pensieri

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Ho già avuto modo di esprimere il mio apprezzamento per un articolo di Gramellini a proposito della nazionale di calcio. La discussione su Buzz si è poi spostata sul fattore stipendi, andando Off Topic. A me QUANTO guadagnano i giocatori importa relativamente. Potrei anzi dire che in condizioni normali il guadagno dovrebbe essere proporzionale ai risultati, o almeno all’impegno, tutte cose che in queste tre partite non si sono viste.

Potete – se volete – aggrapparvi alla mia nota esterofilia per giustificare questo rant, e vi capirei; quattro anni fa non avevo ancora intrapreso il mio viaggio catartico nel Nord Europa, e forse non odiavo questo paese quanto adesso. Quattro anni fa infatti ho visto le partite, mi sono esaltato al gol di Grosso e ho visto la finale a casa di amici.
Oggi potrei amare la nazionale di calcio di un paese che non amo? anzi, riformulo: potrei amare la squadra rappresentativa di una nazione che non mi rappresenta? la mia risposta è no, ovviamente. Ma da qui a gioire per l’eliminazione ce ne passa. E invece un sottile brividino me lo concedo, perché tornare a casa dopo tre partite così scandalose è esattamente quel che ci meritiamo, come paese intendo. Siamo un paese di vecchi, facciamo giocare i vecchi. Siamo un paese che non riconosce il talento e non lo incentiva, facciamo giocare i soliti cani bolliti. Marchetti, convocato in Nazionale per la prima volta a maggio 2009, è il sinonimo dello stagista: il giovane da pagare poco per fare le fotocopie che si ritrova di colpo in riunione con l’AD, e poverino ti fa fare la figuraccia. Invece dovrebbe essere il giovane chiamato a tempo debito ad essere formato dall’azienda-squadra che ha un progetto a lungo termine, quattro anni in questo caso.

Il mondiale fa incontrare culture, scuole di calcio e modelli mentali differenti, e ognuno apporta quel che è. Noi torniamo a casa come una Grecia qualsiasi, anzi meno…

Dimenticatevi le seratone a saltare sul divano, niente happy hour nel bar con megaschermo, niente impatto economico della vittoria ai mondiali. D’altronde, c’è la crisi…

The road

Ieri sera ho visto “the road” di John Hillcoat. Non è un film brutto, è semplicemente uno dei più angoscianti che abbia mai visto. Per tre o quattro volte ho avuto l’impulso di uscire dalla sala.

Avevo letto un po’ di commenti, ed ero piuttosto preparato, ma non fino a questo punto. Se decidete di vederlo, ritenetevi avvisati!

locandina Galactica

L’altro giorno ho finalmente finito di vedere Battlestar Galactica, e concordo nel dire che è una delle più belle serie di fantascienza degli ultimi anni. Certo, ha i suoi alti e bassi, ma a me è piaciuta. La cosa bella del frequentare internet, però, è che hai istantaneamente accesso a milioni di informazioni che ai tempi di Magnum P.I. e dell’A-team te le sognavi; non che tutto sommato ce ne fosse bisogno, perché erano telefilm e non serie (con trame lunghe stagioni) e perché spesso non c’era proprio niente da spiegare, ma è bella lo stesso sapere che con pochi clic puoi approfondire le cose all’inverosimile.

Per cui vi segnalo – solo nel caso in cui interessi, evitare di cliccare se dovete ancora finire di vederlo – questa intervista agli sceneggiatori, questo articolo del consulente scientifico della serie, e questo post-riassunto della puntata finale, in cui come spesso accade la lunghissima discussione nei commenti è spesso migliore dell’articolo stesso :)

Poi un video dal concerto di Battlestar Galactica, con la cover di “all around the watchtower” che permea tutta la quarta stagione

Infine, un altro vantaggio dell’arrivare sempre dopo tutti è che si possono chiedere consigli: ora cosa guardo? :D

Auguri 2.0

Il post di Daniele mi ha fatto tornare in mente una cosa che dovevo scrivere.
Il 2 giugno era il mio compleanno, il secondo da quando sono iscritto a Facebook. Mi sarebbe piaciuto tenere una statistica puntuale dell’accaduto, ma dopo poco ho desistito. Però ho alcune considerazioni.

Esistono grosso modo tre possibilità per fare gli auguri:
- di persona / al telefono
- per sms /email
- via Facebook / social network

ognuno di essi ha dei prerequisiti, ovviamente. Se non hai il mio telefono difficilmente potrai chiamare. Idem se non hai la mia mail. Detto questo, l’ordine sopra vale anche per la considerazione che ho delle persone in funzione del mezzo scelto.

Primo su tutti apprezzo chi alza la cornetta e spende qualche minuto (e soldino) per farmi gli auguri di persona. In secondo luogo apprezzo chi si prende la briga di personalizzare il messaggio ed è più o meno costretto a cercarmi nella rubrica dei messaggi. Infine sono beneaccetti anche gli auguri su Facebook, ovviamente, ma quelli sono molto più facili, bastano tre clic.
Ovviamente potete anche valutare me con lo stesso parametro, non mi offendo :)

Io lo so che voi mi considerate una persona irascibile, uno che non si sa godere la vita, che vede sempre e solo cose negative. Va bene, lo accetto. Non accetto invece che mi si dica che esagero.

E passi il commercialista, che non risponde alle mail. Il commercialista, non il fruttivendolo, che vorrei vedere se io non rispondessi agli avvisi di parcella, come andrebbe a finire.
E passi il tizio dell’agriturismo, che ieri “ho la camera, mi manda la richiesta dal sito che gliela confermo?”. E niente. Lo richiami oggi e “mi pareva d’averla mandata, cmq ora sono fuori, tempo un’ora e la richiamo”. Ma niente.

[edit: m'ha chiamato adesso. La mail gli è arrivata ora - dice - ma "purtroppo ha già dato via la camera]

Devo far passare anche il centro di raccolta dei telefonini da riparare, che mentre torno a casa mi manda un SMS con scritto “gentile sig. Cilia, il suo telefono [numero seriale] è pronto per il ritiro”, e io che stupidamente non ho con me la ricevuta corro a casa, in periferia, e volo di nuovo in centro solo per sentirmi dire che “no, abbiamo sbagliato, le mandiamo un altro messaggio tra un paio di giorni”? MA TI METTO LE MANI ADDOSSO PERDIO!!!

[edit: falso. sul tracking online della riparazione c'è scritto "non conforme, non gestito da PC (punto controllo? boh)", che significa che l'han mandato indietro guasto. Allora ho chiamato la tizia, che non sa perché non è gestito. "forse perché HTC mi aveva detto di dirvi di spedirlo in Inghilterra?" "eh no guardi, noi spediamo a Milano" e poi mi ha sbattuto il telefono in faccia e non risponde più]

Vi prego, ditemi cosa devo fare. Io VOGLIO UN MODO PER PUNIRE QUESTE PERSONE! Avete ragione, scrivere un post negativo non va bene… non è abbastanza! io voglio un modo per farli sparire dalla faccia della Terra!
Capiamoci: io ne faccio di errori in ufficio, eccome. Ma c’è sempre qualcuno che me ne chiede conto, e quando sbaglio mi faccio il culo doppio per sistemare. Perché non posso pretendere altrettanto, perché devo sempre subire?

Ma no, vabbeh, va tutto bene. Domani è il mio compleanno, devo solo far finta di non aspettare risposte da nessuno, di non aspettare messaggi da nessun centro assistenza. Forse se vivessi su un eremo con mia moglie, Caterina e poche selezionate persone funzionerebbe, invece sto nel mondo reale, che mi avvelena piano piano…

Buon compleanno, Marco.

Essenzialmente perché sempre meno persone sono in grado di far andare le cose come dovrebbero. Sto ovviamente parlando di persone con cui ho a che fare a vario titolo dalle quali dipendono pezzetti più o meno importanti della mia vita. Pezzetti che molti non definirebbero sufficienti a farmi avere il muso lungo, ma che io invece sommo e scopro avere percentuali rilevanti di attenzione.

C’è il classico operatore dell’ENEL, che non crede a quanto gli dici al telefono e ti costringe ad andare a verificare se hai le traveggole. C’è il suo classico collega, al quale ripeti tutto e risponde “non è possibile”, poi apre un ticket di assistenza assicurandoti che richiameranno nel giro di una settimana, quindici giorni fa. E tu sai che ti arriverà una bolletta stratosferica perché il contatore elettronico letto da remoto non viene letto da remoto da sei mesi…

C’è la signorina dei domini, che alla prima telefonata è “tutto a posto, domani risolviamo tutto”, e dopo venti giorni non è a posto una ceppa, e nel mentre lei si fa gli affari suoi perché tanto è un cliente perso. Fino ad arrivare a mandarmi per posta elettronica i documenti di una persona terza (che non so, magari è pure illegale) “così puoi pensarci tu”.

C’è il messo comunale che ti lascia l’avviso di un atto, che tra le altre cose recita “e ne informerò il destinatario anche a mezzo raccomandata”. Così tu deleghi qualcuno per ritirare una cacchio di multa. E poi c’è il postino bastardo che ti lascia l’avviso di raccomandata anche mentre sei in casa, e visto che non si può sapere che non sia qualcos’altro sprechi un’ora per ritirare una raccomandata che ti dice che il messo ha cercato di portarti un atto che hai già ritirato e anche pagato.

C’è il Nexus One, che da una settimana spompa la batteria in due ore e necessita di assistenza; la signorina HTC al telefono cordialissima e “sul pezzo” (ho dato il massimo dei voti al sondaggio post-telefonata. IO! ), che mi spiega per filo e per segno cosa fare – telefono nudo, busta imbottita, copia della ricevuta di acquisto, foglio con su scritto il problema e portarlo al centro raccolta per la spedizione a questo indirizzo in Inghilterra. C’è poi il centro di raccolta, che “figuriamoci se lo mandiamo in Inghilterra, semmai a Milano”, “ma veramente la signorina ha detto… l’indirizzo, lo conoscete?” “MILANO!” (manco lo pagassero loro il corriere!), che “tenga pure la busta” e “che problema ha? via questo foglio, riscrivo io – con parole sue e sintetizzando, ndr – sulla scheda guasto.

Ora lo capite perché sono un irascibile incazzoso? se lascio correre, non cambierà mai niente, però se mi arrabbio e prendo le persone a male parole sono un maleducato. Che dovrei fare, a parte girare con un lanciafiamme?

procedure

AmicodiTambu1: “buona questa torta, ma l’hai fatta col Bimby?”
AmicadiTambu2: “oh si, visto che roba?”
AdT1: “poi mi dai la ricetta, così la passo a mia mamma”
Tambu: “la PROCEDURA! col Bimby si dice la procedura”
AdT2: “ah, quindi anche tua mamma l’ha comprato”
adT1: “e si, siete compagne di cucina :)
Tambu “compagne di sequenza pressione tasti, si dice sequenza…” :D

La sindrome di Stoccolma è un fenomeno psicologico in cui si ritrovano alcuni ostaggi di eventi criminosi, che iniziano a parteggiare per i cattivi. Deriva da una rapina alla Kreditbanken di Stoccolma, avvenuta tra il 23 e il 28 agosto 1973.

Nel mio caso è più simile al mal d’Africa (anzi, a quello che leggo essere il mal d’Africa, dato che sono stato solo un giorno nel continente in tutta la mia vita, e comunque era sempre Mediterraneo), e corrisponde alla mia voglia di tornare subito nella Venezia del Nord. Anche se questa vacanza è durata poco, ed è stata accorciata ancora di più da un giorno e mezzo di febbre della Caterina, sono riuscito a gustare ancora un po’ della sensazione che avevo già provato durante il viaggio di nozze in Scandinavia.
Ho un amico che prendo sempre in giro perché è stato cinque volte a Londra :) Prometto pubblicamente che se cercherà di farmi capire perché lo fa, cioè se ha la sindrome di Londra, passerò dalla sua parte, perché ho intenzione di tornare ancora nella città scandinava.

E’ un posto che mi risulta piacevole, familiare, facile. Non si capisce una mazza di quel che dicono – nella loro lingua, invece nell’inglese perfetto che tutti parlano si capisce meglio che in Inghilterra – ma non importa: tutto è spiegato, sempre, tutto è indicato, tutto scorre senza intoppi. Marzo forse non è la stagione giusta per visitare Stoccolma: i ghiacci si stanno sciogliendo, molte cose sono ancora chiuse, quasi nulla si fa all’aperto. D’estate è completamente diversa. Ma questo mi ha fatto venire voglia di vederla nel pieno dell’inverno, quando il termometro fa -15 e la gente pattina sul fiume. Sono rimasto affascinato e impressionato dallo spessore delle lastre di ghiaccio che galleggiavano in porto!

Ora potrei stare delle ore a raccontarvi le solite cose, che tutto funziona, i servizi, e bla bla bla, ma non lo farò, tanto le sapete già (o potete rileggervi il post linkato là sopra).
Faccio solo una considerazione sul “grande piano”. Ieri qualcuno si è lamentato dei rincari del Leonardo Express, il treno che collega l’aeroporto di Roma con la stazione Centrale, che passa da 11 a 14 euro proprio prima dell’esodo pasquale. Allora ho fatto due ricerche e ho trovato che:

  • arlanda-stoccolma: 42 km in 20 minuti, 24 euro
  • fiumicino-roma: 28 km in “soli 31 minuti” 14 euro
  • malpensa-milano: 48 km in 29 minuti, 11 euro

ecco, vince Milano. Mi sta bene. PECCATO che nemmeno un mio amico espertissimo di cose di aeroplani, aeroporti, trasporti civili sapesse che esiste una cosa che si chiama Malpensa Express. Perché? perché nessuno te lo dice. L’Arlanda Express invece te lo pubblicizzano già sull’aereo, prima che tu arrivi. Entri in Aeroporto e ci sono dei cartelli così grandi che non puoi non vederli. FANNO DI TUTTO per mandarti a prendere il treno. Il Leonardo Express non ha manco un sito tutto suo, vive in una pagina del sito di Trenitalia. A Stoccolma (lassù, in generale) c’è un piano, un grande piano integrato in cui tutti parlano con tutti, i vertici emanano direttive e i sottoposti le fanno rispettare, in modo che le cose funzionino a modo. Qualcuno pensa, progetta, idea, qualcun altro fa. E’ piuttosto facile, no? qui chi è che pensa, se non riusciamo nemmeno ad avere un sito unico che presenti l’Italia agli stranieri?

[comunque mi ero riproposto di visitare Norrmalmstorg, la piazza dove c'era la banca della famosa rapina della sindrome, ma non ce l'ho fatta. Mi tocca tornarci :D ]

Facile, fino a qualche tempo fa era: lettere, pacchi, telegrammi, vaglia e bollettini.
Poi si son messi in testa di fare la banca, il BancoPosta, i mutui, i prestiti, vendere cancelleria e pure i motorini, fare gli amiconi. E lì è iniziato il declino.

Se entrate alla posta centrale di Genova, che non è propriamente piccola, noterete 16 sportelli, 4(+1) per lettere e pacchi, 11 per le “robe monetarie” . Quando vi va bene ce ne sono dieci aperti in tutto, ma quasi mai più di tre per spedire cose. Se le Poste vogliono fare la banca, che si accomodino, c’è posto per tutti; ma lascino il business delle lettere a qualcun altro, qualcuno che ne ha voglia.
Il mondo del terziario in cui viviamo non è – ancora, ma chissà se mai lo sarà – fatto solo di servizi immateriali. Se ti vendo un software col mio sito, me lo paghi con la carta di credito e ti do il link per scaricarlo va bene, fanculo le Poste. Ma se Ebay vive di intermediazione tra offerta e domanda, è perché poi questi BENI FISICI devono spostarsi. Se il mondo del lavoro è fatto di raccomandate, se bisogna spedire biglietti del treno originali per farseli rimborsare, fino a quando il teletrasporto non mi recapiterà l’olio greco direttamente in cucina, qualcuno che si prenda cura delle nostre merci mentre viaggiano ci deve essere. Può essere una banca?

bisognerebbe aggiornare la novella di Dickens :)
Quest’anno ho passato il periodo pre-natalizio a impazzire dietro a una consegna in ufficio, imprecando come non mai con tutto e tutti (e ho i miei motivi), passando molte pause pranzo a fare commissioni e in cerca di regali, spesso mangiando un panino, e finendo in bellezza comprando l’ultimo regalo (di ripiego) la viglia – un classico – e mangiando un orrendo panino-frankestein creato dal commesso unendo due ordinazioni distinte, uscendo sempre tardi dall’ufficio e vedendo il pupazzetto molto poco.

Spero che a voi vada meglio, che ‘sto progetto vada online e che possa dedicarmi ad una cosa che è ancora in forse ma che mi darà parecchia soddisfazione, ovviamente fuori dall’ameno luogo :)

Buone feste!

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