Aggiornamenti

Dopo mesi di prove e controprove sono finalmente riuscito a mettere sulla sidebar i link ai post che scrivo su Appunti Digitali. Con un sapiente mix di GoogleReader+shared items e YahooPipes ce l’ho fatta e mi soddisfa.

Ho inoltre pubblicato le poche fotto fatte al barcamp di Torino sabato scorso. casomai a qualcuno interessasse 🙂

Centro sposi Cesaro Atelier

Se e quando vi sposerete avrete immancabilmente a che fare col centro sposi Cesaro Atelier di Valmadonna; non se ne scappa, è un’istituzione, e se parlate con chi ha già fatto il grande passo vi dirà che c’è stato anche lui o che c’è andato qualche suo amico o parente. Peraltro esiste da un numero di anni spropositato giacché lo conoscono anche persone che sono sposate ormai da tempo.

Immerso nel più totale nulla, la pianura piemontese intorno ad Alessandria, ha la sua sede lungo la strada vigevanese 494, al chilometro 85: è la strada che da Alessandria porta verso Valenza, Mortara e Vigevano. Si trova in una graziosa villetta bipiano rosa con un giardino carrabile che funge anche da parcheggio, e tutto è studiato in modo da generare un senso di accoglienza che deve ben predisporvi allo spesone che forse affronterete.

Immagine del Centro Sposi Cesaro a Valmadonna

Un centro sposi è infatti una specie di supermercato del matrimonio: entri il giorno dopo che hai deciso di sposarti e potenzialmente esci che sei pronto per farlo. Lacci delle scarpe, confetti, partecipazioni, tutto. Manca solo il parrucchiere 🙂
Un posto così è potenzialmente in grado di distruggerti, nonostante tu sia lì per un buon motivo; si sa che i preparativi per un matrimonio sono sempre fonte di stress, e l’atelier Cesaro non fa eccezione. Ha però una caratteristica fondamentale: i proprietari e i commessi sono di una cortesia e disponibilità estrema, e per essere a soli 95km dalla “torta di riso zone” è incredibile. O almeno lo è per come siamo abituati a essere trattati nei negozi noi liguri. Il proprietario anziano in particolare ha dato il meglio di sè la prima volta che ci siamo andati: mentre guardavamo 5 enormi cataloghi di carte e buste per partecipazioni ci avrà chiesto 5 volte se “va tutto bene?” e “trovate quello che vi serve?”, ma senza essere invasivo. Poi si è prodigato nelle spiegazioni di tutto quel che fanno al centro sposi e dei servizi che offrono (pensate che tutte le settimane loro partono da Valmadonna e una sera vanno a consegnare a Torino, una sera a Milano e una sera a Genova, i loro tre mercati principali).

Poi ha iniziato a fare il giro dei confetti, per tutti i presenti. cocco, arancio, limoncino, caffè, mandorla e cioccolato e se non li assaggiavi quasi si offendeva. Quasi quasi te li avrebbe messi in tasca piuttosto che farti uscire di lì senza averne mangiato uno per tipo. Alla fine – e qui mi sono veramente stupito – ha esclamato “peccato che stiamo ancora finendo di allestire la nuova sala per le cerimonie, altrimenti vi invitavo tutti e offrivo la cena per farvi provare!”. Sono sicuro che dicesse sul serio, si vedeva lontano un miglio che era dispiaciuto per quello che lui riteneva un inconveniente, parlava a denti stretti e aveva i pugni chiusi. Molto teatrale, ma stava davvero soffrendo.

Alla fine noi abbiamo preso solo le carte per le partecipazioni e i confetti, ma la fama che ha è meritata: il centro sposi Cesaro Atelier è una tappa che consiglio a tutti coloro che hanno intenzione di sposarsi: è al centro del triangolo Torino-Genova-Milano, il personale è preparato e cordiale, nessuno ti mette fretta e i prezzi sono onesti. Poi penso che lo consiglierete anche voi 🙂

L’unica nota negativa è il sito web: orripilante residuato degli anni 90, splash page in flash, sito a frame HTML, popup come se piovessero, la mail aziendale su libero.it e ogni tanto anche la fastidiosa GIF “under costruction”. E’ sicuramente un sito amatoriale, ma al giorno d’oggi non servono ingenti investimenti per avere un buon sito di rappresentanza che assolva bene almeno alla sua funzione principale di rappresentanza in rete, ma spesso non solo.
Anzi, se il proprietario passa di qua… 🙂

querela per Elio?

non sarò un giurista, ma di querele ho una certa esperienza 🙂

Nel finale di “parco sempione“, primo singolo dell’album “studentessi” di Elio e le storie tese, c’è un tratto di denuncia sociale relativo alla questione del bosco di gioia:

Vorrei suonare i bonghi / come se fossi in Africa / sotto la quercia nana / in zona Porta Genova
sedicimila firme/ niente cibo per Rocco Tanica / ma quel bosco l’hanno rasato / mentre la gente era via per il ponte

Se ne sono sbattuti il cazzo / ora tirano su un palazzo / han distrutto il bosco di Gioia / questi grandissimi figli di troia!

Il Bosco di Gioia era un pezzo di verde milanese che è stato raso al suolo per far posto a strutture della regione. Con la frase finale Elio può anche cercare di essere vago, ma il contesto è invece abbastanza chiaro e circostanziato: il bosco di gioia esisteva realmente, e non esiste più, per mano dell’oggetto della diffamazione: può essere la persona o le persone che hanno firmato il mandato di esecuzione dei lavori (politici) o colui o coloro che fisicamente l’hanno compiuto (impresa esecutrice), o entrambi. Il primo dei due che si riconosce in quel testo può, secondo me, procedere a querela per diffamazione.

Ah la carta, ah i tempi di attesa…

Le pratiche per il matrimonio hanno un non so che di buffo: da un lato vedi e parli con impiegati pubblici che sono stranamente cordiali, probabilmente perché hanno quasi sempre a che fare con persone che stanno lì per un motivo felice, dall’altro non puoi fare a meno di porti le fatidiche domande che ti ronzano in testa ogni volta che hai a che fare con l’apparato pubblico: “perché?” e “possibile?”.

Nel caso di matrimonio in altro comune per ottenere il nulla-osta devi presentarti fisicamente 4 volte: 3 nel comune di residenza e 1 in quello dove si svolge la cerimonia. La prima volta fai la preparazione: la signorina batte dei tasti sul PC e domanda: “lei è Marco Cilia, nato a… il giorno… residente in…?”, cioè sa tutto di entrambe le persone. Ma invece di premere un pulsante, stampare e farla finita, annuncia che ci vogliono 10 giorni affinché i documenti arrivino dagli altri uffici.
Ti dà appuntamento dopo 10 giorni, quando finalmente si compilerà la “richiesta di pubblicazioni”. A parte l’anacronismo delle pubblicazioni (la legge è legge, anche se forse si potrebbe anche cambiare: c’è qualcuno che si è mai opposto o a qualcuno è capitato di sentirsi opporre?), trascorsi i termini ti dà un terzo appuntamento per ritirare un foglio che poi dovrai portare fisicamente nel comune della cerimonia. è passato quasi un mese per una cosa che forse si poteva risolvere in 15 minuti, premendo qualche pulsante e inviando qualche bit in rete.

Comunque sia, se qualcuno vuole opporsi, questo è il momento. O come si dice in questi casi “taccia per sempre” 😉

Ieri TorinoBarcamp

E’ stato un barcamp un po’ anomalo. Non ho seguito molti speech e non ho fatto molti interstizi, ho fatto poche foto e ho parlato piuttosto poco – rispetto al solito – con gli amici. Bellissimo il circolo dei lettori che non avevo mai visto, bellissima l’atmosfera. Pranzo veloce (sin troppo) ma tempi rispettati. Mi sono un po’ ripreso dopo il mio intervento, che è andato bene e ci ha dato punti di vista e input su cui riflettere.

Mi ha fatto piacere conoscere dal vivo Roberta Milano, Mister Prestige, la sua figliola, la figlioletta piccola e Zeno Tomiolo (che immaginavo totalmente diverso 🙂 ).
Mi ha fatto piacere fare due parole con Vittorio Pasteris e Axell, che ho beccato sempre e solo di striscio in varie occasioni sociali.
Mi ha fatto piacere sapere che c’è qualcuno che fa regali a Maurizio a nome mio. Basta che non pago e mi prendo tutti i meriti che volete eh! 😉

Il resto del piacere è ormai prassi a un barcamp, così come il remèscio dell’aggregatore nei giorni successivi…

edit: mi stavo colpevolemente dimenticando di Giacomo Dotta. scusa 🙂

Icompliment

non è un nuovo oggetto Apple 🙂

Qualche tempo fa si parlava coi Kahuna di musica, di gruppi e di canzoni e riguardo a una canzone nostra Matteo proponeva una base di batteria elettronica su cui io avrei suonato la mia parte, finendo con “…figata, ma sarebbe troppo un casino, poi va sincronizzata e tu devi suonare col metronomo”. E io “beh l’ho già fatto in passato”.

Erano i tempi di quello che a tutt’oggi devo definire il miglior gruppo (tecnicamente, umanamente come i Kahuna non ce n’è 🙂 ) in cui abbia mai suonato: due discreti cervelli alle chitarre, basso/voce, tastiera, io e un computer con basi elettroniche programmate da un chitarrista, e il metronomo nella cuffia. Anche con solo un paio di canzoni finite intravedevo ottime possibilità: in pratica facevamo quello che i Linkin Park avrebbero portato al successo qualche anno dopo, quando ancora i Linkin Park non esistevano 😀

Mi ricordo un gran complimento che ricevetti, in una delle classiche riunioni del gruppo in cui si fanno gli aut-aut davanti a una birra: catechizzando un chitarrista per il suo scarso impegno uno disse, me lo ricordo molto bene: “bisogna impegnarsi di più, bisogna che vieni a tutte le prove. Abbiamo per le mani una roba nuova e vale la pena di lavorarci, e abbiamo la fortuna di avere un batterista che riesce a farlo. Voglio dire, non so quanti a Genova sarebbero in grado di suonare così precisi col metronomo in una cuffia e una base nell’altra”.

Voi vi ricordate così nitidamente un complimento che vi hanno fatto? quale? (non siate timidi, su!)