Un anno di matrimonio

Cavoli, è già passato un anno! Come se non bastasse nel frattempo sono successe un bel po’ di cose, compreso un frugolo rosa pacioccone e sorridente, ma mi sembra ieri.
Rifarei tutto per filo e per segno, esattamente come è stato. Per fortuna la signora è sempre attenta ai desideri degli altri, e ancora oggi ogni tanto qualcuno ci dice “è stata una bella festa, avete azzeccato tutto”. Ma festa a parte, rifarei per filo e per segno proprio tutto, a partire da quella proposta di matrimonio fatta in un momento non preventivato, proprio a me che piace pianificare e immaginare con cura tutto 🙂

Oggi per festeggiare andiamo a cena fuori, ma prima – tanto per gradire – una bella festa di bambini duenni. così ci abituiamo 😛

Frecce tricolori a Genova

Con notevole ritardo, e dopo selezioni su selezioni, ecco le foto meno tragiche che sono riuscito a salvare. Giusto perché con un amico (anche se poi eravamo in tre) ci siamo preparati a lungo per l’evento, con sopralluoghi, cartine, gps e Google Earth per trovare un posto decente dove fare belle foto, salvo poi ritrovarsi gomito a gomito con decine di curiosi e fotografi improvvisati. Oddio, a giudicare dal risultato deludente anche io potrei essere definito improvvisato, ma come dicevo visto che ci abbiamo speso del tempo qualcosa sarà meglio produrre…

Fratelli Calafuria live @ santo rock festival

Domenica scorsa sono stato al Santo Rock Festival, ques’tanno inglobato nel più ampio Breakout, già GoaBoa negli anni scorsi, nella splendida cornice di Villa Serra di Comago (che per chi non lo sapesse è una villa attrezzata con parco, laghetto coi cigni, ristorante e baretto. Ingresso a pagamento, ideale per famiglie 😀 ). Anche se non erano headliner ci sono andato praticamente solo per ascoltare i Fratelli Calafuria, giovane e promettente trio milanese con all’attivo un solo album (“senza titolo – Del Fregarsene Di Tutto E Del Non Fregarsene Di Niente”); i cinque euro del biglietto giustificavano anche l’eventualità che il resto delle band facesse pena, cosa che in effetti non posso dire: tra quando sono arrivato e l’inizio dei Calafuria ho mangiato, bevuto e sono andato a recuperare un maglioncino in macchina, dopo il concerto ho parlato un po’ con il batterista.

Fare un concerto con un solo album prodotto non è difficile, devi solo rifare tutti i pezzi che hai in repertorio – a meno di non presentare novità – ed è praticamente quello che hanno fatto i Fratelli (con la F maiuscola, visto che non so se siano in effetti parenti). La particolarità è che hanno rifatto i pezzi esattamente come nel CD, senza una virgola di differenza o una sbavatura. Certo, nel CD sono più puliti e hanno le sovraincisioni, per cui nei rari assoli di chitarra si sente un’altra chitarra sotto, cosa impossibile live, ma vi garantisco che non si sente la differenza. La parola giusta per definire l’esibizione è carica. Sono in tre ma se chiudi gli occhi sembrano tranquillamente quattro o cinque, ma non per questo risultano fastidiosi o inutilmente carichi di suoni.

Alex, il cantante, è un tipo assurdo, almeno quando canta. Tra i suoi pezzi di strofe in falsetto, le melodie decisamente fuori standard e i suoi movimenti strani mentre suona catalizza buona parte dell’attenzione del pubblico, che risponde divertito. Le facce stralunate mentre canta fanno il paio con i testi piuttosto leggeri e un po’ fuori di testa (“Ho conosciuto questo tipo allucinante / sembrava uscito dal mondo degli uomini a pile” piuttosto che “Nella vita c’è chi dice di si / Oppure chi ti dice di no / Io me ne frego e faccio eh oh eh oh” 😀 ), ma contrastano parecchio con la potenza del muro sonoro che ha alle spalle.

Il bassista, Paco, fa egregiamente il suo mestiere di base ininterrotta e cori/seconde voci quando servono, molto più composto del cantante e addirittura con una nota di serietà. Prende ogni tanto la parola per sbeffeggiare Alex tra una canzone e l’altra e si integra perfettamente con il batterista, Tato, decisamente bravo bravo. Essendo io un batterista mi concentro sui miei simili durante i concerti, e quindi rafforzo con maggiore sicurezza la frase “ha fatto tutte le canzoni senza variare di una virgole le versioni del CD” (a parte i bpm, ovvio). Veramente notevole, potente nel tocco, una grancassa da paura aiutata da un buon missaggio certo, ma decisamente penetrante; un buon gusto nelle variazioni e nei lanci, e fantasia per non rendere banali anche canzoni che potrebbero esserlo (da incorniciare – anche se non è certo una novità – un pezzo di canzone suonato interamente sul bordo del primo tom).

Come dicevo ho avuto modo di parlarci un po’ dopo il concerto (e dopo l’acquisto del CD, naturalmente. Supportate sempre gli artisti che meritano andando ai concerti e comprando i CD!) e mi è sembrato un ragazzo a posto, coi piedi per terra, entusiasta di suonare in giro per l’Italia, oltre che un milanese atipico che nei week-end non viene a intasare le autostrade liguri 🙂

In definitiva, una band da seguire e se possibile rivedere al più presto dal vivo. Vi lascio con il video de “La nobile arte”, il singolo del cd che è pure passato un po’ su virgin Radio, tanto come detto a parte che l’hanno eseguita un po’ più veloce, è come se li steste guardando dal vivo, e Alex fa le stesse facce 😀

Se scaricate gli mp3, fate pure. Dice Paco che siccome non ristampano il CD, l’unico modo di diffondere il culto dei Calafuria è la pirateria. Ma se li andate a sentire, 10 euro quel CD li vale tutti 🙂
Ah, hanno anche un account twitter, oltre ai più noti Facebook e Myspace, ma non lo aggiornano molto…

Android love (e anche difettucci, siamo sinceri)

Ormai sono tre settimane, ma è amore vero. Oggi mentre mi caricavo il passeggino – aperto e pieno – facendo leva sulla tasca dei pantaloni ho avuto per un attimo il terrore che fosse il lato dove tengo il cellulare, che ovviamente non avrebbe resistito, e ho pensato che sarei corso subito a comprare lo stesso modello.

Tra l’altro la ficata superficata è che tutto il contenuto del telefono sta nella SD, tranne i contatti, il calendario e la posta che stanno “nella cloud”. Se si spacca il cellulare togli la SD, la infili in un altro Android, accendi e hai lo stesso telefono di qualche minuto prima del disastro, e se stavi scrivendo una mail prima che morisse te la ritrovi nelle bozze 😀

Ma siccome non vorrei sembrarvi di parte, parliamo anche di alcuni difettucci che si possono riscontrare nell’HTC Magic:
la batteria, che nelle prime due settimane è DISASTROSA! se un amico che ha un HTC Diamond non mi avesse avvisato sarei completamente avvilito. Ma dopo due settimane inizia ad entrare a regime, anche se lui dice che ci vogliono addirittura un paio di mesi. Mai visto un telefono che ci mette tanto a regolarizzare le cariche della batteria. Sappiatelo, e non demordete!

Se acquistate un HTC Magic della TIM, la prima cosa da fare è cambiare l’APN seguendo le istruzioni qui. Questo perché di default esce con l’APN wap, e anche se attivate Maxxi Dream 10, uscendo dall’APN sbagliato consumate credito telefonico. A dire il vero io l’ho proprio eliminato, l’APN wap…

La ricerca dei contatti. Se si apre gmail e si “tappa” il campo A: la ricerca real time viene effettuata sull’intero campo. Per cui se cerco “raz” mi trova sia RAZZU sia marco Razori sia clara perazzo. Se invece sto scrivendo un sms la ricerca funziona solo per la parte iniziale, per cui trova solo RAZZU. Questo è un difetto veniale, correggibile con poco sforzo via software; conto molto sulla prossime release di Android, la 2.0 – nome in codice Donut.

Il fastidioso R: quando si risponde a una mail. Questo è un problema tutto italiano, e non si capisce come mai ci sia ancora gente che si prende la briga di riscrivere apposta pezzi di software per fare le cose sbagliate. Impostando infatti la lingua inglese (tnx Markingegno per la conferma) il problema sparisce.

Per il resto devo annotare il mio primo blocco di sistema, ma solo perché ho esagerato a killare processi con advanced task manager 🙂 e tante tante soddisfazioni.

Le cose che più fanno stupire gli amici sono Google Maps in modalità street view+bussola (per cui, lo ricordo, la visione stradale è orientata e ruotata automaticamente in base a come siamo girati, di fatto sovrapponendosi alla realtà se abbiamo visualizzato il punto esatto sulla mappa), Google sky map, Places directory nella modalità “segui la freccia e sbatti la faccia nel negozio”. Anche Latitude ha il suo fascino, dopo aver sorpassato la diffidenza iniziale di chi non ha chiare le sue implicazioni…

Chi trova un android trova un tesono, se proprio devo dirlo 😀

nuove abitudini 2

L’altro giorno ero al porto antico, e mentre la Caterina era all’ombra e aspettavamo la mamma ho aperto Google Maps sull’HTC Magic, poi ho visualizzato Latitude e ho visto che un ravennate era a poche decine di metri da me. Ma poiché so che Latitude segna l’ultima posizione conosciuta, ho aperto twitter e controllato i suoi ultimi twit, che mi confermavano un pranzo a Genova.
Poiché però non avevo il suo numero, ho aperto Gmail, premuto send e taaaac, dopo dieci minuti mi ha richiamato. Purtroppo era già partito per altra destinazione.

Ora, sostanzialmente molti di voi diranno “che cagata” o “chi se ne frega”, ma questo è un utilizzo che non avrei mai pensato possibile per un cellulare e dei servizi. Diciamo che è la versione avanzata – e furba – del “ho dieci minuti liberi, chissà chi c’è qua in giro”, e non necessita nemmeno per forza del numero di cellulare 🙂

la figlia bluetooth

Caterina piedi in bocca

Oggi durante la celebrazione del battesimo della Caterina, il diacono ha fatto un paragone tra i gesti che si compiono e gli effetti spirituali di questi gesti e il bluetooth sui cellulari e lo scambio di file. Sono entrambe cose che non vediamo con gli occhi ma che avvengono, e in un certo senso anche il trasferimento di file da un telefonino a un PC avviene “per fede” 🙂

Giuro che non mi sono messo d’accordo con lui, è stato un caso che l’omelia fosse farcita di una citazione gradita al papà 🙂

Io e la mamma siamo molto orgogliosi di com’è questa bambina, cioè di pezza. Come la metti, sta, gioca, non piange se la prendono in braccio persone poco conosciute o se siamo in ambienti nuovi. Se ha sonno dorme quasi ovunque, basta che abbia il suo doudou (a proposito, dovremmo parlare dei due doudou perfettamente uguali che abbiamo comprato, che non mostriamo mai insieme e che non stazionano mai nello stesso luogo contemporaneamente, per paura del disastro totale – cioè che vadano persi contemporaneamente, un po’ come il sopravvissuto designato americano 😀 ).

Bluetooth non per caso, tra l’altro, perché la bimba ha il taglietto del primo dente, ma noi ce ne siamo accorti solo dopo averle messo un dito sulla gengiva. Questa non piange nemmeno quando mette i denti! 😀

Non può che peggiorare – 8

Da così:

logo italia.it

A così:

logo Magic italy

porco mondo che orrore. Non so se sperare che anche questo vada nel dimenticatoio ed essere felice perché qualcuno ha preso soldi facili (a meno che non l’abbia davvero disegnato Noemi con CorelDraw) o sperare che vada online prima possibile e tutti se ne dimentichino…

immagini di italianwebdesign.it e webnews.it

Cambiamento di abitudini

Come dicevo nel post sull’HTC Magic, non è facile abituarsi all’idea di essere sempre online col cellulare. Non intendo “di POTER essere sempre online”, intendo di esserci costantemente. E così le notifiche via SMS e Mail di google calendar non più hanno senso (ormai infatti mi arrivano tutte due volte, devo cambiare le impostazioni). E così ieri ho capito che non ha più senso stampare la lista della spesa che mia moglie mi ha mandato per email, perché la mail ce l’ho sempre a portata di dito 🙂

Sono curioso di vedere che altri cambiamenti di abitudine dovrò fare per via di un telefonino nuovo…