Beh dai, se non altro adesso non dovrò più concentrarmi a cercare le “R” e cambiarle in “L” quando scrivo i post della Caterina
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Tambu: “e quindi quella cosa là che ti dicevo…”
Caterina: “chindi chella cosa la che dicevo”
T: “alla fine poi s’è risolta…”
C: “alla fine poi risolta”
T: “che fai, ripeti tutto quel che dico?”
C: “Te fai Lipeti tutto chel che dico”
T: “è divertente?
“
C: “è diveLtente?”
T: “Caterina è un pappagallo!”
C: “Ca… Papà è un pappagallo!!”
Caterina: “mi fanno paula i caballinieli!”
Tambu: “non devi avere paura, i carabinieri aiutano le persone!”
C: “non debo avele paula. Sono blavi!”
T: “esatto. se una persona ha un problema, loro la aiutano” (poi ci penso un po’ e immagino che la conversazione dovrebbe avere anche un sapore educativo, quindi aggiungo) “se ad esempio i bimbi fanno i cattivi, i carabinieri li portano via”) (Al che lei fa lo sguardo tra lo stupito e il preoccupato, quindi aggiungo ancora) “se invece fanno i bravi intervengono solo quando qualcuno li chiama, perché ha un problema. Sono brave persone”
C: “I caballinieli sono blavi! mh mh” (e annuisce). “aiutano la gente” (mh mh) “Shono… shono bestiti di NELO!”
(annuisco io)
C: “IN PIGIAMA!”

E’ il cosiddetto “talento naturale” giacché io no le ho – ancora – insegnato nulla
Notare l’impugnatura delle bacchette e il movimento di polso
E’ troppo mia figlia
E io sono troppo suo padre perché ci patisco quando mi corregge
“mi metto il buLLo di cacaU, dammelo!”
“a che ti serve il burro di cacao?”
“seBBE peL le labbLA”
“QUESTO LO SO, intendevo dire che non adesso non fa freddo e… lascia stare”
oppure
“doBe BA l’iLene?”
“va a fare la pappa, che è ora” (ma mentre rispondo lei aggiunge “e la Lita?”)
“L’iLene e la Lita BANNO a faLe la pappa”
L’avete aspettato per lungo tempo, lo so, ma adesso è finalmente qui: il post che unisce le categorie TheMum e caterina
Caterina: “nonna bieni, bieni qui a giocaLe con i Guffi (i puffi, i miei puffi di quando ero piccolo
)”
TheMum: “arrivo piccolina”
C: “NO NO NO! alSati, qui Bicino alla Caty”
TM: “va bene, mi metto lì vicino. Che belli, quanti puffi. E c’è Birba il gatto. è il gatto di chi?”
C: “GaLgamella! eccolo qui”
TM: “e poi c’è il puffo panettiere, che fa il pane, come lo Zio Gino. Lo sai che lo zio Gion faceva il pane?”
C: “si”
TM: “e questo invece chi è? ha la matita dietro l’orecchio, il righello, il martello e la cassetta degli attrezzi”
C: “PUFFO MANNY!”
Ieri sera:
Tambu: “bene, pigiamino messo ora ti metto nel lettino per la nanna”
Caterina: “plima lo sciloppo!”
T: O_O “ma no, non hai più la tosse!”
C: “lo sciloppo!!” (e ride)
T: “Caty no, lo sciroppo si prende quando si ha la tosse!”
C: “il llabaggio dè nasino…”
T: “mapporc! per fortuna t’è passato anche il raffreddore, no!”
C: “allola il bullo di cacau”
T: “vabeh ok, il burro di cacao si, tieni!”
Tra tutti e tre non siamo messi bene, a salute. E’ il periodo, ovvio. Devo dire che però, a parte naturali momenti di noiosità/mammosità estrema, Pupazzo è brava anche nella malattia. Fa l’aerosol, prende lo sciroppo (purché dopo ci sia lo zenzero candito, che le fa bene tanto quanto
), si fa addirittura fare i lavaggi nasali.
Sta diventando quasi complicato trovare modi per premiarla
Oggi ennesimo stupore, anzi una combo micidiale, durante il pranzo con la Caterina: poiché c’erano dei tagliolini abbiamo optato, per lei, per una ciotola dal bordo alto, tagliolini a pezzetti piccoli e cucchiaio; ma niente, lei insisteva per avere una forchetta, la voleva, la pretendeva. Dopo avergli dato la forchetta ha infilzato la pasta e ha iniziato a girarla, piuttosto bene devo dire, proprio come se dovesse arrotolare degli spaghetti.
Mentre guardava noi che la guardavamo con due occhi così ha aggiunto “come il nonno!”
Però ormai glieli avevo tagliatati, quindi non poteva arrotorarli, quindi si è convinta ad usare entrambe le posate: con una si aiutava a mettere la pasta sull’altra per portarla alla bocca. Ad un certo punto però c’erano dei fili troppo lunghi, allora ha cercato di tagliarli tenendoli con la forchetta nella mano sinistra e usando il cucchiaio con la destra. Quando le abbiamo detto “ma no, non c’è bisogno, cosa fai?” lei ha annunciato (testuale, giuro): “lo uso come se fosse un coltello!”
26 mesi ancora da compiere! O_o
Una delle grandi fortune capitateci con nostra figlia è che adora la frutta e ne mangia a pacchi. In questo periodo va matta per gli agrumi. Ecco due siparietti capitati in questi giorni:
l’altra sera si era a cena dai miei e alla fatidica domanda “che frutta vuoi” il pupazzo ha risposto “il mandaLaaaancio”, ed è stata naturalmente accontentata. Nemmeno il tempo di ingoiare il primo spicchio che aggiunge: “il mandaLiiiiino”, e via, mia mamma glielo sbuccia mentre lei trangugia il primo. Nel frattempo io stavo scorticando un arancio, e ovviamente la cosa non è sfuggita al piccolo divoratore: “il mandaLino di papà”; al che gliene ho dato uno spicchio diviso in due.
Mia mamma si mangia mezzo mandarino e l’altro mezzo lo mette vicino al piatto di mia padre, che intanto stava parlando con me delle assemblee condominiali. Pupazzo finisce i suoi frutti, guarda a destra, a sinistra, controlla un po’ la situazione e siccome il pregiato pezzo era ancora lì allunga una mano, si frega il mezzo frutto di mio padre e inizia a mangiarselo. Noi ovviamente ci sbellichiamo dalle risate, più che altro per il modo placido, e quando lei se ne accorge riguarda i due spicchi rimanenti e li porge a mio padre: “teeeni – come per dire hai visto, non me li sono mangiati tutti e te ne lascio un po – ce ne sono UNI”
Stasera invece, sempre mentre trangugiava agrumi, ne schiacciava alcuni spicchi per fare uscire il succo; le piace il succo, ma siccome era un mezzo pasticcio io e la Ale la richiamavamo. A un certo punto, dopo uno zampillo a tradimento, se ne esce con “maaaammmaaaaaa… mi sono fatta un splussino nell’occhio! fa male!!”. Avreste dovuto esserci









