Lo stagno di fuoco, di Daniele Nadir

copertina del libroSono venuto a conoscenza di questo libro molti mesi fa, leggendo una recensione su Giudizio Universale (sembra uno scherzo, invece è una coincidenza 🙂 ). Incuriosito, l’ho acquistato appena possibile e ho iniziato a leggerlo.

771 pagine sono una bella sfida per chiunque, ma l’inizio è fenomenale e mi ci sono buttato a capofitto: dopo il giorno del Giudizio Dio scompare portandosi dietro le anime beate e rispedendo all’Inferno i dannati con tutto il corpo. Sulla Terra restano poche centinaia di persone, assolutamente in bilico tra bene e male che per questo non sono state giudicate, e 3 angeli rei di aver commesso un errore nel giudizio. A causa di ciò intraprenderanno un viaggio nell’abisso accompagnati da due umani e da un altro personaggio, sfuggito all’ade ma costretto a farvi ritorno.

Ho evidenziato “con tutto il corpo” per una ragione ben precisa: Nadir partendo da alcuni dettagli costruisce buona parte del suo intreccio, e sapete quale sia la mia passione per i dettagli; ad esempio, senza essere esaustivo: cosa mangiano 60 miliardi di dannati? come cambia l’inferno quando le torture diventano fisiche, oltreché spirituali? può avere conseguenze il fatto che all’Inferno non si muoia mai?

la risposta a queste domande è motore degli eventi (di alcuni eventi) che scorrono con le pagine, eventi che si susseguono sempre più frenetici insieme al precipitare delle cose; gli intrecci sono bene orchestrati e i punti di narrazione sono almeno due. In realtà all’interno di ognuno vi sono altri intrecci minori e altri punti di narrazione, e alla fine le cose si sovrappongono. Se un difetto posso trovare in questo libro, e non sono il solo, è che forse nel finale c’è un po’ di confusione e la sparizione praticamente ingiustificata di un personaggio fino a lì considerato portante, quasi senza nessuna spiegazione, non fa che confermare questo fatto.

E’ comunque un libro che consiglio anche se è forte per certi versi; partendo da un evento che nessuno ha mai visto (il Giudizio Universale) sarebbe possibile scrivere qualsiasi cosa, un fantasy come un romanzo di fantascienza; Daniele invece sceglie una via diversa: i puntuali riferimenti teologici e storici, e la presenza di personaggi realmente esistiti, ancorano il romanzo a una dimensione più “terrena”. I riferimenti alla società moderna poi completano l’opera, trasformando un’opera di fantasia in una sorta di cronaca verosimile del dopo-Giudizio. Come dice il sottotitolo, appunto, il “romanzo storico sugli ultimi giorni dell’umanità.

Il libro è impreziosito dalle tavole illustrate di Mattia Ottolini, che sono veramente valide e utili ai fini della narrazione. D’altronde cosa sarebbe la Divina Commedia (a cui questo romanzo è più volte confrontato, ingiustamente, e di cui lo stesso romanzo si prende gioco un paio di volte) senza le illustrazioni di Gustave Dorè?

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11 Comments

  1. Caino

    la costruzione mi ricorda quella dei romanzi di fantascienza. si parte da una buona supposizione e si costruisce un mondo alternativo.
    la domanda fondamentale è : “cosa se…?”
    ho comprato dozzine di libri su questa base, proprio spinto dalla curiosità per le risposte.
    oggi pensavo anche che in fondo la bontà di questo libro stia esattamente lì, mentre può non essere strano così che abbia dei difetti narrativi macroscopici.
    una cosa che ho imparato è che metodo narrativo ha dei difetti.

  2. L’ho ricevuto per regalo qualche annetto fa, appena uscito. Una volta cominciato l’ho letteralmente divorato e l’ho trovato stupendo..
    Sul finale diventa molto confusionario, tanto che la conclusione mi è sembrata un pò incomprensibile..

  3. Caino, in realtà credo ci sia di più, ma non volevo riportare idee di altri facilmente reperibili in rete. ad esempio qui (occhio che svela più trama di me)

  4. Grazie Tambu, lo comprerò sicuramente.

  5. peraltro consiglio la versione paperback di recente edizione, ripulita dei molti errori di dattilografia a 7 euro in meno, e mi pare anche con una tavola in più 🙂

  6. camillo miller

    La divina commedia senza dorè sarebbe come è sempre stata per 400 e passa anni …

  7. lapalissiano 🙂 ciò non toglie che le sue illustrazioni aggiungano un valore e uno spessore significanti.

  8. laspostata

    Cavolo, segnalazione FONDAMENTALE, dato che mi ero persa assolutamente la notizia della pubblicazione di questo libro.
    Nadir l’ho conosciuto come autore all’epoca di una pubblicazione (da edicola, con scadenza bi, trimestrale) che si chiamava “Strane Storie”, che trovavo bellissima soprattutto per il suoi racconti, per le illustrazioni di Ottolini e di altri, per la presenza di autori in seguito diventati (o già allora) piuttosto noti nel fandom.
    Mi sono sempre chiesta, da quando la rivista aveva chiuso i battenti, dove diavolo fosse finito… sono contenta che sia riuscito a pubblicare un librozzo cosi’! (anche se 771 pagine per me equivalgono sempre a pessimo lavoro di editing… ma nel fantasy, soprattutto italiano, ormai la cosa e’ tollerata a troppi livelli per curarsene)
    Lo cerchero’! (ammetto che ho scorso velocissimamente il tuo post per evitare spoiler!)
    Grazie!

  9. Mi hai incuriosito. 🙂 Già ordinato online 🙂 Vediamo quando arriva.

  10. michela

    ho solo quindici anni e forse è stato il libro più difficile che abbia mai letto! forse sono stata un po’ troppo orgogliosa: leggere un libro di settecento pagine, e su un argomento sicuramente non facile come l’inferno… è stata dura ma ce l’ho fatta!!! è difficile pensare che uno scrittore si sia buttato anima e corpo su un argomento così difficile e articolato come quello del giudizio universale, inserendo anche dei traili storici. complimenti a Mr Nadir! mi ha particolarmente attratto il personaggio di Kelly: sembra che un solo individuo possa identificare e incarnare la rinascita dopo la morte universale. speciale il personaggio di Joe indubbiamente…e dell arcangelo Michele. la perdita di Dio, e il suo abbandono l’ha segnato e, sinceramente, sono rimasta un po’ delusa perchè questo mio omonimo è sparito dal romanzo dopo l’epica battaglia. bellissimo stile quello dello scrittore che ti catapulta nella storia lasciandoti lo spazio per immaginare il TUO inferno. una sola cosa da consigliare, anche se forse lui l’ha fatto apposta: lo stile è proprio sempre uguale, anche quando cambi punto di vista. la Storia Infernale è scritta come il racconto dell’oste e come le parti del narratore esterno. CONSIGLIO A TUTTI DI LEGGERLO!!!

  11. sampi91@hotmail.it

    effettivamente è un bel libro, xò trovo ke sia abbastanza confusionario anke in moltri altri punti oltre ke nel finale…specie quando parla dell’economia americana…forse si perde un pò troppo nei dettagli, un’altra cosa ke mi lascia perplesso è (cm molti hanno già detto) ke alcuni personaggi “spariscono” dalla storia senza lasciare traccia…sara, michele, giuda, etc…ttt personaggi importanti d cui sarebbe stato bello conoscere la fine…tuttavia le tesi teologike sono affascinanti e devo dire ke ha avuto fegato a pubblicarle, sapendo ke la chiesa nn vede d buon okkio le tesi contrariealle loro dottrine…..ad ogni modo sono spiegate bene…e ve lo dice un sedicenne quindi è ovvio ke persone + adulte nn si possano ingarbugliare xD

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