Come Google fa approcciare ai suoi servizi

Uno dei segreti del successo delle applicazioni di Google sta nella login unificata. Attraverso un Google Account infatti si accede a tutti i servizi che la grande G sforna. Con “tutti” intendo tutti quelli che esistono ora, ma anche quelli che sfornerà in futuro.
Perchè è importante questo? vi faccio un esempio:

Ieri aggiungo un evento al mio calendario, lo condivido con la signora, e invito altre 4 persone. Di queste una so che usava Calendar da non più di due giorni, una pensavo non lo usasse nemmeno, però ha una casella gmail (e quindi un Google Account). Poco male, perchè tanto l’invito arriva via mail.

Ecco, il fatto che controllando la mail ed eventualmente cliccando su “accetto” e/o “mostra il mio calendario” genera nell’utente una curiosità speciale. “ma come? ho un calendario? non lo sapevo, fammelo vedere”. e basta; non c’è nemmeno bisogno del passo successivo – “mi piace e quindi mi iscrivo” – perché sono già iscritto e il mio calendario è popolato con almeno un evento.

E’ un sistema che INVOGLIA gli utenti ad essere usato, non annoia con le registrazioni e le password, e fatto e finito e usabile nel momento in cui viene presentato.
E’, insomma, un atteggiamento corretto e vincente.

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22 Comments

  1. E’, insomma, un atteggiamento corretto e vincente.

    e che permette ai signori di Google di immagazzinare una tale quantità di dati sui comportamenti degli utenti nemmeno lontanamente immaginabili.

  2. Quoto bayle, che sia vincente non lo metto in dubbio.

  3. Si è giusto anche questo, e penso che sia un modo indiretto per raggiungere quel sogno che microsoft ai tempi voleva proporre, con “passpartout”. L’obiettivo era quello di ottenere un unica chiave di entrata per servizi differenti, ma richiedeva comunque un compito “attivo” da parte dell’utente, nel capire cosa stava facendo.
    In questo caso, Google -visto che i servizi offerti sono tutti suoi- con più facilità e sopratutto indirettamente ti offre un servizio che tu utilizzerai solo quando ne avrai bisogno, creando appunto questo effetto sorpresa tipo :”oh..c’è l’ho già!.. pensa te”…
    [che poi non è nient’altro che uno studio dei servizi web congiunto a un marketing efficace: e per questo e per molti altri punti applaudo casa Google, proprio perchè sta rivedendo molti concetti pilastro dell’economia e del marketing]

  4. bayle: la tua considerazione è corretta, ma esula un po’ dal discorso. ti dico però che il modo migliore per FARSI DARE i dati che ti interessano è proprio quello di NON CHIEDERLI. o meglio, siccome sappiamo tutti che i servizi sono gratuiti e che ci guadagnano solo profilando per bene l’utente e mettendo pubblicità contestuale ai tuoi gusti, la moneta di scambio è chiara. Però se ti metto una form REGISTRATI, magari non hai voglia e perdo l’utente, se invece funziona già tutto con l’unica password che ti ho chiesto 3 anni fa, no 🙂

  5. La cosa forse negativa (fermo restando il fatto che io adoro Google proprio per i motivi da te descritti nel tuo post), è che “ciulandoti” una sola password anche i “ladri” accedono a tutti i servizi… Per quanto riguarda la privacy e la gestione dei dati e delle abitudini personali, temo che chiunque potrebbe farsi i cazzi miei come e quando volesse, indipendentemente da Google.

  6. Maxime il problema non è che Google ha tutti i nostri dati (che poi è vero), ma che sa le nostre abitudini.

    Ovviamente non parlo del singolo, non credo infatti che a Brin & Page interessino i miei appunti e le mie mail o più in generale ciò che faccio, ma ha ora,e sempre più in futuro un vantaggio sulle altre aziende difficilmente raggiungibile anche in parecchi anni.

  7. C’è solo un piccolo problema: l’account Gmail è “incompatibile” con un account normale di Google. O comanda Gmail, o niente mail. Io ad esempio ho un account sotto il mio indirizzo di mail principale, che uso per Adsense, Google Groups, ecc., che non può essere utilizzato per Gmail.

    Se creo un account Gmail nuovo quando sono loggato, Google mi “migra” tutte le impostazione, di fatto chiudendo l’account principale (quello che viene migrato) e rendendomi impossibile accedere ai miei servizi. Un mesetto fa ho passato una brutta mezz’ora prima di capire come fare a tornare indietro…

    Il problema di Gmail è che viene creato un indirizzo di email con il nome dell’account, che quindi non può essere un indirizzo di email. Potevano pensarla meglio…

  8. ludo, non ho mica capito :-/
    io ho 3 caselle gmail, e ad ognuna corrisponde un Google Account (quindi ad esempio 3 google calendar diversi, tanto per dire)

  9. Parzialmente discordo su alcune tue affermazioni Tambu.

    Sicuramente agevola il fatto di aver accesso unificato ad “n” numero di servisi, ciò nonostante questo comportamento accentratore tende all’invadenza. Vedi i.e. Gtalk che ora tutti si trovano installato nel pannello di controllo di gmail, o ancora, pensa agli utenti orkut che ora vivranno lo stesso, essendo prossima al lancio anche l’integrazione bilaterale tra Gtalk e Orkut. Pensa alla pubblicità ‘contextual’.

    Inoltre di tutti i servizi che il plex mette a disposizione, la gente ne fila un numero assolutamente basso. Pensa al fatto dei dati che raccoglie (in realta’ prima li raccoglie e poi ti avvisa) e con cui nemmeno e’ in grado di migliorare la qualità dei risultati, pensa a tutti i brevetti che registra di tecnologie che poi non usa (o sa usare).

    Sono vincenti in alcuni servizi. Non c’e’ dubbio, e sono i meno peggio nel search, ma di margini su cui lavorare ne vedo diversi, altrettanti quelli su cui dubitare. 😉

  10. su gtalk in gmail, è facilmente eliminabile dall’interfaccia. mi sembra un punto a favore (la possibilità di scegliere, dico).

    sul filare i servizi, sono d’accordo. MA ho scritto il post proprio per definire questo concetto: non c’è realmente BISOGNO che il servizio sia filato dagli utenti, perchè – almeno nel caso di Calendar – ti ritrovi ad usarlo semplicemente facendo un click. e Magari ti piace, e scopri che hai già la password, sei già iscritto. E’ su questa facilità che ponevo l’accento 🙂

  11. Io uso Gmail da 2 anni, non ho capito il concetto di Ludo.

  12. Bhè sono d’accordo su quello che dice Tambu. Proprio qualche giorno fa ho voluto visitare un pò dei servizi che google offriva e vedere che potevo provarli tutti senza dovermi ogni volta registrare è stata una manna dal cielo. C’è da dire che il successo di Google nn è dovuto solo a questo ma anche e soprattutto alla qualità che offre nei suoi servizi. Una sola pecca ha secondo me! Faccio un esempio pratico dato che ne ho parlato indirettamente anche sul mio blog: x hostare video si va su youtube.com e il suo indirizzo è semplice, mentre se vuoi upparlo su google devi andare su video.google.it ed è più complesso.. questa la trovo una pessima cosa

  13. mi pare una pecca da poco, considerando anche che il secondo è più mnemonico. dove trovo i video di google? video.google.qualcosa. è uscito google talk? talk.google.com e così via… puoi andarci a occhi chiusi 😉

    (tralasciando ovviamente che ormai youtube e Google son la stessa cosa 😛 )

  14. Barbara

    Per quanto mi riguarda parte tutto da Gmail quella uso e da li
    troppo comodo accedere alle varie applicazioni google … per
    una pigra come me poi

  15. Google sta investendo molto su questa unificazione. Ma ci sono alcuni però.

    1) Alcune funzioni, come per esempio la posta elettronica, si caratterizzano come “storicizzate”. Difficile cambiarle. Oneroso ricomunicare a tutti nuovi indirizzi, smaltendo l’uso dei vecchi.

    2) Non è detto che Google sia lo standard nella funzione che prende: ci sono molti altri che fanno le stesse cose, magari anche con uno stile molto spiccato e accattivante (penso a 37Signals per quel che concerne la scrittura via web e la collaborazione in linea a livello testuale, penso a tutti i cloni di annotazione, segnalibri, ecc…).

    3) Google può prendere una cosa per ogni funzione, e non è detto che quella sia la migliore. Esempio: Blogger per il blogging, JotSpot per il wiki, e via così. Ci sono piattaforme migliori. Non so se Google sarà effettivamente il monopolista. Intorno ci sono soggetti molto interessanti, e pieni di creatività.

  16. si, ma nessuno dei tuoi tre punti c’entra con la password unica 🙂
    nessuno mette in dubbio che magari esiste un calendar migliore, ma al calendar di google sei già iscritto, funziona già senza che tu nemmeno lo chieda 😀

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