Ecco i Kahuna

I componenti del mio gruppo non si interessano di blog e affini (o meglio, uno si ma per scopi secondari 🙂 ), figuriamoci se sanno cosa sia una podcast… quando ho annunciato tronfio che anche i Kahuna avrebbero avuto il loro primo podcast mi hanno guardato nel classico modo col quale il bue guarda il treno passare mentre rumina, avete presente no? 🙂

Ecco, quindi qui c’è un raffronto tra 3 canzoni in versione originale e in versione rovinata (da noi, ovviamente)
se proprio non le riconoscete, ve le elenco:

Come out and play – the Offspring
Word up – Gun
The boys of summer – the Ataris

Focus 2.0

Sono stato abbonato di Focus per una vita… quasi 10 anni. L’ho sempre trovata la miglior rivista di divulgazione pseudo-scientifica in circolazione, molto più di Scienza&Vita ad esempio.
Poi il tempo libero per la lettura è sceso paurosamente e ho dovuto interrompere, l’abbonamento e la lettura. Mal sopporto le cataste di cose da fare che si accumulano 🙂

Pochi giorni fa ho trovato da leggere l’ultimo numero, il 158 per la precisione, e non posso esimermi dal fare un paragone tra le trasformazioni del web di questo periodo e l’evoluzione della rivista.
Le parole che adesso sono in voga nel web sono “folksonomy”, “collaborativo”, “contributivo”, “distribuito”, “tag”. Il senso che si tende a dare ai siti o alle applicazioni web è quello dell’universalità, della spinta dalla base (wikipedia); della facilità di utilizzo anche per chi è digiuno di strumenti informatici (blog, wiki); insomma, una gestione più o meno comune e più o meno democratica delle cose, che comunque tenga conto delle opinioni di tutti e che per questo sia in grado di far esprimere a tutti, facilmente e in modo sicuro, la propria opinione.

Ecco, la tendenza di focus in questo senso esisteva già quando lo leggevo io. La posta era piena di “mandaci le tue segnalazioni a…”, “invia le tue idee a…”. E sin qui nulla di strano, le riviste hanno sempre un motivo di feedback dai lettori, più o meno marcatamente. Poi si passò a cose più moderne, come “le foto dei lettori”. Ma il fatto innovaticvo era che le richieste di invio seguivano l’argomento di un articolo, erano molto specifiche. Il successo fu tale che la maggior parte delle volte dovevano aprire una sezione apposita nel loro sito per inserire i contributi dei lettori. Il sito stesso aveva una grande community, che a volte coincideva con la sfera dei lettori, a volte invece era un mondo a sè.

Nell’ultimo numero questa tendenza ha subito una forte accelerazione: insieme alla posta dei lettori ci sono gli SMS, dei lettori. Molte volte le segnalazioni contengono precisazini e correzioni rispetto ad articoli apparsi in passato. (come wikipedia 🙂 ). In altre occasioni sono presenti dei sondaggi cui rispondere via messaggino: seguendo una precisa codifica (esempio: S158#F21#BDFHILM ) nella scrittura del SMS si partecipa ai risultati del sondaggio, che vengono pubblicati nel numero succcessivo. Ogni articolo pubblicato può essere sottoposto a voto, sempre via SMS, in modo che la redazione sappia cosa è piaciuto e cosa no (se vogliamo, come dei tag); E’ possibile farsi inviare dei MEMO sul cellulare per sapere quando è uscito in edicola un nuovo numero di una specifica testata del gruppo Focus (come una newsletter, o se vogliamo, un feed RSS)

insomma, credo che Focus attualmente sia il primo esempio di “rivista 2.0” 🙂