Nuovo record!

L’altra sera, da mia mamma, ho trangugiato sette arancini caserecci (e si dice arancini!).
Sospetto che con un pranzo più leggero si possa tentare di arrivare a otto, ma siamo veramente al limite fisico 😀

arancini

Niente panico. OK, panico

Interessante spunto di Daniele, what if l’umanità non fosse più in grado di produrre energia elettrica. Ho aggiunto nei commenti che saremmo istantaneamente senza soldi, perché non esiste un registro cartaceo coi saldi dei conti correnti, quindi anche ammesso di trovare aperta la porta del supermercato (e ammesso che non sia marcito/sparito tutto) dovremmo inventarci subito delle quantità decenti per i baratti.

Quanto tonno vale il mio EEEPC? di certo non posso barattare le mie abilità lavorative, che sono legate a doppia mandata all’elettricità, mentre un muratore qualche chance in più l’avrebbe.
Quanto alle bassezze che verrebbero fuori, sono certo che ne vedremmo delle belle anche ben prima della fine totale dell’energia…

non mi avrete!

Lo so cosa state pensando: “è andato, lo abbiamo perso”. E invece no! finito il congedo parentale sono tornato in ufficio, sto riprendendo le redini delle questioni aperte, ho alcuni lavori da finire nel poco tempo libero rimasto. E ho ancora, udite udite, tre post in bozza che prima o poi pubblicherò.

Nel mentre vi rendo edotti anche qui del fatto che su html.it stanno pubblicando una mia guida a Google Analytics, a puntate e ogni venerdì 🙂

Situazione

Cosa mi piace: farle fare il ruttinoone e se si addormenta “a ragnetto” in braccio subito dopo. Dirle “PUPINI” e vederla sghignazzare.

Cosa non mi piace: non riuscire a farla addormentare, tranne i casi di cui sopra.

Cosa veramente non capisco: il corpo umano è il corpo umano. Vada se non stai crollando dal sonno, se sei “indeciso” e hai bisogno di qualcuno che ti aiuti a dormire. Ma se stai crollando dovresti piombarci da solo, nel sonno. Non si “impara” a dormire, al limite si impara a dormire a comando (cosa che peraltro mi riesce anche bene 🙂 ). Quando si muore dal sonno, si chiudono gli occhi – anzi di norma si chiudono da soli – e si dorme. bon.

Cosa capisco: che in fondo la vita del neonato sarebbe noiosa, se non ci fosse un padre burlone come il sottoscritto 😉

PUPINI! :)

Il mestiere più facile del mondo: il pediatra

No davvero, lo può fare chiunque. E non lo dico solo perché il pediatra di Caterina è più scazzato di me e mi ha assestato un duro colpo al prominente ego 🙂
La chiave di tutto è dare un colpo al cerchio e uno alla botte, con un po’ di esercizio potete farlo anche voi. Ecco alcuni esempi inventati:

“Dottore, il bambino non dorme di giorno. Mai”
“dorme di notte? si? E ALLOOOOOOOORAAAAAAAAAAA! Va già bene così”

“Dottore, il bambino mi sembra un po’ ingordo, mangia troppo in fretta”
“EEEEEEHHHHHH ci sono bambini così e bambini che mangiano invece molto lentamente”

“Dottore, all’ospedale ci hanno dato il latte artificiale XYZ, lei che dice?”
“MAH, van bene tutti…”

“Dottore, il bambino ha xxx e spesso di giorno/notte fa yyy”
“eh si, FORSE ha un po’ di zzz. Magari gli diamo due gocce di xyz, oppure un po’ di zxz, ma vedrà che non fanno niente.”

Insomma, chiaro no? All’assalto della facoltà di medicina 😀

Tivoli Model Sub

Ho praticamente completato la postazione audio/video del salotto con l’acquisto di un Tivoli Model Sub da collegare al Model Two. Adesso siamo messi così: LCD da 32 collegato al Tvix che ha l’hard disk interno o pesca dai computer o dal NAS, a sua volta collegato al model Two e al Model Sub.

Molto soddisfacente per i miei gusti e le mie orecchie da medio utente, esigente ma non troppo con un occhio al design. Il model Sub appena l’ho attaccato pensavo fosse rotto, volevo riportarlo indietro. Ho dovuto porgere attentamente l’orecchio prima di apprezzarne gli effetti di desaturazione quasi completa sulle casse del model Two, ma adesso la differenza la sento anche dalla stanza adiacente. I bassi non sono potentissimi (ha un cono da 13 centimetri) anche perché per esigenze di “progetto” l’ho dovuto appoggiare su un mobile e non per terra dove rende al massimo, ma l’effetto di riempimento c’è tutto e si sente. Già i prodotti Tivoli danno il massimo quando si ascoltano le voci (quando faccio sentire a qualcuno la radio dal Two dico sempre “senti le voci, come sono rotonde e profonde, sembra di essere in studio”), con i bassi del Sub si raggiunge quasi la perfezione 🙂
Mi sento di sposare la teoria del gentile commesso del Perigeo che me l’ha venduto (nel senso che me l’ha dato, non che mi ha convinto lui): se hai un model Two non spendere una cifra spropositata per il model CD, spendi meno per il sub e goditi di più i suoni!

Philips Living Colors

Philips Living ColourPer Natale ho regalato alla signora la Philips Living Colors. In realtà il pacco è stato aperto subito, perché era il periodo dell’attesa di Caterina e dell’insonnia, per cui ho pensato che la lampada coi suoi colori avrebbe giovato alle nottate sul divano.

Per chi non lo sapesse, la Living Colors è una lampada a led che permette, in teoria, 16 milioni di colori. Dico in teoria perché l’occhio umano non è in grado di distinguerne così tanti, per cui alla fine che siano davvero così tanti o no, all’atto pratico sono meno. Però sono – diciamo – abbastanza per farne un oggetto interessante. Nella versione più evoluta (e costosa) arriva dotata di un comodo telecomando con una ghiera di selezione del colore, il tasto ON/OFF e due pulsanti per variare saturazione e luminosità del colore. A seconda del vostro umore potete quindi immergere la stanza in un blu profondo o in un rosso vivace, in un tenue rosa pallido o in un giallo paglierino, variando i parametri secondo il vostro gusto.

E’ molto divertente e non stufa mai, perché ogni stanza merita colori differenti da intonare ai mobili o all’arredamento, e perché ogni giorno i nostri stati d’animo ci chiedono colori diversi. Poi l’abbiamo spostata nella cameretta di Caterina, così a seconda delle situazioni (nanna, pappa, activity) o del suo umore possiamo donarle un colore diverso. Dopodiché penso che la metteremo su una mensola in soggiorno, con il cavo nascosto, perché è anche un bell’oggetto da vedere. Io ho preso la versione trasparente, esiste anche col vetro fumé. Dico “col cavo nascosto” perché il vero punto dolente è proprio quello. Se e quando faranno davvero l’elettricità wireless saremo tutti più contenti 🙂

Ne esiste anche una versione mini, con la scocca in plastica lucida non trasparente e priva del telecomando, che però secondo me è la vera commodity: sei sul divano immerso nella tua luce arancione mentre sorseggi un brandy e ascolti del jazz; alla radio cambia la programmazione e mettono del lounge, che fai? ti alzi per cambiare colore o premi un tasto sul telecomando? 😉

Edit: esiste anche una modalità “auto”. premendo il tasto accensione per 5 secondi la lampada parte a variare continuamente tutti i colori disponibili, in un loop che durerà credo 3 minuti. Molto psichedelica e molto rilassante

(per finire, un ringraziamento a Federico che me l’ha fatta scoprire su FriendFeed giusto in tempo per cavarmi d’impiccio dal fatidico “e quest’anno cosa le regalo a Natale?” 🙂 )