niente

oggi ho acceso il computer, cosa rara, ma non sono riuscito a fare un post con la foto. Vediamo se ci riesco domani. Intanto sappiate che martedì scorso mi è arrivata una stampante nuova, e che fino ad oggi sono solo riuscito ad APRIRE la scatola…

Hai voluto la bicicletta…? 🙂

Life cycle

Prendete un tempo zero qualsiasi, tanto è indifferente, e inseritelo in un loop di tre ore…
All’istante zero la bimba si sveglia, passando in modo binario dallo stato off (sonno) a quello on (urla disperate).
Usate circa un quarto d’ora per il cambio pannolino e i restanti 45 minuti per la pappa e il rituale rutto libero.
Poi aggiungete un’oretta buona di mal di pancia e riti voodoo per individuare la soluzione giusta a far uscire dal lato giusto la “brutta brutta aria cattiva cattivella” 😀
La restante ora serve per un sonno agitato e disturbato, in cui la perdita del ciuccio comporta il passaggio istantaneo allo stato on e in cui è necessaria la presenza di un automa (assonnato e in pigiama) che automaticamente riporti il suddetto ciuccio nella cavità corretta. Quando il sonno si potrebbe fare profondo siamo tornati all’istante zero del ciclo.

Oppure poi dorme 6 ore di filato, come oggi; peccato che fosse pomeriggio pieno e ci fosse la fila di parenti nell’altra stanza ad aspettarla 😀

Allora, com’è?

seguita a ruota da “di notte si dorme?” 🙂

E allora, è bello. E strano. E’ diverso da prima, ma è naturale.
Si dorme 50 e 50, è un terno al lotto. Le prime due notti abbiamo gridato al miracolo, 5 ore di fila, le altre due abbiamo penato un po’. Non mi capacito di come un neonato di una settimana, che i libri danno per dorminenti 23 ore su 24, possa strillare per 6 ore di seguito. Comunque ho tirato fuori le cuffie da martello pneumatico che uso per suonare, vedete se riuscite a immaginarmi in pigiama, all’una di notte, con le occhiaie e le cuffie da lavoro mentre ninno la bambina 😀

Per il resto stiamo prendendo le misure al pargolo, cercando di capire cosa fa, cosa vuole e cosa vuole comunicare. Dipositivo c’è che dal secondo giorno dorme già da sola nella sua stanza, ovviamente con tutte le porte in mezzo aperte.

Sto andando a Verona per tenere un corso di web analytics, e sento che mi manca già il tran-tran di poppate, pannolini e ruttazzi 🙂

Ah, non date per disperso il vecchio Tambu. Riesco ancora a trovare il tempo per acquisti tecnologici, e ho uuna riga di post da scrivere in proposito. Per ora è così, godetevi la pausa 😛

L’amore totale incondizionato

Il parto è un momento di transizione per la mamma e per i piccoli, ma ovviamente lo è anche per i papà. Arrivo buon ultimo, per il momento, ma mi rendo conto in tempo zero che la Natura ha organizzato tutto per benino.
Non l’ho amata subito, appena l’ho vista, perché ero ancora troppo preoccupato per il cesareo della mamma, ma sono bastate poche semplici azioni per capire esattamente cosa prova un genitore nei confronti del proprio piccolo.
La prima volta che l’ho presa in braccio.
La prima volta che l’ho vista mangiare.
La prima volta che l’ho vista piangere seriamente, coi lacrimoni.

Sono stato fortunato ad avere intorno persone che hanno provato a spiegarmi cosa avrei provato, e se dovessi dire il momento esatto in cui ho capito che era amore totale e incondizionato, aveva ragione Andrea Beggi: “è quando la vedrai mangiare”.
E l’amore di cui parlo è completamente differente da quello che puoi provare per una fidanzata o per tua moglie, in un certo senso lo completa. E’ ovviamente indescrivibile a parole, e non ci proverò nemmeno. Non aspettatevi tonnellate di foto di mia figlia su questo blog, vi metto questa perché mi piace molto e la trovo rappresentativa di quel che cerco di dirvi 🙂

io e caterina