Questione di feeling

Ho promesso al Beggi un post sul come sono andate le cose ieri coi mutui, ma niente nomi. Anzi ne farò solo uno.

Il fatto è che ieri abbiamo venduto casa nostra, e il box, estinguendo due mutui e intascando la differenza, per poi poter pagare a nostra volta la nuova abitazione. Primo problema: l’importo da estinguere per il mio mutuo è superiore al prezzo di realizzo (mi ero fatto “mutuare” anche l’IVA e le spese del notaio). Prima di arrivare al momento fatidico senza sapere cosa fare, chiedo all’assistente del notaio come mi devo comportare. Lei mi prospetta di presentarmi col contante.
“scusi, no. Sono anni che ci rompete le palle con la tracciabilità, le carte, il denaro elettronico e ora vuole il contante?”. Poi si informa meglio e la cosa rientra.

Secondo problema: la banca dove avevo il mutuo è nota per essere una “che fa storie”. Ammesso che per “fare storie” si intenda che mi hanno consegnato un foglio dove c’era scritto chiaramente (al punto che l’ho capito anche io) cosa andava fatto: e cioè un bonifico intestato a… dell’importo di… all’IBAN… con descrizione… e con valuta il giorno… e il conteggio della somma da aumentare per ogni giorno di ritardo entro i dieci successivi (che mi dicono chiamarsi dietimi). “no, noi facciamo assegni circolari, poi voi li portate alla banca”. “vogliono un bonifico”. “eh ma non so”. Tra banche non si usa fare i bonifici? vuole invece mica darmi una valigetta con banconote di piccolo taglio e una manetta?

Terzo problema: fatta così l’operazione comporta problemi di valuta al mio compratore. Il notaio chiede di valutare l’entità dell’esborso, e la signorina risponde che “non lo sa”. “l’ordine di grandezza, all’incirca. 5 euro? 50 euro? 500 euro?” “non lo so, ce lo dice il sistema domani”. Ora non è per fare lo splendido, ma ho studiato ragioneria e mi ricordo che il massimo della vita uscendo da lì era il posto in banca. Forse la signorina ha fatto informatica e ci siamo incrociati le vite, ma quel calcolo lo so fare pure io, oltre che il notaio.

Quarto problema: interviene il direttore della filiale, che ciancia di “condizioni contrattuali”. Anzi la frase quasi esatta, ripetuta più volte è “sa, la legge ha abolito la commissione di massimo scoperto, quel balzello, ma le banche l’hanno sostituita con altre spese, non hanno rinunciato”. Perché parlasse in terza persona lo devo scoprire ancora adesso, lui è la banca ma scarica la responsabilità.

Che poi il nome sul nostro assegno fosse pure sbagliato, quello è evidentemente un dettaglio, una dimenticanza da niente, cose che capitano no? 🙂

L’unico nome che faccio, quindi, è quello di Banca Generali, la mia banca di cui sono soddisfatto: certo non sono dei samaritani, però fanno quel che devono, sono competenti, ho una persona che posso chiamare per qualsiasi evenienza, vado allo sportello il minimo necessario ma loro hanno sempre una soluzione.