Duo, Quad, otto, miiiille

Oggi pomeriggio, a causa dei noti problemi che affliggono noi informatici, ho dovuto dare un occhio al PC di mio zio per “cercare di farlo andare in rete” (cioè installare una scheda di rete e un modem Alice). Non vedevo windows 98 su un Pentium II 233 Mhz con 32Mb di RAM da anni, ma ho constatato che il riavvio è comunque più veloce del mio nuovo mostro a 4 teste (che siccome sono uno sborone, ma anche uno che cambia PC ogni 3 anni, porterò presto anche a 4Gb di RAM con buona pace di chi dice che “tanto oltre i 3 non serve a niente”) 🙂

Il Gdrive che vorrei

La cosa bella di Google è che basta che gli utenti chiedano a gran voce una cosa e lui la fa. E se non la fa subito la farà. O la farà in un modo molto vicino a quello che la gente pensa (ad esempio Android che è una piattaforma e non un telefonino fisico).

Pare che sia arrivato il momento del lancio del Gdrive, un disco remoto powered by Mountain View. Una cosa che peraltro esiste già, per i dipendenti, e che ora secondo indiscrezioni dovrebbe essere estesa a tutti. Visto che da lassù ci ascoltano, vi dico come lo vorrei; non sono richieste assurde:

  • TANTO spazio: almeno 5 Gb. Gmail a Gennaio te ne darà 6, il Gdrive non dovrebbe essere da meno. Altrimenti 100Gb da usare per TUTTI i servizi, posta, drive, foto su picasa, documenti, eccetera.
  • accessibile via Webdav, o mappabile come unità di rete anche dietro a un proxy, e da browser con una interfaccia semplice come quella di GoogleDocs
  • integrato con GoogleDocs: se carico un Word voglio poterlo lavorare da Gdocs, e se creo un excel su Gdocs voglio poterlo trovare nel drive.
  • con una utility che faccia il sincronismo tra cartelle

facile, no? 🙂

Il desktop mi cambia l’umore?

Il desktop ti cambia l’umore?” era la domanda che si poneva Sgr33n in uno dei suoi primi post su Appunti Digitali. Io non mi ero mai posto il problema ma penso che la risposta sia “SI”.

A casa ho uno sfondo dei 30 seconds to Mars da non so quanto ormai, sempre lo stesso. Penso che ormai il defrag consideri quei bit inamovibili 🙂
In ufficio invece ho un doppio monitor 1280×1024 e ho una fissazione per i wallpaper, ne ho svariati centinaia di megabyte e li cambio abbastanza spesso; meglio ancora se nascono espressamente per il doppio schermo. Ieri mi sono imbattuto in questo post sui wonderful wallpaper del buon Carlitos, ne ho messi due della serie “Aqua dreams” e sono molto soddisfatto.

Se non fosse che preferisco passare il tempo col PC bloccato per poterli ammirare, direi quasi che ho più voglia di lavorare 🙂

starò tuned

Da quando frequento internet le vacanze sono state sempre un momento di stacco. Salutavo gli amici e stavo semplicemente offline.
Poi internet è diventato qualcosa di pervasivo, e in larga parte anche una parte fondamentale della mia vita (ci lavoro in ufficio, ci lavoro anche fuori, ci tengo quasi tutti i miei contatti), ma finora ho sempre resistito. Durante l’ultima vacanza “vera” mi sono concesso due o tre volte un internet point per tornare in contatto col mondo – leggere le news e sbirciare l’email. Non mi ricordo nemmeno se aggiornai il blog.

Quest’anno starò via quasi 3 settimane, e in questi due anni la mia presenza, le disponibilità che ho dato, la quantità di flussi informativi che ricevo sono notevolmente cresciuti, quindi devo in qualche modo fronteggiare e arginare il fenomeno del rientro traumatico. Ecco cosa ho intenzione di fare:

blog: non intendo programmare nessun post. avrò con me il portatile (per scaricare le foto dalla scheda di memoria) e il telefonino (ovviamente). Quindi dovrei essere in grado di postare qualche breve intervento flash.
posta: ogni tanto la aprirò, per fare pulizia della spazzatura (non lo spam, proprio le mail spazzatura), e leggere le cose più urgenti, se ce ne sono. Tendenzialmente non vorrei rispondere a nessuno, per non innescare un circolo vizioso.
feed: questi non intendo leggerli, ma non vorrei nemmeno perdermi qualcosa. prima di spegnere il PC venerdì sera leggerò tutti i feed in neretto, esporterò dal mio aggregatore la lista in OPML, la caricherò su Google Reader e lo lascerò lavorare. Al ritorno userò google reader finché non avrò smaltito la mole (imponente), poi riaprirò Greatnews e lo farò aggiornare, segnerò tutto come letto e sarò pronto a ripartire, perfettamente sincronizzato.
telefonino: non ricevo mai molte telefonate durante l’anno, ma i problemi – si sa – sono sempre dietro l’angolo; con l’aggravante che io sarò in ferie mentre tutti sono ritornati in ufficio, carichi e pronti a spaccare i maròni con idee, lamentele, sfoghi di ferie passate male da scaricare sul sottoscritto. Quindi lo terrò prevalentemente spento o in modalità silenziosa, e risponderò agli SMS con un programmato ritardo.

Ce la posso fare… 😀

Come ai vecchi tempi

Sono 3 giorni che mi sembra di essere tornato ai vecchi tempi: scarica quel file, no prendi quell’altro, anzi prendili tutti che uno buono forse si trova. Leggi il forum, cerca l’utente che ne sa di più, googla sempre cercando una conferma, leggi forum inglesi e se ce la fai forum spagnoli, trova quel file senza registrarti ogni due minuti; apri l’editor esadecimale, capisci che file sia, cerca un lettore di quel formato e poi daccapo…

Solo che questa volta è dura, non ne vengo a capo…

Mystic Beggi Network e l’ape Cisco

Poco prima di depositare Marco Formento davanti a casa sua, ieri sera, si parlava di come i grandi perdano il vizio della risata sincera, sguaiata, che deriva dalla condivisione di una cavolata. Perché questo è successo ieri: 4 persone abbastanza diverse, accomunate dall’avere un blog e dalla passione per la tecnologia e la sperimentazione che viaggiano in autostrada con 3 portatili collegati tra loro in wi-fi e al mondo tramite un modem UMTS; una webcam e uno streaming video in diretta. Questa è la storia, semplice, banale. Quel che c’è dietro invece è un sottofondo di continue battute e sketch, di buonumore, di capirsi al volo e menaggio 2.0.
La sensazione giusta è quella da “gita delle medie”, che al contrario della famigerata festa era sempre un momento di affermazione personale e di gruppo, un gioioso sfuggire alle regole proiettati verso il divertimento, una continua ricerca di cose da far restare nella storia per poterle raccontare da grandi, nei sempre più rari momenti in cui si ricordano quei tempi.
Ieri sera abbiamo fatto gruppo, secondo me, molto più che in altre occasioni. E non faccio il pippone sui blog, la rete e le amicizie virtuali e le occasioni di incontro, perché non è il caso. Oramai se ne sono accorti anche i sassi, che internet è molto più reale di quanto si pensi, basta solo aver la voglia di mettere il piede fuori di casa.Ma c’è qualcos’altro: Kurai ieri diceva “questi sono 10 anni avanti” e mi sembrava un’esagerazione. Beggi al ritorno rifletteva su Ustream.tv, sulla copertura in diretta di qualsiasi evento, io dicevo che appena si trova il modo per fare stream facilmente dal telefonino ci sarà l’ennesimo scossone nel mondo dei media. Ma soffermandoci un secondo solo sul Mystic Beggi Network, mi sono ricordato di una cosa: l’ha creata lui per gioco, per ridere un po’, per sfida. E già questo basterebbe per essere avanti al 90% delle persone che conosco, sia come competenza sia soprattutto come voglia di fare. Ma a causa di ciò Andrea si è posto un problema (posso far navigare una rete in autostrada?) ha pensato a una soluzione (collego il mio PC e faccio un NAT), agli strumenti per farlo (serve una connessione veloce, magari UMTS, possibilmente facile da installare – grazie a Samuele) e a come farlo (mi manca qualche dettaglio, ma non dovrebbe essere troppo complicato). Abbiamo riso, ok, ma ce l’ha fatta. Quando lavorando si troverà ad affrontare un problema simile (che ne so: “posso far lavorare questi 3 pc dei manager che devono a tutti i costi leggere la posta mentre le rete aziendale è giu?”, piuttosto che “Andrea, devo assolutamente ricevere la presentazione del talk che sto per fare alla convention aziendale ma sono in autostrada, come faccio?”) lui lo avrà già risolto, o almeno sarà molto più vicino alla soluzione rispetto a chi parte da zero.
beh, in realtà bisognerebbe parlare anche del fatto che appena concluso il primo esperimento Beggi ha detto “basta, chiudo il Mac.” il tempo di contare fino a 5 e l’aveva già riaperto pensando all’MBN 2.0, ovvero navigare con una sola connessione da due macchine diverse

L’aperitivo di Cisco è stata l’ennesima occasione per rivedere un po’ di persone, ma anche per conoscerne di nuove. Le remore in questo caso sono sempre sul numero di feed da inserire nell’aggregatore, che sta scoppiando. Oggi faccio un po’ di pulizia e cerco di inserire qualche nuova conoscenza di ieri. Stefano Venturi mi è sembrato una persona in gamba e molto alla mano; gli perdono il fatto che ha esordito con un video vecchissimo, che noi fancazzisti della rete abbiamo visto più di un mese fa, perché gli è servito per introdurre un paio di discorsi su Cisco e lo human networking, cose che mi dicono erano in parte uscite al Cisco Expo 2007 ma che era giusto riprendere per capire che stimoli di discussione avrebbe portato in una occasione con più “menti”. Il posto (3Jolie) carino, il clima umido, il cibo buono.
La notizia della serata, che l’amico Lele viene assunto da Cisco Italia, è andata in rete 5 secondi netti dopo l’annuncio, grazie a twitter, GPRS, wifi e chissà che altro, roba che nemmeno l’ANSA…

Il mondo ci sta cambiando sotto i piedi, talmente velocemente che forse noi stessi fatichiamo ad accorgercene. Era anche il senso del video di Stefano

Cambia perché NOI vogliamo che cambi, ma anche perché aziende come Cisco e chi le guida iniziano a “vedere la luce”. Il solo fatto che un CEO assuma un blogger, fosse anche solo per farsi dire ogni giorno cosa si dice in rete dell’azienda (scusa Lele, non ti sto paragonando a un banale aggregatore di feed 😛 ) mi sembra una cosa talmente indietro per noi che in rete ci viviamo e talmente avanti per chi vive in una grossa azienda di dinosauri tecnologici come me che ha dell’incredibile.

Facciamo che smetto di fare elucubrazioni e continuo a vivere in rete, perché mi piace, mi aiuta, mi stimola. E certo, perché mi fa vivere giornate di risate come quelle di ieri, dove friggersi il cervello con una wifi in macchina diventa persino divertente 🙂

perché non passo a linux?

Elena, prendendo la palla al balzo da un articolo di DesktopLinux, elucubra sul perché la gente non passa a Linux nonostante la sua evidente superiorità

Te lo dico io, perché non passo a Linux. perché TUTTE le volte che ci provo il merdone non funziona! (da quando ho memoria: Slackware, RedHat, Debian, Ubuntu liveCD sul portatile) E me ne frego se nonostante tutto mi si dice che sono io che non sono capace, evidentemente il sistema ha qualcosa che uno mediamente informato come me non riesce a far funzionare, e questo è un grosso limite. Altro che diffusione massiva…
L’ultima? l’ultima si chiama WUBI e l’ho installata esaltato giovedì sera. PECCATO che a causa di spazio su C insufficiente si sia installato da solo su D. Va bene, ok, hai fatto di testa tua? e allora arrangiati! No, la meraviglia nata per facilitare il passaggio a Linux si aspetta di trovarlo su C. Perdo mezz’ora sul forum di supporto, tento due soluzioni, tre riavvi, ma non parte.
WUBI disinstallato, a Linux ci passo quando funziona FACILMENTE una volta per tutte.

Comunicare la gravità

databaseMi serve una mano, e questo è un post tecnico. Se non sai cosa sia un database e la differenza che passa tra un campo testo e un campo data saltalo pure, io ti ho avvisato 🙂

Come ho scritto tempo addietro c’è un personaggio in ufficio che ha gestito un database abbastanza grosso usando campi varchar formattati per le date, invece di normali campi data; il problema minore, è noto, è che un campo testo accetta qualsiasi carattere, quindi anche un 39 Ottembraio 1568 o un 12/98-123, un campo data accetta solo date valide. Nonostante ci siano delle maschere di input per limitare i danni, un 31 febbraio è sempre possibile. L’altro problema è che non si possono usare le funzioni di manipolazione delle date, tipo “estrai il mese”, “formatta l’anno in questo modo” e il semplice “ordina le date”. No, bisogna scrivere decine di righe di codice per ricomporre le date in forma umana e poi lavorarci.

Ora, finché ero l’ultimo arrivato e non ci capivo niente potevo anche starmene (in fondo copiavo il codice degli altri, ma per i “miei” siti ci sono arrivato subito da solo, a usare i campi data, non è che ci voglia uno scienziato!), finché lo si usava in pochi anche; ma oggi il bubbone è scoppiato pesantemente, e io mi sono rotto di coprire questo scempio.

Tutto questo preambolo non perché mi serve una mano con la conversione, ma perché prima o poi qualcuno dovrà far capire ai miei superiori che in quel DB c’è un problema, un problema grosso! E siccome se dicessi “HEY! c’è un campo data formattato come testo” – cioè una frase che farebbe inorridire qualsiasi programmatore/db admin/esperto qualsiasi di informatica – i miei capi mi direbbero “e quindi?” con fare interrogativo, mi serve trovare un esempio per fargli capire a pieno la gravità della cosa. qualcosa che inizi con “è come se…“, meglio se non nel campo informatico.

Io è tutto il giorno che ci penso, ma non mi viene niente.

Boomshine e i meme nella blogosfera

boomshineGirovagando per la blogosfera mi sono imbattuto in questo gioco, Boomshine, molto carino e che vi consiglio. Se volete finirlo probabilmente ci vorrà un pochino, sono 12 livelli e l’ultimo è decisamente ostico, ma non dovete sparare e uccidere nessuno, e la musica è molto rilassante. Il funzionamento è talmente intuitivo che non ci sono nemmeno le istruzioni sulla pagina 🙂

Io ho pensato che forse, effettivamente, un mago della programmazione flash unito a un programmatore con le palle e un buon database potrebbe usare la stessa tecnica per rappresentare la propagazione dei meme all’interno della blogosfera. le palline che vagano sono i blog, e quando si toccano e gonfiano vuol dire che si sono linkati per l’argomento che si sta considerando, e se ne segue l’evoluzione in modo visuale 🙂