She’s going to turn eight

galletta del marinaio

La cosa più incredibile dell’avere una bimba piccola in casa è che cresce. Esatto, cresce. Prima è un frugolo rattrappito, con i suoi problemi e le sue gioie, poi piano piano si trasforma in un frugoletto rosa, con altri problemi ma anche altre gioie. Diventa un essere umano in miniatura, un cucciolo di uomo, una persona vera, però piccola. Inizia ad uscire il carattere, protesta, ride, chiama le persone, gioca con le cose.

Una delle cose che ancora oggi mi fa più strano è non riuscire a capire – perché non ci sono abituato – se mia moglie parla con me o con la Caterina. Se la sento parlare automaticamente penso si stia rivolgendo a me, complice anche una conformazione di casa che raramente permette di comprendere appieno cosa viene detto a distanza di due stanze.

Adoro quando maneggia le cose, perché ci mette tanto impegno. Prende in mano il ciuccio, lo porta alla bocca anche se è messo nel verso sbagliato, poi con due mani lo rigira e ci riprova, e nel mentre puoi sentire “puff” e “pant”. Le metti un cerchio di stoffa intorno al braccio, sicuro di fregarla, ma lei con l’altra mano, con nonchalance, se lo sfila (e a volte te lo tira 🙂 ).

piccola teppista

Adoro anche quando fa i suoi versi. Ora siamo al NEHNEHNEH, che presto diventerà chiaramente MAMMA, DEHDEH, GAGA, TEHTEH. E’ però il TATATA che mi manda in brodo di giuggiole, perché riesce a modularlo in maniera così tenera che è impossibile da descrivere.
Ma c’è un momento, uno in particolare, che in questo periodo mi dà la soddisfazione maggiore, mi fa sentire davvero papà, ed è quando la riesco a trasportare dal garage al lettino senza che si svegli. Si appoggia con la testa sulla spalla, le metto una mano dietro alla nuca, lei dorme felice e io per non svegliarla cammino a 20 centimetri da terra. E in effetti in quel momento, e solo in quello, la strada verso casa mi sembra troppo breve 🙂

piccola diva

Leave a Reply

15 Comments

  1. Razzu

    No, non e’ possibile, tu non sei Tambu! Di la verita’, lui lo hanno rapito gli alieni e tu sei un suo clone robotico programmato per gestire figli e scrivere cose sdolcinate sul suo blog!

  2. pucci

    anch’io da quasi 8 mesi penso la stessa identica cosa di razzu…:-D

  3. ma no, ma no! poi riprendo con le amenità, tranquilli 🙂

  4. paola

    Marco, mi fai piangere. Che bello dev’essere avere un papà come te, sla Cate dev’essere molto contenta 🙂
    piola

  5. Tenereeeezzaaaaaa 🙂
    Miele e fiori al posto delle acide invettive Tambuiane!
    Aspetto il post di quando ti chiamera’ papi, papino e simili, per digitare sulla tastiera fluttuerai come un esploratore lunare!

  6. per fortuna mi sono imposto un limite per i post sulla Cate, non vorrei mai mutare ai vostri occhi 😀

  7. Grazie, innanzitutto, per questa condivisione di gioia e amore … io ne sento sempre più la necessità visto che la vita lavorativa, politica e “sociale” me ne privano immancabilmente.

    Poi, come dice razzu, stai a diventà na mammoletta 😛

  8. In effetti (giusto a mo’ di promemoria 😉 ) com’e` che non trovo piu` invettive acide su questo blog? ;-p

    (pero`, come gia` ti dissi, la foto con la focaccina, mi fa morire!!)

  9. Le invettive acide non piacciono a chi non ama sentir raccontare le cose come stanno, invece di come si vorrebbe che fossero.

  10. La galletta da marinaio è un ottimo e praticamente indistruttibile ciuccio massaggiagengive

    (mi hai commosso sino alle lacrime, accidenti)

  11. oh, lo distrugge eccome! ieri le ho tolto di bocca un pezzone di galletta grande mezzo dito 🙂

  12. Pingback: Placida Signora » Blog Archive » Placide Segnalazio’

Next ArticleIl tasso di suicidi in Svezia