Xtreamer Ultra

Xtreamer Ultra

Il mio precedente mediaplayer, il Dvico Tvix 6500A, è un gran pezzo d’hardware: ben costruito, buon software, legge tutto senza fiatare, pochi fronzoli… tanto è vero che ad un amico che doveva comprarne uno ho consigliato di restare su Tvix per la sua scelta, e nè io nè lui ce ne pentiamo. Approfittando però del fatto che mio padre voleva un mediaplayer e che io volevo dotare anche il salotto di un PC gli ho girato il Dvico e mi sono dotato dell’ormai penultimo gioiello di casa Xtreamer: l’Ultra HTPC.

Mi hanno convinto un po’ di cose insieme: il prezzo accessibile, l’incredibile dotazione accompagnatoria e il fatto che venisse già con il suo sistema operativo. Ma andiamo con ordine.
Per la modica cifra di 284 euro, comprese le spese di spedizione fisse in tutto il mondo (ma viene da Honk Kong, quindi dogana!!), vi portate a casa un mostro di tutto rispetto: dual core a 1.8 Ghz con 4 Gb di memoria DDR3, NVIDIA ION per la parte grafica con 512 Mb dedicati, CUDA, PureVideo e tutto il resto fornito da Nvidia, uno chassis piuttosto elegante (21x14x5 centimetri), la garanzia della tecnologia HDMI 1.4a, una porta eSATA, 6 porte USB 2.0 di cui 2 anteriori. Insieme a PC, base e alimentatore (la cui presenza è scontata) vi verranno anche dati il cavo HDMI 1.4 (non tanto scontata, provate a comprare un lettore bluray panasonic 😀 ), il telecomando MCE compatibile, un’antenna wifi N, una tastiera wireless e una penna USB da 8 Gb.

La tastiera è bellissima, compatta, col pulsante di retroilluminazione, ha anche il mini trackpad per emulare il mouse e il puntatore laser: l’unico difetto è che ha il layout americano 😀 nella penna USB ci sono tutti i driver se decidete di installare windows (anche la 64bit) e il sistema operativo Ultra, che altro non è che una Ubuntu 10.10 opportunamente vestita, cioè con l’interfaccia di MACOSX, e con tutti i driver al posto giusto. In realtà non proprio tutti, perché per far funzionare il telecomando all’interno del sistema operativo ho dovuto chiamare un guru di Linux che ha smadonnato 3 ore buone, ma siccome sul forum nessuno si lamenta direi che è un problema che ho dovuto affrontare solo io. L’Xtreamer Ultra viene venduto senza disco fisso, basta mettere la chiavetta e accenderlo. Ma siccome io sono uno preciso, ho comprato un HD da 1Tb (servono quelli da notebook, da 2,5 pollici) e ci ho passato il sistema operativo con una procedura non proprio all’altezza di tutti (ma è stato divertente usare la riga di comando su un 46 pollici 😀 ). Particolarmente azzeccata la parte di “montaggio HD”: si apre la scocca superiore, senza attrezzi è a incastro, si avvita l’HD alla piastra (solo due viti, impossibile sbagliare) e si rimette la scocca a posto, premendo finché non fa “clack”; hard disk montato. Ci ho montato un hard disk per tre motivi: il primo è che così il sistema operativo è più veloce, il secondo è che non mi va di dover fare play da altri device (il mio pc, il NAS al terzo piano), il terzo è che essendo un PC posso lasciarlo acceso a scaricare direttamente sul disco dove poi andrò a leggere, evitando rigiri, share, ftp, reti interne o passaggi tramite hard disk portatili.

All’accensione la prima cosa che si nota è che è silenziosissimo, se non fosse per la luce di stand-by che passa da rossa a verde quasi non si capirebbe che s’è destato. In compenso scalda all’interno come una fornace: se lasciate dentro una chiavetta non toccate la parte di metallo quando la estraete 🙂
Al boot il sistema parte con un GRUB grafico, che ci permette di scegliere se far partire XBMC, BOXEE, UltraOS, freenas o windows. Le ultime due opzioni sono presenti ma i sistemi vanno installati da sè, mentre le prime tre sono disponibili. In realtà facendo partire XBMC o Boxee viene lanciato lo stesso UltraOS (nome in codice Everest 1.0), ma senza fronzoli grafici di troppo e con autostart sull’opzione scelta; i due sistemi multimediali non vivono infatti di vita loro ma sono programmi installati dentro Ultra (Ubuntu). Vi confesso che Boxee non l’ho guardato troppo, e ho deciso che userò XBMC così, “a pelle”. Questione di simpatia, che esiste anche nel software 🙂

Su UltraOS non ho molto da dire, come detto è un Ubuntu già preparato dai tecnici Xtreamer e vestito per non sfigurare in un Pc da salotto; ha una dotazione di serie con un dock come il mac, le finestre come il mac, gli effetti di compiz e i pacchetti di Ubuntu; un sistema ibrido che fa esattamente quel che deve, e anche qualcosa di più, su cui si può installare qualsiasi cosa giri sul noto sistema operativo open source.

In definitiva sono contento del mio acquisto: tendenzialmente lo userò esattamente come prima (ma non devo nemmeno più dipendere dagli aggiornamenti dei firmware di nessuno: se esce un nuovo codec lo installo e via), ma all’occorrenza posso attaccare una tastiera e un mouse ed avere un PC molto potente a disposizione, per navigare o fare altre cose 🙂