Il mio pessimo inglese parlato

Ieri sera un ragazzo inglese, in un parcheggio di Arenzano, mi ha chiesto “Via Aurelia. Camping”.
Io non so dove sia un camping ad Arenzano sulla via Aurelia, semmai lo trovo col telefonino, ma so dove sia la via Aurelia (era a 20 metri da dove ci trovavamo). Oltre che indicare col dito e dire “that’s Via Aurelia” – cosa che ho fatto – volevo essere gentile e dargli indicazioni più precise per arrivare a questo campeggio, o almeno fargli capire che avrebbe quantomeno dovuto superare tutto il centro abitato.

Niente. Buio totale. Devo prendere atto che così, di punto in bianco e senza un’adeguata preparazione mentale, non sono capace di spiccicare due semplici frasi in inglese. Sembro un idiota e faccio apparire sorrisi di compassione sul povero straniero.

Il mio rapporto con l’inglese è monodirezionale. Lo capisco quasi alla perfezione, lo traduco in italiano molto bene, ma nel senso inverso ho qualche problema a scriverlo, mente sono completamente inetto a parlarlo.
Altro che “andare a vivere in scandinavia” 🙁