Gravità Zero e addio libri

[EDIT 2, 30 ottobre: Anche a Luca non vanno giù i modi di fare degli autori del blog, per fortuna. intanto l’ottimo Antonio ha recuperato ieri la pagina e la pubblica sul suo blog, così anche voi potete rendervi conto della conversazione completa. E se volete, siete liberi di restare della vostra idea, ma almeno adesso non sembro più uno che parla da solo 🙂 ] [EDIT GROSSO COME UNA CASA! ore 14:00 mi sono accorto solo ora che mancano un sacco di commenti!!! la discussione tra me e l’autore NON è integra, e mancano molti di commenti “di contorno” che ne specificavano meglio l’ambiente. Ad esempio i commenti di Luca Conti, che viene citato successivamente ma il cui commento è stato cancellato (si veda anche Antonio Tombolini). ]

Visto che non capite a cosa serva un blog e pretendete di infondere la scienza per osmosi, vi mostro io cosa fa un blogger mediamente normale quando durante una discussione qualcuno chiude i commenti come per dire “basta, che tanto dici solo cazzate”. Fa che scrive un post sul SUO blog, citando il post in questione, e continuando la discussione da solo, perché tanto lo sa che non verrà nessuno a confrontarsi in un luogo senza censure:

e allora ecco il mio commento all’ultimo di Massimo Auci:
“Se lei ritiene di non avere tempo di ripetere sempre le stesse cose, è perché non ha letto bene quel che avevamo da dirle io e gli altri commentatori, e non ha modificato di una virgola la sua posizione scriteriata. Che poi io non conosca la realtà della scuola ne potremmo anche discutere. Sicuramente come alunno la conosco meglio di lei, data l’età, ma di certo conosco meglio di lei il mondo tecnologico, ed è di questo che si parlava: si parlava di tecnologia per sostituire e migliorare i libri scolastici e migliorare l’esperienza-utente degli alunni. Si parlava di modernizzare il sistema scolastico anche grazie a ebook che presentano i vantaggi tipici delle cose digitali (aggiornabilità, leggerezza, multimedialità) e che lei continua a voler ridurre a cose analogiche tramite toner e stampanti. Non so, come se quando si parla di telefonini lei riducesse tutto ai vasetti di yoghurt col filo”

e per finire, vi dirò anche che il classico commento anonimo prima della chiusura della possibilità di intervenire è il classico tentativo disperato. Potevate evitarlo 🙂

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20 Comments

  1. Zawa

    Evito di commentare i toni della discussione, le prese di posizione etc.
    Però Tambu, c’è da ammettere che chi è abituato a STUDIARE su carta trova un po’ fantascientifica l’abolizione dei libri.
    Io davanti al PC ci passo 16 ore al giorno, a monitor leggo, consulto, cerco, disegno….
    ma quando devo STUDIARE prendo e stampo.
    Poi ricreo gli “schemini” e i “sunti” al PC, ma per me il passaggio cartaceo è fondamentale.
    Forse è una questione di abitudine, forse io son nata con la carta e mi sarà difficile abbandonarla. Forse se uno nasce col digitale, della carta ne fa anche a meno.
    Ma questo non lo so.
    Io a studiare “a monitor” non ci sono ancora riuscita, probabilmente ce la farà il mio futuro figlio…
    (ah, giusto per puntualizzare, i miei libri sono tutti foderati e sottolineati a penna col righello, niente di acciaccato e rivenduto. custodisco gelosamente)

  2. L’unica cosa che non apprezzo di queste scelte è che si da per scontato che TUTTI abbiano o VOGLIANO avere Internet.
    Bisognerebbe dare la possibilità agli alunni di scegliere (e non agli insegnanti, gli insegnanti devono dire cosa studiare e non il mezzo da usare)

    Tempo fa una signora che conosco è andata a scuola per l’iscrizione della figlia, nel momento in cui ha chiesto l’elenco dei libri la risposta è stata: “La trova su Internet”, la signora in questione non ha connessione e si è trovata in difficoltà.

    Le scelte univoche e imposte non mi piacciono mai.

  3. whitecoma

    Nell’assenza del non verbale penso tu abbia ceffato completamente il modo di porre la domanda iniziale…
    Poi che io sia contrario all’adozione di ebook nell’istruzione, allo stato attuale delle cose, conta poco.
    Sinceramente i figli di papà avranno sicuramente già dalla prima elementare il portatile da usare in classe o addirittura un tablet. E potranno permettersi di sostituirlo ogni qual volta questo dovesse essere perso / rubato / rotto da disattenzione dello studente o dai suoi compagni di classe. Voglio dire, finchè ti rubano la merenda puoi anche sopportare il “danno economico”, perdere qualche centinaio di euro, quando magari si fa fatica ad arrivare a fine mese… Senza contare che un libro me lo posso portare su un prato, in bagno, leggermelo in treno o in metro….anche un pc certo, ma quante volte ho studiato in spiaggia rosolando al sole fregandomene di sabbia, schizzi d’acqua e altre amenità? Se voglio posso anche con gli ebook. Tornando però all’uso di quelle stampanti e quei toner che citavi a inizio commento…

  4. Per quanto possa essere d’accordo con te sui concetti espressi, non lo sono sui toni da te utilizzati sin dal primo commento.
    Per quanto si possa essere in disaccordo trovo sia sempre opportuno rispettare l’opinione altrui senza deprecarla pubblicamente. Credo che esporre in dettaglio la propria opinione, quando in netto contrasto, sia già opposizione naturale e sufficiente.

  5. lasteska

    legge assurda….pensi davvero che sia più facile per un bambino delle elementari imparare a leggere su un video piuttosto che su un libro, bello o brutto che sia, destinato alla distruzione puttosto che alla libreria? ragioni così perchè lavori in questo campo, ma se facessi il ciabattino (non per screditare la categoria, ma è il primo mestiere che mi è venuto in mente) pensi che avresti la stessa dimestichezza?????….allora facciamo così, scarichiamoci anche i tacchi da internet…..
    finirà che ci scaricheremo anche i libri delle favole….non so se avrà lo stesso fascino raccontarle alle nostre bimbe….
    Stefania

  6. studiare mi sembra che sia un cosa che prescinde dal mezzo su cui è fatto. Chi non ha mai registrato le lezioni per risentirle in casa? non era studiare? era barare? no, era solo un altro mezzo. Se vogliamo modernità, dobbiamo avere modernità. Sennò continuiamo con gli zaini da 10 chili però tutti muti, eh!

    whitecoma, non ho capito a quale mia domanda ti riferisci, che avrei ceffato nel tono.

  7. Comunque non capisco cosa ci sia di così rivoluzionario in questa stampa a caratteri mobili: per me i monaci amanuensi sono insostituibili.

    A parte gli scherzi: tutti i dubbi sulla validità dell’ebook si risolvono accendendo un ebook reader basato su eink: per leggere rendono esattamente come la carta.

    Personalmente quando studio su ebook tramite lettore (non avendo un iLiad) tengo sempre un quaderno per prendere appunti.

    Studiando prevalentemente manuali in inglese mi sono pagato un ereader quasi solo con il risparmio delle spese di spedizione (ok esagero) e comunque non ha prezzo avere sempre tutta la mia libreria nello zaino.

    Certamente rimane il limite del colore.

  8. Zawa

    sì, studiare prescinde dal mezzo…solo che chi ha sempre avuto bisogno della carta per studiare resta un po’ perplesso di fronte all’abolizione della carta.
    Senza contare, come dice Keper, che in alcuni posti non c’è l’adsl, che non tutti quelli che avranno figli in età scolare nel 2011 hanno dimestichezza col pc, wi-fi, e-book, download (e te lo posso assicurare questo)…poi è ovvio che se impari a studiare a video, non sentirai mai il bisogno della carta.
    Io alle elementari facevo italiano, francese, matematica, scienze, educazione all’immagine….avevo il libro di lettura e il sussidiario, + i “quadernoni”, uno per ogni materia, che venivano lasciati a scuola nell’armadietto.
    La mia cartella non pesava 10 kili.
    Alle superiori arrivavo anche a 13kili se portavo tutti i libri, ma c’era il metodo “libro in comune” (io porto storia, tu porti algebra) col compagno di banco.
    Secondo me è presto per l’abolizione della carta.

  9. Stare troppo davanti al video stanca gli occhi: io sto diventando cecata, e sono solo 3 anni che lavoro sempre al computer. I bambini forse vanno tutelati un po’ di più di noi lavarotori a cottimo.
    Concordo con chi dice che sia meglio la libertà di scelta del mezzo, piuttosto che l’imposizione univoca del supporto informatico. Non credo ci sia un modo giusto di studiare: ognuno deve poter raggiungere gli obiettivi come meglio crede. (Un mio prof di informatica diceva sempre: in autocad il comando giusto è il primo che ti viene in mente perchè è x te il più veloce e quello a te più congeniale).
    Ora torno a lavorare che sto perdendo troppo tempo su internet e qualcuno potrebbe darmi della “sfaticata”!
    saluti e baci

  10. Pingback: Gravità Zero e la censura dei commenti » TomStardust Diary

  11. whitecoma

    Tambu, mi riferisco proprio alla prima domanda che fai 🙂

    “stampare? toner? sta scherzando vero? lei quando va su repubblica.it si stampa tutte le pagine e poi le legge comodamente in poltrona?”

    posso leggerla in maniera leggera come posso leggerla in maniera pesante, basta ripeterla ad alta voce.. una volta col tono di chi sta prendendo in giro un amico davanti a una birra. quella dopo in maniera acida e secca. le parole sono le stesse identiche, il risultato?
    Non proprio gradevole, non credi? 🙂

  12. veramente no. Leggile pure in modo acido e secco, sono due aggettivi che fanno parte integrante di me 🙂

  13. whitecoma

    allora apposto così ^____________________^

  14. caino

    c’è del vero in entrambe i pensieri.
    c’è del vero nell’acidità [tipica] di tambu [e che cmq non tutti possono digerire] e c’è del vero nell’inadeguatezza del dibattito 2.0 di massimo auci.
    i succhi di quello che dicono si intersecano, e la risposta sta abbastanza nel mezzo.
    troppo avanti tambu, troppo indietro auci.
    il troppo avanti potrebbe essere troppo interpretato e soggettivo, il troppo indietro eccessivamente miope per mantenere una parvenza di oggettività.

    detto questo CHI modifica commenti, li cancella o chiude un dibattito, come CHI cade nell’insulto velato o esplicito, nel gioco del “tu sei ignorante perchè non sei nessuno”, non vale neppure la più pallida considerazione: nel momento in cui una persona si sente di dover interloquire e scambiare idee, accendere un dibattito per il gusto di farlo, beh, quel gesto è sacro.

  15. Giorgio

    Mi spiace per i vegetali ma a me piace e continuerà a piacere la carta. Toccarla, annusarla……e perché no, mangiarla!!!!!

    P.S. Io sono sempre andato avanti con lo zaino di 8kg e non ho mai aperto bocca. Non posso essere tacciato di incoerenza 🙂

  16. ma lo sappiamo che tu sei un rude vintage 🙂

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