giorno 14 – Andenes

Questo buco di città è l’ultimo avamposto umano delle isole Vesteralen, cinquemila abitanti ma chissà dove sono, visto che è tutto chiusissimo. L’unica cosa buona che ha questo posto è che si vede bene il sole di mezzanotte, peccato sia nuvolo. Sconsigliatissimo!

Il sole di mezzanotte invece l’abbiamo visto ieri da Eggum, ed è stato uno spettacolo incredibile. Chiariamoci, già da Copenaghen il fatto che anche alle 22 ci fosse chiarore era stupefacente, ma restando alzati abbastanza a lungo si poteva notare una certa percentuale minima di oscurità. Al di qua del circolo polare artico il sole non tramonta mai. Alle 22, quando siamo usciti di casa, ho guardato l’orologio e la mia ombra per terra e ho esclamato: “le 22! che grande paese” 🙂
Alle 23 ci siamo fatti un lungo caffè caldo in un baretto appena inaugurato e a mezzanotte abbiamo salutato la simpatica palla infuocata che era ancora sopra l’orizzonte, nemmeno tanto rossa come potremmo pensare noi che siamo abituati ai tramonti. Tutto aveva una strana atmosfera, le ombre lunghe e una pervasione di arancione. Al ritorno in macchina verso la casupola, cioè verso l’una di notte, c’era lo stesso colore che da noi potremmo riscontrare alle 5 del mattino, un tono di rosso che unito al verde della vegetazione e al blu del mare donava un’atmosfera di tranquillità a qualsiasi cosa. Man mano che il sole si rialzava sull’orizzonte dagli specchi d’acqua più bassi si alzava una leggera nebbiolina, sembrava di essere ovunque, come se tutti i paesaggi possibili nel mondo in tutti gli orari fossero riuniti in pochi chilometri. E’ stata una esperienza indimenticabile…

Domani speriamo di trovare posto sul traghetto per l’isola di Senja (silentman, ti dice niente questo nome? 🙂 ), altrimenti dovrò guidare per svariate centinaia di chilometri supplementari per giungere a Tromso!