Il mio talk è andato così così: i miei amici qui dicono bene, ma loro non fanno testo
A chi ho chiesto sincerità estrema mi ha risposto con alcuni appunti di cui dovrò necessariamente tenere conto se ci fosse una seconda volta. Secondo me sono stato impacciato e tremolante all’inizio, con alcuni spunti brillanti di comicità ricercata e un tono di voce deciso solo in alcuni punti che avevo considerato fermi (leggi: imparati a memoria).
Considerando che mi vergogno anche a ripeterla da solo a voce alta, dovreste inquadrare bene la storia…
Comunque ho avuto anche feedback positivi da estranei. Se non altro ho detto VERAMENTE cose che ai più erano sconosciute o chiarito confusioni (per non parlare della consulenza lampo in pausa pranzo ).
Venerdì sera: Alberto d’Ottavi, che avevo visto di sfuggita solo a Zenacamp, si inventa quasi al volo un aperitivo genovese con “un po’ di gente” e alla fine siamo stretti come sardine. Bello! Un po’ di facce note, ma anche un po’ di volti nuovi, anche se come al solito parlare con tutti è improbo. Complice un aperol spritz e una conversata con Michiko ho avuto un lampo su una cosa che vi dirò nei prossimi giorni. qua il solito aggregatore analogico
Sabato: Maisazi day ad Alonte (VI). Tempi dilatati per permettere il massimo relax, degustazioni e nozioni, musica e una Wii. Oltre che molte leccornie. Particolarmente apprezzati tre chili di focaccia genovese, ma la cosa era reciproca con le cose portate dagli altri eh! Un ringraziamento particolare a FradeFra e Mariangela, la cui squisita ospitalità mi ha permesso di sbevazzare un pochino più del solito e non dover guidare 3 ore di notte per tornare a casa. Veramente apprezzata!
Sabato e Domenica prossima: ConvegnoGT 2007. Cerco di non pensarci troppo perché sennò mi vien la cacarella già ora, che non son abituato a fare il relatore agli eventi seri. Comunque presenterò “4 cose che non sai di Google Analytics“. Insieme a me Enrico l’indio (vedi te a volte la sorte? ) di TSW e Alessio Semoli di Trackset. Se non altro li conosco già entrambi e non mi rendono nervoso, ecco! Se passi da Firenze potresti valutare l’ipotesi di venire ad applaudire fino a spellarti le mani: in questo modo controbilanceresti i sicuri fischi e io dopo saprei lautamente ricompensarti con qualche chilo della focaccia di cui sopra. Se poi volessi anche fare da scudo umano per i pomodori, come nel video di Homer…
Dovrei per forza iniziare scrivendo che “ah, io li conoscevo da PRIMA”, che “ah, era meglio quando non erano famosi” eccetera eccetera… A tutti gli effetti quando non li conosceva nessuno in Europa non ci venivano, mentre ora che sono relativamente famosi ho avuto occasione di vederli… insieme a una torma di ragazzine :-/
A parte questo, com’è stato il concerto? avevo avuto modo di ascoltare qualche esibizione live scaricata da internet, e sinceramente mi sembravano abbastanza terribili, invece devo dire che non è stato così penoso come immaginavo: il bassista e il chitarrista sono abbastanza anonimi da fare il loro lavoro senza disturbare troppo, però hanno la giusta presenza scenica. Shannon Leto (che di Jared è il fratello) alla batteria è mostruoso. Non tecnicamente, anche se ha il suo perché, ma scenicamente: non ho mai visto un batterista picchiare così forte sulle pelli mantenendo la precisione nei tocchi e la velocità. Assolutamente da vedere poi le sue facce e la varie scenette che fa coi piatti, indescrivibili via blog. Infine Jared, che è in assoluto il protagonista della band (tanto da proclamare “MY album” invece di “OUR” – come noto da Kalyth), ha fatto il suo show come ci si aspettava.
Ammiccante al punto giusto, bello e irraggiungibile a detta delle sua fans, leccaculo da paura col pubblico e l’Italia, ha energia da vendere e non si risparmia di certo. Vocalmente abbastanza fedele alle canzoni originali, alterna passaggi da brividi a momenti di tragedia assoluta in cui stecca. Quando non ce la fa (o non ne ha voglia) fa cantare il pubblico, ma questo ormai è un trucco che usano tutti.
Deludente la scaletta, per un fan della prima ora come me, con pochissimi pezzi del primo album: da notare l’assenza di “End of the Beginning”, “Capricorn” (le mie due canzoni preferite), ed “Echelon”, queste ultime due solo accennate durante l’interludio acustico – peraltro sbagliando il testo di una strofa di Capricorn.
Bella anche se molto scarna la scenografia, due paratie di carta di riso e quattro bandiere, più uno sfondo rosso col simbolo del secondo album. Merchandising ufficiale secondo me poco interessante, e comunque 30 euro per una maglietta e 50 per una felpa non li spendo. Merchandising taroccato altrettanto poco interessante, alla fine ho comprato solo un poster del concerto da un omino del Comune di Milano, 2 euro e me lo appendo in saletta dietro alla batteria
Assolutamente da rimarcare, invece, la composizione della batteria di Shannon: doppia cassa, 5 tom, uno o due timpani, due rullanti, hi-hat, uno splash, un china, tre crash e un ride. Sono abbastanza convinto che avesse anche un paio di pad elettronici.
Un mito
la foto l’ho presa su flickr. E dell’utente Roxy_Xanita
Non sono nemmeno tanto agitato
Voglio dire, il gruppo che dà il nome a questo blog si esibisce per la seconda data italiana, e IO vado a vederlo! E’ un evento! Ho scoperto solo ieri che c’era un contest il cui vincitore avrebbe suonato oggi pomeriggio in diretta tv su RTL “from yesterday” alla chitarra. Peccato che non sappia suonare la chitarra, fosse stata la batteria avrei vinto a mani basse (non perché sono bravo, ma quanti fan dei 30 seconds sanno suonare la batteria? e a quanti potrebbe *davvero* interessare una cosa del genere? )
Cmq è tutto pronto: biglietti, mp3 da sentire in macchina, qualche euro (pochi) per cercare un gadget che non sia la solita maglietta di cotone-che-si-sminchia-al-secondo-lavaggio a 35 euro.
From yeeeeeeeeeeeeeesterday, it’s coooooooming!
From yeeeeeeeeeeeeeesterday, theeeeeee feoooooooar!
From yeeeeeeeeeeeeeesterday, it caaaaaaaaalls him
But he doesn’t want to read the meeeessaaaage heeeeeeeeeeere
Io sarò dalle parti di Via Valtellina intorno alle 19. Indosserò chiaramente la solita divisa, quindi sapete come trovarmi, se ci tenete
Nel vasto panorama dei BarCamp italiani, verticali o no, due eventi si distinguono nel breve periodo:
- Il PubCamp di Maxime (ah, auguri ), a Chieti, che in effetti non è un barcamp ma un semplice incontro davanti a una birra, parlando possibilmente un po’ meno di tecnica e un po’ più coi rutti
- Il BeachCamp a Francavilla al mare, che si tiene su una spiaggia, in costume. Era l’idea originale dello ZenaCamp, ma a parte che spiagge libere qua non ce ne sono, era difficile anche dare copertura wireless. Peraltro sono stato due volte a Francavilla, per gli italian web awards, e c’è una zuppa di fagioli e cozze che è uno spettacolo!
Se siete da quelle parti, o non vi viene troppo scomodo arrivarci, ve li consiglio. Tra le altre cose sono uno di seguito all’altro: il 23 giugno il pubcamp e il 24 il beachcamp: prendete due piccioni con una fava!
Se penso alla vita di Luca mi vien male: da un lato lo invidio perché fa un sacco di cose e viaggia moltissimo, dall’altro appena ho due impegni ravvicinati vado in crisi
Comunque, come dicevo qualche post fa, dopo l’aperitivo Cisco e il corso SEO Extreme, domani torno a Milano per la terza volta in pochi giorni: questa volta al Search Engine Strategies 2007. Mi farà piacere stringere le mani a molte persone dell’ambiente che conosco solo per nome o messenger, e spero ci sarà spazio per qualche idea interessante da portare a casa in saccoccia.
Nel mezzo, ieri, il matrimonio di dueamici, che tra poche ore partono alla volta degli States. Buon viaggio a loro e buon viaggio a me. Noi ci leggiamo giovedì, presumo che la wi-fi al convegno si paghi
Ieri sono stato al corso SEO Extreme di Enrico Madrigano, a spese dell’azienda. Secondo me è stato molto interessante anche se poi non potremo applicare tutto quel che abbiamo imparato, ma dite che devo preoccuparmi se anche lì, come a qualsiasi BarCamp, sono stato molto contento e impegnato a stringere mani?
Poco prima di depositare Marco Formento davanti a casa sua, ieri sera, si parlava di come i grandi perdano il vizio della risata sincera, sguaiata, che deriva dalla condivisione di una cavolata. Perché questo è successo ieri: 4 persone abbastanza diverse, accomunate dall’avere un blog e dalla passione per la tecnologia e la sperimentazione che viaggiano in autostrada con 3 portatili collegati tra loro in wi-fi e al mondo tramite un modem UMTS; una webcam e uno streaming video in diretta. Questa è la storia, semplice, banale. Quel che c’è dietro invece è un sottofondo di continue battute e sketch, di buonumore, di capirsi al volo e menaggio 2.0.
La sensazione giusta è quella da “gita delle medie”, che al contrario della famigerata festa era sempre un momento di affermazione personale e di gruppo, un gioioso sfuggire alle regole proiettati verso il divertimento, una continua ricerca di cose da far restare nella storia per poterle raccontare da grandi, nei sempre più rari momenti in cui si ricordano quei tempi.
Ieri sera abbiamo fatto gruppo, secondo me, molto più che in altre occasioni. E non faccio il pippone sui blog, la rete e le amicizie virtuali e le occasioni di incontro, perché non è il caso. Oramai se ne sono accorti anche i sassi, che internet è molto più reale di quanto si pensi, basta solo aver la voglia di mettere il piede fuori di casa.
Ma c’è qualcos’altro: Kurai ieri diceva “questi sono 10 anni avanti” e mi sembrava un’esagerazione. Beggi al ritorno rifletteva su Ustream.tv, sulla copertura in diretta di qualsiasi evento, io dicevo che appena si trova il modo per fare stream facilmente dal telefonino ci sarà l’ennesimo scossone nel mondo dei media. Ma soffermandoci un secondo solo sul Mystic Beggi Network, mi sono ricordato di una cosa: l’ha creata lui per gioco, per ridere un po’, per sfida. E già questo basterebbe per essere avanti al 90% delle persone che conosco, sia come competenza sia soprattutto come voglia di fare. Ma a causa di ciò Andrea si è posto un problema (posso far navigare una rete in autostrada?) ha pensato a una soluzione (collego il mio PC e faccio un NAT), agli strumenti per farlo (serve una connessione veloce, magari UMTS, possibilmente facile da installare – grazie a Samuele) e a come farlo (mi manca qualche dettaglio, ma non dovrebbe essere troppo complicato). Abbiamo riso, ok, ma ce l’ha fatta. Quando lavorando si troverà ad affrontare un problema simile (che ne so: “posso far lavorare questi 3 pc dei manager che devono a tutti i costi leggere la posta mentre le rete aziendale è giu?”, piuttosto che “Andrea, devo assolutamente ricevere la presentazione del talk che sto per fare alla convention aziendale ma sono in autostrada, come faccio?”) lui lo avrà già risolto, o almeno sarà molto più vicino alla soluzione rispetto a chi parte da zero.
beh, in realtà bisognerebbe parlare anche del fatto che appena concluso il primo esperimento Beggi ha detto “basta, chiudo il Mac.” il tempo di contare fino a 5 e l’aveva già riaperto pensando all’MBN 2.0, ovvero navigare con una sola connessione da due macchine diverse
L’aperitivo di Cisco è stata l’ennesima occasione per rivedere un po’ di persone, ma anche per conoscerne di nuove. Le remore in questo caso sono sempre sul numero di feed da inserire nell’aggregatore, che sta scoppiando. Oggi faccio un po’ di pulizia e cerco di inserire qualche nuova conoscenza di ieri. Stefano Venturi mi è sembrato una persona in gamba e molto alla mano; gli perdono il fatto che ha esordito con un video vecchissimo, che noi fancazzisti della rete abbiamo visto più di un mese fa, perché gli è servito per introdurre un paio di discorsi su Cisco e lo human networking, cose che mi dicono erano in parte uscite al Cisco Expo 2007 ma che era giusto riprendere per capire che stimoli di discussione avrebbe portato in una occasione con più “menti”. Il posto (3Jolie) carino, il clima umido, il cibo buono.
La notizia della serata, che l’amico Lele viene assunto da Cisco Italia, è andata in rete 5 secondi netti dopo l’annuncio, grazie a twitter, GPRS, wifi e chissà che altro, roba che nemmeno l’ANSA…
Il mondo ci sta cambiando sotto i piedi, talmente velocemente che forse noi stessi fatichiamo ad accorgercene. Era anche il senso del video di Stefano
Cambia perché NOI vogliamo che cambi, ma anche perché aziende come Cisco e chi le guida iniziano a “vedere la luce”. Il solo fatto che un CEO assuma un blogger, fosse anche solo per farsi dire ogni giorno cosa si dice in rete dell’azienda (scusa Lele, non ti sto paragonando a un banale aggregatore di feed ) mi sembra una cosa talmente indietro per noi che in rete ci viviamo e talmente avanti per chi vive in una grossa azienda di dinosauri tecnologici come me che ha dell’incredibile.
Facciamo che smetto di fare elucubrazioni e continuo a vivere in rete, perché mi piace, mi aiuta, mi stimola. E certo, perché mi fa vivere giornate di risate come quelle di ieri, dove friggersi il cervello con una wifi in macchina diventa persino divertente