giorno 5 – Oslo

Se la signora mi fa usare il computer? si, certo, e senza nessun bisogno di accordi prematrimoniali 🙂 Primo perché anche lei lo usa (così quando torniamo non abbiamo 500 email cui rispondere) e secondo perché la convenienza di avere internet persistente e pervasivo in Italia me la posso immaginare, qui posso toccarla con mano (e ancora non possiedo EeePC o Ipod Touch per goderne appieno). Vi faccio due esempi:

La signora ha bisogno dell’amuchina, ce la siamo colpevolmente dimenticata e qui non esiste (non esistono nemmeno gli antibiotici, nè la rabbia per i cani. Ti dicono che l’acqua è pura e la frutta sana). Un gentile signore del tour operator fa due telefonate in norvegese e mi scrive su un pezzo di carta il nome di una cosa simile, la compro e torno in camera. Mi collego alla rete, al sito dell’Amuchina e leggo la composizione. Apro Google Translator, traduco dal norvegese il nome della sostanza, vado su wikipedia e prendo informazioni. E’ sostanzialmente simile (una è ipoclorato e l’altra è clorato), quindi viviamo più tranquilli.

Ogni sera posso collegarmi ai siti dei trasporti norvegesi e avere conferma degli orari dei treni, o prendere informazioni aggiuntive in una lingua più consona e con più calma. Se non trovo l’acqua frizzante, traduco l’etichetta dell’acqua naturale finché non scopro la frase “senza aggiunta di anidride carbonica” e poi saprò anche cosa cercare domani. Per uno abituato ad arrangiarsi su internet, avere internet facilmente (anche i MacDonald’s hanno il wifi gratis) è fondamentale. Per una persona mediamente intelligente è di grande aiuto.

E non si tratta di inventarsi trucchi strani, ciucciare la connessione del vicino o dello sprovveduto, avere la summer card dati+roaming+1 euro i minuti dispari e 0,50 quelli pari se non sorpassi un numero di bit pari al numero di Avogadro, si tratta semplicemente di attaccare il cavo (2Mbit/512k in questa stanza, e questo albergo ne ha sicuramente più di 700). Ogni giorno penso a questo post di Gaspar, e prendo realmente coscienza che è la verità. In Italia ci danno le briciole a caro prezzo (anche prima del decreto Pisanu mi ricordo alberghi con prezzi a due cifre/ora per il wifi), qui quasi non sanno che farsene, della banda.

Comunque, questa sera ristorante vegano “mangi finché vuoi”, domani la combo mortale “Norway in a nutshell“. Ci risentiamo sicuramente da Bergen 😉

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9 Comments

  1. Nel nostro paese siamo nel terzo mondo per il settore delle telecomunicazioni, non perché non abbiamo le risorse, ma perché semplicemente le tre società fanno cartello e danno le briciole a peso d’oro.

  2. caino

    se non la finisci di questi post estasiati mi ricordi un mio collega tornato da poco dal giappone.
    ma dimmi, anche là sono delicate?
    ops…

  3. Beh… hanno la bella banda. Ma vuoi metterla col nostro cibo?! 😛
    Preferisco andare piano e mangiare sano. 😉
    Ciao,
    Emanuele

  4. Barbara

    Accidenti le medicine e le cose così dimenticarsele è un caos spesso si trova il corrispondente ma comprendo la tua ricerca (per fortuna andata a buon fine) di cose ci fosse dentro… secondo me andando in certi paesi sembra di tornare al medioevo poi quando finisce la vacanza e ti ritrovi in Italia!

  5. Mi tornano in mente i 6000 km che ho fatto in macchina lo scorso anno partendo da Helsinki fino a Capo Nord e poi alle Lofoten… ho sempre trovato connessione wifi ovunque, gratis e senza dover fare nessun tipo di registrazione… 😉

    Alle Lofoten fai una tappa a Sakrisøy al negozietto che vende il pesce fresco, merita!!! 😉

    Buon viaggio!!!

  6. alga

    beh, anche da mc donald’s in piazza castello a torino, se ti porti dietro il portatile, ti puoi collegare gratis.
    🙂

  7. sai a cosa mi fa pensare questo tuo post? a un momento in cui non ci sarà più bisogno di parlare di internet. mica passiamo il nostro tempo a dirci quant’è importante il telefono!

    e passando alle cose interessanti, grazie per la storia di questo viaggio. spassatevela! 🙂

  8. Pingback: 30 seconds to Tambu · Sanno tutto di te

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