April 2009

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Oggi sento che mi sto svegliando da un torpore. Oggi ho giocato a pallone con dei grandi e dei bambini su un prato, riempendomi di erba e fango (e poteva andare molto peggio, visto che ero in porta :) ) e forse il movimento mi ha aiutato. In realtà non ero intorpidito da chissà cosa, sono semplicemente più attento ad altre cose, la Caterina ad esempio. Ma la Caterina è buonissima, non è lei ad intorpidirmi; oggi ad esempio se ne stava buona buona nel suo ovetto, sveglia, mentre io grigliavo la carne e altre trenta persone intorno facevano altro.

E’ stato l’inverno, unito al cambio di vita che – comunque – si è imposto. Ma oggi c’era il Sole, e il Sole mi dà energia, devo anche averlo già scritto da qualche parte anche se non lo trovo. Dicevo dei neuroni, quindi, perché finalmente ho qualche idea, e un po’ di voglia di fare. Ho da pensare alla fase due del mio progetto, che compie quasi un anno, e ho deciso che istituirò due rubriche su questo blog. Una a cadenza casuale “la indovino con…” e una un po’ più regolare in cui torno a parlare di musica, che un po’ mi manca. E poi sto leggendo un libro su Lightroom, che è un programma che fa molti più caffè di quanto si pensi, e ho scoperto di avere probabilmente un problema alla fotocamera, per cui magari la smetto di deprimermi per le foto moscie che faccio. Dovrei averlo compensato via software, magari anche lì ci faccio un post.

Ah, la primavera… :)

Questa non è stata semplice. Problema: seggiolone regalato usato, smontato completamente per essere sottoposto a lavaggio con idropulitrice e igienizzazione. Al rimontaggio le cinghie non collimano con l’idea di sicurezza che ho della cosa, e ovviamente non posso accontentarmi di una sistemazione raffazzonata. Il sito ufficiale non ha manuali scaricabili.

Soluzione: dopo alcune query in cerca di manuali pdf, mi affido a Google Immagini, cercando foto con la risoluzione maggiore possibile e angolature non standard. Alcuni altri livelli di zoom in photoshop fanno il resto, e il seggiolone ritorna alla sua forma originaria con le cinghie in sicurezza :)

Ogni tanto lascio dei commenti in giro che poi rileggo e penso meritino un post. Riassumo:

Il Corriere della sera online, in occasione del terremoto, pubblica prima una foto del terremoto in Cina, poi la corregge con una di un terremoto in Turchia. A qualche giorno di distanza dalle inevitabili polemiche sul web, Marco Pratellesi si difende dicendo che hanno sbagliato a dare fiducia al pubblico chiedendo di inviare le foto, e che sono stati vittima di uno scherzo cretino (si veda anche Mantellini, donde il mio commento)

Ecco come la penso

beh così è doppiamente facile. facile fare giornalismo facendosi mandare le foto, facile dare le colpe a chi manda le foto se si sbaglia.

Ora, sono d’accordo che per una informazione puntuale in questo caso era assolutamente cosa buona e giusta avere foto di prima mano, ma sono altrettanto sicuro (e non c’è bisogno di un tecnico come me per arrivarci) che esistono modi per verificare. Ad esempio accettando solo foto con metadati e data dello scatto congruente col fatto, o cercandole su flickr tramite geotag e licenza compatibile.

Se il tuo lavoro di giornalista è verificare le fonti, il controllo della foto da pubblicare *é* controllare la fonte coi mezzi a disposizione.

A me sembra straordinariamente semplice, e sicuramente mi perdo qualcosa, ma che volete farci? in fondo io sono un tecnico, e le cose le risolvo con la tecnica.

Cercando di tralasciare qualsiasi vena polemica politica, mi fa indubbiamente piacere che il governo metta da parte dei progetti – anche importanti – per trovare i soldi per la ricostruzione del terremoto in Abruzzo. Ho anche un momento di stima per Berlusconi se il senso è

Dunque il Governo è pronto a sacrificare parte o tutto il piano infrastrutture da 16,6 miliardi di euro

ma non posso non avere un moto di orrore per la frase successiva

ma non il Ponte sullo Stretto di Messina

c’è appena stato un devastante terremoto e la cosa cui non puoi assolutamente rinunciare è un ponte faraonico a pochi chilometri da una zona vulcanica e sismica? qua non è questione di prevedere o no i terremoti, è buon senso comune, credo…

Estrellita: “povero gatto, vieni qui”
Tambu: “ma quale povero, chi sta meglio di lui?
Estrellita: “chissà se si ricorda dei suoi primi padroni, a Tivoli”
Tambu: “ma se non si ricorda manco cosa ha mangiato a pranzo!”

Tambu: “e non sarebbe manco difficile, che mangia sempre le stesse cose!” :D

se non hai capito il titolo, c’è un racconto che non hai mai letto. Lo trovi qui

Ieri un incidente poco prima del casello dell’ingresso dell’autostrada ha paralizzato la città, come ai vecchi tempi. Dal centro fino all’aeroporto tutto bloccato, fermo, immobile. E meno male che ero in scooter, sennò ero ancora lì adesso.

Mentre faticosamente cercavo nuove vie per evitare l’ingorgo, riflettevo sulle modifiche all’economia che questa situazione produce. Innanzitutto un lieve innalzamento del PIL, secondo la nota teoria del “macchina ferma accesa = più benzina da comprare” a livello generale. Poi un po’ di appuntamenti saltati, alcuni di questi di lavoro. Poi il casello dell’autostrada, il cui grafico degli introiti di Genova Ovest deve avere avuto un drastico calo (non si è azzerato perché comunque, poche per volta, le macchine potevano aggirare l’ostacolo ed arrivare al casello). Poi una impennata degli introiti degli operatori telefonici, perché tutti chiamavano o mandavano SMS per avvisare. Più traffico, più incidenti, e l’anno prossimo salgono i premi delle assicurazioni.

E chissà quante altre cose vengono in mente a voi! non male, per un “banale” incidente no?

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