Metti il pepe nel cavetto

Oggi le azioni Telecom salgono sulla scia di indiscrezioni di un interessamento indiano per Pirelli, Olimpia o Telecom, ancora non s’è capito…

Se non sarà Hinduja a dare una mano alle nostre tlc, perché non affidarsi invece al boost che trasmette la nostrana ‘nduja? 🙂

Delurking day 2007

Delurk 2007Oggi (o ieri, o domani, non ho ancora capito) è il Delurking day 2007, il giorno in cui i lettori che non commentano mai possono lasciare un segno tangibile della loro esistenza e del loro passaggio.

Per cui, se volete, lasciate pure un commento a questo post, che facciamo conoscenza.

Sennò niente, tanto guardo Google Analytics e so tutto di voi lo stesso 🙂

l’immagine l’ho rubata a Jtheo

La disastrosa situazione autostradale genovese

Se parliamo di autostrada, io sono un abitudinario. Ho il telepass, per comodità e perché percorro sempre le medesime tratte nei medesimi periodi. Lasciatemi però dire che la situazione delle autostrade liguri, e genovesi in particolare, è assolutamente disastrosa, con punte che sfociano nel ridicolo. Seguitemi:

Ogni notte, dalle 22 alle 6, viene chiuso il tratto Genova Voltri – Genova Aeroporto per lavori di installazione di barriere anti-rumore; per carità, gli abitanti della zona sono anni che conducono questa battaglia, ed è giusto che abbiano le barriere, ma perché chiudere del tutto l’autostrada?

Ogni notte, dalle 22 alle 6, viene chiusa la galleria dopo lo svincolo A7/A12 per lavori di ristrutturazione. Questi lavori, che a onor del vero hanno compreso anche il rifacimento dello svincolo di Genova Bolzaneto e delle successive 2 gallerie, vanno comunque avanti da almeno SEI ANNI (ne parlavo un anno fa su genova blogger’s corner).

Adesso mettiamoci nei panni di un francese, che parte da Marsiglia per andare a Milano e viaggia di notte per eludere il traffico settimanale. Arriva a Genova Voltri ed è costretto ad uscire dall’autostrada. Affronta gli innumerevoli semafori dell’Aurelia e se è fortunato riesce a capire DOVE rientrare. Se è sfortunato prova – invano – a rientrare in autostrada a Genova Pegli oppure si perde in città. Nella foto che segue indico con due pallini rossi l’inizio e la fine del tratto chiuso.

tratto chiuso della A10

Se è fortunato, dicevamo, rientra in autostrada a Genova Aeroporto, prende la direzione giusta, percorre il viadotto Polcevera (da noi chiamato “il ponte di Brooklyn” – rientra dalla sinistra della mappa che ho preparato), NON esce a Genova Ovest (il pallino blu) e prosegue in direzione Milano (freccia rossa verso l’alto). Arrivato allo svincolo con la A12 trova la galleria chiusa (due righe nere) e viene costretto a prenderlo (le altre frecce rosse), a uscire a Genova EST (per un totale di due caselli percorsi), indovinare la direzione verso il centro (sempre le frecce rosse, stavolta verso il basso, verso il mare), vedere un cartello con scritto “AUTOSTRADE”, quindi prendere la sopraelevata e trovarsi… a Genova Ovest!!!

Rifà il circuito (freccia blu), tenta il record, dopodiché prega per trovare le indicazioni che lo possano portare verso il casello di Genova Bolzaneto (frecce verdi), superando la famigerata galleria.

nodo autostradale

Se capitasse a me, potrei fare una strage per molto meno…

NoCamp

Non vado al RomeCamp, non vedo perché dovrei andare al NoCamp.
Guardatevi bene dal presentarvi!

(Matteo, sei un genio 🙂 )

I phone?

Apple iphoneLo ammetto, senza remore. Preso dalle pulizie ieri mi son dimenticato del keynote di Steve Jobs. E stamattina, appena letto su METRO dell’iphone mi son detto “uuuuuuuhhhhhhhhh, ora sai quanto se lo mena la blogosfera autoreferenziale con ‘sto Iphone??”

E invece la prima cosa che ho fatto appena seduto al PC è stata aprire il sito Apple e guardarlo. “via il dente, via il dolore. 5 minuti e liquidiamo anche questa pratica”.

E invece, pur condividendo alcune delle perplessità di Suzukimaruti (che vi invito a leggere), devo decisamente dire che il coso mi affascina non poco, che ho fantasticato di averlo tra le mani e che ho scritto a qualche amico che sapevo non essere al passo coi tempi dicendo espressamente “è una delle cose più innovative che vedo da mesi”.

La batteria non è un problema, tanto non mi chiama mai nessuno 😀

Da qui a Natale ci sarà tempo per capire, e considerando che speravo di avere prima la disponibilità per cambiare cellulare, c’è speranza che gli altri produttori smaltiscano il colpo e si regolino di conseguenza. (per dire, il Sonyericsson W950i costa praticamente uguale ma non è così figoso e difetta di alcune funzioni dell’iphone).

l’immagine è tratta da melablog.it

Sblinda?

In questo momento c’è un velo di fine polvere bianca su tutta la casa, mobili compresi, il muro sventrato e gocce di cemento un po’ dappertutto. La porta blindata sarà anche bella, ma mi prende un colpo sapendo che passerò il pomeriggio a pulire tutto…

Sgranker

L’ultima volta che vedi tuo cugino, che abita dall’altre parte dello stivale, è un nanerottolo magro con la riga nei capelli e la faccia da furbetto. Poi il nulla.

Poi le nuove tecnologie avanzano, e l’ADSL, e la posta elettronica, ti ci trovi a chattare sul messenger e scopri che ora è un capellone col pizzetto, si fa due nottate di treno per vedersi i Korn a Bologna, ha messo su un gruppo metal con l’altro cugino, quello che quella famosa volta dei saluti era ancora più nano e bambino 🙂

Ecco, gli Sgranker sono (anche) questo, oltre che uno dei migliaia di gruppi su Myspace: un gruppo dalle influenze chiare che tenta di fare qualcosa di diverso in una terra che, a quanto leggo, ha ancora difficoltà a recepire sonorità nuove (in effetti non ce la vedo mia zia, fissata col liscio, andare ai suoi concerti 🙂 ).

Comunque sia un’ascoltata alle canzoni datecela; secondo me sono ancora acerbi nei suoni e poco precisi nell’esecuzione, ma hanno un’attività live abbastanza intensa, sicuramente superiore alla mia ( 😛 ), e tempo per migliorare. Mi hanno mandato il loro demo di 4 pezzi che contiene anche una traccia video con spezzoni live; anche l’artwork del CD è carino, per essere fatto in casa…

Ecco, si, quello che urlazza nel microfono nel finale di questo video è proprio mio cugino 🙂

Tagging 2

L’aumento gliel’ho chiesto, tanto era un po’ che ci pensavo. Anzi, per la precisione glielo ho ricordato, visto che l’avevo già chiesto, circa 15 mesi fa; rompere i coglioni continuamente è una cosa che non mi riesce tanto bene in questi casi.

A questo punto è il caso che vi racconti per bene la mia storia, così potete capire perché dico che le cose qui non vanno come dovrebbero.
Lavoro in una grande azienda informatica, il nome non è importante ai fini della storia e chi lo sa lo tenga per sé, che conta circa 500 dipendenti la metà dei quali regolarmente assunta e l’altra metà interinale, a progetto, somministrata. Anche da 7 o 8 anni, secondo una formula abbastanza collaudata in Italia: lavori, ti rinnovo il contratto, te lo rinnovo ancora, stai 20 giorni a casa. Torni e lavori, ti rinnovo il contratto, te lo rinnovo ancora, stai 20 giorni a casa…

Ma non è un problema mio, io sono assunto dal 1999. Ai tempi lavoravo in un datacenter, facevo i turni, notti e festivi compresi, avevo uno stipendio più che buono; mi sono potuto permettere di avere l’ADSL a casa quasi appena uscita, quando ancora costava più di 150mila lire a bimestre. Dopo un anno ho avuto la mia prima (e unica) promozione, il capo mi considerava un buon elemento, il lavoro non era moltissimo: in massima parte il datacenter girava da solo, bisognava controllarlo, e la parte di helpdesk era abbastanza routinaria, fatti salvi problemi particolari, guasti alle linee, o blocchi nazionali.
La commessa di lavoro però terminò, in modo abbastanza stupido, il capo andò in pensione e io e i miei colleghi fummo spostati in altri gruppi: ironia della sorte a me toccò un posto dove, se possibile, si lavorava ancora meno. “gestione sale multimediali” era la dizione tecnica, in sostanza bisognava accendere e spegnere microfoni in una bella aule conferenze, videoproiettare, approntare videoconferenze, registrare e proiettare video e muovere 3 telecamere col joystick.

Se un pochino avete imparato a conoscermi, saprete che io in un posto così ci sto stretto. d’accordo, c’era la pay tv gratis, internet tutto il giorno, ma poi basta. Dopo quasi due anni ho chiesto di andarmene e sono stato accontentato. Il capo mi considerava un buon elemento ma comprendeva le mie ragioni.

Approdai quindi al settore realizzazione siti internet dove sono tutt’ora. Conoscenze pressoché zero, voglia di fare tanta. Qualche progetto l’ho fatto ma non sono soddisfatto. Qui tutto è vecchio, lento, mastodontico. Per farvi capire meglio vi racconto qualche collega:
– uno ogni tanto ha commentato su questo blog, è l’unico che parla la mia lingua. E’ una mente, ma odia gli aggregatori RSS ed è sempre leggermente indietro 🙂
– uno usa windows2000 senza diritti di amministrazione, scrive codice SOLO col notepad e si rifiuta di installare Firefox (che è un “browser del cazzo”). E’ quello che fa i replace di replace.
– uno vivrebbe di documentazione che tanto non leggerebbe. Burocratico fino al midollo, si professa ignorante di HTML e CSS e ne fa un vanto. il W3C per lui è una noia mortale e il validator un problema di cui “si occuperà qualcun altro prima o poi”.
– uno è un Dio dei prodotti Macromedia. Una mente brillante, in grado di rifare da zero Google Maps in flash (e con alcune features aggiuntive) ma che non sa configurarsi la posta elettronica o risolvere un ip.

L’altro giorno mentre mettevo ordine tra le mie carte nei cassetti di casa ho preso il faldone con le buste paga; ho tirato fuori quella di MARZO 2001, la prima con il livello contrattuale che ho oggi: allora prendevo le indennità turno, che mi sono state tolte quando sono andato alle sale multimediali, ma nel frattempo ho avuto due scatti di anzianità e un rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici:
beh, la cifra è IDENTICA!!!

capirete che mi gira un po’ il belino, come si dice da queste parti, e non solo perché non si parla di Tagging…

Tagging

Oggi il capo del mio capo (il capissimo cioè, l’ultimo di quelli che nella piramide aziendale sa il tuo nome mentre ti parla) entra in ufficio e mi fa: “Marco! Tagging!!”

Inizio a pensare che forse non fa tutto così schifo come penso, che ci sono speranze di fare un web migliore anche qui, che era ora, che finalmente qualcuno mi chiede una consulenza su temi moderni, ma lui mi riporta subito per terra: ha un problema con MusicBrainz e deve taggare tutte le sue discografie, altrimenti nell’ipod non sono in ordine e non trova mai le cose!!!

Se lo risolvo vale ai fini di un aumento dello stipendio? :-/

capire gli LCD: ISO 13406-2 classe II

Io e la mia signora per Natale abbiamo ricevuto dei denari che abbiamo prontamente investito in due schermi LCD, nel riuscito tentativo di diminuire l’entropia della scrivania comune, che reggeva un monitor CRT da 15″, un CRT da 17″, due tastiere e due mouse, un cordless, un HAG fastweb, un router Lynksys, due paia di casse e su cui doveva ancora trovare posto uno scanner piano A4.

L’impresa è riuscita, dicevo, e ora possiamo lavorare in un ambiente ordinato e spazioso grazie alla presenza di due Samsung SyncMaster 940n da 19″.
Due giorni dopo il primo avvio noto su uno dei due un puntino verde, mentre sta girando il salvaschermo oggetti volanti 3D 🙂

“Ci siamo – mi dico – ecco l’immancabile deadpixel!” mi sono quindi rivolto alla rete e nel giro di pochi minuti sono diventato abbastanza esperto della questione da poterne scrivere un post per chi il problema non se l’è mai posto, non sapeva o semplicemente deve ancora comprare un monitor LCD.

La normativa ISO di riferimento per i monitor piatti è la ISO 13406-2 “Ergonomic requirements for work with visual displays based on flat panels – Part 2: Ergonomic requirements for flat panel displays”, che sfortunatamente sul sito ufficiale ISO non è consultabile liberamente, e non c’è nemmeno su Wikipedia inglese o italiana.

A questa norma i produttori possono o meno adeguarsi; Samsung vi si è adeguata, me l’ha detto l’operatrice al telefono anche se sulla garanzia sono abbastanza certo non ci sia scritto, e nemmeno sulla scatola. Però sul sito di Samsung Italia (samsung.it) nella sezione Assitenza / Certificati CE possiamo trovare quel che ci serve (voi potete fare altrimenti con il modello che vorrete comprare, o chiedere al servizio clienti), ovvero il certificato di conformità agli standard (pdf).

Qui vi leggo testualmente, alla sezione ERGONOMIA: ISO 13406-2 CLASSE II
La norma ISO in sostanza divide i monitor in quattro classi, ognuna delle quali può permettersi di avere un numero diverso di pixel difettosi senza che questo vada ad inficiare la garanzia.
Nella classe I non vi possono essere pixel difettosi.
Nella classe IV vi possono essere fino a 262 pixel difettosi.

La maggior parte dei monitor in commercio appartiene alla classe II, che per combinazione è anche quella il cui calcolo dei pixel rotti possibili è più complicato. Cercherò di essere chiaro.
I difetti di un pixel sono divisi dallo standard in 4 tipi:
– tipo 1: pixel che rimangono perennemente accesi
– tipo 2: pixel che rimangono perennemente spenti
– tipo 3: altri tipi di difetti, in particolare subpixel (rossi, verdi o blu) sempre accesi.
– tipo 4: più pixel difettosi entro un’area di 5×5 pixel.

il mio caso è ovviamente un tipo 3 (c’è un pixel verde sempre acceso).

ma QUANTI pixel possono essere bruciati, prima che per un monitor di classe II possa essere invocata la garanzia?
più pixel ci sono nello schermo, più ce ne possono essere difettosi.

nel caso di 1280×1024 (1.310.720 pixel) sono
2 del tipo 1
2 del tipo 2
5 del tipo 3
2 del tipo 4

però questi sono valori riferiti al milione di pixel, quindi bisogna moltiplicare per 1.310.720 e dividere per 1.000.000 ottenendo così il REALE valore di pixel difettosi ammissibile

3 del tipo 1 (2,62 arrotondato)
3 del tipo 2 (2,62 arrotondato)
7 del tipo 3 (6,55 arrotondato)

inoltre non possono esserci 3 pixel difettosi nello stesso cluster (tipo 4), né 3 subpixel difettosi nello stesso cluster.

in fondo a questa pagina trovate una tabella con i valori già calcolati per le 3 risoluzioni che vanno per la maggiore sui nostri schermi.