internet

You are currently browsing the archive for the internet category.

hate mail

It is like prosecuting the post office for hate mail that is sent in the post

“E’ come condannare le poste per le lettere di minacce che inconsapevolmente recapitano”
“E’ come condannare autostrade perché sui suoi asfalti viaggiano criminali, soldi sporchi, armi”
“E’ come condannare Telecom perché due assassini si parlano al telefono”
“E’ come condannare il distributore di benzina che mi ha fornito il necessario per fare una molotov”
“E’ come condannare l’Enel perché mi fornisce energia con cui torturo animali”
“E’ come condannare l’azienda del gas se mi riempio una bombola e faccio esplodere una scuola”
“E’ come condannare il produttore del telefonino che ha fatto da detonatore a distanza”

Se si iniziano a condannare i mezzi e non i responsabili, si arriverà a condannare il macellaio, che uccise il toro, che bevve l’acqua, che spense il fuoco, che bruciò il bastone, che picchiò il cane, che morse il gatto, che si mangiò il topo che al mercato mio padre comprò.
E’ un esercizio pericoloso, che tanto per cambiare decidiamo di fare in Italia, primi e unici al mondo, tanto per farci ridere un altro po’ dietro. Il che sarebbe tutto sommato ordinario, se il principio introdotto non minasse alla base l’intera concezione di rete che abbiamo costruito in quindici anni…

buzz logo

L’argomento di questi giorni è Google Buzz, ennesimo servizio del megamotore di ricerca che copia un po’ FriendFeed e permette di interagire con la propria rete sociale importando elementi da altri servizi (foto, video, messaggi di stato) o immettendone direttamente di nuovi.

Croce e delizia di tutti è la presunta violazione della privacy perpetrata dagli ingegneri di Google nel momento in cui hanno reso pubbliche per default le liste delle persone che si seguono e che ci seguono su Buzz, mutualmente derivata dalla nostra lista dei contatti più frequentati attraverso Gmail.

Altro nodo fondamentale è quello che considera eretico aver fuso Buzz con Gmail, che per molti è uno strumento di lavoro (nonostante, ve lo ricordo, sia stata in beta molti anni): secondo questa corrente di pensiero il rumore prodotto da Buzz è troppo elevato e distrae dalla posta. Per loro esiste il comodo link “turn off Buzz” a fianco a “turn off chat”, in fondo alla pagina di Gmail. Ecco, secondo me il punto è questo: perché la chat si e Buzz no? oppure, se hai già spento la chat una volta, perché non dovresti spegnere anche Buzz tanto quanto?
Ho già detto in passato che una delle forze di Google era la possibilità che tutti hanno di usufruire dei suoi servizi con una sola login. Così se parlo di Calendar ad un amico che usa solo Gmail, quando torna a casa non ha bisogno di iscriversi a niente, entra in Calendar e inizia a usarlo. Per Buzz però – e per Gtalk app – la cosa ha poco senso. Questi strumenti nascono per mettere in contatto le persone, ha più senso integrarli piuttosto che aspettare che le persone li scoprano. Vi ricordo inoltre che i contatti di Gtalk si popolano automaticamente ANCHE in base alle mail che inviamo. Alla terza email scambiata, se non ricordo male, il contatto appare su Talk (da dove può essere altrettanto comodamente rimosso). Per Google Reader accade la stessa cosa: se io aggiungo un contatto personale a Google Contact, e lui usa Reader, mi viene proposto di seguire i suoi shared items.
Quello su cui posso essere d’accordo è che dovrebbe esistere anche un entry point distinto per Buzz, ovvero un indirizzo separato da Gmail per poterlo usare solo se si vuole; ma questa non può certamente essere l’opzione di default.

Sull’argomento vi segnalo un ottimo post del Sartoni, che condivido in pieno, un metodo per non far intasare la posta elettronica con le notifiche di Buzz, e il modo per nascondere le liste delle persone che vi seguono / che seguite. Peraltro in FriendFeed, che è lo strumento che maggiormente viene imitato da Buzz, le stesse informazioni sono pubbliche senza alcuno scandalo. Non c’è nemmeno il problema dei nomi e cognomi: su FriendFeed ci sono sia nick sia nomi e cognomi. Su Buzz ci sono nomi e cognomi, ma se uno aveva la paranoia di mostrare le sue generalità non li ha mai inseriti nelle informazioni dei Google Profiles (non so se La Rejna sia paranoica, ma lei ad esempio compare su Buzz – e Gmail presumo – come La Rejna. e basta). Facebook, peraltro, ha 400 milioni di nomi e cognomi ben felici di immettere ogni secondo della loro vita nel grande libro. 2,5 miliardi di foto al mese vogliono pur dire qualcosa o no?

Secondo me il “problema” sono sempre le elite, cioè chi vorrebbe decidere a priori cosa è bello e cosa non lo è. Sono quelli che “ah, figurati se Facebook, i ragazzini…”, quelli che “Twitter, cazzata, sms sul web”, quelli che “addio FriendFeed perché t’ha comprato Facebook” e che però adesso “Buzz mi intasa la posta, come FriendFeed non c’è nulla”.

Allora azzardo l’ipotesi, e poi veniamo alla questione finale: contro cosa va Buzz? Twitter, Facebook, FriendFeed o cosa? secondo me, e non solo, contro FriendFeed (sono pressoché uguali), che avrei detto sarebbe stato fagocitato da Facebook, e che invece adesso azzardo non verrà più chiuso. Facebook è imprendibile, macina novità e migliaia di utenti al giorno (al limite morirà per cause tecniche, anche se ci son dietro dei cervelli mica male), Twitter resta amatissimo e inimitabile.

Google non farà mai un social network di successo come Faccialibro, FB è un’alchimia di elementi credo irripetibile e a Mountain View si mangiano le mani ogni giorno per non averlo comprato qualche anno fa. Facebook ha cambiato per sempre la rete, questo è indubbio. Però è altrettanto vero che Facebook non farà mai un motore di ricerca, e che non è AFFATTO vero che in futuro i social network sostituiranno il search, come sento dire. La risposta potrebbe darvela benissimo Piersante Paneghel, che vi sa spiegare meglio di me perché ormai Google non è più un motore di ricerca ma bensì un motore di risposta (sa suggerirti gli orari dei film nella tua città, se solo si accorge che cerchi un film. Oppure parliamo di Google squared). Organizza e cataloga informazioni come nessuno è mai stato in grado prima. Buzz non sarà la cosa più social che Google può produrre, ma poco ci manca…
[edit 13/2: ieri sera per il sonno ho dimenticato un punto focale. Usare i social network per essere informati delle cose interessanti in giro può funzionare finché li monitori 24 ore su 24. Altrimenti sei legato al momento in cui leggi gli aggiornamenti. I flussi informatici dei SN sono decisi da chi le informazioni e produce. Un motore di ricerca - o di risposta, appunto - invece è lì per essere interrogato. Mi alzo alle quattro del mattino e mi fa male la milza? posso cercare su internet. Sono in mezzo alla strada e non ho il numero di telefono del negozio dove devo andare? tiro fuori il cellulare e faccio una ricerca. Questa è una differenza grande e fondamentale, per capire come mai le due cose non si potranno mai sovrapporrre e nessuna delle due sostituirà l'altra]

Pausa anche lui

Eriadan smette di bloggare ogni giorno. Lo abbiamo accompagnato quasi in ogni momento della sua vita, università, lavoro, matrimonio, paternità, e ci ha abituato bene con la sua strip quotidiana. Nel tempo la sua tecnica è cresciuta, e in effetti ogni tanto mi dicevo “diamine, ne ha di fantasia per produrre una striscia al giorno…”, ma mi sono sempre risposto che probabilmente parte del “mestiere” è anche avere sufficiente fantasia per produrre a nastro nuove storie.

Sono d’accordo con la sua scelta, meglio poche “ma buone” (non che le ultime siano cattive, ma se lui stesso non le sentiva sue, se lo faceva solo per timbrare il cartellino…).

Vai, Paolo!

Welcome to China

Minotti riassume bene lo scenario che potrebbe uscire dal Consiglio dei Ministri di domani. Praticamente si passa da una statuina del duomo alla censura di internet. Il nesso logico io non ce lo vedo, però. Forse bisognerebbe vietare la vendita di souvenir del duomo, non la frequentazione dei siti web.

Vespa che dice che Tartaglia è “vicino agli ambienti del social network” equivale a dire nulla, tranne che la frase “vicino all’ambiente….” ha connotazione negativa. Anche la Caterina, se è per quello, è vicina agli ambienti dei mattoncini gommosetti profumosi e degli omogeneizzati alla frutta, povera piccola criminale :)

Comunque, il lato positivo della faccenda è che il bersaglio ultimo di tutto questo ambaradàn è Facebook, che avrà si mille difetti, ma raccoglie milioni di italiani, anche insospettabili, anche quelli che non si informano, o si informano solo alla Tv una volta al mese.
Quando l’intero Facebook sarà oscurato dal governo, non si potrà più contestare, nè incitare alla violenza; ma non si potrà più nemmeno giocare a Pet Society, postare una ricetta o chattare con lo zio d’America. Niente upload di foto della montagna, niente inviti agli eventi, niente richieste di amicizia da emeriti sconosciuti, niente di niente.

Allora, forse, anche di non vuol capire capirà…

Banda elastica

Se invece di far correre le automobili si facessero correre i dati, si creerebbe almeno lo stesso valore, ma forse anche di più.

Questo io lo so perché vivo di computer, e lo sanno anche tutte le persone che leggo perché sono consumatori accaniti di computer, per cui forse il problema sembra più grosso di quel che sarebbe se lo chiedessimo alla “gente comune”. Però alla domanda “preferiresti andare fisicamente a Milano per una riunione o farla in videoconferenza da casa?” sono in grado di rispondere tutti, no?

Eccolo, Google Wave

Logo Google Wave

“io non lo capisco e secondo me non serve a un cazzo”
“io lo capisco e può fare tutto”
“nessuno sa a che serva ma tutti dicono che servirà”
“è un gran casino, ma tutti ci sballano”

Queste, ed innumerevoli altre permutazioni, sono le frasi che si sentono su Google Wave, nuovo gingillo di casa Google che è in alpha ad inviti, e in cui sono dentro dalla settimana scorsa. Io sono uno di quelli che viene tacciato di essere filo-Google, spesso solo perché ho imparato ad annusare al volo cosa funzionerà e cosa no sul web, molto più spesso perché uso senza ritegno tutti i suoi prodotti e ne traggo molto giovamento, come se fosse una colpa trovarsi bene ad usare qualcosa.

Il punto è un altro, in realtà: tra i miei contatti c’è un certo Andrea Baresi, uno che parla poco ma quando parla lo fa per bene, e mentre tutti cianciavano di quant’è lento Wave (e vorrei vedere! non è manco una beta, davvero speravate che allocassero il 100% delle risorse?) lui se ne esce con un “ecco un bot fatto da me che pubblica su un blog tutta una wave, istantaneamente”. PUF! facile, veloce, spiazzante. Manco quel bot serve “a un cazzo” così com’è, ma intanto apre uno scenario interessante, una cosa che Wordpress non può fare: l’editing collaborativo E SINCRONO (con revisioni) di un post prima di mandarlo in pubblicazione. Ed ovviamente anche così sarebbe solo l’inizio…

L’altro punto: sulla lavagna del mio ufficio c’è un disegno di un sistema di workflow che dobbiamo sviluppare: il workflow è abbastanza semplice, ci sono delle complicazioni per l’integrazione coi prodotti, ma ha anche un sistema di reporting a renderlo insidioso. Quando vidi il primo video di Wave presi un pennarello e racchiusi tutto il disegno dentro un cerchio con scritto “Google Wave?”
Adesso che in wave ci sono, dico che al 90% la mia intuizione era giusta: tra quel che c’è e quel che si potrà fare con le API, potremmo in teoria avere il nostro sistema fatto e finito.

Dite che non serve a un cazzo semplicemente perché non avete abbastanza fantasia per trovarne un utilizzo sensato ;)

[e no, ancora non ho inviti da dare]

Ma tu snobbi Facebook

Il mio amico Luca è solo l’ultimo ad avermi mosso questa obiezione, che però reputo completamente infondata. Non è vero che snobbo facebook, altrimenti non sarei iscritto. Non è vero che non converso, solo perché aggiorno lo status via Twitter. Infatti il mio status di twitter finisce anche su friendfeed e su facebook, e se qualcuno mi risponde io interagisco lì dove la risposta viene scritta.

Piuttosto è vero che non sto su Facebook per i quiz, i giochini, per taggare le persone con minchiate. Ci sto perché lo ritengo un mezzo fenomenale per essere in contatto con persone che stanno solo lì. A questo proposito avevo già scritto un post su Appunti Digitali – “ma facebook è internet?” – in cui delineavo il parziale movimento che alcune persone fanno da ovunque verso il social network di zuckenberg, che proprio oggi annuncia di aver raggiunto i 300 milioni di iscritti nel mondo (11 in Italia).

Facebook può essere solo l’ennesimo social network, ne più ne meno importante di altri, può essere il social network preferito, o può risucchiare come un gorgo le persone. Per me vale la prima, non so per voi.

Per finire, però, vorrei fare la considerazione opposta: non sarete voi che snobbate gli altri social network? d’altronde già nel post di AD evidenziavo che Facebook è un “gran copione”, e gli ultimi avvenimenti lo confermano. Prima l’acquisto diretto di FriendFeed, adesso il tag degli utenti usando la @ (questa è roba di Twitter, che si sappia!), domani la chat vocale, e poi sicuramente arriverà anche il video (qualcuno ha detto Skype? :) )

Non ho mai collaborato continuamente e in modo approfondito con Wikipedia, mi sono sempre limitato a piccole modifiche qua e là dove ero sicuro di non scrivere cantonate. Ma oggi, signori, ho voluto anzi ho DOVUTO mettere mano alla tastiera e rendere giustizia a Sam Kass e Karen Bryla.

Chi sono? Diamine, ma sono i VERI inventori di “Rock Paper Scissors Lizard Spock“!! :)

Peccato solo che un editor non abbia ritenuto la mia voce degna di vita propria, e mi abbia costretto a unirla ad una meno poetica “Morra Cinese:)

Questa è ancora più facile da argomentare:

FriendFeed ha delle stanze segrete dove si sparla di questo, quello e quell’altro?

/mode #chansegreto +ipsn

(per chi non frequentava assiduamente IRC: il comando sopra imposta al canale chansegreto le modalità +i (a invito) +p (privato) +s (canale segreto, non viene elencato nella lista) e +n (vieta la ricezione di messaggi diretti dall’esterno)

BBS? slow!
Usenet? asyncronous.
Usenet with compulsive replies -> IRC

Let’s invent IRC! IRC is great! IRC is real time!

Instant Messenger -> Instant Messenger with multiple people -> IRC
Blog -> Blog with compulsive replies to comments -> IRC
Mail -> Gmail with chat -> Gmail with flash chat allowing multiple people -> IRC
Twitter -> Twitter with compulsive @reply -> IRC
FriendFeed -> IRC (with images)
Facebook chat -> Facebook with FriendFeed -> IRC

« Older entries