Applicazioni Android – Roundup 2

Nuove applicazioni installate sul mio HTC Magic:

  • aContacts e Phonebook: sono due gestori di contatti, che in teoria dovrebbero migliorare la gestione di base, ma non sono convinto di fare la sostituzione per cui per ora li uso tutti e tre, in attesa di vedere quale evolve per primo verso la perfezione. In particolare di aContacts mi piace la possibilità di inviare un SMS o una mail a un gruppo, o di cambiarne la suoneria, di Phonebook adoro la gestione degli eventi recenti, le schermate con i contatti più e meno frequentati e odio l’inutile dialer disgiunto dalla lista dei contatti.
  • decibel: cagatina per passare il tempo alle cene con parenti che urlano. “hey, qua fate lo stesso chiasso di un jet che decolla, la bimba non riesce a dormire!” 😉
  • Milky Milky: un giochino veloce e molto semplice
  • Opera Mini: giusto per provare un altro browser, anche se con quello di default io mi trovo benissimo
  • Quick Calendar: sostituisce il widget nativo ed è infinitamente più utile
  • Wikitude: una promettente applicazione di augmented reality, in grado di sovrapporre all’inquadratura di un luogo informazioni prese dalla rete

Applicazioni eliminate dal telefono:

  • No Signal Alert: rimossa dopo due giorni perché mi aveva inchiavardato le suonerie. tutto sommato posso farne a meno 🙂

Il tasso di suicidi in Svezia

Siccome per troppe volte in due settimane è uscita questa cosa dei suicidi in Svezia è il momento di un post. La prima volta ho tirato fuori il Magic e con due ditate ho trovato questa pagina dell’organizzazione mondiale della sanità, le seconda qualcuno ha trovato queste tabelle già belle che ordinate per tasso discendente: uomini e donne.

Ora non è per difenderli sempre a priori; se proprio vogliamo parlare male di loro possiamo dire che a cucinare sono delle capre, ma per carità basta con questa cosa dei suicidi e della candela fuori dalla porta per segnalare che si è ancora vivi. Hanno un tasso di suicidi doppio rispetto all’italia, ma è la metà rispetto al Kazakistan e un quarto rispetto alla Lituania. E non è nemmeno questione di latitudine. La vicinissima Croazia ha un tasso più che triplo rispetto all’Italia, e quasi doppio rispetto alla Svezia.

Per puro caso, poi, ho anche trovato su un forum un intervento di una persona che conosco, anche se ancora non di persona, perché frequentiamo una mailing list comune, di cui riporto un pezzetto

Riscontro poi un sottile piacere malizioso da parte di noi italiani nel citare questa cosa dei suicidi, spesso come una rivalsa su genti che mediamente ci fanno mangiare la polvere in qualsiasi aspetto del vivere civile

Ho comunque chiesto, tempo fa, ad un amico svedese di questa faccenda dei suicidi. Lui (che e’ un culture manager, non un pinco palla), sostiene che puo’ dipendere dal fatto che in Svezia qualsiasi causa di morte viene approfondita in modo maniacale per capire cosa e’ successo, e questo permetterebbe di includere nella categoria “suicidio” morti che in altri paesi verrebbero supinamente accettate senza porsi troppi perche’.

She’s going to turn eight

galletta del marinaio

La cosa più incredibile dell’avere una bimba piccola in casa è che cresce. Esatto, cresce. Prima è un frugolo rattrappito, con i suoi problemi e le sue gioie, poi piano piano si trasforma in un frugoletto rosa, con altri problemi ma anche altre gioie. Diventa un essere umano in miniatura, un cucciolo di uomo, una persona vera, però piccola. Inizia ad uscire il carattere, protesta, ride, chiama le persone, gioca con le cose.

Una delle cose che ancora oggi mi fa più strano è non riuscire a capire – perché non ci sono abituato – se mia moglie parla con me o con la Caterina. Se la sento parlare automaticamente penso si stia rivolgendo a me, complice anche una conformazione di casa che raramente permette di comprendere appieno cosa viene detto a distanza di due stanze.

Adoro quando maneggia le cose, perché ci mette tanto impegno. Prende in mano il ciuccio, lo porta alla bocca anche se è messo nel verso sbagliato, poi con due mani lo rigira e ci riprova, e nel mentre puoi sentire “puff” e “pant”. Le metti un cerchio di stoffa intorno al braccio, sicuro di fregarla, ma lei con l’altra mano, con nonchalance, se lo sfila (e a volte te lo tira 🙂 ).

piccola teppista

Adoro anche quando fa i suoi versi. Ora siamo al NEHNEHNEH, che presto diventerà chiaramente MAMMA, DEHDEH, GAGA, TEHTEH. E’ però il TATATA che mi manda in brodo di giuggiole, perché riesce a modularlo in maniera così tenera che è impossibile da descrivere.
Ma c’è un momento, uno in particolare, che in questo periodo mi dà la soddisfazione maggiore, mi fa sentire davvero papà, ed è quando la riesco a trasportare dal garage al lettino senza che si svegli. Si appoggia con la testa sulla spalla, le metto una mano dietro alla nuca, lei dorme felice e io per non svegliarla cammino a 20 centimetri da terra. E in effetti in quel momento, e solo in quello, la strada verso casa mi sembra troppo breve 🙂

piccola diva

Unknown sender in Enhanched WordPress Contact Form

Me lo appunto qui sul blog, perché è già la seconda volta che devo correggere questo problema e mi tocca rifare tutto il giro di ricerche.
Se usate con soddisfazione il plugin Enhanced WordPress contact form di Joost de Valk, ma lamentate la mancanza del mittente nelle email che ricevete (che vi costringe a fare copia incolla dell’indirizzo mail quando rispondete, oltre a non mostrare il nome di chi cerca di contattarvi), sappiate che è un problema di headers.

Basta aprire il file wp-contactform.php e alla riga 171 sostituire
$headers = "MIME-Version: 1.0\r\n";

con

$headers = "MIME-Version: 1.0\n";

[fonte]

Jabba

T: “Vieni qua grassone!”
E: “Dai, il prossimo gatto lo chiamiamo Jabba?”
T: “QUALE prossimo gatto?”
E: “beh, il prossimo, il più tardi possibile ovvio, che so, tra 10 anni…”
T: “perché aspettare? chiamiamo già questo Jabba” 😀

Il posto delle fragole

Poi il mio amico è tornato dalla Danimarca, eh, e ci teneva che vi raccontassi un aneddoto che gli è capitato. In effetti ammetto che pur essendo ormai fisiologicamente preparato alle storielle di civiltà che arrivano dall’estero, questa mi ha lasciato interdetto, e poi vi spiego perché.

Il mio amico attraversava un paesino qualsiasi, con le sue belle casette monofamiliari. Posto anonimo, come ce ne sono tanti, se non che molto spesso, nei giardini delle suddette case, erano presenti banchetti con i prodotti degli orti (orti personali, quelli che ora van di moda grazie a Michelle Obama).
Il mio amico li osserva e inizia a subodorare cosa accadrà, e infatti accade: un omino si avvicina, scruta la frutta, prende un cestino di fragole e lascia le sue monete in una scatola, sullo stesso banco. Anche il mio amico prende un cestino di fragole, mette i soldi nella scatola e – timoroso – si prende pure il resto, ma non scatta nessun allarme centralizzato 🙂
E pare essere una pratica comune, visto che i banchetti erano molto numerosi. A fine giornata il proprietario del banchetto torna dal lavoro e ritira il suo gruzzolo dalla scatola.

La prima facile risposta è “ah, in Italia ti farebbero sparire frutta, soldi e pure il banchetto”, e probabilmente è vero. Io sono rimasto interdetto perché mi sono venute in mente almeno tre cose che in Italia ti impediscono una cosa così semplice:
– occupazione del suolo pubblico
– vendita di generi alimentari senza l’adeguata licenza
– evasione fiscale per mancanza di scontrino e registratore di cassa
ma di certo dimentico qualcosa.

Per consolarci possiamo guardare dentro il nostro giardino:
– solo tre anni e sei mesi a chi ha massacrato Aldrovandi, che manco se fosse stato un vero drogato si meritava una fine così
– solo sei anni a Spaccarotella per l’omicidio Sandri. Il solito proiettile deviato.
– italia.it (senza link) torna online, brutto tanto quanto prima, inaccessibile ai disabili e con un costo stimato tra i 5 e i 10 milioni di euro. Con 10 milioni ci costruisci 50 case da 200.000 euro in Abruzzo, molto a spanne.
– torna l’UDEUR, come la gramigna.
– se avete soldi all’estero è di nuovo il momento di farli rientrare. Se ne avete in avanzo qui vi conviene mandarli all’estero e farli rientrare. Ci pagate meno tasse e potete comprare un sacco di cestini di fragole 😉

People you follow

Gli shared items di google reader (elementi condivisi nell’interfaccia italiana) oggi si sono trasformati in qualcosa di molto simile a Twitter + FriendFeed. Innanzitutto han cambiato nome, ora la funzione si chiama “people you follow” e quel follow richiama nemmeno troppo velatamente il popolare servizio di microblogging.

In seconda istanza è comparsa una barra azzurra in alto che serve a scrivere veloci messaggi di stato, o a postare elementi da convidere, questo più in stile friendfeed dato che non c’è la limitazione dei 160 caratteri e che si possono postare elementi “complessi” tramite un bookmarklet (ma questo già da prima).

youfollow

Infine l’aggiunta del “like” di gradimento, come già FriendFeed prima e Facebook dopo, e un sistema per maneggiare la lista degli amici che si seguono e da cui si è seguiti (following e followers, tanto per mantenere il paragone). Tra gli esempi che riesco a leggere nel mio account non ho ancora capito se il like sia sufficiente a inviare l’elemento condiviso nel mio account da parte del mio amico (come accade appunto in FriendFeed), ma diversamente non ne vedrei l’utilità.

Per completare il tutto c’è anche una schermata di opzioni molto dettagliata, che riassume e permette di controllare diversi aspetti della questione. Ad esempio si può decidere che a commentare gli elementi condivisi sia solo un certo gruppo di contatti definito su Google Contacts (per non parlare della chicca “Starred in Android” 😉 ), o aggiungere amici tramite una semplice ricerca per nome.

Insomma, balzi avanti a tutta birra!

Per il prossimo sciopero dei blogger…

Nonostante ieri non abbia postato, non avrei partecipato allo sciopero dei blogger contro il decreto Alfano. Non perché ritenga giusto il decreto Alfano – Dio me ne scampi – quanto perché piuttosto condivido il pensiero di Davidonzo: uno sciopero ha senso se crea disservizio, se fa “rumore”. Nessuno sciopera senza fare un corteo, senza creare disagio agli utenti, senza urlare a gran voce le proprie ragioni. Fermare la blogosfera per un giorno assomiglia più a uno sciopero bianco, cioè quando vai a lavorare senza timbrare.

Cosa cerca la gente nei blog? informazioni, idee, punti di vista. Vuole sapere cosa pensa l’autore in merito a temi di attualità, di temi qualsiasi, vuole sapere cosa gli passa per la testa o se han promosso suo figlio. Per il prossimo sciopero dei blogger (se mai ci sarà), propongo che tutti gli aderenti facciano un redirect verso una pagina, unica su qualche sito, che spiega le ragioni della protesta. Qualcuno accede al mio blog? e invece si ritrova la pagina di spiegazioni! Qualcuno trova un vecchio post su un motore di ricerca su come traslocare una linea Fastweb? e invece si becca la pagina sul decreto Alfano. Si rompe le scatole e cerca un altro blog? se anche lui aderisce, via di nuovo sulla pagina di spiegazioni.

Questo avrebbe si un senso importante sugli utenti.

Applicazioni Android – roundup 1

Installare, disinstallare e cambiare applicazioni su Android è così facile che non passa quasi giorno senza che ne provi qualcuna o decida di rimuoverne altre, anche perché ogni giorno ne escono di nuove e spesso sono radicalmente migliori di quelle che ho già installato. Ho quindi pensato che potrebbe esservi utile segnalare cosa cambia, di tanto in tanto, nel mio HTC magic, perché potrebbe esserci qualcosa che vi torna utile; e naturalmente perché così i lettori dotati di android mi possono segnalare applicazioni che ritengono indispensabili, facciamo lo scambio come con le figu (“celo, celo, BUSO MANCA!” 😛 )

Rispetto a questo post ho eliminato AndWeather2 e Battery status. il meteo non lo usavo mai, e lo stato della batteria mi viene già segnalato da useful switches. Ho invece aggiunto:

  • AudioManager: Mi sono accorto che ogni tanto i volumi delle suonerie si abbassano, è qualcosa connesso a quando uso il telefono come player mp3 con le cuffie anche se devo ancora isolare il problema. Con questo widget nel desktop posso rimediare in tempo zero.
  • Backgrounds: All’inizio facevo tutto da me, scelta delle immagini, caricamento nel telefono, selezione dello sfondo. Ma questa applicazione rende tutto più semplice, e ha migliaia di belle immagini tra le quali scegliere.
  • Brightness Profiles: Questa è pigrizia. potrei variare la luminosità del display dal factotum useful switches, ma con Brightness Profiles mi faccio tre profili predefiniti e con un clic vario la lumisità senza dover agire su uno slider
  • Draw: Non fa niente di utile, ma mi piaceva. Ti permette di disegnare con il dito sui display, in due colori 🙂
  • DroidAnalytics, mAnalytics, MobileGA: queste sono per “lavoro“. Servono tutte per accedere ai dati di Google Analytics. E tra parentesi, MobileGA è la prima applicazione a pagamento che ho scaricato sul telefono (e finora l’unica! di DroidAnalytics m’è scaduta la trial 😛 )
  • Profiles: installata ma non ancora configurata. Permette di creare diversi profili d’uso del telefono attivabili con un clic. Ad esempio posso creare un profilo “casa” in cui c’è lo schermo che si spegne dopo 5 minuti e il wifi sempre acceso perché presumo che il telefono sarà attaccato alla corrente.
  • Qik: il client di videostreaming dell’omonimo sito. Casomai stessi videotrasmettendo qualcosa, lo trovereste su www.qik.com/tambu
  • Secrets: serve ad avere delle note protette da password. Ne sentivo la mancaza perché avevo questa funzione sul W760i
  • Shazam: shazam è fantastico, se avvicini il telefono a qualcosa che trasmette una canzone, lui ricerca nel suo database autore e titolo e te li dice se li trova. Nella maggior parte dei casi funziona, basta non chiedere cose troppo “di nicchia” 😀
  • Spare parts: permette di accedere ad alcune impostazioni che nel menu predefinito non esistono
  • Taskiller: un difetto di Android (su cui mi sto documentando) è la gestione delle applicazioni in memoria. Normalmente è in grado di assegnare da solo la memoria, ma se le applicazioni stanno eseguendo qualcosa lui non le termina mai, anche se noi crediamo di averlo fatto. Taskiller permette di “ucciderle” selettivamente o tutte insieme con un solo tasto
  • Voice: per registrare memo vocali, ed eventualmente inviarli come attachment in Gmail
  • Wapedia: è un’interfaccia per wikipedia, anche se presto sarà superata dalla recente uscita dalla beta della versione mobile dell’enciclopedia

Te la do io la candidatura!

Stavo già per lanciarmi in un pippone su internet che sposta o non sposta voti, che è stato un tormentone subito dopo le europee e la Serracchiani, dopo aver letto che il buffone supremo ha annunciato la sua candidatura a segretario di un partito che odia, quando ecco che come al solito qualcuno meglio informato di me ha scovato la magagna.

Peccato, Grillo candidato a segretario del PD era un buon test per tutte le tesi macinate in quell’occasione sulla forza di internet nella politica, ma non se ne farà niente. D’altronde secondo me avrebbe preso dieci schiaffi, ma temo non lo sapremo mai… 🙂