Fingerprinting della SIAE

spartitoLeggendo Punto-Informatico mi imbatto in questa notizia sul fingerprinting, che è una tecnologia relativamente nuova che permette di riconoscere in maniera abbastanza precisa le canzoni che vengono suonare in un locale, in modo da pagare i diritti agli autori. A prima vista potrebbe sembrare l’ennesimo torchio che la SIAE mette ai musiciti e ai locali, io invece penso che se effettivamente funzionante e applicato potrebbe avere anche dei risvolti positivi, e ora vi spiego perché:

Mi hanno spiegato una volta che i famosi fogli che l’artista compila a fine concerto per pagare/far pagare i diritti di autore sono una farsa: a monte c’è quella che chiameremo per comodità “lobby del liscio”, cioè una serie di personaggi che si spartiscono i proventi di un fondo ove confluiscono i diritti non pagati, perché indicati in modo errato. Alcuni esempi:
– non indichi l’autore o il titolo del pezzo -> soldi alla lobby
– indichi un autore o un titolo errato -> soldi alla lobby (nota bene: l’autore di un brano come “The Miracle” dei Queen non è “Queen” o “The Queen”, ma “Taylor, Mercury”. Non vi dico sapere gli autori dei brani dei Queens of the stone age o dei Lit)
– scrivi fuori dai quadratini -> soldi alla lobby (altra nota: i quadratini sono – ovviamente – molto pochi, e per tornare all’esempio dei Queen non è possibile scrivere “Deacon, Taylor, May, Mercury senza sforare, ma vi garantisco che i quadratini sono DECISAMENTE pochi. Anzi, per la precisione sono 21 per il cognome e 34 per il titolo)
insomma avete capito…

Le rare volte che i Kahuna hanno suonato dal vivo ci abbiamo messo tutto l’impegno possibile compatibile con le nostre memorie, ma sono sicuro che abbiamo dato soldi alla lobby.

Il fingerprint promette di essere sicuramente più invasivo, ma quantomeno più onesto.

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10 Comments

  1. I famosi fogli detti anche borderò 😉

    Nella mia vita ne ho compilati solo un paio ma ne ho avuto abbastanza 😛

  2. Zawa-Nera

    questa proprio non la sapevo

  3. Questo tra l’altro renderebbe possibile un mio sogno di vecchissima data!!!

    Integrare in un motore di ricerca il “pattern searching” dei brani musicali! Quante volte hai in mente un motivetto e potresti fischiettarlo anche fino all’ultima nota ma non hai idea di autore, titolo….

    Mitico!!! Aspetto l’implementazione!!! Signor Google???

  4. @Andrea: No, non sono multe… Tu, quando ti esibisci, paghi lo stesso una quota alla SIAE che avrebbe il compito di distribuire i proventi (tuoi, miei, di Tambu) ai legittimi aventi diritto.

    Purtroppo, se tu sbagli a (o non puoi fisicamente per via, p. es., dei quadrettini) compilare il bordero`, la parte dei nostri soldi che dovrebbe andare a Roger Taylor, piuttosto che a Pino Scintilla viene redistribuita alla Lobby di cui sopra…

    Direi che piu` che multe, potrebbe essere una volta che si tenta di assestare un colpo ai diritti (ingiustamente) acquisiti… Staremo a vedere!!

  5. Botty, esiste già. si chiama TrackID, e c’è sul prossimo telefonino di mamma Ericsson, il P1i. registri un pezzo di audio, lo spari su internet e ti torna un SMS con autore – titolo 😉

    ne esiste anche una versione online che fa esattamente quel che dici, fischiettando ( http://www.midomi.com/ )

  6. Quello del telefonino lo avevo ‘intrasentito’ (si dice intravisto, ma se io l ovoglio applicare al senso dell’udito?) ma non sapevo che fosse esattamente quello… midomi.com e` il mio grande sogno!!!!!!

    Grazie!!!!

    PS
    La mia mamma telefoninica e` stata, e` e sara` sempre solo la Nokia… 😉

  7. con questa nuova tecnica i cannibal corpse sarebbero fregati… chissà se algoritmi di sound-pattern-finding riescono a capirci qualcosa su una canzone di metallari che va a 220bpm !!! 😀

  8. Pingback: Dario Salvelli’s Blog » Blog Archive » Save Web Net Radio: musiche Creative Commons, in barba anche alla Riaa

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