meno parcheggi per tutti

La TIA è la tassa comunale genovese sulla spazzatura, arrivata puntuale come i servizi sul caldo al TG nel mese di luglio.
Casa nostra ha anche un posto auto coperto, sul quale va pagata la tassa. Non si capisce bene perché, dato che un posto auto non produce spazzatura. Se fosse considerato un’estensione della casa potrei forse capirlo, invece la casa paga 2,472 euro al metro quadro, il posto auto 3,190!!

L’AMIU comunque è sempre stata un’azienda un po’ senza senso: ti fa pagare se viene a prendersi oggetti ingombranti (8,20 euro al pezzo, di più se devono portarlo in due) quando so per certo che in altri Comuni il servizio è gratuito. Cosa ci paghi con quei 10 euro? i dipendenti sono già dipendenti, i mezzi li hai, pago la TIA… quindi la gente preferisce scaricare tutto nei boschi.
Se conferisci cose all’isola ecologica ti danno dei punti e poi ti fanno lo sconto sulla TIA l’anno dopo, MA SOLO FINO A 10 EURO! ma perché? vi farebbe schifo avere persone che portano continuamente rifiuti ingombranti alla discarica (eventualmente anche ripulendo i suddetti boschi) fino ad azzerarsi – ma se fosse per me anche andare a credito – la tassa? è così difficile? Tanto per fare sempre i soliti esempi, in Svezia i senza tetto raccolgono le bottiglie di plastica che trovano e le portano nei supermarket, dove ci sono macchinette che erogano un tot di monete ogni non so quante bottiglie. E tutti ci guadagnano qualcosa…

Conversazioni

conversazioni con un duennemmezzo (stavolta maschio):

T: “si ma prima di andare giù a mangiare mettiamo a posto questo caos di giocattoli, eh!”
L: “e pelché?”
T: “come perché? perché è in disordine, BISOGNA mettere a posto!”
L: “no. non ne ho voglia”
T: “grrr… VEDRAI quando veniamo a casa tua!!!” 😀

L: “mi plendi la lavagna? ci voglio giocale”
T: “ma veramente…”
L: “ah è senza penna. L’avete pelsa”
T: “si, l’abbiamo persa”
L: “e pelché?”
T: “come perché? uno mica SCEGLIE di perdere le cose, si perdono e basta!”
L: “e dov’è?”
T: “ACCIDENTI! se lo sapessi andrei a prenderla, non sarebbe persa!!” 😀

piaceri geek

come si può migliorare ulteriormente una serata con pizza in giardino, venticello, birre ricercate e amici? ma con un po’ di sano nerdismo: quindi con cellulare che prende una webradio via Wi-Fi e la fa suonare via Bluetooth in una cassa a 5 metri 🙂

come avere il triplo monitor senza fatica

UPDATE: ho cambiato computer e lo vendo. Se ti interessa, mandami una mail all’indirizzo che trovi qui a sinistra

Da quando uso il computer intensamente per lavoro, nello specifico produzione di siti web e attività correlate, ho sempre pensato che due monitor favorissero la produttività. Per chi è abituato a controllare cosa fa mentre lo fa la possibilità di scrivere codice su un monitor e vedere il risultato sull’altro, senza dover continuamente passare da una finestra all’altra, è manna dal cielo. E così sono passato dal prendere un monitor analogico buttato in un corridoio al dire “no, li ho sempre avuti due monitor, che problema c’è?” e quindi a pretendere due LCD da 19 quando li hanno cambiati a tutti e arrivando all’ultima fase in cui avevo un dual 22″, con taaaanto spazio a disposizione. I fatti sono due: il primo è che sono sicuro di essere stato più produttivo rispetto al monitor singolo, e nella mia testa il tarlo del terzo monitor era già presente, il secondo fatto è che una serie fortunata di circostanze mi ha permesso di farlo davvero. Complici i 6 mesi di congedo che ho preso, una scrivania larga in studio che mia moglie mi ha gentilmente liberato e il fatto che avrei sfruttato molto di più il computer di casa, ho provveduto a cercare la soluzione per avere tre schermi collegati al PC. D’altronde, come dice il detto “non c’è dual monitor senza triple monitor” 🙂

Se già avete una scheda grafica dual head il primo pensiero che vi verrà in testa sarà quello di comprare un’altra scheda, con una o con due uscite anch’essa; operazione senz’altro fattibile, ma dispendiosa a seconda della scheda scelta. Poi probabilmente dovrete smanacciare un po’ coi driver, oppure no se siete fortunati. Jeff Atwood vi direbbe “prendete un’altra scheda identica a quella che avete, così il driver c’è già”, ma bisogna vedere

a) se la trovate, specie se ha qualche anno
b) se avete uno slot libero (nel mio caso no)

Insomma, avere tre monitor si può fare, avere tre monitor senza fatica inizia a farsi un’impresa… faticosa 🙂
Però l’eccezione esiste sempre, ed è rappresentata dai convertitori USB-qualcosa. Al giorno d’oggi infatti che cosa non può essere attaccato ad una banale presa USB? all’inizio ero un po’ scettico, soprattutto per via della risoluzione massima consentita, ma dopo qualche ricerca mi sono convinto almeno a provare. Il mio computer è un HP, e fedele alla linea “stessa marca = più compatibilità” la mia scelta è ricaduta sull’ HP NL571AA – Adattatore grafico USB

adattatore usb-dvi

Lo scatolozzo non è poi così grosso, e può essere facilmente nascosto anche per via della lunghezza del cavo usb. L’installazione è semplice: si inserisce il cd e si installano i driver, si riavvia per sicurezza e poi si attacca il terzo monitor alla scatola e la scatola a una presa usb libera. fatto!
Non l’ho testato a fondo con 3 monitor da 22, ma garantisco che funzionava, mentre a casa dovendo utilizzare il materiale che già possedevo ho optato per questa configurazione:

un monitor samsung da 24 pollici al centro e due samsung da 19 ai lati. All’adattatore usb2dvi c’è attaccato il monitor si sinistra, uno da 19, in modo che lo “sforzo maggiore” in termini di grafica lo faccia la scheda video, che deve gestire il 22 e un 19. La differenza praticamente non si nota, la resa dei colori è nelle aspettative, ho provato a guardarci un video a 720p in finestra e schermo intero e non dà noie. L’unica cosa che ho notato, ma solo guardando il video, è che ci sono lievi interferenze circoscritte alla zona dei pulsanti per ridurre, ingrandire e chiudere la finestra, ma solo se ci si passa il mouse sopra. Per il resto, è come avere un monitor attaccato alla scheda video, solo che invece è attaccato a un convertitore dvi-usb! 🙂

Come alcuni di voi sapranno, usando due schermi uguali la risoluzione del nostro monitor vista “dall’esterno” appare come la somma orizzontale delle due risoluzioni, mentre la componente verticale non cambia: quindi due monitor da 1280×1024 vengono visti come un solo monitor da 2560×1024. Ve ne potete accorgere ad esempio guardando il report Visitatori -> Tecnologia -> Browser e sistemi operativi di Google Analytics, dove troverete le configurazioni più strane. Vi posso dire che nel mio caso la cosa non è vera, principalmente (penso) perché i monitor non hanno uguale risoluzione: il centrale ha 1920×1200, i laterali 1280×1024. Vengo visto con la risoluzione del singolo monitor, a seconda del monitor su cui tengo il browser; niente somme.

Un’altra cosa che vi troverete ad affrontare con la configurazione a triplo monitor è “dove minimizzare tutte le finestre?” se è vero – ed è vero – che con due o tre schermi si tende ad aprire più finestre di prima, è anche vero che c’è bisogno di un posto dove esse possano risiedere senza stare strette 😛 Vi consiglio Ultramon, un software che mi porto dietro da anni e che fa il suo egregio lavoro: controllo di fino sulle impostazioni, e la possibilità di estendere la taskbar di Windows su tutti gli schermi: così quando minimizzate una finestra essa finirà nella taskbar del monitor dove si trovava. Inoltre aggiunge un pulsante utile in alto a destra sulle finestre: un pulsante che ci consente di inviare la finestra a un altro monitor: finché sono due è facile, lo manda all’altro schermo, ma con 3 compare uno schema della configurazione (con gli schermi proporzionati alle risoluzioni usate) e possiamo mandare la finestra sul monitor che vogliamo, senza bisogno di trascinarla: con un desktop così grande infatti bisogna fare i chilometri col mouse per andare da un estremo all’altro 😀

In sostanza so di essere esagerato per la maggior parte di voi, e non di esorto nemmeno a fare la spesa se non è necessario: ma se lavorate tanto con il computer, siete liberi professionisti e avete lo spazio sulla scrivania, lavorare con tre monitor può fare la differenza in termini di produttività, e non c’è bisogno di impazzire con un’altra scheda video: un convertitore grafico USB-DVI costa relativamente poco e garantisce il risultato: triplo monitor senza fatica! 🙂

Xtreamer Ultra

Xtreamer Ultra

Il mio precedente mediaplayer, il Dvico Tvix 6500A, è un gran pezzo d’hardware: ben costruito, buon software, legge tutto senza fiatare, pochi fronzoli… tanto è vero che ad un amico che doveva comprarne uno ho consigliato di restare su Tvix per la sua scelta, e nè io nè lui ce ne pentiamo. Approfittando però del fatto che mio padre voleva un mediaplayer e che io volevo dotare anche il salotto di un PC gli ho girato il Dvico e mi sono dotato dell’ormai penultimo gioiello di casa Xtreamer: l’Ultra HTPC.

Mi hanno convinto un po’ di cose insieme: il prezzo accessibile, l’incredibile dotazione accompagnatoria e il fatto che venisse già con il suo sistema operativo. Ma andiamo con ordine.
Per la modica cifra di 284 euro, comprese le spese di spedizione fisse in tutto il mondo (ma viene da Honk Kong, quindi dogana!!), vi portate a casa un mostro di tutto rispetto: dual core a 1.8 Ghz con 4 Gb di memoria DDR3, NVIDIA ION per la parte grafica con 512 Mb dedicati, CUDA, PureVideo e tutto il resto fornito da Nvidia, uno chassis piuttosto elegante (21x14x5 centimetri), la garanzia della tecnologia HDMI 1.4a, una porta eSATA, 6 porte USB 2.0 di cui 2 anteriori. Insieme a PC, base e alimentatore (la cui presenza è scontata) vi verranno anche dati il cavo HDMI 1.4 (non tanto scontata, provate a comprare un lettore bluray panasonic 😀 ), il telecomando MCE compatibile, un’antenna wifi N, una tastiera wireless e una penna USB da 8 Gb.

La tastiera è bellissima, compatta, col pulsante di retroilluminazione, ha anche il mini trackpad per emulare il mouse e il puntatore laser: l’unico difetto è che ha il layout americano 😀 nella penna USB ci sono tutti i driver se decidete di installare windows (anche la 64bit) e il sistema operativo Ultra, che altro non è che una Ubuntu 10.10 opportunamente vestita, cioè con l’interfaccia di MACOSX, e con tutti i driver al posto giusto. In realtà non proprio tutti, perché per far funzionare il telecomando all’interno del sistema operativo ho dovuto chiamare un guru di Linux che ha smadonnato 3 ore buone, ma siccome sul forum nessuno si lamenta direi che è un problema che ho dovuto affrontare solo io. L’Xtreamer Ultra viene venduto senza disco fisso, basta mettere la chiavetta e accenderlo. Ma siccome io sono uno preciso, ho comprato un HD da 1Tb (servono quelli da notebook, da 2,5 pollici) e ci ho passato il sistema operativo con una procedura non proprio all’altezza di tutti (ma è stato divertente usare la riga di comando su un 46 pollici 😀 ). Particolarmente azzeccata la parte di “montaggio HD”: si apre la scocca superiore, senza attrezzi è a incastro, si avvita l’HD alla piastra (solo due viti, impossibile sbagliare) e si rimette la scocca a posto, premendo finché non fa “clack”; hard disk montato. Ci ho montato un hard disk per tre motivi: il primo è che così il sistema operativo è più veloce, il secondo è che non mi va di dover fare play da altri device (il mio pc, il NAS al terzo piano), il terzo è che essendo un PC posso lasciarlo acceso a scaricare direttamente sul disco dove poi andrò a leggere, evitando rigiri, share, ftp, reti interne o passaggi tramite hard disk portatili.

All’accensione la prima cosa che si nota è che è silenziosissimo, se non fosse per la luce di stand-by che passa da rossa a verde quasi non si capirebbe che s’è destato. In compenso scalda all’interno come una fornace: se lasciate dentro una chiavetta non toccate la parte di metallo quando la estraete 🙂
Al boot il sistema parte con un GRUB grafico, che ci permette di scegliere se far partire XBMC, BOXEE, UltraOS, freenas o windows. Le ultime due opzioni sono presenti ma i sistemi vanno installati da sè, mentre le prime tre sono disponibili. In realtà facendo partire XBMC o Boxee viene lanciato lo stesso UltraOS (nome in codice Everest 1.0), ma senza fronzoli grafici di troppo e con autostart sull’opzione scelta; i due sistemi multimediali non vivono infatti di vita loro ma sono programmi installati dentro Ultra (Ubuntu). Vi confesso che Boxee non l’ho guardato troppo, e ho deciso che userò XBMC così, “a pelle”. Questione di simpatia, che esiste anche nel software 🙂

Su UltraOS non ho molto da dire, come detto è un Ubuntu già preparato dai tecnici Xtreamer e vestito per non sfigurare in un Pc da salotto; ha una dotazione di serie con un dock come il mac, le finestre come il mac, gli effetti di compiz e i pacchetti di Ubuntu; un sistema ibrido che fa esattamente quel che deve, e anche qualcosa di più, su cui si può installare qualsiasi cosa giri sul noto sistema operativo open source.

In definitiva sono contento del mio acquisto: tendenzialmente lo userò esattamente come prima (ma non devo nemmeno più dipendere dagli aggiornamenti dei firmware di nessuno: se esce un nuovo codec lo installo e via), ma all’occorrenza posso attaccare una tastiera e un mouse ed avere un PC molto potente a disposizione, per navigare o fare altre cose 🙂