pensieri

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pesche e ananas

Nella vita coltivi le pesche, e in un certo senso t’è andata di culo. In fondo le pesche son profumate, hanno la buccia che se la sfiori ti fa il solletico, ti dan da lavorare solo d’estate, insomma ringrazia no?!?!
Il problema è che ami gli ananas, pesanti, pungenti, da esportare tutto l’anno. Pazienza, ti crei un orticello privato e curi i tuoi ananas, quando hai tempo, con fatica, cercando di non farli marcire e nel contempo di fare più pesche che puoi.

Poi un giorno passa l’uomo del monte, con tutto quel che rappresenta, guarda i tuoi ananas e si mette a parlare con te, del più e del meno, degli ananas, di quanto è difficile il suo e il tuo lavoro. Però che diamine, stiamo parlando la stessa lingua, c’è sintonia! Sappiamo entrambi come maneggiare “la bomba” e quando coglierla…
E’ così gentile che ritorna a parlarti di nuovo una seconda volta, sempre sorridente, ma quando se ne va e tu lo stai per seguire ti mette una mano sulla spalla, fermo e deciso, e guardandoti negli occhi dice “No, tu resti qua. Dopotutto tu sei un coltivatore di pesche, gli ananas non contano nulla”.

Quindi torni a coltivare le pesche, e già che sei spali anche un po’ di letame.

Matematico!

Sono precisino fino alla nausea, lo so. Ma lo faccio per il mio bene, e anche un po’ per il vostro che così non dovete subire i miei rimbrotti se dimentico qualcosa :D
Ogni cosa, per me, ha una collocazione precisa, in massima parte immutabile, decisa a tavolino secondo logiche che a volte nemmeno io capisco: la prima volta che uso uno zainetto scelgo dove tenere il badge dell’ufficio, il portatile, il caricabatterie del cellulare, le penne. E lì restano per sempre.
Se indosso la giacca della moto, le chiavi di casa sono in una tasca, il cellulare in un’altra. Se ho il piumino, altra combinazione, ma è e sarà sempre così.

Il motivo è facile da capire: ho sempre tutto sotto controllo e trovo sempre tutto al primo colpo.
Ieri sera, ad esempio, ho appoggiato un attimo il cellulare sulla libreria del terzo piano, invece che sulla scrivania, e sono poi uscito senza. E’ matematico! :)

Potete farcela

Siccome è opinione comune e ormai assodata che durante le ferie io sia cento volte più simpatico, divertente, malleabile e piacevole del normale, e considerando il numero piuttosto alto di persone che si lamentano di dover avere a che fare con uno scorbutico, con una modica donazione di non più di 20 euro a testa potete interamente coprire il mio stipendio e renderCI tutti più felici.

Fatevi un favore, mantenemi a casa! :)

Ho già avuto modo di esprimere il mio apprezzamento per un articolo di Gramellini a proposito della nazionale di calcio. La discussione su Buzz si è poi spostata sul fattore stipendi, andando Off Topic. A me QUANTO guadagnano i giocatori importa relativamente. Potrei anzi dire che in condizioni normali il guadagno dovrebbe essere proporzionale ai risultati, o almeno all’impegno, tutte cose che in queste tre partite non si sono viste.

Potete – se volete – aggrapparvi alla mia nota esterofilia per giustificare questo rant, e vi capirei; quattro anni fa non avevo ancora intrapreso il mio viaggio catartico nel Nord Europa, e forse non odiavo questo paese quanto adesso. Quattro anni fa infatti ho visto le partite, mi sono esaltato al gol di Grosso e ho visto la finale a casa di amici.
Oggi potrei amare la nazionale di calcio di un paese che non amo? anzi, riformulo: potrei amare la squadra rappresentativa di una nazione che non mi rappresenta? la mia risposta è no, ovviamente. Ma da qui a gioire per l’eliminazione ce ne passa. E invece un sottile brividino me lo concedo, perché tornare a casa dopo tre partite così scandalose è esattamente quel che ci meritiamo, come paese intendo. Siamo un paese di vecchi, facciamo giocare i vecchi. Siamo un paese che non riconosce il talento e non lo incentiva, facciamo giocare i soliti cani bolliti. Marchetti, convocato in Nazionale per la prima volta a maggio 2009, è il sinonimo dello stagista: il giovane da pagare poco per fare le fotocopie che si ritrova di colpo in riunione con l’AD, e poverino ti fa fare la figuraccia. Invece dovrebbe essere il giovane chiamato a tempo debito ad essere formato dall’azienda-squadra che ha un progetto a lungo termine, quattro anni in questo caso.

Il mondiale fa incontrare culture, scuole di calcio e modelli mentali differenti, e ognuno apporta quel che è. Noi torniamo a casa come una Grecia qualsiasi, anzi meno…

Dimenticatevi le seratone a saltare sul divano, niente happy hour nel bar con megaschermo, niente impatto economico della vittoria ai mondiali. D’altronde, c’è la crisi…

The road

Ieri sera ho visto “the road” di John Hillcoat. Non è un film brutto, è semplicemente uno dei più angoscianti che abbia mai visto. Per tre o quattro volte ho avuto l’impulso di uscire dalla sala.

Avevo letto un po’ di commenti, ed ero piuttosto preparato, ma non fino a questo punto. Se decidete di vederlo, ritenetevi avvisati!

Galactica finale

locandina Galactica

L’altro giorno ho finalmente finito di vedere Battlestar Galactica, e concordo nel dire che è una delle più belle serie di fantascienza degli ultimi anni. Certo, ha i suoi alti e bassi, ma a me è piaciuta. La cosa bella del frequentare internet, però, è che hai istantaneamente accesso a milioni di informazioni che ai tempi di Magnum P.I. e dell’A-team te le sognavi; non che tutto sommato ce ne fosse bisogno, perché erano telefilm e non serie (con trame lunghe stagioni) e perché spesso non c’era proprio niente da spiegare, ma è bella lo stesso sapere che con pochi clic puoi approfondire le cose all’inverosimile.

Per cui vi segnalo – solo nel caso in cui interessi, evitare di cliccare se dovete ancora finire di vederlo – questa intervista agli sceneggiatori, questo articolo del consulente scientifico della serie, e questo post-riassunto della puntata finale, in cui come spesso accade la lunghissima discussione nei commenti è spesso migliore dell’articolo stesso :)

Poi un video dal concerto di Battlestar Galactica, con la cover di “all around the watchtower” che permea tutta la quarta stagione

Infine, un altro vantaggio dell’arrivare sempre dopo tutti è che si possono chiedere consigli: ora cosa guardo? :D

Auguri 2.0

Il post di Daniele mi ha fatto tornare in mente una cosa che dovevo scrivere.
Il 2 giugno era il mio compleanno, il secondo da quando sono iscritto a Facebook. Mi sarebbe piaciuto tenere una statistica puntuale dell’accaduto, ma dopo poco ho desistito. Però ho alcune considerazioni.

Esistono grosso modo tre possibilità per fare gli auguri:
- di persona / al telefono
- per sms /email
- via Facebook / social network

ognuno di essi ha dei prerequisiti, ovviamente. Se non hai il mio telefono difficilmente potrai chiamare. Idem se non hai la mia mail. Detto questo, l’ordine sopra vale anche per la considerazione che ho delle persone in funzione del mezzo scelto.

Primo su tutti apprezzo chi alza la cornetta e spende qualche minuto (e soldino) per farmi gli auguri di persona. In secondo luogo apprezzo chi si prende la briga di personalizzare il messaggio ed è più o meno costretto a cercarmi nella rubrica dei messaggi. Infine sono beneaccetti anche gli auguri su Facebook, ovviamente, ma quelli sono molto più facili, bastano tre clic.
Ovviamente potete anche valutare me con lo stesso parametro, non mi offendo :)

Io lo so che voi mi considerate una persona irascibile, uno che non si sa godere la vita, che vede sempre e solo cose negative. Va bene, lo accetto. Non accetto invece che mi si dica che esagero.

E passi il commercialista, che non risponde alle mail. Il commercialista, non il fruttivendolo, che vorrei vedere se io non rispondessi agli avvisi di parcella, come andrebbe a finire.
E passi il tizio dell’agriturismo, che ieri “ho la camera, mi manda la richiesta dal sito che gliela confermo?”. E niente. Lo richiami oggi e “mi pareva d’averla mandata, cmq ora sono fuori, tempo un’ora e la richiamo”. Ma niente.

[edit: m'ha chiamato adesso. La mail gli è arrivata ora - dice - ma "purtroppo ha già dato via la camera]

Devo far passare anche il centro di raccolta dei telefonini da riparare, che mentre torno a casa mi manda un SMS con scritto “gentile sig. Cilia, il suo telefono [numero seriale] è pronto per il ritiro”, e io che stupidamente non ho con me la ricevuta corro a casa, in periferia, e volo di nuovo in centro solo per sentirmi dire che “no, abbiamo sbagliato, le mandiamo un altro messaggio tra un paio di giorni”? MA TI METTO LE MANI ADDOSSO PERDIO!!!

[edit: falso. sul tracking online della riparazione c'è scritto "non conforme, non gestito da PC (punto controllo? boh)", che significa che l'han mandato indietro guasto. Allora ho chiamato la tizia, che non sa perché non è gestito. "forse perché HTC mi aveva detto di dirvi di spedirlo in Inghilterra?" "eh no guardi, noi spediamo a Milano" e poi mi ha sbattuto il telefono in faccia e non risponde più]

Vi prego, ditemi cosa devo fare. Io VOGLIO UN MODO PER PUNIRE QUESTE PERSONE! Avete ragione, scrivere un post negativo non va bene… non è abbastanza! io voglio un modo per farli sparire dalla faccia della Terra!
Capiamoci: io ne faccio di errori in ufficio, eccome. Ma c’è sempre qualcuno che me ne chiede conto, e quando sbaglio mi faccio il culo doppio per sistemare. Perché non posso pretendere altrettanto, perché devo sempre subire?

Ma no, vabbeh, va tutto bene. Domani è il mio compleanno, devo solo far finta di non aspettare risposte da nessuno, di non aspettare messaggi da nessun centro assistenza. Forse se vivessi su un eremo con mia moglie, Caterina e poche selezionate persone funzionerebbe, invece sto nel mondo reale, che mi avvelena piano piano…

Buon compleanno, Marco.

Essenzialmente perché sempre meno persone sono in grado di far andare le cose come dovrebbero. Sto ovviamente parlando di persone con cui ho a che fare a vario titolo dalle quali dipendono pezzetti più o meno importanti della mia vita. Pezzetti che molti non definirebbero sufficienti a farmi avere il muso lungo, ma che io invece sommo e scopro avere percentuali rilevanti di attenzione.

C’è il classico operatore dell’ENEL, che non crede a quanto gli dici al telefono e ti costringe ad andare a verificare se hai le traveggole. C’è il suo classico collega, al quale ripeti tutto e risponde “non è possibile”, poi apre un ticket di assistenza assicurandoti che richiameranno nel giro di una settimana, quindici giorni fa. E tu sai che ti arriverà una bolletta stratosferica perché il contatore elettronico letto da remoto non viene letto da remoto da sei mesi…

C’è la signorina dei domini, che alla prima telefonata è “tutto a posto, domani risolviamo tutto”, e dopo venti giorni non è a posto una ceppa, e nel mentre lei si fa gli affari suoi perché tanto è un cliente perso. Fino ad arrivare a mandarmi per posta elettronica i documenti di una persona terza (che non so, magari è pure illegale) “così puoi pensarci tu”.

C’è il messo comunale che ti lascia l’avviso di un atto, che tra le altre cose recita “e ne informerò il destinatario anche a mezzo raccomandata”. Così tu deleghi qualcuno per ritirare una cacchio di multa. E poi c’è il postino bastardo che ti lascia l’avviso di raccomandata anche mentre sei in casa, e visto che non si può sapere che non sia qualcos’altro sprechi un’ora per ritirare una raccomandata che ti dice che il messo ha cercato di portarti un atto che hai già ritirato e anche pagato.

C’è il Nexus One, che da una settimana spompa la batteria in due ore e necessita di assistenza; la signorina HTC al telefono cordialissima e “sul pezzo” (ho dato il massimo dei voti al sondaggio post-telefonata. IO! ), che mi spiega per filo e per segno cosa fare – telefono nudo, busta imbottita, copia della ricevuta di acquisto, foglio con su scritto il problema e portarlo al centro raccolta per la spedizione a questo indirizzo in Inghilterra. C’è poi il centro di raccolta, che “figuriamoci se lo mandiamo in Inghilterra, semmai a Milano”, “ma veramente la signorina ha detto… l’indirizzo, lo conoscete?” “MILANO!” (manco lo pagassero loro il corriere!), che “tenga pure la busta” e “che problema ha? via questo foglio, riscrivo io – con parole sue e sintetizzando, ndr – sulla scheda guasto.

Ora lo capite perché sono un irascibile incazzoso? se lascio correre, non cambierà mai niente, però se mi arrabbio e prendo le persone a male parole sono un maleducato. Che dovrei fare, a parte girare con un lanciafiamme?

procedure

AmicodiTambu1: “buona questa torta, ma l’hai fatta col Bimby?”
AmicadiTambu2: “oh si, visto che roba?”
AdT1: “poi mi dai la ricetta, così la passo a mia mamma”
Tambu: “la PROCEDURA! col Bimby si dice la procedura”
AdT2: “ah, quindi anche tua mamma l’ha comprato”
adT1: “e si, siete compagne di cucina :)
Tambu “compagne di sequenza pressione tasti, si dice sequenza…” :D

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