pesche e ananas – 2

Questo è un po’ il corollario del precedente:

Ti hanno messo a coltivare queste pesche, abbiamo detto, ma tu testardo hai fatto l’orticello privato: dicevi “adesso dimostrerò quanto amo gli ananas, lo dimostrerò a tutti”. L’hai fatto vedere al padrone del terreno, che voleva continuassi a coltivare le pesche: “se ami tanto gli ananas puoi sempre coltivarteli a casa!”. L’hai fatto vedere all’uomo del monte, che però ha detto che gli ananas non contano, giacché formalmente tu coltivi pesche. L’hai fatto vedere in giro ed è piaciuto, qualcuno ha pure comprato i tuoi ananas.
Sei tornato a farlo vedere al padrone del terreno, che finalmente ha cambiato versione: “non c’è bisogno che ti faccia coltivare gli ananas qui. Lo stai già facendo a casa!”

Quindi visto che per piantare i semi si scavano buche, vorrà dire che ne farai una un po’ più grande per seppellirtici…

La pasta lunga

Oggi ennesimo stupore, anzi una combo micidiale, durante il pranzo con la Caterina: poiché c’erano dei tagliolini abbiamo optato, per lei, per una ciotola dal bordo alto, tagliolini a pezzetti piccoli e cucchiaio; ma niente, lei insisteva per avere una forchetta, la voleva, la pretendeva. Dopo avergli dato la forchetta ha infilzato la pasta e ha iniziato a girarla, piuttosto bene devo dire, proprio come se dovesse arrotolare degli spaghetti.

Mentre guardava noi che la guardavamo con due occhi così ha aggiunto “come il nonno!” 🙂

Però ormai glieli avevo tagliatati, quindi non poteva arrotorarli, quindi si è convinta ad usare entrambe le posate: con una si aiutava a mettere la pasta sull’altra per portarla alla bocca. Ad un certo punto però c’erano dei fili troppo lunghi, allora ha cercato di tagliarli tenendoli con la forchetta nella mano sinistra e usando il cucchiaio con la destra. Quando le abbiamo detto “ma no, non c’è bisogno, cosa fai?” lei ha annunciato (testuale, giuro): “lo uso come se fosse un coltello!”

26 mesi ancora da compiere! O_o