perché mia moglie è troppo buona

Caterina: “giochiamo al gioco del si e del no?”
Io e la Ale: “va bene”
Caterina: “pronti, ai posti… VIA!”
[passa mezzo secondo, io urlo] Io: “ASPE’ ASPE’ ma abbiamo già iniziato?
Ale: “si”

MBEEEEPPPPPP

;-P

Letterina

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Le ho detto che Babbo Natale ha chiesto ai bambini, quest’anno, di scrivere le lettere presto che alle poste c’era ingorgo (mi riferivo ai corrieri, in realtà :))
Dopo pochi giorni lei ha prodotto questo foglio, con le seguenti richieste:

Il poni bianco
Uincsirenics
Il conilieto ce manga lacarota

si grasie babonatale

Ah, il vituperato italiano! Almeno si scrive come si pronuncia :)

Fatto apposta per te

dacatecameriera
(clicca per ingrandire)

La Caterina, forte del DNA dei suoi genitori, sta rapidamente sviluppando un suo modus operandi che le farà fare tanta strada :)
Unendo le abilità di copy della mamma e la propensione al marketing del papà ha composto il claim qui sopra, creando il nome del ristorante “da Cate cameriera” e lo slogan definitivo “pasta al pesto fatta apposta per te”.

Chi non entrerebbe in un ristorante del genere? :D

(per quanto riguarda il DNA del papà vi avevo già detto della sua passione per i numeri, forse.

“papi, è vero che 100 + 2 fa cento-due?” “si”
“e che 100 + 7 fa cento-sette?” “ma si”
“e che 100 + 13 fa cento-tredici?” “si si. ma quanto fa 8 + 100?”

otto-cento:D )

Ora lo scrivo!

Questo è idealmente il seguito di “questo lo rigo” dell’anno scorso. Allora era per finta, adesso invece per davvero.
Ieri la Cate e un amichetto giocavano a disegnare il pavimento della strada coi gessetti. In un luogo affollato parte dello sforzo sta nell’evitare che le persone calpestino le opere dei novelli madonnari, per cui lei fa una grande X e annuncia: “questo vuol dire “non rovinare il mio disegno””.

Noi le diciamo “scrivilo, così lo capiscono meglio”.

scritta
(clic per ingrandire)

Sul finale s’è un po’ persa, ma ci ha messo pochissimo e con pochi dubbi

Le 5 terre

Sul treno verso Manarola:
Alessandra: “le 5 terre sono, in ordine, Monterosso, Vernazza, Cornglia, Manarola e Riomaggiore. Monterosso, come un monte rosso, Vernazza, Corniglia, Manarola, guarda la mano, Riomaggiore. Vediamo se te le ricordi, Caterina”
[il primo giro vuoto, glieli deve ripetere tutti. Secondo giro:] Ale: “Mon…”
Cate: “Monterosso. e CORNAZZA!”

Regalo di Natale

Quest’anno poche cose materiali per noi grandi, grazie al cielo abbiamo anche più di quanto ci serva. Cose graditissime, sia chiaro, ma il regalo più bello di questo Natale ho deciso che è stato un momento, durante la mattina del 24, e non un oggetto. Precisamente durante la seconda colazone, la Ale è uscita prestissimo per provare ad evitare la ressa, ed è tornata a casa con la focaccia: allegria e sgranocchiamento; ognuno prende la sua parte, Caterina compresa, e nei tagli resta fuori un quadratino, giuro sarà stato non più di 2×2 cm di lato.

“Caterina, finisci quel pezzo di focaccia, è la tua!”
“Ma voi ne volete?”

Per un attimo mi sono sentito nel Canto di Natale di Topolino, con lui che prova a dividere quel poco che possono permettersi per pranzo, ma poi ho realizzato che mi basta sapere che la nostra bambina è generosa dentro, ed è spontanea nella sua bontà, per sentirmi felice del Natale che si avvicinava.
Questa cosa le porterà dei problemi, nel mondo infame in cui viviamo, ma è importante avere la giusta predisposizione. Spero che non cambi :)

cosa ti hanno detto?

Io: “allora Cate, hai portato all’asilo il bicchiere nuovo?” [bicchiere da bambino con scritta colorata in rilievo col suo nome :) ] Cate: “si si”
Io: “e cosa ti hanno detto i tuoi amici?”
Cate: “Daniele ha detto che è bello. La Sara ha detto che è bello. Riccardo ha detto che è bello. Però Riccardo non c’era!!”

:)

Molluschi

Caterina: “nonna nonna, ti aiuto a cucinare!”
Nonna: “va bene, vediamo cosa puoi fare…”
C: “Ti aiuto a SBUCCIARE le vongole”
N: “va bene, le mettiamo a bagno e le laviamo, poi quando si aprono le sciacquiamo…”

[e poi mentre le osserva nell’acqua]

C: “assomigliano proprio a dei molluschi”

(e un grosso grazie a Diego Marquez che provvede all’educazione zoofila della piccola :) )

“questo lo rigo”

“Papà, mi servono i foglietti (i post-it, ndr) per studiare come la mamma”
“eccoli”
“ne prendo tanti”
“no, dai. Tieni invece questo manuale del Trackpad, lo puoi sottolineare con la matita”
“no!”
“ma si guarda! quando si studia e si vede qualcosa di interessante, si sottolinea così. Ecco”.
[le piace, e inizia, vedi foto] “ecco, vedo questa frase. ecco, questo lo rigo”

:)

[update istantaneo: “papà, credo che forse un giorno non studio più”. Andiamo bene]