Ma Facebook è umano?

Mi perdonerà l’amico Axell se riporto interamente il suo post, tanto è breve:

Trovo molto divertente Facebook, ma a volte non lo trovo “umano”, anche se è pieno di umanità, sensazioni, stati d’animo, emozioni, ricordi, …
Non è “umano” sapere cosa fanno e cosa pensano decine di amici che non vedi e non senti da oltre 10 o 15 anni.
Non è “normale” sapere cosa fanno e cosa pensano centinaia di “amici” (a volte sconosciuti) ogni volta che ti colleghi.
Non è sensato dire a centinaia di “amici” (a volte sconosciuti) cosa cazzo stai facendo in ogni preciso istante della tua giornata.

Il concetto di “normalità” viene stravolto. Quello di “umanità” pure.
Siamo sicuri di quello che stiamo facendo?

[Non è umano – Axellweb]

Ci ho pensato su per un po’, e la risposta è “SI”, e ora ti spiego perché, forte anche di una battuta di Beggi e Placida di qualche sera fa: “se non siamo più in contatto, un motivo ci sarà. Perché mi cerchi su facebook?” 🙂

Sicuramente ci sono casi in cui non si è più in contatto con persone con cui si è voluto tagliare i ponti, anche perché i casi della vita sono strani, e spesso non è nemmeno detto che si faccia apposta; ma diciamo pure che si fa apposta, queste persone si beccheranno un bel “ignora richiesta di amicizia”. Quel che resta sono un nugolo di persone che FB chiama genericamente “amici” ma amici possono anche non essere. Se il tuo uso di Facebook è quello di cercare di renderlo abbastanza aderente alla realtà fisica, restano indubbiamente una serie di “conoscenti” alcuni dei quali per davvero non vedi o senti da quindici anni. Ma tant’è, l’amicizia sui social network non è mai unilaterale, e se loro possono sapere i cazzi tuoi – e tu i loro – è perché reciprocamente avete deciso che così deve essere.

Cosa fa esattamente Facebook, allora? fa esattamente la stessa cosa che fanno tutti gli altri servizi web che usiamo senza scandalizzarci: fa risparmiare tempo. Senti questa affermazione: “Non è “normale” sapere cosa scrivono e cosa pensano centinaia di autori/giornalisti ogni volta che ti colleghi.” E invece al giorno d’oggi lo è. Non è normale che ogni giorno tu compri 235 quotidiani e giornali e li leggi dall’inizio alla fine, mentre è normale avere 300 feed nell’aggregatore e leggerli tutti, e avere comodamente una mole di informazioni anche maggiore. Non era normale che tutti i giorni telefonassi o mandassi email a tutti i tuoi conoscenti per sapere com’era andata la giornata, mentre con poco sforzo ora è possibile che loro informino te, tramite Facebook. Se ci pensi, è la stessa cosa…