dire; la cosa in sé è abbastanza grande anche senza essere rivoluzionaria. Questo non è il “forse cercavi” di Google basato sul volume delle ricerche, questa è matematica al servizio della semantica. E’ il primo tentativo serio, e come tale è acerbo e perfettibile; molte query falliscono ad essere interpretate, e non avrete mai risposte a domande come “quale è il pizza hut più vicino alla quinta strada”, ma le premesse sono buone. Google non ha un concorrente da temere, ma ha un nuovo ambito in cui c’è un player più forte, esattamente come Twitter ha creato un motore di ricerca in tempo reale per ora imbattibile e che prima non esisteva.

* e se non hai capito il titolo, fatti aiutare da Wolfram :D

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