Ebbene si, il problema è che il metodo usato è quello di “far finta di non vedere” che c’è qualcuno che ha bisogno di sedersi. A questo punto far finta di non vedere il suggerimento sul vetro è molto più semplice.
Non devi scandalizzarti per niente. Quel cartello è molto utile, necessario. Come segno di reazione da parte dell’azienda, è addirittura una testimonianza di civiltà. Si oppone al pregiudizio molto diffuso, che chi si siede per primo ha diritto al posto.
I tempi cambiano e a mio malgrado anche le abitudini, un tempo era normale cedere il posto agli anziani, persone in diffcoltà, donne incinte, ecc.
Oggi non è più così, si ignora il prossimo per non pagare dazio, si fa finta di essere civili pur essendo molto distanti dall’esserlo…
Io se qualcuno mi chiede il posto gli indico quelli riservati, nei quali non mi siedo mai. Col cavolo che mi alzo: ormai vecchi, donne incinte ecc non sono più soggetti in difficoltà, sull’autobus spingono e sgomitano come dannati.
hai ragione: i nuovi soggetti in difficoltà sono i ragazzini come te. Totalmente incapaci di qualsiasi forma di riconoscimento, di aiuto, di buona volontà e di civiltà. Quelli che “il mondo gira intorno a me” e “nessuno ha ragione quanto me”. Quelli che a scuola vanno male ma hanno i genitori che accusano i professori, quelli che prendono la multa ma è il controllore che è stato troppo fiscale (“però gli ho detto stronzo e lui è stato muto”, sentita per davvero sul bus), quelli che finché non prendono un ceffone proprio non capiscono.
Dal tono della tua risposta è chiaro che non hai capito. gli adesivi sul bus sono la risposta demagogica di amt ad un inchiesta del secolo di qualche settimana fa. Il fatto qui è che non c’è bisogno di parlare di civiltà, buona volontà ecc. quando c’è già la disponibilità di posti *riservati* per chi ha difficoltà (non ti ci dovresti nemmeno sedere per evitare l’imbarazzo o il fastidio a chi ne ha diritto di chiederti il posto). Invece, pragmaticamente, nella vita di tutti i giorni scopri che, come ho scritto, gli anziani sono i primi a sgomitarti addosso, le donne incinte si fanno largo a panciate, quelle col passeggino lo usano come apripista nelle caviglie degli altri invece che chiuderlo e prendersi il figlio in braccio per la sicurezza… insomma, diventa difficile vedere questi comportamenti e correlarli con la definizione di “soggetti in difficoltà” e tutta la questione a me pare, lo ripeto, solo vuota demagogia. un gioco senza sostanze al quale mi rifuto di partecipare.
ecco la conferma che “nessuno ha ragione quanto me”. Immagino che TUTTE le donne incinte si comportino come dici e TUTTI gli anziani anche, e che quindi NESSUNO sia meritevole di avere un posto a sedere anche se non è uno di quelli riservati. Per tua informazione, peraltro, i posti sono riservati agli invalidi, quindi seguendo il tuo ragionamento non si dovrebbe mai lasciare il posto ad anziani e donne incinte. Torna nel mondo reale, se ce la fai…
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4 March 2010 at 10:51
Karminio
Ebbene si, il problema è che il metodo usato è quello di “far finta di non vedere” che c’è qualcuno che ha bisogno di sedersi. A questo punto far finta di non vedere il suggerimento sul vetro è molto più semplice.
4 March 2010 at 10:52
Botty
Per come la vede un vecchio trombone apocalittico e mugugnone come me, siamo messi anche peggio…
4 March 2010 at 11:42
palmasco
Non devi scandalizzarti per niente. Quel cartello è molto utile, necessario. Come segno di reazione da parte dell’azienda, è addirittura una testimonianza di civiltà. Si oppone al pregiudizio molto diffuso, che chi si siede per primo ha diritto al posto.
4 March 2010 at 12:02
Botty
“Si oppone al pregiudizio molto diffuso, che chi si siede per primo ha diritto al posto.”
E` proprio questo il punto per cui uno si scandalizza… Davvero c’e` bisogno di un cartello?!?!
4 March 2010 at 12:40
Tambu
civile è colui che fa sedere chi ha bisogno senza sollecitazioni. Civiltà è un insieme di persone civili.
4 March 2010 at 13:05
Nine
I tempi cambiano e a mio malgrado anche le abitudini, un tempo era normale cedere il posto agli anziani, persone in diffcoltà, donne incinte, ecc.
Oggi non è più così, si ignora il prossimo per non pagare dazio, si fa finta di essere civili pur essendo molto distanti dall’esserlo…
4 March 2010 at 13:23
Zawa
Roba da matti…..O_O
4 March 2010 at 21:47
Alessandro
però è carino l’altro slogan, quello rivolto ai ragazzi: “lasciare il posto è troppo fiero!”
6 March 2010 at 04:33
Mario
Io se qualcuno mi chiede il posto gli indico quelli riservati, nei quali non mi siedo mai. Col cavolo che mi alzo: ormai vecchi, donne incinte ecc non sono più soggetti in difficoltà, sull’autobus spingono e sgomitano come dannati.
6 March 2010 at 14:12
Tambu
hai ragione: i nuovi soggetti in difficoltà sono i ragazzini come te. Totalmente incapaci di qualsiasi forma di riconoscimento, di aiuto, di buona volontà e di civiltà. Quelli che “il mondo gira intorno a me” e “nessuno ha ragione quanto me”. Quelli che a scuola vanno male ma hanno i genitori che accusano i professori, quelli che prendono la multa ma è il controllore che è stato troppo fiscale (“però gli ho detto stronzo e lui è stato muto”, sentita per davvero sul bus), quelli che finché non prendono un ceffone proprio non capiscono.
La rovina dell’Italia, insomma…
6 March 2010 at 23:39
Mario
Dal tono della tua risposta è chiaro che non hai capito. gli adesivi sul bus sono la risposta demagogica di amt ad un inchiesta del secolo di qualche settimana fa. Il fatto qui è che non c’è bisogno di parlare di civiltà, buona volontà ecc. quando c’è già la disponibilità di posti *riservati* per chi ha difficoltà (non ti ci dovresti nemmeno sedere per evitare l’imbarazzo o il fastidio a chi ne ha diritto di chiederti il posto). Invece, pragmaticamente, nella vita di tutti i giorni scopri che, come ho scritto, gli anziani sono i primi a sgomitarti addosso, le donne incinte si fanno largo a panciate, quelle col passeggino lo usano come apripista nelle caviglie degli altri invece che chiuderlo e prendersi il figlio in braccio per la sicurezza… insomma, diventa difficile vedere questi comportamenti e correlarli con la definizione di “soggetti in difficoltà” e tutta la questione a me pare, lo ripeto, solo vuota demagogia. un gioco senza sostanze al quale mi rifuto di partecipare.
7 March 2010 at 16:39
Tambu
ecco la conferma che “nessuno ha ragione quanto me”. Immagino che TUTTE le donne incinte si comportino come dici e TUTTI gli anziani anche, e che quindi NESSUNO sia meritevole di avere un posto a sedere anche se non è uno di quelli riservati. Per tua informazione, peraltro, i posti sono riservati agli invalidi, quindi seguendo il tuo ragionamento non si dovrebbe mai lasciare il posto ad anziani e donne incinte. Torna nel mondo reale, se ce la fai…
7 March 2010 at 17:25
Mario
ci rinuncio. hai vinto tu.