Non può che peggiorare – 5

Qualcuno che ancora prova a vivere questo paese con normalità – e umanità – c’è. E’ che proprio fanno di tutto per non farceli riuscire…

A proposito: AlitaGlia è salva, pare. Non c’erano dubbi: di mezzo ci sono un sacco di debiti da far pagare alla collettività (me, te, i nostri figli, a meno che tu non sia parente di uno dei magnifici sedici della cordata d’oro) e un’occasione per far arricchire i soliti Paperon de Paperoni. Sarebbero andati avanti a spostare la dealine alla “settimana prossima” all’infinito, pur di riuscire in questo furto di caramelle ai bambini. Hey, voglio dire, soldi gratis!!

Backup 3, la mia soluzione

Aspire EasystoreIl motivo del prezzo stracciato dell’Acer Aspire Easystore da Mediaworld poi l’ho scoperto: siccome quello che mi hanno venduto era aperto (probabilmente un reso) e qualcuno aveva cambiato la password di admin, non potevo gestirlo. Il commesso mi ha detto “te ne do un altro, ma è l’ultimo; non ce ne arrivano più perché non c’è richiesta per questi affari, infatti per darli via ha visto che prezzi abbiamo dovuto fare?”.

Effettivamente non so se abbia ragione o no. Poco distante c’era un Lacie da 500Gb a 80 euro, ma come vi dicevo in altri post non amo molto i dischi USB e il mio utilizzo era diverso, distribuito. Comunque, appena acceso l’aggeggio è impostato su RAID 5, proprio quel che mi serviva, e quindi mi lascia a disposizione 1,5Tb di spazio. E’ impostato su DHCP, ma nella mia rete domestica uso ip fissi per via delle regole di routing, quindi do anche a lui un IP fisso congruente. Poi lo inserisco nello stesso gruppo di lavoro dei PC ma questo non basta ad evitare che mi venga richiesta la password chiamando la share di rete. Uso quindi il vecchio trucco di creare sull’Easystore utenti con stesso nome e password degli utenti windows dei due PC, e questo risolve definitivamente la questione.

Creo quindi 3 directory: una di scambio, così si possono depositare file anche se uno dei PC è spento, una di storage in cui piazzare la roba ingombrante e poco usata, tipo film e telefilm e simili, e una di backup, al cui interno creo quattro sottodirectory: PC-TAMBU, PC-ESTRELLITA, USB-TAMBU e USB-ESTRELLITA, e su ognuno dei Pc monto una unità di rete che ci punta direttamente, per evitare casini. Poiché quel che mi serve è una copia di sicurezza (che se vogliamo è una forma blanda di backup, anche se non è un backup in senso stretto) non installo il software dell’Acer, e ne provo un po’. Il più valido mi è sembrato Uranium Backup, che mi ha consigliato zerocold in un commento (si Roberto, ho provato anche comodo 🙂 ), però è free solo nella versione base, mentre per fare la sincronia con cancellazione servono 80 euro a licenza. Sono quindi tornato alle origini, e a quel Allway Sync che già uso in ufficio.

In sostanza una volta ogni sei ore parte in automatico la sincronizzazione degli hard disk, interi tranne la cartella di Windows e qualche altro file inutile (ci vuole un po’ di fine tuning, inizialmente), e all’inserimento di una chiavetta – e poi ogni mezz’ora – quella degli stick USB. questo dovrebbe coprirmi in qualsiasi caso di rottura: Affinché io perda qualcosa dovrebbero rompersi l’hard disk di un PC e contemporaneamente due hard disk dell’Acer (è in RAID 5, ricordate), oppure la chiavetta e i soliti due hard disk Acer. Spero di non essere così sfortunato 🙂

L’Acer non è silenziosissimo, va detto: la scrittura simultanea sugli hard disk produce rumori meccanici abbastanza marcati, e quando non è usato per un po’ va in una sorta di stand-by dal quale si desta con calma e sibilo alla prima richiesta. Quando invece i PC sono spenti, e quindi non riceve input, se ne sta buono buono. L’unica cosa è che emette una grande quantità di luce blu: ora il nostro studio di notte sembra il set di “incontri ravvicinati del terzo tipo” 😀