i parametri in Google Analytics

Oggi mi occuperò di esplicare un pochino come tentare di interpretare i parametri che Google Analytics intercetta negli URL: assumerò che anche voi, come me, abbiate un blog in WordPress con la funzione di URL rewriting abilitata, cioè con gli URL riscritti così
http://blog.tambuweb.it/2006/01/15/un-anno-di-aragorn/ invece di http://blog.tambuweb.it/p=518
Questo dovrebbe limitare di molto la lunghezza del pannello OTTIMIZZAZIONE CONTENUTO | PAGINA TERMINI QUERY
Tecnicamente cosa succede? ogni volta che lo script viene attivato e nell’url ci sono dei parametri, G.A. interviene registrando i dati classici e in più il nome della pagina e i parametri che gli vengono passati, appunto.

Questo può essere utile, ad esempio, per monitorare cosa gli utenti vogliono trovare attraverso il motore di ricerca interno del nostro WordPress.
se aprendo il pannello “pagina termini query” vi compare “index.php” cliccate sul + lì accanto per avere la lista dei parametri che sono stati passati a index.php. il parametro “S” identifica esattamente le stringhe immesse nel motorino di WordPress. Ancora una volta cliccando sul più a fianco si ottiene il dettaglio; [stranamente anche qui “mp3” regna sovrano 😛 ] Un altro parametro che in WordPress si può passare a index.php, e che quindi ritroveremo eventualmente nel livello precedente, è “paged“, che indica chi clicca su “previous entry” (post precedenti) in fondo alla homepage oppure ovunque vi sia una paginazione dei risultati; abbastanza inutile secondo me.

Tornando alla lista principale, potrebbe (dovrebbe) balzarci agli occhi la presenza della pagina “search”. WordPress infatti non ha una pagina chiamata così, e aprendo il dettaglio scopro che uno dei parametri passati è “q“, che i più attenti di voi possono ricondurre a Google. cosa succede quindi? succede che, ad esempio, Google ha una sua cache nella quale memorizza l’ultima copia delle pagine che visita e le mostra in un frame. Ad ogni effetto la pagina sta sui server di Google (è appunto la pagina search alla quale vengono passati alcuni parametri, ad esempio “search?q=cache:KeavBZWvI6MJ:blog.tambuweb.it/+tambu&hl=it”) ma il javascript memorizzato nella mia pagina viene eseguito ugualmente, inviando i dati a Google Analytics come se fossero pagine del mio account/del mio dominio. Con questo avete un colpo d’occhio su chi, come, cosa e quando guardano la versione in cache delle vostre pagine (potete dettagliare tramite i mitici sottoreport accessibili dai pulsanti rossi a fianco alle righe dei risultati). comodo no? 🙂

Altri parametri che vengono passati a “search” ad esempio sono hl che solitamente individua la lingua della ricerca o client, che è abbastanza esplicativo. Quanto sopra vale anche nel caso delle traduzioni automatiche della grande G e per molti altri dei servizi che Google offre smanacciando sulle pagine che ha in pancia 😛

la pagina “/” rappresenta invece la vostra homepage; il parametro “p“, se viene indicato, rappresenta il numero del post che viene visualizzato. E questo a prescindere dal discorso che ho fatto all’inizio. Anche se avete il rewrite degli url è naturalmente sempre possibile chiamare i post alla “vecchia maniera”. Però così ora voi siete in grado di capire QUANDO questa cosa viene fatta, ad esempio per scoprire se qualcuno ha linkato un vecchio post, prima che attivaste il rewrite;

possono esserci altre pagine con a loro volta altri parametri. nel 2005 – nel mio blog – ho anche /search/abin/cache.pl e /cache.aspx
il primo è nuovamente relativo a Google, anche se non riesco a risalirne la provenienza, il secondo proprio mi sfugge.

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