Speed

La radio della Fiesta di mio padre ha una funzione, ormai comune, che regola il volume di ascolto per compensare il rumore del motore. Salgono i giri del motore e sale il volume di conseguenza.

Non trovo la funzione per disattivarlo. Ma se sono in autostrada, e sto ascoltando Rock’n’roll hero dei Caroline’s Spine, io non decelero certo sotto i 2500 giri/min. col rischio di far abbassare il volume. Manco se c’è una macchina davanti! 🙂

USB uno, due, miiiiiille

Lo standard 1.0 dell’USB supporta collegamenti a solo 1,5 Mbit/s, velocità adeguata per mouse, tastiere e dispostivi lenti. La versione 1.1 aggiunge la modalità full speed che innalza la velocità a 12 Mbit/s.

La maggior novità dello standard USB versione 2.0 è l’innalzamento della velocità di trasferimento che arriva anche a 480 Mbit/s. Questa velocità cosi elevata consente all’USB di competere con lo standard Firewire ad armi quasi pari. Infatti lo standard USB ha delle limitazioni di carattere tecnico che ne sconsigliano l’utilizzo su telecamere e dispostivi che manipolano flussi video.

Il forum che sovraintende allo sviluppo dello standard USB ha rinominato USB 1.1 come USB 2.0 Full Speed e USB 2.0 come USB 2.0 High Speed.

http://it.wikipedia.org/wiki/USB

BRAVI! così è tutto chiaro e non c’è *ASSOLUTAMENTE* possibilità d’errore, vero??
e magari uno che compra una penna USB (2.0) da 1Gb la compra, per l’appunto, USB2 tranquillo che sia veloce il giusto, e non sia una 1.0; invece no! grazie a voi GENI degli standard internazionali, bisognava informarsi se fosse USB FULL speed o HIGH speed… (che poi, perchè non HALF e FULL?? che almeno una mezza idea di prendere un pacco la danno), ma questo – ahimè – i produttori mica lo dicono. ormai è tutto USB 2.0… cazzi vostri se intendono roBBa vecchia rinominata o roBBa nuova e performante :-\

tecnologia per pigri

Due aspetti differenti della tecnologia dei pigri:

1) Oggi mi arriva un SMS dal chitarrista solista che recita pressochè testualmente: “COME PREVISTO stasera non ci sono. Siccome non posso scrivere mail, avverti tu gli altri? FIRMA”.
Io a quel punto potevo scrivere una mail a due destinatari, scrivere un sms o fare due telefonate ( o fare una telefonata e farne fare un’altra.) Però mi dico “beh, mi pare chiaro: il COME PREVISTO si riferisce al fatto che lui è in ferie, ne abbiamo parlato martedì scorso, io mail riuscirei a scriverle anche dall’isola di LOST, inoltre è firmato”, perciò lo inoltro tale e quale a entrambi gli altri componenti. OVVIAMENTE c’è stato un malinteso e loro hanno capito che ero io a scrivere, quindi non si sono presentati. lo sforzo minimo nel pigiare i tastini è stato punito.

2) Spassky è in apprensione per il Genoa, lo scrive in questo post. Un utente normale passa la serata a refreshare il sito dell’Ansa o della Gazzetta. Un utente un pelo più avanti lo fa con GoogleNews, che è sempre aggiornatissimo praticamente all’istante. Io suggerisco di usare GoogleAlerts, che ti notifica via email nuovi risultati corrispondenti alla tua ricerca. Ma non basta: se spassky esce? allora io mi farei notificare gli alerts su una casella che consente di essere avvertiti via sms quando riceve un nuovo messaggio, o più semplicemente mi farei mandare le email all’indirizzo postale del cellulare. Come vedete la tecnologia permette molte cose diverse, ma quasi nessuno le sfrutta a dovere. Vedrete che tra poco Google introdurrà gli alerts su telefonino, nativamente, e sembrerà che abbia scoperto l’acqua calda 🙂 Questa è la sua grande forza!

L’acero aspira

Ebbene: il bimbo che mi sono regalato è questo:

non che in realtà mi serva più di tanto, però almeno libero molto spazio sulla scrivania attualmente occupata da un gigantesco monitor 17″ dell’anteguerra.

Ora col portatile wireless posso scroccare la banda a chi non sa configurare bene un Access point e posso trasferire dati dal telefonino e dalla fotocamera in ogni dove; che volete farci, sono un inguaribile malato di tecnologite acuta 🙂

E inoltre posso essere interconnesso anche, che ne so, in una trattoria con la tovaglia di carta a scacchi bianchiorossi, sull’autobus o ad una festa noiosa. Ci pensate? sono in macchina in mezzo alla foresta nera, è sera e il buio scende. Accanto a me una donna. Tutto d’un tratto una luce attraversa il cielo e si ode un lieve rumore, io fermo la macchina e scendo, mi dirigo verso il bagagliaio. Mentre lo apro la donna dice “sono alieni vero? ora prenderai la bomboletta e farai una X così sapremo il punto esatto dove è avvenuto il salto temporale e…”
“no scusa – la interrompo mentre estraggo l’Acer – è arrivata nuova posta” 🙂

musicbrainz

MB
Se anche voi come me siete ultra-precisini (anzi, come spesso veniamo definiti “precisini del cazzo” 🙂 ) e se anche voi come me avete una collezione pressochè sterminata di mp3 vi sarete *sicuramente* scontrati con il problema della catalogazione, che a sua volta si scontra e/o deriva da quello dei tag.
Il problema del catalogo l’ho risolto quasi subito con Mp3manager32, un programma ora in disuso e abbandonato che però ai tempi aveva una feature fondamentale: leggeva direttamente i TAG da un CD di mp3 infilato nel lettore e popolava un suo database interno. Quindi a me rimaneva solo da taggare correttamente i file. Per fare ciò mi affidavo a un eseguibile compilato da Silentman.it volgarmente detto “mp3Ur.exe” che assolveva egregiamente alla funzione preposta; una volta che tutta la directory era nominata come AUTORE – NUMEROCANZONE – TITOLO aprivo Tag&rename e tramite una specie di macro taggavo tutto. poi masterizzavo e via, come sopra.

Da qualche tempo però ho scoperto musicbrainz.org, un sito che tra le altre cose propone un “taggatore universale”. Certo, questo presuppone che voi vogliate che sia qualcun altro a decidere per voi che tag usare, se scrivere Queens of the stone age o Queens Of The Stone Age o ancora QOTSA… io l’ho fatto e devo dire che il risultato è buono: il programma identifica senza sforzo un buon 95% delle canzoni, nel restante 5% alcune volte propone di scegliere a mano tra 2 o più canzoni sulle quali non sa decidersi oppure da forfait e dobbiamo farlo a manina. Cmq un ottimo passo avanti (mentre scrivo sta taggando da sè “karma and effect” dei Seether, che non è proprio conosciutissimo…). Mi rimane solo da aprire tag&rename, cancellare l’odiato(*) ID3v2, fare piccoli aggiustamenti se sono necessari (più che altro per uniformare i nomi degli artisti a quelli che avevo messo a mano negli anni scorsi), masterizzare e dare in pasto al catalogatore 🙂

AH, la tecnologia!!!! 🙂 🙂

(*) odiato perchè ho deciso che io taggo solo ID3v1, per compatibilità, ma non c’è modo di non far scrivere l’ID3v2 a musicbrainz, lo fa sempre e comunque…

mio prode!

faccio pubblica ammenda per aver dubitato, stamattina, del codice suggerito da Silentman per i titoli dei post nei feed RSS dei commenti.
in realtà sbagliavo io la riga da sostituire 😛

scuse fatte eh, ora scappo a giocherellare col mio nuovo gingillo… Packard Bell AudioKey FM 1 Gb Multicolor

“ma con gli A Perfect Circle, ci starà bene il display fuchsia o verde chiaro?” 😛
audiokey

Segway

lo chiamano anche GingerOggi ho provato il Segway. Se non sapete cosa sia un Segway (altrimenti noto come “Ginger”) siete troppo OUT per stare nel mio blog. Pussate via! 😉 😉

Scherzo, ora ve lo racconto. Segway è un rivoluzionario mezzo di trasporto a due ruote, tecnologicamente avanzatissimo e dal costo “relativamente” basso. Ho avuto modo di provarlo in un negozio in centro e devo dirvela tutta… è una bomba!
Si presenta come una pedana poco più grossa di due piedi, con due grandi ruote e un lungo manubrio. viene fornito comprensivo di 3 chiavette elettroniche, grandi come un bottone. una imposta la velocità massima a 6 Km/h, una a 10 e una a 20. Una volta inserita la chiavetta desiderata il mezzo si accende, e resta in piedi da solo. Sì, resta in piedi DA SOLO. E’ dotato di 10 sensori e una quantità indefinita di giroscopi, che sanno sempre come è orientato e come è sbilanciato il mezzo, per cui l’unica cosa da fare è salire…
Una volta a bordo il mezzo prende le misure da solo, calcolando il peso della persona e le relative accelerazioni possibili. sulla sinistra del manubrio c’è una manopola, ma NON è l’acceleratore (tant’evvero che sta sulla sinistra per non confonderlo…) ruoti in avanti, Segway gira si sè stesso in senso orario, ruoti indietro e gira in senso antiorario. basta.
basta? si, basta. il resto dei movimenti sono talmente intuitivi che è quasi imabarazzante doverli descrivere… sposti il peso in avanti, poco, e lui si muove poco in avanti. Sposti il peso di più e lui accelera fino alla velocità massima impostata dalla chiavetta. Stai andando contro un muro? l’istinto ti fa tirare il busto indietro, e Segway frena (ovviamente funziona anche per la retromarcia, stesso principio a movimenti invertiti). questo + la manopola sono sufficienti ad effettuare tutte le operazioni possibili. comunque, c’è un gradino? ti ci appoggi, dai un colpetto di busto in avanti e lui sale. ci sono delle scale? lo lasci in stand-by, scendi e lo tiri dietro di te mentre sali le scale, tenendo la manopola girata. lui gira le ruote e ti segue, un gradino alla volta, come un cagnolino…

Il modello che ho visto io costa 6000 euro, ai quali sarebbe meglio aggiungere il costo di una batteria al litio, di più lunga durata. Sembrerebbe un costo elevato, ma la tecnologia che ci sta sotto, sebbene a noi sia rivelata solo attraverso dei lievi BZZZZZZ, è molto complicata. Io non dico che tra qualche anno ci saranno solo Segway in giro, sebbene sia un entusiasta tecnologico irrimediabile, dico però che ci sono determinate realtà nelle quali diverrà un preziosissimo strumento. Penso a luoghi lavorativi enormi, fabbriche o capannoni, aeroporti, ad esempio. Penso a centri cittadini preda di emissioni inquinanti soffocanti. Penso ad alcune categorie di disabili alle quali la sedia a rotelle motorizzata non permette tanta libertà quanta il Segway. Penso che tutto sommato è sostituibile allo scooter, occupa 1/3 del posto ed è omologato al pari di una sedia a rotelle. marciapiedi, piste ciclabili, attraversamenti pedonali, tutto è consentito… addirittura saremmo in diritto di entrare in un negozio senza scendere.

Secondo me SEGWAY è la ‘next big thing’ non informatica del mondo 😉