reale -> virtuale e ritorno

Avevamo i negozi.
Poi sono arrivati gli e-commerce.
Dopo i negozi hanno aperto gli e-commerce.
Poi gli e-commerce sono venuti nel mondo reale.

Con risultati spesso discutibili 🙂

cartellino nel negozio Dmail

(vedi a copiare i cartellini dalle schede prodotto del Content Management System? 😛 )

Un buon sito per batteristi: learningdrum.com

Durante Stockholm Jazz ho visitato lo stand degli sponsor tecnici e ho avuto forse l’unica conversazione decente in inglese di tutta la vacanza, perché si parlava di due campi di cui conosco i termini: sviluppo di siti web e musica!
Un tizio mi ha fermato e voleva sapere se mi interessava imparare a suonare la batteria via internet, anche se come sapete credo che sia difficile spiegarlo a voce. Però abbiamo conversato ugualmente e mi ha mostrato la sua creatura, www.learningdrum.com, che mi pare un sistema intelligente per apprendere almeno i rudimenti dello strumento.
Realizzato quasi interamente in flash, e reso gratuito grazie agli sponsor (peraltro vi figurano anche grossi nomi come Vic Firth) il sito si propone di spiegare la batteria in modo facile e veloce, partendo dalla notazione e dalle note e arrivando ai paradiddle. Il tutto tramite testi, immagini, spartiti, animazioni e filmati. Ma non solo: il sistema pensato dal nostro amico permette sia di controllare la velocità del player video sia di far apparire e sparire parti dello spartito. In questo modo potete concentrarvi, ad esempio, solo sulla grancassa. E come ulteriore bonus sono presenti anche le “diteggiature”: questa note va suonata con la mano destra, questa invece con la sinistra.
Guardatevi ad esempio la spiegazione passo-passo di come si fa un 7/4. Dopo aver visto quei quattro video non dico che ci riuscirebbe anche un bambino, ma la cosa fa già meno paura che a dirla: “Ora suonaci un sette quarti” TA-DAH! 🙂

A supporto di tutto c’è un forum in cui batteristi di tutto il mondo possono incontrarsi e scambiarsi opinioni, consigli e fare mercatino.
Il programmatore – non mi ricordo se ho parlato con Johan o con Jan – è stato veramente squisito e disponibile e mi ha fatto piacere parlare con lui; si è dimostrato in gamba e molto competente (ad esempio tutte le lezioni hanno il tasto STAMPA, e lui ha fatto il possibile affinché stessero su un foglio singolo. Una chicca da programmatore attento e da batterista che conosce i problemi che comporta il girare un foglio mentre si suona studiando 🙂 ) e mi ha lasciato un sacco di bigliettini da visita per diffondere il verbo ai miei amici. Gli ho detto che avrei fatto un post sul mio blog, che forse è pure meglio, perché secondo me se lo merita davvero.

Dopo ho anche provato una batteria elettronica Roland (credo fosse la TD-9KX). Ammetto che ero scettico e fermo a parecchi anni indietro, invece sono rimasto piacevolmente sorpreso: a parte la figata di avere 40 set di suoni sempre a portata di mano, la dinamica dei colpi è riportata alla perfezione, i rimbalzi sulle pelli sono reali, se accidentalmente di colpisce il bordo di un pad verrà prodotto rumore di bacchetta su ferro; insomma, l’esperienza non è più così scollata dalla realtà come la ricordavo un tempo. Inoltre la centralina è predisposta per il giochino che tutti i batteristi fanno quando studiano: suonare sopra alle canzoni. In più contiene dei ritmi precaricati sui quali è possibile mettere in mute la sezione di percussioni e sbizzarrirsi con la fantasia, cercando ovviamente di andare a tempo. Insomma, se dovessi scegliere una nuova batteria per una sala, o se avessi in casa lo spazio (e i soldi), non è detto che non opterei per una batteria elettronica, cosa impensabile fino a 15 giorni fa 🙂

non ho personalità multiple

Vale la pena che vi riporti un commento lasciato da Stefano Hesse a proposito della questione dei blogger che recensiscono prodotti:

che significa “basta mettersi dalla parte del lettore?” chi blogga non legge, non è lettore?
Quando (E SE) scrivo una recensione di qualcosa – qualcosa che mi mandano o che invece ACQUISTO DI MIA SPONTE – ne parlo esattamente come mi aspetterei di leggerne da uno “che ne sa”. Quando parlo di cellulari con gli amici, non parlo del colore o se manda gli sms, non me ne frega niente. Parliamo della precisione del GPS o della velocità di navigazione, delle caratteristiche avanzate della fotocamera. E quando ne parlo sul blog dico le stesse cose, visto che grazie a Dio non soffro di personalità multiple 🙂

altre prove col W760i

Inizio a capire qualcosa di più di questo telefonino, in questi giorni mi sono dedicato alle configurazioni. Innanzitutto se come me avete una scheda TIM, armatevi di una sana dose di pazienza. I messaggi di configurazione automatica non fanno funzionare niente, nemmeno gli MMS. per questi ultimi dovrete togliere l’autenticazione che vi viene imposta (PAP mi pare) e mettere “nessuna”, e se non ricordo male dovrete anche specificare che il proxy è “ug. per tutti i server”. La connessione Ibox dovrebbe funzionare senza troppi problemi, ma non ve ne fate quasi niente perché l’offerta MaXXi Alice Week (2 euro alla settimana per navigare fino a 100 Megabyte dal telefonino) vale solo per l’APN wap.tim.it. Anche la posta via POP3 necessita di alcuni ritocchini, sempre per quel che riguarda l’autenticazione almeno. Il fatto è che ne ho provate talmente tante che non saprei riprodurre esattamente i passaggi. Nei prossimi giorni vorrei provare una connessione UMTS usandolo come modem (in quel caso si che serve l’APN ibox. Anzi, in realtà mi sovviene che GcalSync non funziona se ci si connette tramite wap e invece scheggia alla grande tramite ibox. bisogna switchare la connessione predefinita prima di fare il sync).

Comunque sappiate che Opera Mini va egregiamente, e mi permette di fare all’incirca tutto quel che farei dietro a un PC; più lentamente, certo, ma per le emergenze o i tempi morti va benone. Ho impostato la dimensione dei caratteri grande, così ad esempio se accedo a Gmail per dispositivi mobili non devo nemmeno usare lo zoom integrato di Opera. Sebbene sia una furbata, la modalità orizzontale mi disorienta un po’: è più comoda per leggere, ma ogni volta che bisogna immettere del testo bisogna ruotare il telefonino, mi da un po’ fastidio.

Ulteriori piccole pecche trovate sul W760i: la voce di menu “Account dati” è inspiegabilmente sotto alla voce IMPOSTAZIONI -> CONNETTIVITA’ (e fin qui va bene) -> BLUETOOTH! non ha affatto senso, ed è difficile mandarlo a memoria. Inoltre non funzionano i totali delle dimensioni delle cartelle dei messaggi, nè i parziali di memoria del telefono o scheda. segnano tutti 0 byte, il che naturalmente è impossibile, avendo almeno 10 sms in memoria. Non esiste una combinazione per il blocco della tastiera. Se è bloccata, si sblocca con “sblocca e * ” oppure aprendo lo slide. Se si richiude lo slide si riblocca, e mi sta bene, se lo sblocco manualmente devo aspettare il tempo di autoblocco oppure aprire e chiudere lo slide. Certo, potrei usare l’unica shourtcut configurabile per fare questa azione, ma mi sembra uno spreco. Usare la stessa combinazione di tasti (come nel T630) non era possibile?
Note positive: la qualità audio, sempre ottima, e nessun rallentamento del sistema operativo. La possibilità di ricevere e inviare SMS direttamente da PC tramite la SE PC suite (cosa che immagino mi manderà in rovina). Alcune applicazioni predefinite carine, come l’accordatore di chitarra, o il compositore di accordi per piano o chitarra, o la batteria da suonare usando l’accelerometro 🙂
La gestione del calendario e degli eventi; la finestra dei task, molto funzionale.

Nei prossimi giorni vorrei fare due prove approfondite con la fotocamera. Qualcuno intanto conosce una applicazione java per caricare le foto su flickr? non ho voglia di passare per la email!

Basta!

E’ quattro giorni che dipingo la cancellata, e più la guardo più continuo a vedere punti di ruggine e nuovi angoli, manco l’avesse disegnata Escher. La vernice è talmente catramosa che alla fine ho dovuto buttare via pennelli, bicchiere e secchio.
Comunque una cosa è certa: non lo rifarò finché qualcuno non inventerà il pennello per dipingere oggetti a sezione tonda!

perché consiglio un viaggio in Scandinavia

Questo post è oscenamente lungo, ve lo dico subito, per cui vi ho preparato anche la versione-lampo. Sarò tacciato di esterofilia, ma mi sta bene: d’altronde che male c’è a desiderare soltanto che le cose funzionino? sarà un po’ resoconto, un po’ consigli e un po’ valutazioni.

Versione-lampo: tutti prima o poi dovrebbero andare in Scandinavia, come viaggio illuminante e perché la natura è bellissima. Se non ci sei mai stato, dovresti andarci. Se era nella lista delle tue prossime mete, dovresti farla salire nelle prime 2 posizioni. Se non hai mai pensato di andarci, ti consiglio caldamente di leggere la versione completa di questo post 🙂
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La media O.

girl powerFinalmente il piccolo O. ha avuto il suo articolo determinativo di genere: è una femmina, e siccome è cresciuta da oggi è “la media O.” 🙂
Quando il dottore ha sentenziato “450 grammi” mentre sparava l’eco tridimensionale del viso sullo schermo mi è parso di intuire la tipica faccia da “oddio, la mia linea”, ma forse era suggestione…
Non avrò qualcuno con cui stare sul divano a bere birra ghiacciata guardando la motoGP, ma se non altro non dovrò dividere troppo i miei gadget tecnologici 😛
Tornato a casa la presenza del gatto Solimano, unico altro esemplare di sesso maschile sotto questo tetto (benché eunuco), non mi sembrava nemmeno tanto malvagia 😀

Primo impatto col Sony Ericsson W760i

Sony Ericsson W760iPoco prima di partire per il viaggio di nozze mi è arrivata una mail da Buzzparadise che chiedeva se avessi voluto partecipare alla campagna di lancio del nuovo cellulare Sony (su cui peraltro, data la mole pubblicitaria imponente – ed era così anche in Scandinavia – pare puntino parecchio). Ero sicuro che non me lo sarei portato in viaggio, perché non avrei avuto tempo di giocarci e perché amo avere tra le mani oggetti di cui conosco ogni minima caratteristica, per cui pensavo di lasciare ad altri questo privilegio. Ma poi mi sono detto “che diamine! sono cliente Sony Ericsson da sempre, a parte il Mitsubishi MT30 dei miei e il Philips Genie2000 ho avuto un T65 e un T630, saprò ben scriverla io una recensione come si deve, no?”. Per cui eccomi qua, prima puntata:

Non amo molto gli slidephone, li ho sempre considerati fragili e poco pratici. Non mi piacciono nemmeno i cellulari a conchiglia se è per questo. Più punti mobili ci sono e più, è ovvio, ci sono punti deboli; in effetti il nuovo piccolo di casa Ericsson ha un leggero gioco se lo si impugna guardandolo lateralmente e si fa pressione con gli indici in cima e in fondo. Poche frazioni di millimetro, ma il gioco c’è. Complessivamente la qualità costruttiva è buona, anche se mi risulta un po’ difficoltoso aprire il guscio posteriore per inserire la SIM o la batteria. E’ una cosa che non si fa spesso (almeno se non hai due SIM), ma almeno all’inizio un po’ di smanettamenti devi farli, e il terrore di rompere qualcosa era sempre dietro l’angolo. Sobrio ed elegante il design, ha sulla parte superiore due pulsanti che nemmeno sembrano tali e servono per i giochi, poi i pulsanti di inizio e termine chiamata, il tasto cancella, un tasto per accedere ai task e l’onnipresente tastone centrale del menu, che in questo caso – essendo un cellulare della serie WALKMAN – ha impressi sopra i simboli play/pause e fast forward e rewind.

Completano il quadro un display molto luminoso, il GPS e una fotocamera da 3,2 megapixel.

Il primo impatto è buono, non lo nascondo: ho avuto qualche difficoltà ad importare la rubrica vecchia, ci ho dovuto lavorare un po’ su. Il T630 ha esportato tutto in un unico file .vcf, che se trascinato dentro alla SE PCsuite produceva l’effetto di riconoscere solo il primo contatto; tramite un software ho diviso tutti i singoli vcf, ma li ho dovuti importare uno a uno nella PCsuite. A quel punto tutto è andato a posto. Il menu è funzionale, se lasciato in modalità standard, meno secondo me in modalità a rotazione; ci sono molti shortcut per arrivare alla stessa opzione da più parti diverse, e per un programmatore è cosa buona e giusta 🙂

Negativo il fatto che in stand-by non emetta nessun tipo di segnale. Non una lucina, non un led: sembra spento, e per sapere se è vivo devi premere qualcosa e far illuminare lo schermo solo per leggere che lo schermo è bloccato. Per dire, non c’è nemmeno visualizzata l’ora, nemmeno fioca fioca come ad esempio sull’N70 Nokia. Inoltre il fade time del display è molto breve e non ho trovato nessuna opzione per cambiarlo. A costo di consumare un pelo più di batteria io sono abituato ad avere almeno 10 secondi di “luce”.

Ho scattato alcune foto di prova, in casa e senza pretese, e mi sembra che la qualità sia buona. Azzeccata la scelta di passare da fotocamera a videocamera con un solo click (sull’N70 di estrellita ce ne vogliono almeno 3, se non ricordo male) e molto intuitivi e guidati sono i controlli della fotocamera, luminosità e zoom. Come walkman mi pare funzionare molto bene: non ho fatto conteggi di byte, ma mi pare che la conversione MP3 -> AAC+ operata dal software di trasferimento SonyEricsson risparmi spazio senza sacrificare troppo la qualità. I controlli shake sono fantastici, anche se da fuori sembri un tarantolato 🙂 Grandioso il controllo del volume che utilizza l’accelerometro integrato: sollevi il telefono e il volume sale, lo fai scendere e diminuisce.

Il GPS mi sembra dannatamente veloce: non ho capito se in realtà sta sempre attivo silenziosamente o no, però quando lo accendo mi dà la posizione in circa 4 secondi, più velocemente del MIO C710 che normalmente uso in macchina. Per contro l’approssimazione iniziale (1700 metri) è assolutamente inaccettabile in città, ad esempio. Una funzione interessante è la possibilità di aggiungere la posizione GPS a tutte le foto scattate, così quando si caricano su Flickr non c’è bisogno di farlo manualmente. Geotargeting per tutti 🙂

Non so esattamente che accordi abbia stretto SE con Google, ma il telefonino è *decisamente* Google-centrico: Google Maps è l’applicazione predefinita quando si accede alle mappe (e siccome il cellulare si collega a internet per scaricare le mappe, e si paga, una comoda funzione di caching forse gioverebbe), e l’opzione “posta la foto sul blog” si riferisce a Blogger. Non hai un blog su blogger? te lo crea lui al primo invio. Per me che ho un blog su WordPress è una funzione inutile, a qualcuno potrebbe tornare comoda. Diciamo che speravo in una maggiore flessibilità, ma sono certo che ci sia in giro qualche applicazione Java per fare ciò che desidero.

A proposito di applicazioni Java: sul manuale di istruzioni non c’è assolutamente traccia della procedura da seguire per installarle. Io sono diligente e leggo sempre il manuale, ma in questo caso mi sembra troppo scarno. Ho dovuto andare un po’ a tentoni prima di capire che dovevo caricare i .jar sul telefono e poi aprirli direttamente da lì. Nel manuale manca anche tutta una parte che spieghi il significato delle icone sul display: ci posso arrivare a naso, ma vorrei avere la certezza: che significa la E sopra alle tacche del segnale? perché ogni tanto diventa un 3? e la H su sfondo azzurro? immagino siano connessi a UMTS e HDSPA, ma ripeto, mi piacciono le certezze.

Comunque ho già installato Opera Mini e Gcalsync, per avere sotto mano Google Calendar. Le applicazioni di default fornite col telefono non le ho ancora guardate, ho dato un’occhiata veloce ai giochi mentre aspettavo la signora in macchina. Carino il clone di Guitar Hero, godibile Need for Speed Pro Street in cui si sterza inclinando il telefono e usando l’accelerometro.

giorno 20 – Genova

bentornati nel caos, nella prepotenza, nell’arroganza, nel non rispetto dei limiti, nel rumore e nello smog.
benvenuti a Calcutta, benvenuti in Italia!

giorno 18 – Stoccolma

…so this is the end of our trip!
niente shopping qua, visti i prezzi selvaggi. Ci siamo limitati a 3 tutine per il piccolo O. visto che qui non sono tristi e pastellose come da noi, ma sgargianti e spichedeliche 🙂 Beh, in realtà anche 3 magliette per me 😛

Il Vasa Museum è molto interessante, dentro c’è un galeone pressoché intatto recuperato negli anni ’60 dal porto di Stoccolma, dopo che affondò pochi metri dopo essere stato varato, un record che manco il Titanic… abbiamo dribblato per ben due volte la pioggia torrenziale, la prima eravamo dentro al museo, la seconda ci siamo rintanati in una caffetteria. La terza ce la siamo presa, visto che eravamo a Stockholm Jazz. Strana la pioggia qua, c’è il Sole ma vedi i nuvoloni, in tempo zero diluvia, e dopo mezz’ora c’è di nuovo il Sole e il cielo completamente azzurro. Poi si riparte daccapo 😀

Comunque ci siamo anche fatti il giro in battello con audioguida in italiano, e abbiamo imparato un sacco di cose interessanti.

Domani, completamente controvoglia, ci toccano la metro, l’Airlanda Express, due aerei fino a Malpensa e un pullman. Poi dormiremo di nuovo su un letto vero, che da queste parti sono tutti dei mollaccioni che stranamente non pensano alle conseguenze sulle loro schiene di materassi così pericolosamente morbidi!

Ci risentiamo da casa dopodomani, addio scandinavia, addio civiltà! 🙁