“sono il signor Wolfram, risolvo problemi”

S’è fatto un gran parlare di Wolfram Alpha, il nuovo motore di ricerca ideato dal creatore del software Mathematica. Io l’ho provato e ne riconosco le potenzialità, ma il fatto è che non è un motore di ricerca: loro stessi lo definiscono un “computational knowledge engine”. Il concetto stesso di search così come siamo abituati a viverlo nei motori di ricerca tradizionali semplicemente non c’è. Quindi non c’è ranking, non c’è indice, non c’è “come essere primi su Worlfram Alpha“.

Sgomberato il campo dall’equivoco fondamentale, dirò che un pochino l’ho provato e ne riconosco i pregi e i margini di miglioramento. Fondamentalmente Wolfram Alpha vuole essere un sistema semantico di interpretazione delle domande e un fornitore di risposte ad esse. Ecco, se torniamo un momento all’origine della parola “ricerca”, nell’accezione di “scoprire”, “raccolta di informazioni”, allora si che Wolfram Alpha fa al caso nostro e soddisfa in pieno la definizione. Inserendo query (per ora in inglese) anche complicate, ma che sottintendono una domanda, allora Wolfram fornirà la sua interpretazione e una serie di dati utili a soddisfare la richiesta. Se è una domanda di chimica, è facile che mostri un disegno di molecole, se è una formula matematica fornirà risultati e grafici, se si inserisce una data fornirà tutte le informazioni possibili su quel giorono, se una query è a sfondo socioeconomico, Wolfram tenterà di restituire dati (ad esempio “5 larger countries by area“). Ogni risultato poi è esportabile come testo, PDF o direttamente importabile dentro al software Mathematica (che immagino avrà un boom di acquisti 🙂 ) per essere ulteriormente manipolato.

Non c’è molto altro da dire; la cosa in sé è abbastanza grande anche senza essere rivoluzionaria. Questo non è il “forse cercavi” di Google basato sul volume delle ricerche, questa è matematica al servizio della semantica. E’ il primo tentativo serio, e come tale è acerbo e perfettibile; molte query falliscono ad essere interpretate, e non avrete mai risposte a domande come “quale è il pizza hut più vicino alla quinta strada”, ma le premesse sono buone. Google non ha un concorrente da temere, ma ha un nuovo ambito in cui c’è un player più forte, esattamente come Twitter ha creato un motore di ricerca in tempo reale per ora imbattibile e che prima non esisteva.

* e se non hai capito il titolo, fatti aiutare da Wolfram 😀