Volare

Volare non è più così divertente, da quando esiste Google Earth.

Forse forse ne vale ancora la pena, fino a quando non faranno un layer con foto notturne 🙂

La coscienza ecologica

Io esattamente non capisco come questo pianeta possa essere nei guai ecologici in cui si trova, considerando la forte coscienza ambientale della parte maschile del globo.

C’è una percentuale assolutamente sconcertante di persone che escono dal bagno senza passare dal lavandino, evidentemente per risparmiare acqua! 🙂

Poi non stupitevi se passo da scontroso e non stringo le mani…

Il fagocitatore

Gatto: MEOWW
Signora: “si ecco, ti riempio la ciotola”
Gatto: CHOMP!
Tambu: “ma sono già finiti i pallini che mi hai fatto comprare pochi giorni fa?”
Signora: “eh si…”


Tambu: “dannato aspirapolvere peloso…”

Il paradosso di Alitalia.

Non volo spesso, non ne ho occasione; per lavoro praticamente mai, potendo fare tutto dal PC o via internet e per diletto personale nemmeno, essendo un motociclista 🙂

Ma quando mi capita son quasi sempre dolori: due estati fa tornando da Amsterdam sono incorso in un terribile turbinio di eventi e maltempo tale che atterrato a Fiumicino avevo già perso l’ultima coincidenza per Genova. Alitalia apre uno sportello, per TUTTI i passeggeri nella mia condizione (e non erano pochi, velo garantisco), e dopo alcune ore sistema tutti in qualche albergo nei dintorni, trasporto incluso. Il trasporto è stato grottesco, con decine di persone ferme ad un marciapiede in attesa di un pullman che non sarebbe arrivato mai. Requisito un pullman più o meno qualsiasi, l’albergo ci voleva rifiutare la camera, facendo invece tranquillamente alloggiare i passeggeri KLM atterrati col mio stesso aereo.

“Alitalia non ci paga” fu la giustificazione. Alla fine si riuscì ad avere una camera, tramite la parolina magica tutta italiana “carabinieri” e si andò a dormire a notte inoltrata.

Per andare a Palermo avevamo il double jump GOA-FCO e FCO-PMO, e idem al ritorno; di questo 4 voli, 3 sono PARTITI in ritardo, ma per fortuna avevo preso coincidenze con un lasso di tempo tale che mi hanno permesso di compensare. Ma a Palermo Alitalia ha pensato bene di smarrire il nostro bagaglio, recapitatoci in albergo soltanto a notte inoltrata.

[Ora facciamo un inciso, le regole del bagaglio smarrito: fai la coda, fai la denuncia, appena lo trovano te lo spediscono entro 6 ore. Nel frattempo? nel frattempo niente. tutto quello che compri entro le 24 ore dalla denuncia son cazzi tuoi, te lo paghi! quello che compri dopo le 24 ore te lo rimborsano… a metà del prezzo!
Quindi Alitalia mi perde la valigia, e mi nega la possibilità di rimediare ad un loro errore nel momento in cui è più probabile che ne abbia bisogno, ad esempio per lavarmi e cambiarmi le mutande. No, per loro devo rimanere puzzolente, e invece dopo 24 ore (quando cioè inizia a farsi più probabile il ritrovamento del bagaglio) posso comprarmi qualcosa. Ma devo pagarmene metà. Ma perché? io magari nemmeno la volevo quella maglia rossa marcia che sono costretto ad acquistare!!]

Qua finisce la mia esperienza con Alitalia. Affinché non si dica che il blogger si lamenta e basta, ho anche la soluzione: non prendere più velivoli Alitalia. In un mercato normale una massa di clienti insoddisfatti che abbandona un operatore genera a lungo andare il fallimento dell’azienda. Invece le gravi perdite di bilancio avute in questi anni sono state semplicemente ricoperte dal Governo con le nostre tasse. Come a dire “di riffa o di raffa, i tuoi soldi al Alitalia ci arrivano sempre”…

si dice arancini!

arancinichecchè ne dica Tony Siino, o l’intera città di Palermo, che abbiamo visitato nei 3 giorni scorsi, il resto della Sicilia è d’accordo con la mia dizione 🙂

Ma andiamo in ordine: Palermo è veramente bella come dicono, e da quel poco che l’ho potuta vedere la prima volta che ci misi piede, velocemente 5 o 6 anni fa, è in netto miglioramento; si vede che c’è del fermento, architettonico e culturale e intravedo ampi margini di miglioramento, se si avrà la costanza di procedere.
Il traffico è mortale. Non è tanto la quantità di veicoli, quanto il modo di guidare dei palermitani. Non ha tanto senso premere fino in fondo il pedale dell’acceleratore per fare 30 metri, se dopo c’è uno stop, ma tant’è…

Tony è stato davvero squisito a scarrozzarci un po’ nei dintorni che difficilmente avremmo potuto visitare altrimenti: andare in giro con un autoctono è sempre il modo migliore per farsi piegare le cose per come stanno e non per come le si vedono dal di fuori. Se poi l’autoctono è anche esperto di sociologia, la conversazione sarà di sicuro interesse. Grazie, se passi da queste parti sapremo sicuramente ricambiare.

L’altro amico che abbiamo visto in questa 3 giorni di relax non è palermitano, ma nel capoluogo siciliano sta vivendo la sua rinascita: fuggito a gambe levate dalla nebbiosa pianura piemontese ha tracciato una riga netta tra il prima e il dopo della sua vita. Ho sempre pensato che avesse una mentalità molto adatta per il sud dell’Italia (tra cui un culto dell’ospitalità smisurato e un senso dell’amicizia molto radicato), ma non pensavo avrebbe fatto così in fretta a “mimetizzarsi” tra la gente locale: vederlo sorridere abbronzato, in forma, e sentire i suoi racconti della vita siciliana a due e quattro ruote mi hanno scaldato il cuore molto più del sole che ha accompagnato (quasi molestato, essendo un Marzo caldo come un Giugno inoltrato) la nostra vacanza 🙂

Un caso da manuale

Ieri durante il mio pigro giretto per gli account di Google Analytics che monitoro mi imbatto in un fenomeno strano: il blog della mia signora ha un picco di accessi il 23 febbraio. Normalmente è un sito a basso traffico (anzi, più correttamente, “non ha tutto il traffico che meriterebbe” 🙂 ), ma stranamente venerdì scorso ha quintuplicato gli accessi.

grafico a linee della settimana
grafico a linee della settimana 19/2 – 15/2

Il fenomeno, parbleu, merita certamente una maggiore analisi, per cui vado a cliccare sul singolo giorno nel calendario in basso a sinistra e poi su “monitoraggio visitatore unico” e “monitoraggio visite e pagine visualizzate”, ancora propenso ad un errore. La prima ipotesi è che il server sia andato in loop e abbia servito decine di volte la stessa pagina, quindi lo stesso codice di Analytics (e intanto chiedo scusa al signor G. per aver dubitato di lui :D). Un giorno magari parliamo anche del misterioso mondo degli header http e delle cose fuori dal mondo che a volte accadono tra quando premete invio nella barra degli URL e quando compaiono i primi elementi delle pagine, ok?

grafico a barre del 23 febbraio
grafico a barre della sola giornata del 23 febbraio

Il fenomeno è ancora più curioso, perché tutte le visite “extra” sono concentrate nella fascia oraria 19-20. Inizio a subodorare qualcosa, per cui mi sposto in “rendimento segmento visitatori” e “sogente di provenienza” solo per avere la conferma che tutte le visite provengono da Google. (altra nota interessante: non “da motori di ricerca”, ma DA GOOGLE”)

referrer del 23 febbraio
i primi 3 referrer del 23 febbraio

La curiosità è quasi scemata, clicco su analisi cross-segment – parole chiave più per farmi una risata che per altro, ed ecco cosa si presenta ai miei occhi:

keyword del 23 febbraio
le keyword da Google il 23 febbraio

a questo punto il più è fatto, ho capito tutto, memore di un vecchio post letto sul forumGT, mi basta chiedere a qualche collega se hanno guardato i quiz serali venerdì scorso e qualcuno mi dice che si, a Chi vuol essere milionario hanno effettivamente fatto una domanda sull’etimologia di quel detto, e stellinorama è – ad oggi – in nona/decima posizione per quella keyphrase.

Considerazioni: non ho capito se le visite sono residui di navigazione o errori. A me sembra evidente che il risultato corretto da cliccare sia quello che Google propone come terzo:
“TRECCANI – Lingua e linguaggi
Qual è l’origine dell’espressione “dormire della grossa”? Cinzia Bellati. “Dormire della grossa”, cioè profondamente, è un’espressione che affonda le radici …
www.treccani.it/site/lingua_linguaggi/quesiti/dormiregrossa.htm – 7k –
Copia cache – pagine simili”
e quindi queste persone hanno cliccato male? oppure già che c’erano volevano approfondire la ricerca? gli snippet li leggono? ma soprattutto, forse la keyphrase corretta aveva un “origine” o “etimologia” al suo interno (provate questa: origine “dormire della grossa” con le virgolette, e vedrete che le cose cambiano parecchio 😉 ).

Più il web cresce e più c’è bisogno dei motori di ricerca, e ok. In parallelo però più crescono i dati dentro i motori e più bravi bisogna essere a trovarli. Ecco, se qualcuno di voi va al milionario e vuole usarmi per la telefonata a casa, per un modico 10% della vincita io mi presto.
Il post era un auto-spottone 😀