nucleare? si, ma bomba e in parlamento!

Com’è possibile che si faccia una legge che contrasta palesemente con un referendum già votato? Le espressioni di voto hanno un limite temporale, i referendum scadono?

Qualche esperto mi spieghi, per cortesia…

[update: mi dicono su Facebook che le decisioni dei referendum hanno una durata di 5 anni. La fonte è normalmente seria, ma nonostante ciò non trovo evidenza di questa cosa. Almeno ora c’è una direzione da seguire]

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17 Comments

  1. Razzu

    Perche’ forse non sapete i risultati degli ultimi sondaggi: il 92% degli intervistati e’ concorde con la linea dell’attuale governo, dei restanti il 78% e’ favorevole al nucleare e solo il rimanente 22%, che rappresenta l’1,6% circa del totale, si ritiene non culturalmente idoneo ad esprimere la sua opinione.
    Io non sono daccordo, infatti non sono stato intervistato.

  2. I referendum modificano una legge. Le leggi rimangono in vigore finché non vengono aggiornate, sostituite o abrogate da altre leggi.

    Questo può essere anche il giorno dopo la consultazione referendaria. Non c’è un limite minimo per fortuna. Altrimenti ci troveremmo con leggi di circa 2000 anni fa ancora in vigore.

    Se, come in questo caso, si parla di tecnologia più che in altri settori e sono passati oltre 20 anni è giusto perlomeno discuterne.

    E la legge approvata ieri non ha avviato il cantiere di nessuna centrale, ha dato al governo il compito di valutarne seriamente l’ipotesi.

  3. dalle mie reminescenze di diritto mi pare esistano i referendum ABROGRATIVI, che cancellano all’istante le leggi cui fanno riferimento. Ed era proprio il caso in questione.

    Poi, nel merito tecnologico o di opportunità, possiamo anche discuterne. Ma il resto non cambia di una virgola…

  4. I referendum abrogativi, come dice giustamente S., abrogano una legge di fatto eliminandola, ma non vietano che quella stessa legge venga riproposta e segua il normale iter parlamentare per poi essere riapprovata ed entrare nuovamente in vigore.
    Le cancellano quindi, ma nulla vieta che si possa riproporre quella legge. Proprio per questo motivo alcune leggi non possono essere abrogate tramite referendum, come le disposizioni della costituzione o alcune riguardanti il bilancio ecc…non mi ricordo di preciso.

    Per quanto riguarda il referendum dell’87, per me quello è stato l’errore più grosso. Sottoporre un quesito a meno di un anno dal disastro di Cernobyl, quindi a pistola fumante, ad un popolo ingnorante in materia è stato il vero danno. Poi è stupido non volere il nucleare per paura e avere le centrali francesi, tedesche ecc a due passi da noi. Ancora più stupido comprare energia prodotta in quel modo a un prezzo esorbitante da altri stati.

    Il vero problema sul quale si può discutere sono le scorie. Il resto è sicuro… Poi chi dice che le fonti rinnovabili potrebbero coprire il fabbisogno, mente spudoratamente. Come chi dice che gli USA hanno investito solo nelle rinnovabili, quando sono in progetto e in costruzione nuove centrali nucleari.

    Teniamoci pure le nostre centrali termoelettriche a gas, petrolio e carbone. Restiamo in ostaggio di questo o di quel paese produttore di petrolio magari con presidente un dittatore e produciamo tante belle tonnellate di CO2 che fanno tanto bene al nostro pianeta.

  5. fantastico, allora mi aspetto da un giorno all’altro l’abolizione del divorzio…

    Il vero problema sul quale si può discutere sono le scorie.

    diciamo pure che è un problemino non da poco, visto che stiamo ancora smaltendo le scorie dell’86…

  6. Gian, va bene. Ma allora mi sfugge il senso dell’istituzione del referendum abrogrativo. Fanno una legge, la abroghiamo, a loro basta rifarla. E’ un po’ come quando cerchi di impedire che un gatto salga sulla cucina… Lo tiri giù 40 volte ma ci risale sempre…

  7. Pingback: RSS Week #61: letture per il weekend - Matteo Moro

  8. Ho letto tutti gli articoli e l’unica cosa che è vietata per 5 anni dalla data del referendum è la proposta di un ulteriore referendum abrogativo qualora l’ultimo non abbia abrogato la legge.
    Art. 37
    Qualora il risultato del referendum sia favorevole all’abrogazione di una legge, o di un
    atto avente forza di legge, o di singole disposizioni di essi, il Presidente della Repubblica,
    con proprio decreto, dichiara l’avvenuta abrogazione della legge, o dell’atto avente forza
    di legge, o delle disposizioni suddette.
    Il decreto è pubblicato immediatamente nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica e
    inserito nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica italiana.
    L’abrogazione ha effetto a decorrere dal giorno successivo a quello della
    pubblicazione del decreto nella Gazzetta Ufficiale. Il Presidente della Repubblica nel
    decreto stesso, su proposta del Ministro interessato, previa deliberazione del Consiglio
    dei Ministri, può ritardare l’entrata in vigore della abrogazione per un termine non
    superiore a 60 giorni dalla data della pubblicazione (15).
    ——————————————-
    Art. 38
    Nel caso che il risultato del referendum sia contrario all’abrogazione di una legge, o di
    un atto avente forza di legge, o di singole disposizioni di essi, ne è data notizia e non può
    proporsi richiesta di referendum per l’abrogazione della medesima legge, o atto avente
    forza di legge, o delle disposizioni suddette, fermo il disposto dell’articolo 31, prima che
    siano trascorsi cinque anni.

    Non avrà senso, ma è così!
    @ lapizi non ho detto che è un problemino….è un problemone… ma se pensi al rapporto che c’è tra energia prodotta e quantità di combustibile usata per produrla l’uranio batte il petrolio 10000:1 visto che non produce CO2 quindi inquinamento. Le scorie possono essere utilizzate in parte, almeno nelle centrali che hanno intenzione di costruire qui, quelle di ultima generazione.

    1 tonnellata di petrolio produce 42 GJ
    1 tonnellata di uranio produce 420 000 GJ
    Dati presi qui: http://www-fusion-magnetique.cea.fr/

  9. Costituzione formale e costituzione materiale… del come ciò che sta scritto non corrisponda necessariamente a ciò che sarà fatto. Non trovi il riferimento ai 5 anni, semplicemente perchè non c’è: la dottrina non concorda sul limite temporale massimo che impedisce al Parlamento di legiferare nuovamente su un tema già oggetto di referendum. E certamente, domani mattina possono abolire il divorzio.

  10. Forse, visto che in passato questo referendum è stato fatto le mosse di buon senso da attuare sarebbero state altre… cmq per quanto riguarda la tipologia di energia io avrei puntato su fonti di energia rinnovabili… c’è anche da dire che l’italia importa molta della sua energia e che pur non avendo centrali nucleari sul suo territorio se le trova al confine (ma questo è un discorso complicato)…per quanto riguarda alcune scelte di governo mi sento un po’preso per il Q.

  11. Ma il referendum non era volete voi il nucleare SI o NO?
    Riguardava alcuni aspetti ben precisi, basta che ora la legge nuova non tratti di quei particolari aspetti e non è nemmeno in contrasto con il referendum, che fosse passato o meno, che abbia limiti temporali o no.

    (Poi chi dice che il nucleare sarà la soluzione di tutti i problemi energetici , mente spudoratamente. Ma vabbé, milioni di allenatori non possono sfornare nulla di buono sul lungo periodo…)

  12. @effemmeffe
    Il nucleare da solo, o le rinnovabili da sole non sono la soluzione. TI posso dire come la penso io: qui in Italia abbiamo una bolletta “pesante” proprio perchè importiamo molta energia. Produrre energia nucleare per abbassare le importazioni e contemporaneamente investire sulle rinnovabili facendo in modo che diventino sempre più efficienti è la chiave. Non sono sufficienti ora le rinnovabili, ma con tempo, con lo sviluppo di nuove tecnologie e nuovi metodi di produzione le rinnovabili diventeranno molto efficienti e in grado di produrre l’energia necessaria per essere autosufficienti. Ma per ora, non potendo avere tutto e subito dovremmo utilizzare entrambi i tipi di energia. Per vari motivi: per pagare meno la bolletta, ma sopratutto per inquinare meno. L’inquinamento prodotto dalle centrale termoelettriche a carbone, petrolio e gas non è neanche paragonabile alle scorie nucleari. Quelle per quanto dannosse possono essere controllate e messe in condizioni di non nuocere. La CO2 per quanto controllata e per quanto filtrata è un problema insormontabile. Infatti va eliminata, non tenuta sotto controllo. Il nucleare deve essere un passaggio verso le rinnovabili e noi siamo in ritardo sia in quest’ambito che nelle rinnovabili.

  13. “per pagare meno la bolletta” è splendida!!!
    tra 20 anni, quando ci saranno le centrali, la bolletta sarà esattamente la stessa. Solo che invece di dare soldi ai francesi per pagare l’energia che importano, i gestori tratterranno quella percentuale per loro.

    Per sapere questo non serve essere dei geni della finanza o ingegneri nucleari 🙂

  14. CDV!! Se tra tutte le cose che ho scritto, che non sono campate in aria nonostante non sia nè un ingegnere nucleare, nè tanto meno un genio della finanza, preferiamo parlare della bolletta allora è meglio non parlarne.
    Visto che la bolletta non ne risentirà allora posso sapere quali sono i tuoi dubbi sul nucleare a parte il fatto che si vada contro la volontà popolare espressa col referendum dell’87???
    La sicurezza? Pensi siano inutili perchè si dovrebbe puntare tutto sulle rinnovabili?(e su questo ti ho gia risposto) Le scorie?
    Quello che penso io è che i vantaggi siano più degli svantaggi.Per me possiamo pure produrre energia con le ruote per criceti. Non sto vendendo nessuna centrale a nessuno, dico solo quello che penso. Se ti sembrano cazzate pazienza.

  15. nota bene che io non mi sono espresso sul nucleare. Ho posto una domanda “di diritto” e poi ho parlato delle bollette. Dove hai letto che ho dubbi sul nucleare? ho seri dubbi sul VANTAGGIO che trarremo noi utenti dal nucleare, quello si, ma ripeto: non ci vuole un genio per sapere che tra due ipotesi (una favorevole al consumatore e una sfavorevole) sceglieranno la sfavorevole!

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