Ronfetto mollo

In effetti una delle cose di cui vado più fiero ultimamente è quando riusciamo a traslare la Caterina dal seggiolino della macchina al lettino senza svegliarla 🙂

Un po’ perché lei è mollissima e ti si spalma addosso, un po’ perché ti respira vicino e la senti russare, e soprattutto perché so che le sto facendo un piacere a non interrompere il suo sonno. So che le piace dormire e fare tutta una tirata, lo so benissimo: d’altronde è figlia mia, avremo ben qualcosa in comune 🙂

Predicare bene…

Android
Alla fine ho letto talmente tanto le guide che mi sono convinto che dai, non poteva essere così tragica come pensavo.

Quindi prima ho flashato la recovery, poi ho backuppato tutto quel che non era ancora nella cloud, e oggi ho flashato Android 1.6 sul mio Magic, che devo dire funziona alla perfezione ed è più veloce di prima.
(se non ci hai capito nulla, te lo riassumo: ho sbragato il telefonino 🙂 )

L’ho fatto anche perché mi sentivo in debito con le persone che si sono fidate del mio giudizio, e che adesso posso aiutare ad uscire dal giogo dei non aggiornamenti TIM 😉

30 seconds to mars – this is war

Ok, ci ho girato intorno sin troppo, è ora del post. Giuro che ci ho provato – almeno tre volte – ma non c’è stato verso: this is war, il nuovo album dei mitici 30 seconds to mars, non è assolutamente all’altezza dei precedenti.

Ricordate il mio presentimento, no? Ecco, fate conto che Kings and queens è la canzone migliore dell’album, ed avete già tutto il quadro completo. Poi io capisco il desiderio di coinvolgere i fan, i concorsi, il canale twitter, friendfeed, i contest per vincere la possibilità di fare i cori. Posso capire tutto, purché si resti nei limiti della normale produzione artistica, del “tiriamo dentro i fans ma solo perché sono funzionali al progetto (a un progetto, almeno)”.
No, qua invece si deve strafare, e ci sono dannati cori in TUTTE le canzoni! brivido terrore e raccapriccio!

E poi… vogliamo parlare della orrenda copertina?
copertina di this is war

…e non più di mille

per la prima volta ho visto il badge di Feedburner, qua a fianco (beh, “qua a fianco” è un concetto che non capirai, se stai leggendo la nota importata su Facebook), superare la soglia dei mille.

Qualsiasi cosa voglia dire, ci tenevo a dirvi grazie! 🙂

Pausa anche lui

Eriadan smette di bloggare ogni giorno. Lo abbiamo accompagnato quasi in ogni momento della sua vita, università, lavoro, matrimonio, paternità, e ci ha abituato bene con la sua strip quotidiana. Nel tempo la sua tecnica è cresciuta, e in effetti ogni tanto mi dicevo “diamine, ne ha di fantasia per produrre una striscia al giorno…”, ma mi sono sempre risposto che probabilmente parte del “mestiere” è anche avere sufficiente fantasia per produrre a nastro nuove storie.

Sono d’accordo con la sua scelta, meglio poche “ma buone” (non che le ultime siano cattive, ma se lui stesso non le sentiva sue, se lo faceva solo per timbrare il cartellino…).

Vai, Paolo!

Precisino del cazzo

Mi chiamano così, da parecchio tempo ormai, alcuni amici (e molti nemici 😀 ). E’ vero, sono maniacale, martellatore, ossessivo-compulsivo, metodico, a volte sfiancante.
Però sono sicuro che almeno ad alcune persone questa cosa torni utile: ad esempio questa settimana in ufficio, dove insieme ad un collega ci siamo messi a fare debug e ottimizzazione di un progettone che deve andare in linea a breve. Debug e ottimizzazione, correzione e compressione e poi daccapo. E i risultati – se si hanno occhi per vederli – sono notevoli.

Ecco, il vero problema è questo: a nessuno serve un precisino del cazzo che fa un lavoro che poi nessuno nota. Io però mi sono divertito un mondo 🙂

Quella volta che è morto

E comunque, visto che siamo in tema di Zeitgeist, la frase:

Quasi convinto di tirare le cuoia (sono rincoglionito dall’anestesia, evidentemente il mio senso della realtà è andato a farsi un giro), invece di rivedere la mia vita come un film, mi addormento con in testa le parole: “anestesista coglione”. Sto affidando la mia vita a macchine operate da uno che non è in grado di usare WinZip: non sono ottimista.

del post di Beggi “quella volta che sono morto” è la miglior cosa che mi sia capitata di leggere nei blog durante il 2009. Certo, la citazione di Elio aiuta, ma fa nulla 🙂

Personal Zeitgeist 2009

(puntate precedenti: 200620072008)

le dieci keyword principali:
come costruire una pistola
costruire una pistola
come costruire
tambu
trasloco fastweb
come costruire una bomba
mi sono rotto il cazzo
come si costruisce una pistola
photocity
costruire pistola

oramai son sempre le stesse. Ogni anno prometto di deottimizzare i post incriminati, ma verso fine estate ho notato che invece potevo ambire ad un altro risultato: appiattire gli accessi, che infatti oramai risentono poco dell’andamento della settimana – ovviamente si sono appiattiti verso il basso – e hanno una linea piuttosto costante. E’ pur sempre un risultato, no? 🙂

i cinque post più letti:
gli stessi dell’anno scorso. togliete “io mi sono rotto” e sostituitelo con “Tool 10,000 days ghost track

sorgenti di traffico:

google / organic
(direct) / (none)
rss / rss
images.google.it / referral
stellinorama.it / referral
yahoo / organic
virgilio / organic
google.it / referral
search / organic
bing / organic

ottima prestazione dei feed rss, che prima non tracciavo, google la fa sempre più da padrone. Insieme al generale calo della blogosfera, fagocitata dai social network, calano anche le fonti di ingresso al mio blog da parte di blog altrui. A causa del mio scarso utilizzo a fini promozionali dei social network, però, nessuno di essi si piazza nelle prime dieci posizioni dai portatori di traffico (cioè, mi arriva più gente da bing che facebook/twitter, per dire…)

curiosità varie:
Chrome ha il suo bel 4,81% di share, più di Safari, 54 visite da Android (le mie sono filtrate, ovviamente) contro 50 da Ipod (ma 222 da Iphone) e 13 da Wii (dalla Wii credo di essere conteggiato, non mi sono mai loggato nel pannello di admin). Ancora in calo il numero di paesi – solo 106 – mentre è praticamente invariata la percentuale di visite extra-Italia.

Mi fa moltissimo piacere che la parola più cercata sul motore interno, quasi dieci volte tanto la seconda, sia “spadino“. Io non sono nemmeno più un motociclista, ma non è detto che prima o poi non riesca a farci lo stesso un salto, come passeggero o addirittura in auto. Spadino è Spadino!

Luci a Led in autostrada

Transitando per le autostrade liguri avete notato le nuove illuminazioni a LED in alcune gallerie? fanno un effetto stranissimo, perché a quanto ho capito il fascio non è puntato verso terra, ma viene prima riflesso su un diffusore. Entrando in galleria quindi si vede solo il primo lampione acceso, mentre gli altri sembrano spenti (anche se il fondo stradale è tutto illuminato), poi man mano che si avanza si scopre anche il secondo lampione, poi il terzo e così via.
Sulle prime ho avuto l’impressione che si accendessero in base a fotocellule o laser all’arrivo di un veicolo, poi mi sono ricordato che si stava parlando di Autostrade per l’Italia 🙂