Taaaaaaaaaaanto tanto tempo fa, durante la mia fase di ascolto intenso dei mitici Pink Floyd, mi accorsi di questo fatto:
David Gilmoure eseguiva in tutti gli album un riff di chitarra uguale a se stesso, incastrandolo per bene nel contesto della canzone – ovviamente – ma in modo abbastanza riconoscbile. Perchè lo abbia fatto mi è ignoto, forse è una specie di gioco, una mini caccia al tesoro, ma la sostanza è che questo riff esiste ed è ben udibile.
Per chi invece non lo avesse udito ho preparato questo podcast per fargli aprire gli occhi (anzi, le orecchie)
prima vi dico anche dove potete trovare il pezzo incriminato con il “fai da te”, ovviamente il minuto è corretto mentre i secondi sono da intendersi come un “intorno a…”:
anno – album – canzone – minuto
1994 – The Division Bell – A great day for freedom – 2:52
1987 – A Momentary Lapse Of Reason – On the turning away – 3:34
1983 – The Final Cut – Not now john – 2:40
1979 – The Wall – Confortably numb – 2:10
1977 – Animals – Dogs – 5:58
1975 – Wish You Were Here – Shine on you crazy diamond pt. 1-5 – 7:43
1973 – The Dark Side Of The Moon – Time – 4:28
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se non vedi il player flash o preferisci scaricare il file, per far ridere anche gli amici e i parenti:
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22 April 2009 at 14:00
Trackback from Antologia Rock - L’estrema versatilità dei Pink Floyd...
17 January 2006 at 22:43
Giorgio Martini
Quel che io chiamo ‘un motivetto che funziona‘
Comunque ottimo post e ottimo podcast—il riff ‘autoreferenziale’ l’avevo già notato, ma non in tutte le canzoni da te elencate! Merci!
17 January 2006 at 22:57
oRi0n
Complimenti, bella scoperta davvero, non ci avevo mai fatto caso! D’altronde i Pink Floyd non sono nuovi a giochini ed enigmi del genere
Ora mi metto a sentire se ne trovo altri!
17 January 2006 at 23:17
Ginex
ghghgh…beh, quella che si chiama impronta stilistica…bell’orecchio cmq…
18 January 2006 at 08:54
Tambu
grazie: pensavo che qualcuno di voi che sa il mio indirizzo mi avrebbe fatto trovare un’ambulanza sotto casa pronta per un centro di igiene mentale, questa mentale
18 January 2006 at 15:57
Ginex
Pronto? Si buongiorno. Si, c’è da andare a prendere un certo Tambu…si,si, lui, quello col blog dall’indirizzo impronunciabile…si, ci pensate voi allora ? No, è tranquillo…ditegli che siete giornalisti di Rolling Stones per quel pezzo sui Pink Floyd…che volete approfondire..si, si, grazie…alla prossima.
18 January 2006 at 19:43
Giovy
Però, complimenti per l’orecchio, Tambu!
A me piacciono i Pink Floyd, ho ascoltato moltissime loro canzoni (e TUTTE quelle che hai fatto ascoltare nel podcast) ma non c’avevo mai fatto caso…
19 January 2006 at 01:50
val.angel
nominato! ….interessa la catena??????
19 January 2006 at 08:26
Tambu
hoi già dato
19 January 2006 at 09:47
Caino
suona un po’ alla nostradamus. diciamolo.
[mi preparo agli insulti]
stesso discorso per i dream theater, ovvero alla prima stranezza o ripetizione o banilità TUTTI iniziarno a pensare a chissà quale cospirazione, quale enigma, quale genio.. ecc.ecc.
ottimo tambu, complimenti davvero…
ma questo non è un “colpo di classe” dei pink floyd, ma solo un difetto di forma del chitarrista. tipo quelli che si eprimono dicendo mille “cioè”, quelli che si grattano il naso mentre parlano.
in pratica hai scoperto UNA delle CINQUE abitudini/ossessioni della tua catena di sant’antonio… ma del chitarrista dei ‘floyd.
19 January 2006 at 11:08
Tambu
non credo sia un difetto di forma… e per fortuna i fan dei pink floyd sono un pelo meno impallati di quelli dei dream
20 January 2006 at 09:24
Caino
beh non vado oltre perchè mi sono già scontrato con due convinzioni molto discutibili.
cmq anche clapton suona allo stesso modo da quando aveva 17 anni.
20 January 2006 at 11:38
Alberto
Ottimo lavoro TAMBU!!!Giochetto???Cifra stilistica???Un modo per firmarsi???Di fatto Gilmour come molti artisti ha una “maniera” e la mette in atto. Non sono un oltranzista dei Floyd del nuovo corso….un pò orchestra rispetto alle innovazioni del periodo “fumatissimo” (Meddle) o di quello Ummagumma…comunque chi si sente nel suo piccolo mondo ORIGINALE,INEDITO E UNICO ecco per lui/lei manderei una bella ambulanza….perchè se guardate ad esempio l’archeologia scoprirete che molti molti anni prima di Cristo avevano già inventato tanto….viviamo nell’epoca più debole da un punto di vista di REALE PROGRESSO della Storia….si lo sò c’è internet…ora per noi…ma c’era già prima. Clapton…..non ha mai fatto mistero di voler essere come BB KIng….sapete quale è il problema???Fingere di non avere referenti,numi, o ispirazioni e credere di essere ORIGINALI!!!
Ciao Tambù…..divertito ieri con la modella al corso???
20 January 2006 at 12:09
Tambu
nella musica, più che in altre arti, inventare di continuo è impossibile… le note sono 7 più diesis e bemolli, e molte combinazioni sono cacofoniche; sono combattuto tra due fronti: da un lato hai ragione, bisognerebbe fregarsene e suonare quel che piace, senza nascondere le proprie radici e senza paura di sentirsi dire “hai copiato” (Anche perchè ormai lo sport nazionale sembra essere quello di trovare analogie col passato ogni volta che esce un gruppo nuovo); d’altro canto è facile che si cada nel “dai, allora copiamo spudoratamente tanto non dobbiamo vergognarci”.
cmq si legge Tàmbu
21 January 2006 at 10:16
Halberdier
Sono d’accordo con Caino, non ci vedo assolutamente una volontà dietro alla somiglianza di quei riff, che del resto non sono proprio identici. Le sequenze minimaliste di Robert Fripp sono oltremodo più inquietanti. Gilmour si ispira a uno stile di chitarra blues dove le combinazioni sono ancora meno (scale pentatoniche), per cui non c’è mistero se molti riff, anche di chitarristi diversi (i sopracitati Clapton, BBKing e ci aggiungo Jimi Hendrix, tanto per fare un nome sotto gli occhi di tutti), si somigliano.
A proposito, autoreferenziale si dice quando qualcosa parla di sè stessa, come nel paradosso “questa frase è falsa”, non so se qui è appropriato.
21 January 2006 at 11:28
Tambu
autoreferenziale, in realtà, era una chicca-citazione per alcuni dei lettori, riferita a una storia abbondantemente digerita da una parte della blogosfera
cmq lo terrò presente per il futuro, grazie
22 January 2006 at 13:33
PseudoTecnico
Bel blog, ci sono arrivato attraverso l’ultimo post su koolinus
Personalmente ritengo che non si tratti di una “chicca” ma di un “difetto” (pessima parola nel caso specifico ma rende l’idea), la tendenza inconsapevole a ricadere sullo stesso riff.
26 January 2006 at 15:40
Alberto
da OGGI del 25 Gennaio : Un’articolo sulle balene pag 42, dal tamburino.
La comunicazione fra cetacei più nota,anche perchè più studiata,è il canto delle megattere,una lunga sequenza (gemiti,trilli,schiocchi) cui fà seguito “un motivo” ripetuto all’infinito. I Pink Floyd hanno incorporato queste sequenze nelle loro incisioni discografiche….
(courtesy of Miriam che lo ha letto al bagno e si ricordava del podcast definitivo che ho scaricato e fatto sentire a tutti!!!)
26 January 2006 at 15:53
Tambu
pensa te…
6 February 2006 at 14:16
watergate
Gilmour è pentatonico, minimalista, spreca pochi accordi e poche note. Non è una ripetizione, ma il suo normale timbro.
21 March 2006 at 09:39
AntonPes
Si vede che non sei un chitarrista. Tutti i pezzi di riff non sono altro che parti di scale di matrice blues/rock che tutti i chitarristi fanno mettendo assieme, con più o meno gusto a seconda della levatura artistica, delle note in maniera logicamente musicale. Per farla breve non vedo analogia tra tutti questi piccoli pezzi, ogniuno a se stante, unico e di gran gusto. Gli accenti e la corda tirata glissando fanno parte dell’unicità dell’artista, come un’impronta digitale. Sei, comunque, un buon osservatore. Ti lancio la palla: ora ascolta Jimi Hendrix…… ascoltalo attentamente perchè sia nella chitarra che nella voce potrai scrivere di cose incredibili. Tieni conto che tutti i più grandi chitarristi contemporanei hanno imparato da lui e fanno sempre almeno un pezzo: Little wing.
7 April 2006 at 15:32
strato57
Ciao, la "firma" e’ la stessa indiscutibilmente (e ci mancherebbe), ma tra qui e dire che e’ lo stesso riff ce ne corre…ce ne corre eccome. Quello di dark side of the moon poi non ha niente a che vedere.. non esageriamo via altrimenti si esce dal seminato.
11 June 2006 at 15:36
Luigj
Per essere sincero trovo che sia una osservazione limitativa e che lasci il tempo che trova, inoltre se ascolti o hai mai ascoltato qualche altro grande gruppo riscontrerai la stessa cosa, nelle pieghe delle canzoni c’è sempre un comune denominatore, oggi anche questo fenomeno è finito perchè mentre la Grande Band poteva fare l’errore di copiare se stessa oggi si fa l’errore di copiare gli ALTRI cosa molto più facile;
Inoltre da Floydiano D.O.C. posso dirti che ben poche band possono fare la differenza come l’hanno fatta i PINK FLOYD in questi anni_
12 February 2007 at 22:02
Albert
Non so se sei un musicista o se suoni o se la tua è passione…
quelle che senti sono le Pentatoniche… le tanto amate da David Gilmour…
Poi la stesse sono suonate con tecniche diffenti… simili ma diverse nell’interpretazione
In quasi 15 anni magari qualche codinzolo di riff lo ha anche fatto, ma non credo lo abbia fatto con intenzione…
In questo caso le note sarebbero ancora meno… 5 per la precisione…
Comunque nobile il fatto che tu sia riuscito a riconoscere lo stesso fraseggio o meglio sequenza di note… in un cosi ampio intervallo…
26 July 2007 at 18:37
jackass
minchia!!!!!mi presento, sn un ragazzo siciliano di 17 anni e ascolto i pink floyd da 50 anni, cioè da quando nuotavo nelle palle di mio padre, anche lui fan dei pink floyd ma non mi ero mai accorto di questo riff grazie per avermi aperto le orechie come dici tu
18 May 2009 at 15:36
pinkfloydforever
Tu sei un fulminato. I riff non sono nemmeno simili.
18 May 2009 at 15:44
Tambu
non sono nemmeno i Pink Floyd