La spiegazione di Cloverfield

e di come sia legato a Lost

Ve l’ho già detto qualche post fa: Cloverfield non ha una spiegazione, è naturale che sia così e non ce n’è nemmeno bisogno. Sostanzialmente ha ragione Alessandro: Cloverfield è la storia di un frammento digitale di umanità, non la storia di un mostro che rasa al suolo una città. Tuttavia…

tuttavia continuo a pensarci da una settimana, a cercare indizi su internet, a scoprire cose e a parlarne con entusiasmo a chi mi sta intorno: e anche qui devo ribadire che se non fai parte del giro di persone che stanno su internet ad informarsi ti perdi una grande fetta del divertimento di questo film.

[attenzione: per spiegare il mio pensiero avrò bisogno di svelare liberamente indizi e parte della trama. Se non vuoi rovinarti il film è meglio se torni dopo averlo visto]
Il film è solo uno dei multipli livelli narrativi intrecciati che esistono e più vado avanti e più mi convinco che tutto sommato potrebbe anche non essere il principale. Un buon punto di partenza è questo blog e le sue pagine statiche, che raccontano buona parte delle questioni aperte: la Tagruato company e il suo satellite precipitato (che si vede o no alla fine del film?), la piattaforma petrolifera affondata e i virali diffusi come pubblicità che in realtà sono parte integrante della storia, l’analisi dei fotogrammi del sito 1-18-08.com, lo Slusho e il suo ingrediente segreto (e come non metterlo però in relazione col mitico Slurm di futurama? 😀 ). Indizi.
Alla festa qualcuno indossa magliette dello Slusho e il protagonista deve partire perché è diventato vicepresidente di una compagnia giapponese. Compagnia che parrebbe essere la Tagruato. Relazioni.
Qualcuno quindi ha fatto dei siti finti con indizi per mettere insieme i pezzi del puzzle, e fin qua niente di (troppo) nuovo. Anche la Oceanic Airlines di Lost ha un suo sito internet sebbene non esista. Qualcuno però è andato oltre e ha cercato di risalire a chi ha registrato questi siti. E a parte gli ovvi dati fittizi, un numero di telefono che esce fuori dai WHOIS porta ad un aeroporto in California che una volta si chiamava… Cloverfield. Sono i dettagli che caratterizzano i geni.

Dettagli che peraltro ritroviamo quando si analizza la relazione tra finzione e realtà, che va oltre la realizzazione di finti siti web. I personaggi del film hanno dei VERI (per quanto possano essere vere delle pagine web, ovvio) profili su Myspace, e non si sono più loggati dopo la data di morte teorica nel film. Insomma non c’è uno ed un solo indizio che sia fuori posto in questa enorme operazione di marketing, e più ci si addentra più si resta affascinati. Io sono letteralmente rapito e pagherei per far parte dell’organizzazione.
D’altro canto mi si può anche obiettare che comunque sia questo non spiega nulla del film o del mostro, e che più ci si addentra nella “caccia al tesoro” e più ci si allontana dal film, quasi a voler distrarre dal film stesso. Una persona senza internet di tutto questo se ne può infischiare e se vede solo il film gode si e no del 20% del fascino di tutto l’insieme.

Ammetto che non mi sono mai fatto prendere dall’intreccio simile in Lost, perché la narrazione mi è sempre sembrata sufficiente o forse per pigrizia non lo so. Niente Lost theories, niente lost experience, niente telefonate ad un numero in Australia per sentire una registrazione che mi dice dove registrarmi per ricevere una mail con indizi per vedere il prossimo spezzone di video in cui il fidanzato di un personaggio secondario svela alcuni retroscena forse correlati alla vicenda principale (questa cosa esite, lo giuro!). Per Cloverfield invece sono entrato nel tunnel.

Ma proprio mentre ero nel tunnel ho avuto una illuminazione, che riporto qui ora (a quarta stagione appena iniziata negli USA) anche se è fantascientifica ma lo faccio a titolo cautelativo: se un giorno dovessi avere ragione assurgerò all’olimpo dei veggenti 🙂

Ecco: JJ Abrams non ha davvero la più pallida idea di come tessere le fila di Lost, e Cloverfield è una gigantesca operazione per abituare il pubblico a non avere una spiegazione. Digerita la non-spiegazione di Cloverfield, sarà più facile digerire la delusione di Lost.

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22 Comments

  1. caino

    …che è pure quello che scrissi io molto tempo fa. 😛 [e lol]

  2. impiegato

    scommettiamo che ti sbagli?

  3. oppiure cloverfield potrebbe essere l’inizio della spiegazione di lost.
    ad ogni modo io preferisco fermarmi al film, visto che lost non l’ho seguito e non so se lo seguirò mai. però la spiegazione del titolo “cloverfield” mi interessa. è chiaro che il titolo, che non riceve alcuna spiegazione nel film, è un’esca per andare oltre il film.

  4. Non puoi fermarti al film, è impossibile. Il video della piattaforma petrolifera che affonda è parte del film, e non solo perché è chiaramente il mostro che la tira giù. il fatto che i personaggi finti abbiano riferimenti veri è parte del film. E’ una sorta di realtà parallela ma intersecata 🙂

  5. Missk Lorina

    io credo che JJ Abrams sappia benissimo dove andare a parare con LOST… e già dalle ultime due o tre puntate della terza serie… con l’inizio dei flash forward…
    invece Cloverfield mi ha letteralmente deluso… al punto da non aver nulla da scrivere a riguardo.

  6. Barbara

    Amm che ragionamento ragazzi tutto sto studio x un film?! ULP ( ps lo so a me non è molto piaciuto sarà che io di scervellarmi per un film proprio…)

  7. essere delusi è già un buon punto di partenza: significa che si avevano delle aspettative. Come ho detto nel corso di tre post, è probabile che fossero aspettative errate o semplicemente parziali…

  8. alga

    beh, ma sarò pure rincoglionita.
    io non ci capisco niente.
    non capisco se è cinema.
    se il cinema cambia.
    se è vivo.
    se è morto.
    se il cinema che ho visto è ancora cinema, o è archeologia.

    ripeto, non ci capisco più niente.
    🙁

  9. Ciao Tambu,

    avvincente questa discussione su cloverfield

    @alga

    volendo fare una valutazione di marketing direi che gli ideatori di Cloverfiled hanno costruito a priori e a tavolino quello che si è verificato a posteriori e spontaneamente con il fenomeno Donnie Darko (con decine di Blog e siti che hanno fornito varie intepretazioni sugli indizi disseminati nel film)

    Non sono ancora andato a vedere Cloverfield però di Donnie Darko posso dire che l’ho apprezzato veramente solo dopo aver cercato in internet l’interpretazione di un film di cui avevo davvero capito poco: ciò che ho trovato maggiormente interessante è stato che il web ha reso un servizio complementare al film creando e diffondendo un fenomeno

  10. @alga: è normale, queste sono nuove forme di espressione che attraverso quello che noi chiamavamo “cinema” giungono a noi. In un mondo in cui tutto è sempre più interconnesso, anche il cinema subisce questa influenza e tende a interconnettersi ad altri media (internet principalmente).

    Se vogliamo è come quando compravi un cd di Baglioni e dentro c’era una traccia multimediale in cui dovevi scoprire una password e andare su un sito per avere contenuti aggiuntivi. Non mi ricordo l’album, ma mia madre ce l’ha.

    Ai tempi di The Blair Witch Project il massimo dell’interazione era scrivere “tratto da una storia vera” e non far capire se lo fosse davvero o no (e la gente si recava nel posto per capirlo), oggi la cosa si è complicata parecchio (ma è nel contempo parecchio più divertente 🙂 )

  11. alga

    senti, ma the blair witch project l’ho visto.
    e mi è sembrato orrendo (ballava tutto, e non come nei film di lars von trier, in più non si capiva una mazza di dove volevano andare a parare).
    se uno vuol aver paura, guarda shining (che, oltretutto, è un capolavoro) oppure, più modestamente, the others o cape fear.
    hai ragione sulla questione del mondo in cui è tutto sempre più interconnesso.
    però, giustamente, dici anche «quello che noi chiamiamo “cinema”».

    vuol dire che qualcosa è veramente cambiato e forse quello che oggi chiamiamo cinema, forse non lo è più.
    è una roba diversa, e bisognerebbe cercargli un nome.

  12. se il cinema è arte, è giusto che evolva col tempo. come la pittura e tutto il resto. si chiama, semplicemente, arte moderna 🙂

  13. Bel post, interessanti anche quelli a cui si accede tramite i collegamenti al suo interno. Tuttavia è proprio la frase “se non fai parte del giro di persone che stanno su internet ad informarsi ti perdi una grande fetta del divertimento di questo film.” che è il nocciolo della questione, secondo me. Quando vado al cinema e pago il biglietto voglio fruire di uno spettacolo che deve essere esustivo (o non esserlo, se questa è una scelta registica) in sè. Non devo essere costretto a vagare per internet e ciucciarmi tutto il buzz mediatico sul film. Per quel che mi riguarda conta solo quallo che il film mi dà QUANDO LO VEDO. Poi ci possiamo fare tutte le pippe che vogliamo, ma Poi, non prima. IMHO, ovviamente. Bel blog!

  14. Pingback: Cloverfield - Samuele Silva

  15. Red Alcolico Fire

    Se fosse vero tutto quello che hai scritto per me non è geniale è solo un modo per tenere occupato chi non ha un cazzo da fare… cercare informazioni su una roba che non esiste….. mha!!?!? per me è solo una perdita di tempo…
    cmq anche se tutto ciò fosse vero il film fa cagare… non ha ne un inizio ne una fine…

    queste sono opinioni del tutto personali… liberissimi di pensarla diversamente…

  16. quindi io non ho un cazzo da fare, secondo te. E vogliamo parlare del tuo fine a approfondito giudizio critico? “fa cagare perché non ha un inizio nè una fine” significa che non hai capito niente del film, e che non hai mai letto nemmeno un racconto di Buzzati, ad esempio…

  17. marco

    so ke forse nn c’entra un tubo, ma se avete visto uno dei primi episodi di lost, quando loro liberano un pilota, un mostro si frega quest’ ultimo, e sembra ke quel mostro avesse un tentacolo. se ci fate caso, quando tutti, a cloverfeild sono sul ponte la prima cs ke si vede è un tentacolo, ed è identico a quello di lost. non c’ entrerà un tubo ma credo ke sia un collegamento tra lost e cloverfeild.

  18. marco

    ps: scste x il ritardo nello scrivere, ma solo ora mostro più interesse per il film

  19. Tiziano

    Ricollegandomi a quello che dice marco sul tentacolo, ha pienamente ragione sul ponte l’attacco viene da un tentacolo, e se non mi sbaglio il bestio quando è su terra non mi ricordo di aver visto tentacoli a giro sul corpo. Potrei sbagliarmi perchè il film l’ho visto al cinema quando uscì quindi è passato praticamente un anno ma se così fosse potremmo giungere alla conclusione che il mostro si evolve o sono più d’uno…

  20. Pingback: 30 seconds to Tambu · La spiegazione di Flash Forward

  21. Stefano

    @marco e @Tiziano:
    penso di poter dire con una certa sicurezza che non si tratta di un tentacolo, ma semplicemente della coda del mostro. Se non ricordo male lo si intuisce anche in un secondo momento quando la scena del ponte viene mostrata dall’alto ripresa da un elicottero.

  22. Davide

    Lost è stato un telefilm, più che incomprensibile e deludente, stupido.
    Stupido perché ha avuto la pretesa di essere intelligente mentre in realtà è un’accozzaglia di idee scandalosamente fanciullesche e patetiche.
    Cloverfield è anch’esso “ignorante”, ma non ha alcuna pretesa, questo fa di lui un film pauroso e godibile.

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