Prison Tambu

Michael ScofieldIeri si era con la signora a far foto nel cuore verde dell’appennino genovese, intorno a qualche capannone semiabbandonato in una qualsiasi zona semindustriale; lei scattava e io avanzavo piano in macchina. Quando abbiamo finito lei è salita in macchina e siamo partiti, senza sgommare. Una macchina è uscita dai capannoni e ci ha seguito per un pezzo. Ho fatto giusto in tempo a vedere dallo specchietto retrovisore che prima di un bivio il conducente ha alzato il cellulare sopra il volante e mi ha ripreso la targa, poi ha passato il cellulare al passeggero perché controllasse lo scatto. Poi hanno preso la direzione opposta alla mia.

Niente, se di colpo non do più notizie di me non credete a niente di quello che diranno. Vorranno sicuramente incastrarmi. Le arance sono gradite, ancora meglio un compagno di cella che si faccia tatuare addosso gli ultimi 100 post dei miei blog preferiti. Ecco, magari niente penne USB nel retto… 🙂