il ponte

Ho bisogno di un esperto di grafica e editing video… vedete, io se le cose le visualizzo prima poi le vivo meglio, sono preparato… mi serve un video del ponte di Messina (perchè poi non di Reggio Calabria? che dilemma per un mezzo siculo-calabro decidere come chiamarlo 🙂 ) che crolla… vorrei vedere pezzi di campate che cadono in acqua, insieme ad automobili e carrozze di treno… poi metteteci un pilone enorme che si schianta su Messina, corredato di ombra che incombe sulla povera famigliola che tenta la fuga (ah, e la carrozzella col bambino e l’OCCHIO DELLA MADRE, mi raccomando!!!)… qualcosa di analogo alla colonia spaziale che centra la Terra in un memorabile numero di Nathan Never, per chi lo legge.

Perchè tanto lo sappiamo tutti che è solo questione di tempo… che costruire un ponte a campata unica di 3 km in una zona sismica è una GRAN furbata, no?

scritto apposta polemicamente e catastroficamente via Beppe Grillo

si corre!

E così Apple ha presentato l’Ipod Video… beh, niente di nuovo tutto sommato, era ampiamente previsto.

Ieri Apple ha perso l’11% in borsa, perchè ha guadagnato un pacco di soldi vendndo gli Ipod. No, non ho scritto “perso” soldi, ho scritto “GUADAGNATO”. Il problema è che non ha GUADAGNATO abbastanza soldi, non ha venduto ABBASTANZA Ipod

A mandare giu’ il titolo ci hanno pensato innanzitutto i ricavi, saliti si’ del 57% a 3,68 miliardi di dollari, ma sotto le stime che erano di 3,74 miliardi. Ma a deludere le aspettative degli addetti ai lavori sono state in particolare le vendite di IPod, vale a dire del player musicale che ha fatto negli ultimi tempi le fortune della societa’, anche in Borsa. In quest’ ultimo caso infatti ci si e’ attestati su 6,45 milioni di consegne, quando invece le previsioni degli analisti propendevano per una forchetta di 6,7/8,5 milioni di unita’.

fonte ANSA

beh, ora mi chiedo: è possibile? non si può nemmeno più investire i propri soldi in una azienda che AUMENTA A DISMISURA gli introiti, perchè non li aumenta almeno quanto indicano gli analisti?

Il nocciolo del problema è che i bilanci sono annuali, gli annunci sull’andamento delle società sono trimestrali, ma la gente NON PUO’ compare un Ipod ogni 3 mesi… dall’introduzione del Nano sono passate 4 settimane, e i lanci di nuovi prodotti si susseguono sempre più serrati. Se avessi comprato un Ipod di “ultima generazione” due mesi fa, mi girerebbero VORTICOSAMENTE i coglioni per via di questo nuovo Ipod Video; alla facciazza della legge di Moore, gli strateghi del marketing non hanno altra scelta se non quella di buttare sul mercato roba nuova e pregare che la gente la compri.

Ma la gente s’è un po’ rotta le scatole di questa babele tecnologica, ho idea. E speriamo che il fondo in cui investo non abbia azioni Apple, che ha incrementato SOLO del 57% i ricavi, e fa brutto…

la vendetta dei precisini del cazzo

se anche tu fai parte della numerosissima schiera di persone che venerano Tambu come un semidio, al quale tutto puoi chiedere e dal quale sempre riceverai risposta, beh sappi che sto per smentirmi. Questo, mi rendo conto, potrebbe provocare malori e crisi isteriche in alcune persone, se non sei preparato non leggere questo post.

Quindi: QUI ho narrato come intendevo risolvere il problema delle righe sul codone della moto durante le vacanze ( keywords: proteggere codone moto scotch carta). L’uomo della Nebbia, che ha già una certa età e quindi ha esperienze in certe cose, diceva che non si fa. Beh, ho smadonnato un giorno intero per togliere sia lo scotch che l’impasto appiccicoso e poltiglioso che si era formato sotto. quindi darò anche la soluzione:

(keywords: togliere scotch moto, solvente nitro, residui scotch, pasta abrasiva, moto)
1) rimuovere A MANO tutto lo scotch possibile
2) rimuovere A MANO (con l’unghia delicatamente) tutto lo scotch residuo in modo da lasciare solo la colla
3) fasciarsi un dito in uno straccio che non faccia pelucchi, intingerlo nel solvente nitro e passare con forza sulla colla. Nell’altra mano uno straccio pulito per asciugare subito. Dai la cera, togli la cera, hai presente no?
4) Assicurarsi di stare eseguendo correttamente il punto 3. Se non lo sai il solvente nitro danneggia la vernice, se ce lo lasci sopra.
5) Applicare il “rimuovi graffi” (io uso l’Arexons e mi trovo bene) e poi levarlo col panno pulito (sempre il principio della cera…)
6) opzionale: una bella mano di cera.

Hai visto? anche Tambu ogni tanto spara cazzate 🙂 E’ preoccupante il fatto che ultimamente siano parecchie 😛

Ristoratori a basso reddito

non mi ero accorto dell’esortazione a diffondere. Sebbene non sia tra i destinatari originari della missiva, conosco di persona l’autore e credo di poterlo fare serenamente 🙂 (via Silentman.it ):

——-Original Message——-
From: Paolo B. [mailto:xxxxxxx@libero.it] Sent: venerdì 15 luglio 2005 16.18
To: liguria
Cc: lettere@ilsecoloxix.it; forti@ilsecoloxix.it; adoc@adoc.org; codacons@intesaconsumatori.it; federconsumatori@intesaconsumatori.it
Subject: Ristoratori a basso reddito

Spettabile Confcommercio Liguria,

la presente e` indirizzata a voi, non riuscendo a reperire l’indirizzo diretto del presidente, Sig. Vincenzo Bertino.

Leggo su “Il Secolo XIX” dell’altro ieri, 13/07, una sua difesa di tutti quegli esercenti (ristoratori e affini) che hanno denunciato imponibili nettamente inferiori alle aspettative. In particolare l’intervento riportato dal Secolo conclude con “[…] io credo che in quelle dichiarazioni dei redditi ci sia molta verita`.”.

A questo punto, visto che si parla di dichiarazioni dei redditi addirittura inferiori ai 20000 euro io chiederei al Signor Bertino e, perche` no, anche alle autorita`, di rendere pubblici questi nomi. Non perche` io li voglia additare come evasori, tutt’altro
Io posso vantare un reddito da lavoratore dipendente nettamente superiore (non arrivo ai 30000 euro annui, ma passo serenamente i 20000). Si badi bene, lavoro dipendente, quindi il mercato diviene ininfluente, ricordiamo che il mio lavoro non ne subisce l’alea… certo, gli anni scorsi ho affrontato qualche mese di cassa integrazione, ma noi dipendenti siamo fortunati, abbiamo la certezza e il conforto degli ammortizzatori sociali!! Inoltre, per noi le cose non aumentano, visto che i commercianti, come ho sentito spesso ribadire in interventi sui vari media, rischiano la rovina per non far collassare il sistema economico della clientela. A questo punto, con questo reddito e avendo io per di piu` una casa di proprieta` (sto pagando il mutuo, quindi la casa e`, in teoria, della banca, ma mi piace pensarla mia), di mq 50, mi sento un nababbo. Sento l’obbligo morale di andare, cosa dico, di correre in soccorso delle fasce piu` deboli della popolazione.
Orbene, visto che la beneficenza e l’elemosina potrebbero sembrare a un lavoratore onesto poco dignitose, se il Sig. Bertino facesse ai suoi associati l’immenso favore di rendere pubblici i loro nomi, sicuramente io, e tantissime altre persone che si trovano in condizioni simili alla mia non si potrebbero sentire esentati dall’andare piu` spesso a cenare al ristorante, per aiutare questi ristoratori a condurre un’esistenza almeno dignitosa.

Sig. Bertino, la esorto, proprio per il bene dei suoi associati, a rendere pubblica quest’informazioni, acciocche` noi ricchi possiamo difendere i nostri vicini piu` sfortunati.

Esorterei anche i destinatari in copia, oltre a tutti gli amici in bcc (di cui non amo si sappiano i dati personali, mi perdonerete) a darmi una mano nell’opera di diffusione di questa importante campagna di solidarieta` tramite i loro siti istituzionali, i blog, il passaparola e quant’altro avete a disposizione.

Grazie a tutti

(lettera firmata)

le piccole cose

Spostare un PC è una cosa relativamente semplice: lo sollevi e lo sposti dove vuoi. Addirittura, con un mezzo di trasporto, gli fai cambiare stabile in poco tempo. Sicuramente in casa non ci sono problemi di sorta.
Spostare un PC in una piccola azienda non è da meno. Che sia un’idea tua o del tuo capo, basta il suo consenso e l’operazione si fa.
Spostare un PC in una grossa azienda strutturata, di norma, richiede un documento formale e un’attribuzione del bene alla persona; tutte cose che normalmente si possono eseguire con poche semplici procedure automatizzate.
Spostare un PC in una grossa azienda semipubblica di informatica è IMPOSSIBILE!!! Chi deve decidere è occupato in faccende più grosse, chi deve autorizzare vuole parlare col capo del capo, chi deve produrre il documento sta al bar 3 ore, la rete non funziona da 4 ore e non si può indagare sulla proprietà di quel personal, la bolla s’è persa, il pc non si sa da che ordine arriva, il capo non si trova…

quasi quasi torno a litigare col call-center di Poste Italiane per un problema di 5 mesi fa… dà più soddisfazione :-\

consumatore NON modello

per centinaia di anni i nostri avi si sono rasati con coltelli e lamette semplici. Poi un bel giorno ci fu l’avvento della doppia lama. Qualche anno fa la Gillette tirò fuori dal cilindro la terza lama (MACH 3), premurandosi se non altro di specificare qualche panzana più o meno credibile da dar da bere ai consumatori: 18 anni di ricerca, derivazione aeronautica, cosette così. Diciamo che posso accettare il fatto che ci vogliano anni e anni di studio per capire quanto e come inclinare le lame, quanto affilarle, quanto lubrastrip mettere per rendere agevole la rasatura e non ritrovarsi migliaia di cause intentate da parenti di uomini decapitati…

ma la quarta lama, cari signori del marketing Wilkinson sword, questo proprio no. NO, perchè non basta aumentare sempre, esagerare quel che fa la concorrenza; altrimenti guideremmo automobili con 8 ruote che fanno i 690 km/h, mangeremmo wurstel di mezzo metro di diametro e leggeremmo enciclopedie in 2500 volumi.

La legge di Moore, ricordatevelo, vale solo nell’informatica.

Per poter cascare nel tranello il consumatore ha bisogno di novità esagerate, mirabolanti e fantasmagoriche. Dovete esagerare si, ma in creatività e fantasia, o come si dice a Genova dovete “cagare fuori dal bulacco” 🙂
QUESTO mi pare già un buon passo avanti… nessuno capisce l’utilità di una cosa così (o è lametta o è elettrico), ma la gente ci sballa, ne compra a pacchi!!!

imparate!! 😉

Libero ADSL

info ladra :)Il primo post della nuova categoria “ab aeternum” dedicato alle cose che devono restare a disposizione dei posteri riguarda il mio rapporto con Infostrada e Libero ADSL.

Con un pizzico di vanto affermo che sono stato uno dei primi in Italia a sapere cosa fosse l’ADSL (anzi, ricordo che ne parlai al telefono con Silentman, mio guru tecnologico, e che quella volta lo presi in castagna 🙂 ) e a dotarmene… non mi ricordo nemmeno io perchè decisi per Infostrada, fattostà che firmai il mio modulo PRONTO 1055 con preselezione automatica e subito dopo ordinai l’attivazione dell’ADSL, contratto PREMIUM a banda minima garantita, 640/128 e illimitate telefonate urbane incluse, compreso modem USB in comodato d’uso.
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