eventi che ti fanno iniziare bene una vacanza

– l’estrema pulizia del pavimento dell’aereoporto.
– il volo che parte in ritardo ma atterra in anticipo
– il controllore dell’Arlanda Express che annuncia solenne “questi biglietti costano troppo, oggi è sabato e potevate usare una combinazione di biglietti e risparmiare. appena arriviamo in stazione ci vediamo sul binario e vi accompagno in biglietteria, così li cambiamo”. ed in effetti ci fa restituire i soldi e ci fa spende il 50%

[e scusate, dimenticavo le cose ovvie: l’Arlanda una carrozza apposta per disabili e passeggini, con spazio extra, e un fasciatoio. Ed è un treno che fa un percorso massimo di 20 minuti! ]

Campione del mondo! (x3)

Interno notte, luci al neon, camici bianchi e verdi. Filtro fluorescente su obiettivo medio grandangolo.
Tambu entra al Pronto Soccorso su una barella, piegato in due dal dolore alla pancia.

Tambu: “mhhhhhhhh ghhhhh ahiahiahiahiiiiiiii”
Dottore: “ma che diavolo è successo?”
Estrellita: “sono stati gli arancini”
D: “E’ allergico al cioccolato? (*) chi glieli ha dati a tradimento?”
E: “non quelli di Viganotti, quelli di riso!!”
D: “capisco. ma come…?”
E: “Ne ha mangiati otto!”

Questa scena potrebbe accadere domani, mia mamma crea le mitiche palline di riso. Tento il record personale! se non mi sentite più, sappiate che sono morto felice 🙂

[un po’ di background: record precedente. * Arancini di Viganotti. Arancini/arancine siciliani] [EDIT: missione compiuta 😉 ]

…e non più di mille

per la prima volta ho visto il badge di Feedburner, qua a fianco (beh, “qua a fianco” è un concetto che non capirai, se stai leggendo la nota importata su Facebook), superare la soglia dei mille.

Qualsiasi cosa voglia dire, ci tenevo a dirvi grazie! 🙂

Quella volta che è morto

E comunque, visto che siamo in tema di Zeitgeist, la frase:

Quasi convinto di tirare le cuoia (sono rincoglionito dall’anestesia, evidentemente il mio senso della realtà è andato a farsi un giro), invece di rivedere la mia vita come un film, mi addormento con in testa le parole: “anestesista coglione”. Sto affidando la mia vita a macchine operate da uno che non è in grado di usare WinZip: non sono ottimista.

del post di Beggi “quella volta che sono morto” è la miglior cosa che mi sia capitata di leggere nei blog durante il 2009. Certo, la citazione di Elio aiuta, ma fa nulla 🙂

Blind

Nonostante non sia tecnicamente “senza internet”, non averlo sul computer principale di casa si sta rivelando un handicap molto più grande di quanto preventivato. Le cose da fare online si accumulano e ho difficoltà a smaltirle.

Non ho nemmeno avuto il tempo di fare una foto a due splendidi regali che la Cate ha ricevuto per il compleanno, che la rendono orgogliosamente figlia mia. Presto saprete, spero…

Quanto al resto, dopo aver letto un po’ su Tartaglia e madonnine, la vedo ben ben ben nera, più del solito…

Come va?

oh bene, figuriamoci!

L’Enel ha mandato un contratto sbagliato (380V trifase con neutro, “infatti vivo in un capannone industriale” gli ho detto), Fastweb dice che la mia tipologia di linea ( WTF??? ) non consente il trasloco nei tempi previsti, ma si sono ben guardati dal dirmelo quando mi hanno detto che il fax era arrivato e la pratica era in lavorazione, ora aspettiamo sorprese anche dal gas.

C’è un cassetto della cucina accorciato e un cestone estraibile che non sarà più estraibile, perché il contatore dell’acqua non è stato incassato nel muro, devo mettere le luci dove le aveva il precedente inquilino perché l’impianto elettrico è a tappo e ci sono un sacco di prese comandate. Dovrò fare la terribile “cascata di ciabatte elettriche” nella scrivania, perché non ci sono abbastanza prese per tutta l’informatica e il calorifero della Caterina è partito solo con quattro ceffoni.

Per il resto, casa nuova sta venendo benissimo grazie a quella santa donna di mia moglie, che mi aggiorna via email sull’avanzamento dei lavori, con tanto di foto 🙂

Via le bozze

ho deciso di cancellare due bozze ammuffite di gennaio scorso. Quindi non vi dirò mai che ho un Nabaztag da Natale scorso, e che mentre lo tenevo spento perché avevo difficoltà a controllarlo durante la notte (sia mai che svegliasse pupi!) la Violet è fallita e lo sviluppo terminato, e che qundi prima o poi dovrò mettermi ad hackarlo leggendo qualche guida vista in giro.

E non vi dirò nemmeno che sempre a Natale scorso mi sono regalato una Pixma MP980, che va molto bene, e che una stampante/scanner/fotocopiatrice wifi è quel che ci vuole in una casa per non rompere i coglioni con cavi e cavetti. La puoi anche mettere nello sgabuzzino e farà ugualmente il suo dovere 🙂
Inoltre stampa sui CD usando lightscribe (mai usato) e fa i fronte-retro. Rispetto alle stampanti che ho sempre avuto è un balzo avanti enorme, e ne sono soddisfatto.

E il box delle bozze si svuooooooota 🙂

She’s going to turn eight

galletta del marinaio

La cosa più incredibile dell’avere una bimba piccola in casa è che cresce. Esatto, cresce. Prima è un frugolo rattrappito, con i suoi problemi e le sue gioie, poi piano piano si trasforma in un frugoletto rosa, con altri problemi ma anche altre gioie. Diventa un essere umano in miniatura, un cucciolo di uomo, una persona vera, però piccola. Inizia ad uscire il carattere, protesta, ride, chiama le persone, gioca con le cose.

Una delle cose che ancora oggi mi fa più strano è non riuscire a capire – perché non ci sono abituato – se mia moglie parla con me o con la Caterina. Se la sento parlare automaticamente penso si stia rivolgendo a me, complice anche una conformazione di casa che raramente permette di comprendere appieno cosa viene detto a distanza di due stanze.

Adoro quando maneggia le cose, perché ci mette tanto impegno. Prende in mano il ciuccio, lo porta alla bocca anche se è messo nel verso sbagliato, poi con due mani lo rigira e ci riprova, e nel mentre puoi sentire “puff” e “pant”. Le metti un cerchio di stoffa intorno al braccio, sicuro di fregarla, ma lei con l’altra mano, con nonchalance, se lo sfila (e a volte te lo tira 🙂 ).

piccola teppista

Adoro anche quando fa i suoi versi. Ora siamo al NEHNEHNEH, che presto diventerà chiaramente MAMMA, DEHDEH, GAGA, TEHTEH. E’ però il TATATA che mi manda in brodo di giuggiole, perché riesce a modularlo in maniera così tenera che è impossibile da descrivere.
Ma c’è un momento, uno in particolare, che in questo periodo mi dà la soddisfazione maggiore, mi fa sentire davvero papà, ed è quando la riesco a trasportare dal garage al lettino senza che si svegli. Si appoggia con la testa sulla spalla, le metto una mano dietro alla nuca, lei dorme felice e io per non svegliarla cammino a 20 centimetri da terra. E in effetti in quel momento, e solo in quello, la strada verso casa mi sembra troppo breve 🙂

piccola diva