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A veder le stelle

Esperienza interessantissima, niente da dire. Grazie al gruppo astrofili savonesi e alla loro organizzazione ho passato una giornata molto piacevole. Il punto scelto per il campo era il colle di Sampeyre, a 2300 metri di altitudine. Loro sono parecchio organizzati, con due tende da campo per i pranzi e le vettovaglie e una tenda astronomica. Il “pezzo forte” del gruppo è un telescopio con specchio da 30 cm (che ho immmortalato qui), ma già di giorno abbiamo iniziato a divertirci grazie ad un coronografo, cioè un oggetto fatto per guardare il Sole, che in questi giorni ha degli sbuffi e delle protuberanze mica da ridere.

Già così uno potrebbe ritenersi fortunato, ma il classico colpo di culo del principiante non poteva non palesarsi in tutta la sua potenza, ed ecco che come per magia negli stessi pochi metri quadrati arrivano astrofili dal monferrato e dal torinese, alcuni con attrezzature pazzesche che scattavano fotografie che si vedono solo sui libri. E il colpo finale è stato l’arrivo di un cannone, un Dobson Maser N da 30 pollici, un bestione con uno specchio da 76 centimetri di diametro e una lunghezza di 3 metri e 20. Il padrone è stato gentile e ci ha fatto guardare dentro. Quando ho sbirciato io stava inquadrando l’ammasso M13 e vi garantisco che è stata una visione affascinante!

La nota dolente è che nonostante il preavviso ho patito il freddo, un freddo porco. Avevo indosso CINQUE strati (maglia maniche lunghe, felpa, giacca felpata norvegese, giacca a vento e giaccone da snowboard), cappello, sciarpa e guanti, ho dormito con due paia di calze di lana e la superpippo dell’esercito (che vi assicuro è una delle cose più calde mai indossate in vita mia) ma ho patito ugualmente. Però svegliarsi con questo panorama non ha prezzo :D

Qualche foto decente – di giorno – potrebbe esserci, ma devo ancora scaricarle. Le foto di notte sono state molto “experimental”, quindi potrebbero anche essere tutte da buttare. Sicuramente hanno bisogno di molta elaborazione (allineamenti, composizioni e altre diavolerie che manco conosco: mi sono fidato di un amico) quindi ci vorrà del tempo per mostrarvele. Incrociamo le dita :D

Domani esperienza nuova: vado con della gente su un altopiano a veder le stelle. Un occhio dentro a un telescopio, ogni tanto, e tanto tanto freddo. Spero di tornare con qualche bella foto da mostrarvi orgoglione sul blog :)

Tambu: “buonasera, mi servirebbe un adattatore per cavo TV, un femmina-femmina”
Commesso: “mhhh… femmina-femmina… mhhh… non ce l’abbiamo”
T: “ah. accidenti.”
C: “abbiamo elementi per trasformare maschi in femmine, e viceversa. Glieli faccio vedere”
T: “… … …”
T: “… … …”
T: “si, va bene.” e mentre l’impiegato va nel retro si rivolge al suo collega “se trasforma un maschio in una femmina, non può essere altro che femmina-femmina, no?”. Sorride e dice “non ho seguito”.
C: “eccolo. si, in effetti è femmina-femmina”.
T: “perfetto, lo prendo, grazie” :)

Scegli, su!

:)

Il prototipo

Guida una FIAT, se ha i sacchi una Alfa Romeo.
Sogna una Ducati, una Guzzi, una Aprilia. Semmai una Moto Morini.
Per forza di cose tifa Ducati in qualsiasi campionato a due ruote. Gli è concesso Aprilia in SBK.
Ha solo il cappellino della Ferrari in testa alla Domenica. (per gli sport con la combo pilota-scuderia, spera sempre nella doppietta, ma se costretto sceglie la scuderia, che è dove ci sono i soldi)
E’ affranto per l’uscita di scena della nazionale in Sudafrica.
Evita accuratamente di fare benzina nei distributori di Esso, Shell, Q8, Tamoil e Total.
Fa le ferie rigorosamente entro i confini di stato. Gli è concesso di espatriare per il solo viaggio di nozze.
Vola solo Alitalia, Air Italy, Air One, Air Dolomiti. Le low-cost son tutte depennate per forza di cose…
Da quando Olivetti ha chiuso, fatica a possedere un computer. Però ha di nuovo speranze
Ha una prepagata TIM da quando è in grado di tenere in mano un cellulare, niente inglesi, niente cinesi nè egiziani. Forse una volta ha avuto Omnitel, ma quando è stata assorbita si è affrettato a fare la mobile number portability. Per lo stesso motivo, poiché Fastweb è svizzera e Tele2 svedese, la sua casella di posta è @aliceposta.it.
Usa solo Ask.com, in memoria di quando a Pisa c’era un suo centro di ricerca.
Può accontentarsi del più grande tra i televisori MIVAR esistenti, che comunque è un bel 42 pollici, non ha Sky e sostiene l’industria della fiction nostrana guardando ogni giorno “un posto al sole”, per l’eternità.
Ha il conto corrente, tutti gli investimenti, la pensione integrativa e il mutuo nella più vicina della banche locali a capitale interamente italiano, niente cose strane tipo Detsche Bank, Barclays, e compagnia cantante…
Non compra niente all’IKEA, nemmeno i biscottini alla paprika, che son tutti soldi che vanno in scandinavia.

Se ho dimenticato qualcosa, ovviamente ci sono i commenti :)

Ieri durante tutto il viaggio di ritorno dalla motoGP ho ascoltato ISORADIO, sui 103.30. Non ho mai amato particolarmente quella frequenza, preferisco un po’ di musica come piace a me e le informazioni sul traffico del navigatore (che peraltro sono le stesse).

Ieri però per cinque ore me la sono ascoltata. La prima cosa che ho notato è la forte richiesta di messaggi. “mandate SMS”, “inviateci le vostre segnalazioni”, “il numero è facile, 348 103 10 10″. Ottimo, bello, ma perché? io che sono uno sciocco abitante del web penso a una specie di collaboration, ma uno dei primi messaggi era
“qua a Cesena è tutto bloccato”. E la risposta è stata “noi questo non possiamo dirlo, ci sono code a tratti, le nostre notizie sono certificate”.
Attenzione, la parola “certificata” è stata ripetuta fino alla nausea, ieri. Dopo un po’ un altro sms “ha ragione [nonmiricordoilnome], intorno a Cesena è un inferno e non si muove una foglia”. E di nuovo via alla manfrina delle notizie “così come ce le fornisce Autostrade per l’Italia”.

A me pare che se non ti interessa il parere della gente, non dovresti chiederlo. E che Autostrade per l’Italia ha un interesse affinché la gente PRENDA l’autostrada, quindi a minimizzare ove possibile. Quando dopo qualche ora arrivavano sms infuriati di gente che velatamente faceva notare la discrepanza tra detto e reale, i conduttori hanno deviato sul “lo sappiamo che stare in coda dopo il meritato riposo è frustrante, ma abbiate pazienza” e sul polemico “però dovevate anche aspettarvelo”.

Boh, come esperimento di crowdsourcing mi pare un fallimento. Installate Waze e sperate che molti lo facciano: le info sul traffico ce le facciamo da soli!

Ieri io e la signora ci siamo presi una feria e siamo andati a fare un giro in riviera, sino a San Lorenzo al Mare. L’obiettivo era la pista ciclabile cosiddetta Area 24, realizzata nella ex ferrovia a binario unico che fortunatamente è stata dismessa.

Esattamente come l’Area 51, la zona è tenuta segreta per via dei reperti alieni che si possono trovare…
no, seriamente, è inspiegabile come una cosa del genere possa essere poco conosciuta e pubblicizzata. E’ una risorsa da valorizzare, in grado di attrarre turisti oltre al naturale bacino di chi ci vive intorno, ma vedete un po’ se trovate un sito, una pagina o qualcosa del genere (certo, qualcosa di diverso dal sito ufficiale della SpA che gestisce i soldi/bandi necessari, e che si esprime con cose tipo “gestione e il coordinamento dei servizi necessari alla promozione, valorizzazione e sviluppo delle potenzialità ambientali e turistiche dell’ex sedime ferroviario“. Vogliamo arrivare al paradosso? ok. Alla prima versione di quel sito ho contribuito anche io, giusto per dare l’idea di quanto fosse chiaro l’obiettivo :D ).

Comunque guardatevi le foto e sappiate che ne vale la pena. Non ha prezzo pedalare a picco sul mare, col sole, i profumi dei campi e dei fiori, delle piante selvatiche tipiche della macchia mediterranea e di quelle piantate durante la riqualificazione, e perché no, anche del tipico odore di ferrovia che si sente nelle fredde gallerie.
Ogni 100 metri c’è una colonnina per l’SOS, le gallerie sono illuminate, ci sono spesso panchine e piazzole per la sosta con fontanelle, volendo ci sono varchi per arrivare alle spiaggette.

Diciamo anche che senza l’impagabile noleggio bici Elio Sport la giornata poteva anche essere molto peggiore: non avevamo messo in conto che non siamo ancora nella “stagione buona” e che il noleggio potesse essere chiuso, ma il proprietario mosso a compassione ci ha dato ugualmente due bici. La Caterina ha ringraziato molto e si è divertita un sacco a farsi scorrazzare sul seggiolino della bici e a chiedermi di suonare il campanello, la signora si è mezza ustionata e io (beh, tutti) ho respirato un po’ di aria buona.
Attualmente la pista in direzione Sanremo è interrotta per lavori ad Arma di Taggia. Potete fare 200 metri in strada – noi non ce la siamo sentita – oppure prima di entrare ad Arma potete “scivolare” sulla sinistra nella strada a mare del porticciolo e rientrare sulla pista ciclabile dopo i lavori. Sapételo! :)

A new home

Mi rendo conto che non vi ho ancora mai parlato della nostra casa nuova, nonostante siano ormai sei mesi che ci viviamo.
Direi che oggi è il giorno adatto, giacché abbiamo concretizzato nel weekend una serie di desideri che covavamo da tempo: abbiamo un bel tavolo allungabile in giardino, un barbecue in pietra e stamattina prima di andare in ufficio abbiamo fatto colazione fuori, nella tranquillità della collina in pre-risveglio :)

La nostra casa è su tre piani, per quanto strano possa sembrare. Tre piani ti costringono velocemente a dotarti di una buona memoria, per evitare di fare sue e giù mille volte al giorno. “per cosa è che sono venuto su? boh, poi mi verrà in mente” è una frase dei tempi passati, perché il momento in cui ti verrà in mente è e sarà sempre quando sarai in cima ad una rampa di scale. In alternativa puoi dotarti di muscoli. “devo portare giù la cassetta degli attrezzi, mi conviene anche l’avvitatore? e se poi mi serve anche quel secchio e l’aspirapolvere?”. Alla fine porti giù tutto, per fare un solo viaggio sicuro invece di molti ipotetici.

Al piano terra abbiamo detto esserci un giardino/terrazzo, tavolone in acacia, barbecue, tendone. L’erba è un po’ disastrata, ma non so se la rifaremo quest’anno: è un lavoro grosso e ci vuole tempo. C’è un piccolo terrazzino coperto, e l’ingresso dà nel salone, che è un ambiente aperto fuso con la cucina. Con un bel po’ di culo la nostra vecchia cucina s’è adattata alla perfezione alle nicchie in cartongesso dei precedenti proprietari, sebbene con qualche ovvia modifica strutturale. Completa il piano il primo bagno, con doccia. Il sottoscala chiuso fa da magazzino, e ancora non abbiamo capito in cosa ci conviene trasformarlo. Al secondo piano ci sono le due camere da letto, un armadio a muro e il secondo – fondamentale – bagno (e comunque avendo due donne in casa potrebbero non bastare lo stesso :) ). Salendo l’ultima rampa di scale c’è un altro ambiente, che abbiamo adibito a studio – scrivania con i computer e tutto l’armamentario tecnologico – e sala relax con batteria elettronica, divano letto per ospiti, libreria a parete. C’è anche un altro ingresso e un terrazzino vivibile che la signora vuole trasformare in “angolo nord europa” :)

Non ci possiamo proprio lamentare, credo :)

Il Co.re.Com (Comitato regionale per le Comunicazioni) è un organo presente in quasi tutte le regioni italiani ed è preposto alla soluzione delle controversie inerenti le telecomunicazioni.
Qualche tempo fa ci siamo rivolti al Co.re.Com Liguria perché durante l’ultimo trasloco Fastweb ci ha lasciato più di due mesi senza linea nonostante avessimo presentato la domanda nei tempi corretti (d’altronde sono un esperto, ricordate? :D ).

Dopo aver portato la documentazione è stata fissata un’udienza, alla quale hanno preso parte i legali interni di Fastweb (pare anzi che sia una delle poche società che ancora manda legali interni invece di dare in outsourcing. Essendo personale interno può accedere meglio e più efficacemente ai dati storici e a tutto il resto…). I legali hanno ascoltato la nostra storia, hanno guardato la documentazione e hanno convenuto che in effetti le cose non sono andate come avrebbero dovuto, e che un cliente di vecchia data come mia moglie aveva diritto di ricevere tutt’altre attenzioni. Per cui ci hanno accordato senza colpo ferire il giusto rimborso di legge.
Le decisioni del Co.re.Com hanno effetto di sentenze definitive, per cui dopo un po’ ci è arrivato il bonifico.

Pensavate di leggere il solito post negativo di lamentele, vero? e invece no. Un plauso a Fastweb, una volta tanto, e a un organo che pare funzionare bene. Ovviamente spero di non doverlo usare più, ma non si sa mai… :)

A me non me ne frega niente del perdono divino, se sei cattolico, protestante, induista o ateo. Non mi frega un cazzo se mi dici “erano disturbati, hanno evidenti problemi mentali, poveri drogati”. Non mi venire a parlare di attenuanti, di buona condotta o qualsiasi altra cosa che non sia una sofferenza fisica continua e perpetua fino al resto dei loro giorni.

La droga, l’assenza di sonno, ma anche la frustrazione di Gian Antonio Rasero per un mancato rapporto sessuale con Katerina Mathas. E poi il continuo pianto del piccolo Alessandro, che non mangiava da ore. E’ in questo contesto, secondo la ricostruzione che emerge dagli interrogatori, che si è consumato il delitto del bimbo di 8 mesi, figlio di Katerina, avvenuto a inizio settimana nell’appartamento di Rasero in un residence di Genova Nervi. La coppia si sarebbe dimostrata insofferente al pianto e alle richieste del piccolo, al punto tale da seviziarlo in momenti diversi con violenza crescente, fino a sbattergli la nuca più volte contro una superficie dura per zittire il suo pianto. Un pianto probabilmente molto insistente dato che sembra che il piccolo non avesse mangiato fin da lunedì pomeriggio. Al bimbo, oltre allo sfondamento della parte posteriore del cranio, alle bruciature da sigaretta alle orecchie e alla cresta iliaca sinistra, alle ecchimosi sul collo per i pizzicotti ricevuti, sono stati trovati anche lividi sull’addome e su una coscia compatibili con lesioni da afferramento, e poi ancora ecchimosi su un piede dovute ad uno o più morsi. La testa del piccino è stata sbattuta almeno due volte, con grande violenza. L’agonia del piccolo Alessandro, che probabilmente ha perso immediatamente coscienza, sarebbe durata non più di una trentina di minuti.

[fonte: primocanale]

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