Un Google che funziona è un Google vincente

[questo post è l’ideale prosecuzione di “come Google fa approcciare ai suoi servizi“]

Ieri sera mi sono trovato online con alcuni amici per fare una cosa (un brainstorming sui generis, insomma bisognava tirare fuori un’idea). L’appuntamento era su MSN messenger (anzi, Live messenger come lo chiamano adesso). Poi ci siamo trasferiti su Skype, e poi avevamo bisogno di un supporto dove scrivere. Un servizio web adatto allo scopo è MindMeister, dove si possono comporre mappe mentali in modo collaborativo. L’amico manda l’invito, anonimo, alle nostre caselle di posta, ma il servizio non funziona, dà un errore di sistema. Un altro si accorge che registrandosi invece funziona, ma io e un terzo non possiamo registrarci perché il nostro indirizzo di posta è già presente nel sistema, è quello dove è arrivato l’invito ed è “bloccato” da questa azione. Tramite OpenID mi fa loggare, ma subito dopo vuole i miei dati, tra cui l’email, e ritorniamo al punto precedente.

Ed ecco la magia: il moderatore apre un foglio di calcolo di Google Docs, manda tre inviti che riceviamo all’istante, clicchiamo e siamo tutti dentro, in modalità collaborativa. Tutti possono scrivere, ognuno ha la sua colonna dove fare proposte, e in più c’è la chat di fianco. Chiuso MindMeister, chiuso Skype, chiuso Live messenger, nessuna registrazione (chi non ha un Google Account, oggi?), tutto funzionante senza bisogno di altro.

Poi potete dirmi quel che vi pare, ma a me servono cose, oggetti completi che funzionano alla prima e sono facili da usare; e questo Google mi da, e questo attingo da lui a piene mani.

Nikon 3Dx

Non ci casco più, ormai ho capito come funziona. Nikon esce con un prodotto dellamadonna e tutti sbavano per un po’ (tipo ai tempi della Nikon D90), poi dopo 10-15 giorni Canon tira fuori il cannone e spara. In quel caso fu la EOS 5D Mark II, in questo scommetto sarà una 1Ds Mark IV, magari con doppio processore Digic4, flusso interamente a 16 bit, filmati fullHD senza limiti di tempo, 97 punti di autofocus, gambe per seguire il fotografo senza affaticarlo 🙂

[UPDATE 3/12: non ha le gambe e 97 punti di autofocus, ma direi che ci sono andato vicino! 😀 ]

La nuova tendenza è avere i prodotti pronti e tenerli lì per spiazzare la concorrenza. È successo anche con Google Analytics 3.0 dopo l’annuncio di Yahoo Web Analytics…

Il mio nuovo compagno di letto

cuscino TEMPURNon è Solimano, e non ho neppure cambiato moglie, o peggio ancora. Mi sono comprato un cuscino della Tempur 🙂

Per chi non lo sapesse, la Tempur è un’azienda milanese specializzata in accessori per il sonno, famosa più che altro per cuscini e materassi, ma che ha a catalogo anche altri materiali quali reti o l’onnipresente sostegno per il collo per dormire da seduti (in aereo o in casa).
Io non soffro di dolori cervicali, non in modo continuativo, ma da tempo sentivo l’esigenza di un cuscino decente. La mia signora ne ha già uno, quindi ho avuto modo di verificare che con lei ha funzionato e mi sono deciso per l’investimento; “investimento” non è una parola messa lì a caso, garantito, ma almeno per il momento devo dire che ne è valsa la pena. Ho comprato il modello “cervicale classic” anche se, come detto, non avevo bisogno proprio di quello, ma se andate in un negozio serio vi devono far provare una cosa su cui passerete otto delle ore di tutti i vostri giorni, per cui ho verificato che il guanciale classico mi soddisfaceva meno.

La particolarità dei prodotti TEMPUR è il materiale di cui sono composti, una specie di spugna rigida che si modella in base a pressione e calore. È un materiale di derivazione aerospaziale, da qui l’elevato costo, che si presenta abbastanza rigido al tatto. Certo, facendo pressione un po’ cede, ma ad esempio colpirlo non serve a niente. Invece appoggiarci la testa provoca una sensazione di sconcerto nei primi istanti, dopodiché la testa inizia ad affondare fino a trovare la giusta posizione. Per questo motivo il mio rammarico più grande è quello di dover evitare di lanciarmi sul letto (cosa che mi dà sempre una certa soddisfazione) per evitare di dare una testata sul cuscino in modalità “legno”. Da ora in poi dovrò fare attenzione a planare dolcemente sul guanciale 🙂

Ah, e ovviamente il pensiero mio e della signora va già al nostro prossimo materasso, che non potrà assolutamente NON essere Tempur. So per certo che fanno dei finanziamenti appositi per l’acquisto, ma la qualità della vita che vivete di giorno è fortemente condizionata da quella che vivete di notte. Dormire meglio può anche significare dormire meno, sicuramente significa affrontare il giorno con forze diverse!