Nemmeno Spadino 2009

Il fatto che non abbia più la moto non mi impedisce di pensare a Pierlucio. Meno di prima, è vero, ma ci penso. E mi rammarico ugualmente di non essere andato all’annuale raduno; quest’anno sono dieci anni, come vola il tempo…

In forma!

Oggi ho acceso la Wii Fit dopo non so nemmeno io quanto tempo e l’omino mi ha detto: “con te non ci voglio nemmeno parlare!” 🙂

Il tuo facebook è fuori dal mondo

Più o meno è questa la frase che mi sono sentito dire ieri sera da un amico. Lui dice di non capire, spesso, quel che voglio dire tramite il mio messaggio di stato.

“E’ perché sei fuori dal contesto” gli ho detto. Il “mio” facebook non è una scatola chiusa fine a sè stessa, ma è piuttosto un contenitore del mio io digitale in cui confluiscono altre cose che faccio/vedo/produco fuori da lì. Perché lo faccio? perché su Facebook posso raggiungere amici che altrimenti non saprebbero dove pescare queste mie cose.

Nella fattispecie, il mio messaggio di stato è autoaggiornato da Twitter (e d’altronde ne è una mera copia), le mie foto sono quelle che posto su Flickr, le mie note sono import dei miei post sul blog, i miei link sono le cose che condivido tramite Google Reader. sono conscio che una persona astratta dal contesto di Twitter potrebbe non capire cosa dico, se lo dico nel mezzo di una discussione (ma per fortuna i reply diretti che iniziano per @nomeutente non vengono importati), ma è un piccolo prezzo che devo far pagare per salvaguardare il mio lato B dell’information overload.

In questo modo, tramite facebook i miei amici presenti solo lì sanno cosa faccio in giro per la rete, e io posso sapere cosa fanno loro che al di fuori di FB praticamente non esistono. Mi pare uno scambio equo, no? 🙂

Metafore

Predator

Esatto.
Predator non solo rappresenta una macchina da guerra, ma rappresenta il cinismo del nostro io futuro e la lunghezza proporzionale del suo uccello: fino dove può un Predator pisciare? Fino a quale sistema solare può arrivare per svuotare le sue olive?
Questo concetto è tutto fuorchè alieno.
Chiedetelo a Bush.

Dovreste leggerlo, questo pezzo

Ma in Svezia…

Sono iscritto al feed di The Local – Sweden’s news in english perché mi piace farmi del male e riassaporare i ricordi del viaggio di nozze (e per evadere con la testa dalla tristezza delle news locali). Potete immaginare il mio stupore quando ho letto titolo e abstract di questa notizia

Vomiting bug hits hundreds of pizza fans
A visit to a pizzeria in Jönköping in southern Sweden has left almost 600 customers clutching their stomachs.

Mi sono detto “aaaaaaaahhh, allora non è tutto perfetto, malasanità, sofisticazioni alimentari, eresia eresia!!”, poi ho aperto la news, ho letto il nome della pizzeria e tutto è tornato alla normalità.

Trattasi della Pizzeria Alcamo 🙂

tre mesi e mezzo

Che dire? a noi sembra la bambina più brava del mondo: raramente si lamenta, dorme come un seppo, mangia di gusto e sta con tutti, sorride un sacco, gioca da sola…

Da qualche giorno ha imparato a ridere ed è uno sballo, è attenta a tutto quel che accade e infatti vuol sempre stare col viso rivolto in avanti, per vedere le stesse cose di chi la tiene in braccio (anche se teoricamente basterebbe girarsi di 180 gradi, mistero…). Dormire, dorme sempre, a parte il fatto che sono due settimane che si sveglia alle sei per mangiare, a prescindere dall’ora del biberon precedente. E’ però vero che poi basta rimetterla giù e riprende a ronfare quasi all’istante, in questo ha preso da me 🙂
Alcune volte la metti sulla sdraietta a giocare con qualche pupazzetto, ti giri un secondo a fare qualcosa e quando la riguardi se la dorme col dito in bocca… altre volte basta che la metti nel lettino con la giostrina accesa, te ne vai e quando torni sei sicuro che ronfa.

Capite che così è sin troppo facile, e la cosa ha due effetti: che se rugna per più di cinque minuti è difficile pensare “vabeh, sarebbe normale così” ed è più facile liquidarla con “eeeeeeeeeeehhhhhhhhhh oggi proprio non ci siamo!!” (porella 🙂 ), la seconda è che sarà meglio prepararsi perché non è oggettivamente possibile che non cali mai dal livello “angelico” del test “che tipo di bambino hai?”. Meglio prepararsi per tempo, secondo me…

Però, accidenti, quanto bene si fan volere questi malefici frugoletti rosa? 🙂

la cate e pirillo
mia figlia abbracciata al suo migliore amico – al momento – il compagno di mille avventure PIRILLO 🙂

L’amore a Londra

A inizio mese mi hanno inviato una copia omaggio del libro “L’amore a Londra e in altri luoghi” di Flavio Soriga, edito da Bompiani, per darci una letta e sapere cosa ne pensassi. Come ho avuto modo di dire prima di accettare, in questo periodo come è facile immaginare non ho molto tempo per leggere, ma ho comunque finito il primo racconto e vado subito al dunque: non è decisamente un libro per me.

Non è uno di quei libri che inizi e non finisci, ma è un libro che non mi comprerei, e non solo perché non è il mio genere. Lo stile di Soriga, unito all’ambientazione della prima storia (che anche se non viene esplicitato, mi ricorda il sud o la Sicilia) mi ha fatto balenare in testa l’amato/odiato Verga, e la sensazione non mi ha abbandonato nel proseguo della lettura. Inoltre non apprezzo molto – non in un libro almeno – le strutture narrative dove si insiste molto su un concetto (qualcuno direbbe “alla eìo“): aprile aprile aprile, Claudio Claudio Claudio, sono cresciuto sono cresciuto sono cresciuto, e combinazioni e reprise, tempestato di virgole e incisi.

Per togliermi il dubbio ho sbirciato alcune pagine a caso delle storie successive, ma ho avuto l’impressione che il refrain non cambiasse molto. La Ale l’ha visto sul comodino e l’ha iniziato a leggere a mia insaputa, ma una sera mi ha detto “come mai ti sei comprato quel libro? ho iniziato a leggerlo ma non mi prendeva”, e nemmeno lei l’ha terminato.

Nonostante questo, non è detto che una volta completata la minacciosa pila che mi guarda dal comò (quindi si parla di anni, di questo passo) non mi venga voglia di portare a termine la lettura…

amicici!

incidentaro1: “belin però! ti pare?”
incidentaro2: “ti pare cosa?”
i1: “machecazzo, porca puttana, il parafango!”
i2: “beliiiin, stai più attento!”
i1: “ma io andavo a due all’ora”
i2: “e infatti non hai frenato in tempo…”
i1: “eh! vabeh! ora è colpa mia…”
i2: “BELIN! sei te che mi sei venuto addosso…”
i1: “vabeh, ce l’hai te il coso dell’amicizia?”

(giuro, avrei voluto avere a portata di mano un calumet della pace, ma niente 🙂 )

Cortocircuito

La proposta Carlucci è motivata dalla volontà di arginare la pedofilia, ma maschera una stretta antipirateria. Nel contempo un comma del decreto sicurezza potrebbe realisticamente avere tra le conseguenze l’impossibilità di partorire all’ospedale da parte degli immigrati clandestini, creando nugoli di bambini senza identità e senza nome, invisibili alle istituzioni. Che poi sono anche le prede preferite dei pedofili.

BZZZZZZZZ!

Uèeee Uèeee

Dice Opera che nemmeno rendere disattivabile IE8 dal prossimo windows “è sufficiente”.

La soluzione ottimale secondo Opera sarebbe quella di proporre, in fase di installazione del sistema operativo, un elenco di browser installabili, per consentire all’utente la scelta di quello preferito.

Quale elenco? Internet Explorer, Opera, Firefox, Chrome, Safari, Avant Browser, Camino, Flock, Konqueror, Lynx oppure tutti quanti?

Va bene Microsoft prepotente, va bene la guerra dei browser, ma se avete un problema di marketing e crepate di invidia per il fulmineo successo di Firefox noi cosa ne possiamo?