Un caso da manuale

Ieri durante il mio pigro giretto per gli account di Google Analytics che monitoro mi imbatto in un fenomeno strano: il blog della mia signora ha un picco di accessi il 23 febbraio. Normalmente è un sito a basso traffico (anzi, più correttamente, “non ha tutto il traffico che meriterebbe” 🙂 ), ma stranamente venerdì scorso ha quintuplicato gli accessi.

grafico a linee della settimana
grafico a linee della settimana 19/2 – 15/2

Il fenomeno, parbleu, merita certamente una maggiore analisi, per cui vado a cliccare sul singolo giorno nel calendario in basso a sinistra e poi su “monitoraggio visitatore unico” e “monitoraggio visite e pagine visualizzate”, ancora propenso ad un errore. La prima ipotesi è che il server sia andato in loop e abbia servito decine di volte la stessa pagina, quindi lo stesso codice di Analytics (e intanto chiedo scusa al signor G. per aver dubitato di lui :D). Un giorno magari parliamo anche del misterioso mondo degli header http e delle cose fuori dal mondo che a volte accadono tra quando premete invio nella barra degli URL e quando compaiono i primi elementi delle pagine, ok?

grafico a barre del 23 febbraio
grafico a barre della sola giornata del 23 febbraio

Il fenomeno è ancora più curioso, perché tutte le visite “extra” sono concentrate nella fascia oraria 19-20. Inizio a subodorare qualcosa, per cui mi sposto in “rendimento segmento visitatori” e “sogente di provenienza” solo per avere la conferma che tutte le visite provengono da Google. (altra nota interessante: non “da motori di ricerca”, ma DA GOOGLE”)

referrer del 23 febbraio
i primi 3 referrer del 23 febbraio

La curiosità è quasi scemata, clicco su analisi cross-segment – parole chiave più per farmi una risata che per altro, ed ecco cosa si presenta ai miei occhi:

keyword del 23 febbraio
le keyword da Google il 23 febbraio

a questo punto il più è fatto, ho capito tutto, memore di un vecchio post letto sul forumGT, mi basta chiedere a qualche collega se hanno guardato i quiz serali venerdì scorso e qualcuno mi dice che si, a Chi vuol essere milionario hanno effettivamente fatto una domanda sull’etimologia di quel detto, e stellinorama è – ad oggi – in nona/decima posizione per quella keyphrase.

Considerazioni: non ho capito se le visite sono residui di navigazione o errori. A me sembra evidente che il risultato corretto da cliccare sia quello che Google propone come terzo:
“TRECCANI – Lingua e linguaggi
Qual è l’origine dell’espressione “dormire della grossa”? Cinzia Bellati. “Dormire della grossa”, cioè profondamente, è un’espressione che affonda le radici …
www.treccani.it/site/lingua_linguaggi/quesiti/dormiregrossa.htm – 7k –
Copia cache – pagine simili”
e quindi queste persone hanno cliccato male? oppure già che c’erano volevano approfondire la ricerca? gli snippet li leggono? ma soprattutto, forse la keyphrase corretta aveva un “origine” o “etimologia” al suo interno (provate questa: origine “dormire della grossa” con le virgolette, e vedrete che le cose cambiano parecchio 😉 ).

Più il web cresce e più c’è bisogno dei motori di ricerca, e ok. In parallelo però più crescono i dati dentro i motori e più bravi bisogna essere a trovarli. Ecco, se qualcuno di voi va al milionario e vuole usarmi per la telefonata a casa, per un modico 10% della vincita io mi presto.
Il post era un auto-spottone 😀

Leave a Reply

23 Comments

  1. Senti un pò… ma quand’è che ti decidi a farla diventare “la tua signora” da tutti i punti di vista? 😉

  2. Bel post.

    Io mi rendo conto di come la user experience faccia davvero molto.
    Ogni tanto vengono da me amici che non son per niente informatici e vederli all’opera ti fa rendere conto di come davvero bisogna saper usare gli strumenti. Noto che:

    1- le parole chiave che vengono inserite non sono quelle che inserirei io ad esempio. generiche o addirittura con doppi significati.
    2- quando scorrono i risultati di google mi chiedo se leggano le descrizioni sotto al titolo.. cliccano e basta.
    3- Non riconoscono di conseguenza i risultati congruenti alla ricerca.
    4- Si fanno facilmente fregare da siti trappola, banner nei siti (di quelli con la X per chiudere la popup…o finti errori..)
    5- quando arrivano alla home page del sito ti chiedono come trovare la cosa che stavano cercando..come se io conoscessi già il sito..basterebbe leggere i menu e navigarci..

  3. Giusto ieri stavo guardando quei 5 minuti di milionario e c’e` stato il momento della fatdica domanda a casa… (La forma della pupilla del delfino… Primo risultato su google per keywords ‘pupilla+delfino’, non serve neanche clickare) e stavo pensando “Se dovesse succedere che vado al milionario il mio amico a casa sara` Tambu… se una cosa in rete c’e`, lui la trova di sicuro, e se non la trova, vuol dire che non c’e`…. “. Pero` dopo questo slancio di disinteresse nel tuo post… mmmmhhh… 😉

  4. 🙂
    ma è bellissima questa immagine del villaggio globale che sta a guardare chi vuol essere milionario con la tastiera sulle ginocchia, pronto a googlare!

  5. E’ capitato anche a me una volta. Anche io spesso e volentieri uso google giocando a “chi vuol essere milionario” e trovo la risposta sempre molto rapidamente. Mi chiedo come sia possibile che da “casa” non ci riescano….

  6. in realtà volevo focalizzare l’attenzione anche su questa cosa:
    stante il post molto interessante di Mauro Lupi “come si usano i motori di ricerca” e i grafici molto chiari
    http://admaiora.blogs.com/maurolupi/2007/02/come_si_usano_i.html

    mi domandavo se c’è una progressione lineare nei click. ovvero, se stellinorama al 9/10 posto ha preso 200 click, possiamo immaginare quanti ne ha presi circa chi stava al primo?

  7. ma..io con il milionario nn lo uso mai google..se no che gusto c’è?!?!
    son quasi sicuro di trovar la soluzione li..ma il bello di quelli ke stan li è che nn ce l’hanno.
    invece mi capita spesso ascoltando la radio di andar a vedere di cosa stan parlando..o vedere la faccia dei personaggi che parlano o di cui parlano..

  8. Naaahh… la radio e` bella perche` non vedo chi sta parlando… senno` guarderei la tv… 😉

  9. A me è successo l’anno scorso. Ho girato su statistiche.it, e mi son trovata 250 utenti connessi. M’è venuto un accidente (ti giuro, è impressionante vederli tutti lì in contemporanea, per quello ho parlato di “inquietante” al tuo post poco più sotto). Venivano tutti ga google e cercavano il “verso del piccione” (di cui avevo parlato pochi giorni prima http://archive.placidasignora.com/?p=730).
    Il concorrente del Milionario ha vinto grazie alla risposta. Avrei gradito un regalino, però ;-D
    (ho poi scoperto che qualcuno che conosco della redazione del Milionario legge regolarmente il mio blog per trovare domandine sataniche. Vorrei un regalino anche per quello, néh, I.? 😉

  10. Barbara

    Mi ricordo quella puntata di Chi vuol essere!! Accidenti che caso … stranezze del web

  11. Zawa-Nera

    Tambu….te sei la dimostrazione di come la curiosità umana sia il vero “motore di ricerca” della conoscenza.

  12. Molto molto interessante, ogni volta che sento parlare di integrazione TV-motori di ricerca mi si apre il cuore!

  13. paola

    Tambu, hai detto tanto ma un po’ di pubblicità al blog della tua signora non l’hai fatta…. dove lo trovo questo blog?

    piola_ex minchiolina

    (anche io ho un bloggino minimo che spesso viene visitato per i motivi più assurdi_ lo vedo con la referrer list, altro nn so fare)

  14. Eheh Ok anch’io mi prenoto per la telefonata a casa, non c’è bisogno dei 30 ne bastano 15: chissà quello del “find” potrebbe essere un futuro lavoro.
    Comunque per quanto riguarda la progressione lineare ciò che dici è interessante, anche se non credo sia così facile determinarla.

  15. ma ti rendi conto,,,noi blogger aiutiamo la gente a vincere mila-euro,,,siamo santi o no? 😉

  16. Adesso mi spiego come mai quelli che sono a casa non riescono praticamente mai a dare la soluzione a chi li chiama… si mettono a leggere i blog 🙂

  17. paola: ma se la linko ogni 3 post!! 🙂

  18. Bella analisi davvero, complimenti!
    A volte siamo tanto immersi nel piccolo mondo del web da non renderci conto che i media classici sono ancora in grado di influenzare notevolmente il comportamento dei navigatori 😉

Next Articlesi dice arancini!