Fratelli Calafuria live @ santo rock festival

Domenica scorsa sono stato al Santo Rock Festival, ques’tanno inglobato nel più ampio Breakout, già GoaBoa negli anni scorsi, nella splendida cornice di Villa Serra di Comago (che per chi non lo sapesse è una villa attrezzata con parco, laghetto coi cigni, ristorante e baretto. Ingresso a pagamento, ideale per famiglie 😀 ). Anche se non erano headliner ci sono andato praticamente solo per ascoltare i Fratelli Calafuria, giovane e promettente trio milanese con all’attivo un solo album (“senza titolo – Del Fregarsene Di Tutto E Del Non Fregarsene Di Niente”); i cinque euro del biglietto giustificavano anche l’eventualità che il resto delle band facesse pena, cosa che in effetti non posso dire: tra quando sono arrivato e l’inizio dei Calafuria ho mangiato, bevuto e sono andato a recuperare un maglioncino in macchina, dopo il concerto ho parlato un po’ con il batterista.

Fare un concerto con un solo album prodotto non è difficile, devi solo rifare tutti i pezzi che hai in repertorio – a meno di non presentare novità – ed è praticamente quello che hanno fatto i Fratelli (con la F maiuscola, visto che non so se siano in effetti parenti). La particolarità è che hanno rifatto i pezzi esattamente come nel CD, senza una virgola di differenza o una sbavatura. Certo, nel CD sono più puliti e hanno le sovraincisioni, per cui nei rari assoli di chitarra si sente un’altra chitarra sotto, cosa impossibile live, ma vi garantisco che non si sente la differenza. La parola giusta per definire l’esibizione è carica. Sono in tre ma se chiudi gli occhi sembrano tranquillamente quattro o cinque, ma non per questo risultano fastidiosi o inutilmente carichi di suoni.

Alex, il cantante, è un tipo assurdo, almeno quando canta. Tra i suoi pezzi di strofe in falsetto, le melodie decisamente fuori standard e i suoi movimenti strani mentre suona catalizza buona parte dell’attenzione del pubblico, che risponde divertito. Le facce stralunate mentre canta fanno il paio con i testi piuttosto leggeri e un po’ fuori di testa (“Ho conosciuto questo tipo allucinante / sembrava uscito dal mondo degli uomini a pile” piuttosto che “Nella vita c’è chi dice di si / Oppure chi ti dice di no / Io me ne frego e faccio eh oh eh oh” 😀 ), ma contrastano parecchio con la potenza del muro sonoro che ha alle spalle.

Il bassista, Paco, fa egregiamente il suo mestiere di base ininterrotta e cori/seconde voci quando servono, molto più composto del cantante e addirittura con una nota di serietà. Prende ogni tanto la parola per sbeffeggiare Alex tra una canzone e l’altra e si integra perfettamente con il batterista, Tato, decisamente bravo bravo. Essendo io un batterista mi concentro sui miei simili durante i concerti, e quindi rafforzo con maggiore sicurezza la frase “ha fatto tutte le canzoni senza variare di una virgole le versioni del CD” (a parte i bpm, ovvio). Veramente notevole, potente nel tocco, una grancassa da paura aiutata da un buon missaggio certo, ma decisamente penetrante; un buon gusto nelle variazioni e nei lanci, e fantasia per non rendere banali anche canzoni che potrebbero esserlo (da incorniciare – anche se non è certo una novità – un pezzo di canzone suonato interamente sul bordo del primo tom).

Come dicevo ho avuto modo di parlarci un po’ dopo il concerto (e dopo l’acquisto del CD, naturalmente. Supportate sempre gli artisti che meritano andando ai concerti e comprando i CD!) e mi è sembrato un ragazzo a posto, coi piedi per terra, entusiasta di suonare in giro per l’Italia, oltre che un milanese atipico che nei week-end non viene a intasare le autostrade liguri 🙂

In definitiva, una band da seguire e se possibile rivedere al più presto dal vivo. Vi lascio con il video de “La nobile arte”, il singolo del cd che è pure passato un po’ su virgin Radio, tanto come detto a parte che l’hanno eseguita un po’ più veloce, è come se li steste guardando dal vivo, e Alex fa le stesse facce 😀

Se scaricate gli mp3, fate pure. Dice Paco che siccome non ristampano il CD, l’unico modo di diffondere il culto dei Calafuria è la pirateria. Ma se li andate a sentire, 10 euro quel CD li vale tutti 🙂
Ah, hanno anche un account twitter, oltre ai più noti Facebook e Myspace, ma non lo aggiornano molto…

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9 Comments

  1. Zawa

    passato “un po'” su Virgin??? ma se tra un po’ so a memoria il ritornello pure io che ascolto la radio una volta al mese!!!
    Ad ogni modo (parere personale di una che di musica non capisce niente) credo che dal vivo mi sarebbero piaciuti di più.
    Ascolto virgin (quando l’ascolto) perchè è l’unica radio che passa dei pezzi da storia della musica. La prima volta che ho sentito “La nobile arte” ho pensato “e questi che c’incastrano?”
    Boh…mi sapeva di tormentone estivo, di band emergente, di band meteora.
    Poi magari se li sentivo prima dal vivo….mi facevano un’altra impressione. Ma sentire “un zocca da mattina a sera” su Virgin non m’ha entusiasmato più di tanto, anzi.

  2. male, molto male! sembra lo stesso errore che sento fare a proposito di elio e le storie tese. ok, i testi sembrano frivoli (sembrano) ma questo nulla toglie alla loro bontà

  3. Azz, erano a Cuneo la settimana scorsa!! 🙁

  4. missk lorina

    Sabato c’erano gli ZU, ma visto che Mike Patton (un amore che dura da quando avevo 10 anni) è impegnato altrove non ho sfidato la sorte del maltempo. E me ne sono pentita durante la serata… ma la colpa è dell’organizzazione, non si capiva a che ora suonassero i vari gruppi… e ad andare in motorino sotto l’acqua per i gli ZU e poi beccarsi magari i Chris Walken c’era da augurarsi di venir trapassati da un fulmine, possibilmente dal lato sinistro. -_-

  5. alga

    zawa: anche radio capital passa pezzi da storia della musica.

  6. Giorgio

    Voglio essere sincero:
    “la nobile arte spacca” ma il resto che ho sentito sul web non é che mi abbia entusiasmato più di tanto.

  7. Pingback: 30 seconds to Tambu · Fratelli Calafuria @ Borberock: delussissimo :(

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